Famosi nutrizionisti americani: Innovatori e tendenze nel mondo della nutrizione

L'incontro con realtà e professionisti di grande valore è una delle opportunità più stimolanti del percorso lavorativo. In questo articolo, esploreremo alcuni dei nutrizionisti americani più influenti, le loro filosofie alimentari e come stanno plasmando le tendenze del benessere negli Stati Uniti e nel mondo.

Shantih Coro: L'approccio olistico alla nutrizione

Nato a Genova, Shantih Coro è un Registered Dietitian e coach italo-americano che attualmente vive e lavora a St. Augustine, in Florida (Stati Uniti). Con una formazione accademica negli Stati Uniti, si occupa di Dieta GAPS per l’asse intestino cervello e medicina funzionale applicata alla nutrizione.

Dr. Coro segue pazienti in America, Europa e Sud America da tanti anni e ha tanti pazienti in Italia. Per necessità, lui è stato il suo primo paziente e si occupa di queste cose da oltre 20 anni e ha iniziato molto prima di chiunque altro a occuparsene. È stato diverse volte in televisione, a volte viene invitato a conferenze ed è molto conosciuto ma è una persona scomoda che dice ciò che pensa e che non segue le mode quindi non ha poi tantissime persone che lo seguono e non viene più invitato spesso alle conferenze.

Secondo il Dr. Coro, per riprendere la salute bisogna cambiare l’alimentazione dimenticandosi delle mode del momento e tornando a mangiare in modo genuino e tradizionale e cambiando il proprio modo di vivere a 360 gradi. La sua vita cambierebbe completamente, le persone non sanno cosa voglia dire stare bene fino a che ci arrivano.

L'importanza dei grassi e degli organi animali

Il Dr. Coro sottolinea l'importanza dei grassi nella dieta: È nel grasso che troviamo le forme attive di vitamina A, D, K, i famosi Omega 3 in perfetto equilibrio con gli altri acidi grassi, CLA un acido grasso anticancerogeno e l’acido arachidoniche essenziali per mantenere le pareti dell’intestino integre, vitamine del gruppo B, antiossidanti e minerali.

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Gli organi sono semplicemente l’alimento più ricco esistente in natura, il fegato può fare vergognare qualunque frutta, verdura, cereale, legume o qualunque alimento in termine di nutrizione. Semplicemente se non mangiamo fegato siamo carenti di vitamina A, molti pensano che sia contenuta nelle carote o nei pomodori in realtà’ li troviamo precursori come il betacarotene la cui conversione in retinolo (forma attiva) e’ molto scarsa mentre i grassi animali e organi contengono il retinolo.

L'alimentazione e la salute degli animali

Non possiamo pensare di mangiare animali mal nutriti, stressati e malati e non pensare che non ci succeda nulla. In realta’ le difficoltà sono causate dalle persone che vogliono spendere poco per il cibo, ma il cibo di qualità deve costare di più perché’ c’è tanto lavoro dietro.

L’Italia è il paese in Europa che usa più antibiotici per gli animali ma anche sotto forma di medicine e vengono dati come fossero caramelle ma non lo sono. Questo ha anche raccolto l’attenzione dell’OMS che ha richiamato l’Italia.

Il mito del colesterolo e le malattie cardiache

Ad aprile uscirà il mio primo libro sul mito del colesterolo e le malattie cardiache dove ripercorro statistiche e ricerche dal primo caso di attacco di cuore nella storia fino ad oggi, spiegando come dovremmo mangiare e vivere, soprattutto quali sono gli esami più innovativi per la prevenzione ormai siamo nel 2021 e guardare a colesterolo, HDL, LDL e trigliceridi è fare medicina dell’epoca dei dinosauri.

Ha poi in progetto nei prossimi anni di scrivere un libro all’anno per i prossimi 6 anni, fare revisioni visto che la scienza va avanti e scopriamo cose nuove, farà dei videocorsi educativi per le persone, sarà responsabile di un grosso centro il Italia per l’Autismo e la PANDAS per quanto riguarda l’alimentazione, sta raccogliendo i dati per pubblicare ricerche scientifiche sui suoi risultati sulle patologie croniche, intervisterà più persone possibile ogni venerdì in Livestream in diversi settori legati alla salute, sta lavorando per aggiornare il sito, ha lanciato un canale YouTube e tutto ciò che potrò fare e che la tecnologia ci consentirà di fare a nome della divulgazione lo farò.

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La Dieta Carnivora: Un approccio estremo?

La dieta carnivora è un regime alimentare che sta guadagnando molta popolarità, soprattutto negli Stati Uniti, grazie anche a personaggi famosi che la promuovono sempre di più. La dieta carnivora non è ancora ben codificata; alcune forme sono più estreme, come la Lion Diet, che prevede solo l’utilizzo di carne e sale e altre invece sono più inclusive prevedendo il consumo di tutti gli alimenti animali. In alcune versioni si utilizzano anche alcuni alimenti vegetali come avocado, limone, cetrioli, frutti di bosco, cocco e altri tipi di frutta.

Tra i vantaggi più pubblicizzati dai soggetti che seguono questo regime alimentare, ci sono la perdita di peso, la gestione di malattie autoimmuni e infiammatorie e il miglioramento della salute generale. Dal punto di vista scientifico, infatti, la dieta carnivora è poco studiata e non ci sono ancora ricerche controllate su larga scala che ne confermino i benefici o i rischi.

Potenziali Rischi della Dieta Carnivora

Se analizziamo questa dieta però possiamo osservare diversi potenziali rischi soprattutto se non vengono adottate le giuste precauzioni. Uno dei principali problemi è la forte riduzione di elettroliti, tra cui potassio e magnesio che può portare a crampi, aritmie e altri disturbi cardiaci. Questo calo elettrolitico è dovuto alla mancanza di carboidrati che porta a una riduzione dell’insulina. L’insulina a livello renale aiuta nel riassorbimento di sodio e questo processo permette una ritenzione maggiore di elettroliti.

Il fulcro della dieta carnivora è il consumo di carne senza una particolare attenzione all’introduzione dei grassi alimentari; infatti, in alcuni casi si può trattare di una dieta con un ridotto apporto di quest’ultimi. In un contesto di dieta chetogenica, il consumo eccessivo di proteine senza un adeguato apporto di grassi però può portare a stanchezza, calcoli alla cistifellea e altri disturbi metabolici.

Un altro importante rischio riguarda la maggiore predisposizione allo sviluppo di tumori gastrointestinali a causa del consumo di carne cotta ad alte temperature e quindi bruciata. Infatti, spesso i sostenitori di questo regime non fanno attenzione alla modalità di cottura della carne, consumandola spesso bruciata. È noto che le molecole chimiche che si vengono a formare durante la cottura ad alte temperature sono associate a sviluppo tumorale. Questo rischio è ridotto qualora il consumo di carne bruciata sia poco frequente e se questa viene accompagnata da verdure.

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In conclusione, sebbene alcune persone affermino di trarre benefici straordinari dalla dieta carnivora, mancano ancora solide prove scientifiche per supportare questi risultati. È fondamentale affrontare questo tipo di dieta con cautela e consultare un medico o un nutrizionista per valutare i potenziali rischi e benefici individuali.

Biohacking: Ottimizzare il corpo e la mente

Il termine e la scena del biohacking si sono diffusi negli ultimi anni dagli Stati Uniti all’Europa. La parola che proviene dall’unione di "bio" (che significa: vita) e "hacking" (che significa: decodifica e controllo) dà già degli indizi su cosa si tratti: i biohacker hanno l’obiettivo di conoscere al meglio il proprio corpo e vogliono assumersi la responsabilità della propria salute e del proprio benessere. L'autoefficacia è al centro dell'attenzione, per una vita lunga e sana, un rendimento massimo e il raggiungimento della felicità. Questo inizialmente può sembrare ancora più pressante per prestazioni e stress, ma a ben guardare si tratta esattamente del contrario.

Se dai al corpo ciò di cui ha bisogno e per cui è stato fatto, sarai ricompensato con energia e resilienza. I metodi e gli hack sono vari. Possono e dovrebbero essere stabiliti in modo flessibile e individuale. Gadget tecnici sono particolarmente popolari come strumenti d’aiuto, ma in fondo si tratta di vivere in armonia con la natura. Questo vuol dire in parte tornare ad uno stile di vita naturale e originario e creare una consapevolezza per il proprio corpo.

Dave Asprey: Il pioniere del biohacking

Pioniere del mondo del biohacking è lo statunitense Dave Asprey, che si è posto l’obiettivo di raggiungere i 180 anni. Da oltre 20 anni sta cercando di mantenere il controllo dei processi del corpo utilizzando varie tecniche e azioni. Asprey paragona l'invecchiamento alla morte per mille punture di spillo, che lui vuole riparare o prevenire in primo luogo con l'aiuto di biohack. Nei suoi libri, l'inventore del bulletproof coffee e della bulletproof diet parla delle sue esperienze e delle sue routine. Ricorre anche a fitness tracker, occhiali con filtro per la luce blu e trattamenti costosi come l'ozonoterapia. Inoltre la sua vita quotidiana è costellata da numerosi integratori alimentari, meditazione e docce fredde.

Benefici del Biohacking

Anche se non hai l’obiettivo di raggiungere i 180 anni, sarebbe comunque bello mantenere una buona salute anche in età avanzata e soprattutto essere felice. I metodi del biohacking ti possono aiutare in questo. Usati regolarmente e correttamente, gli hack possono:

  • Dare più energia, contribuire alla produttività e concentrazione
  • Migliorare le prestazioni, nell’allenamento e nella vita di tutti i giorni
  • Rafforzare la capacità di recupero
  • Ridurre lo stress e favorire un buon sonno
  • Aumentare la consapevolezza di sé
  • Aiutarti nel raggiungere obietti privati e professionali

Non devi stravolgere tutta la tua vita subito. La cosa migliore da fare è provare gradualmente diverse misure e cercare di integrarle passo dopo passo nella vostra vita quotidiana. Scopri cosa ti piace e cosa ti fa bene. A volte ci vuole un po' di tempo prima di vedere o sentire i risultati. Per questo dovresti usare gli hack almeno per quattro settimane.

Alimentazione e Biohacking

L'alimentazione gioca un ruolo importante quando si tratta di salute e rendimento. Forse più di quanto ne siamo consapevoli. Anche in questo caso, la dieta dovrebbe adattarsi alle proprie esigenze ed essere personalizzata (per esempio in caso di intolleranze). I biohacker vogliono essere sicuri di avere tutti i nutrienti necessari in modo ottimale. La maggior parte segue una dieta paleo o low carb, ad esempio chetogenica. Il corpo impara a recuperare l’energia dai grassi nel lungo termine. A differenza delle proteine e dei grassi o di alcuni acidi grassi, i carboidrati non sono nutrienti essenziali.

I cibi non lavorati sono poi alla base del piano alimentare. Soprattutto:

  • molta verdura fresca
  • frutta a guscio e semi
  • prodotti animali allevati al pascolo
  • pesce ricco di grassi

Nel consumare prodotti animali come carne, uova o latticini, i biohacker fanno attenzione alla qualità e all’allevamento al pascolo. L’allevamento tradizionale offre, nelle migliori condizioni, agli animali molto spazio, un’alimentazione adeguata ed esercizio all’aria fresca. Tutto questo rende l’alimento di qualità superiore e serve allo stesso tempo a contribuire al benessere degli animali. Ma anche quando si tratta di integratori e prodotti proteici (ad esempio per la costruzione muscolare), i biohacker guardano molto attentamente l'etichetta. La purezza e l'origine più naturale possibile senza additivi sono le priorità assolute.

Esercizio Fisico e Biohacking

L’allenamento è considerato particolarmente efficace quando si ottiene molto in poco tempo. È troppo per te all'inizio? Nessun problema, anche tutti i movimenti quotidiani come salire le scale, andare in bicicletta al lavoro oppure una passeggiata durante la pausa pranzo fanno la differenza. I biohacker sanno che il corpo umano ha evolutivamente bisogno di molto esercizio e che stare seduti sulla sedia dell’ufficio, sul divano e in macchina per ore e ore ogni giorno sono contro la sua natura.

Bryan Johnson: Il biohacker californiano

Bryan soprannominato " il biohacker californiano" ha intrapreso un viaggio " interiore" per capire il funzionamento del suo corpo e farlo ringiovanire. Un progetto che ha chiamato Blueprint Project e che lo vede come cavia delle sperimentazioni per riportare tutti i suoi organi, cervello compreso, all’età di 18 anni.

Johnson dichiara che ha ridotto la sua età epigenetica di 5,1 anni , ha abbassato del 24% il suo tasso di invecchiamento, ha un perfetto rapporto tra muscoli e grasso, la sua temperatures corporea è diminuita di 3 gradi Fahrenheit (è di circa 34,8 °C al posto dei normali 36,5 °C), ha il cuore di un 38enne, la pelle di un 27enne e, soprattutto, i test fisici sono quelli di un 18enne.

Barry Sears e la Dieta Zona: Un approccio antinfiammatorio

Barry Sears, lo scienziato che ha messo a punto la Zona, la chiama “dieta mediterranea 2.0”, per la capacità di donare benessere. A cui si aggiunge un altro plus: il potere antifatica. La Zona è un’evoluzione della dieta mediterranea: la potremmo chiamare la mediterranea 2.0. Usa ingredienti della prima, però seguendo delle regole particolari. Anche per questo la Zona è ancora la migliore fra le tante diete proposte da anni.

Per Zona intendo uno stato metabolico del nostro organismo che ci permette di controllarlo. Quando mettiamo del cibo in bocca, è proprio grazie al nostro metabolismo che l’alimento viene convertito in tessuto vivo. Se il corretto metabolismo viene sovvertito per qualsiasi motivo, come con una dieta sbagliata, si può instaurare quella che i medici chiamano insulino-resistenza, e che produce crescita di peso, induce la comparsa di malattie croniche e fa invecchiare più precocemente. Essere in Zona invece significa assenza di insulino-resistenza nell’organismo, e quindi avere un metabolismo che funziona al massimo dell’efficienza. Allora si perde peso più facilmente, si hanno minori rischi di ammalarsi e si rallenta la velocità dell’invecchiamento.

I tre elementi per stare in Zona

Il primo si basa su una assunzione maggiore di acidi grassi Omega 3 (quelli buoni, salutari del pesce azzurro, per intenderci) e il secondo prevede il consumo adeguato di polifenoli, che sono quelle sostanze che danno alla frutta e alla verdura il loro colore. Questi due elementi, insieme alla dieta, ti portano e ti mantengono in Zona, e quindi in salute e a lungo.

La Zona e le diete chetogeniche

Invece le diete chetogeniche, molto in voga, sono state oggetto di uno studio della nostra Fondazione che è stato pubblicato sulla più prestigiosa rivista di nutrizione clinica al mondo. Abbiamo confrontato un’alimentazione a Zona con una chetogenica: dopo 6 settimane di dieta c’era una maggiore perdita di peso e di massa grassa per i pazienti in Zona, ma anche un migliore effetto sull’umore e sulle prestazioni sportive. La chetogenica, invece, raddoppiava il livello di infiammazione nell’organismo. Un altro studio della Harvard School of Medicine dice che seguire a lungo una dieta chetogenica fa aumentare i livelli dell’ormone cortisolo, il quale accelera lo sviluppo dell’insulino-resistenza.

Come seguire la dieta Zona

L’unità di misura originaria nella dieta Zona è in effetti a blocchi: ogni blocco è composto da una percentuale calorica di carboidrati (40%), proteine (30%) e grassi (30%). È il metodo scientifico-matematico dietro il mio sistema dei pasti. Nella realtà basta dividere il piatto in tre sezioni: un terzo è destinato a una fonte di proteina magra (pesce, carni bianche, tofu) della grandezza del palmo della mano; gli altri due terzi del piatto vanno riempiti con carboidrati colorati, quindi frutta e verdura. E poi si aggiunge una quantità moderata di grassi: ideale l’olio, buonissimo in Italia.

Se consumi il piatto come descritto precedentemente la prova che sei in Zona è proprio quella di non avere fame per le 5 ore seguenti. È infatti il bilanciamento giusto fra proteine e carboidrati che controlla gli ormoni che gestiscono la fame. E se non hai troppo appetito assumi meno calorie. È sbagliato pensare alla dieta come a un breve periodo di deprivazioni per infilarsi il costume da bagno: dieta deriva dal greco antico e significa stile di vita. La Zona è un sistema e stile di vita.

Gillian McKeith: Cambiare le abitudini alimentari per dimagrire

«Per dimagrire bisogna cambiare le abitudini alimentari». Per Gillian McKeith, nutrizionista americana che tiene in forma Demi Moore, Charlize Theron e Jennifer Aniston, è questo il segreto per restare in forma. Nel suo nuovo libro, La dieta McKeith (Corbaccio), in uscita in Italia il 26 aprile, spiega come riuscirci in quattro step, che anticipa in esclusiva a Leiweb.

Primo: rendersi conto dei propri errori a tavola. Secondo: invertire la rotta con una dieta di 28 giorni. Terzo: disintossicarsi (almeno una volta ogni due mesi). Quarto: adottare un regime alimentare che permetta di restare magri per sempre.

Secondo McKeith, la nostra alimentazione non è che un tassello di un più ampio stile di vita malsano, fatto di vita sedentaria, iperalimentazione e cibo dalle scarse proprietà nutrizionali. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, non ci rendiamo conto di queste cattive abitudini.

L'importanza del movimento e degli smoothie

Non si può pensare di essere in forma alimentandosi di cibo-spazzatura, per cui mangiare sano è sicuramente il primo passo verso il raggiungimento e il mantenimento di una forma fisica invidiabile. Ma l’aspetto alimentare non basta.

McKeith adora gli smoothie (bevande vitaminiche per eccellenza a base di frutta e verdura, ndr), sono un vero toccasana per la linea e per la salute e sono la sua prima colazione preferita. Pensi che gli amici mi prendono in giro perché nella mia cucina si sente in sottofondo il ronzio continuo del mixer in funzione! Gli smoothie sono poi ricchissimi di benefici per chi vuole stare in forma: si preparano in pochissimo tempo, sono gustosissimi, sono digeribili e - cosa che non guasta per chi è a dieta - hanno un alto potere saziante.

Nutritional Influencer Italiane

È il bello dei social: chiunque può dire la sua. Ma quando si parla di alimentazione e salute la questione diventa delicata. Per riconoscerli basta sbirciare la loro bio: tutti mettono ben in evidenza la qualifica di medico, nutrizionista, terapista nutrizionale, dietista o dietista sportivo. Il fenomeno è nato in America dove ci sono doc che sfiorano il milione di follower con i loro post su come pianificare i pasti, cucinare in modo più sano e leggero o rispettare il pianeta quando si fa la spesa. E in Italia? Abbiamo scelto le tre instagrammer più seguite. Tre donne che ispirano e fanno opinione con informazioni scientificamente approvate.

  • Medico chirurgo specializzato in nutrizione, è la più amata delle nutritional influencer italiane. Scientifica ma molto ironica, ti aiuta a ripensare l’alimentazione, dalla pianificazione della spesa settimanale alla preparazione dei piatti quotidiani, tutti ispirati alla dieta mediterranea. E la chiave del suo successo sta proprio in questo: è un vero aiuto per chi vuole avvicinarsi a un’alimentazione più sana ma non sa da dove cominciare.
  • Specialista in Scienze dell’Alimentazione, è autrice del bestseller È facile diventare un po’ più vegano (Rizzoli). È medico e mamma di due bimbi e su Instagram affronta quella che spesso è ancora considerata un azzardo o un’impresa impossibile: “cucinare veg” per tutta la famiglia, piccolissimi inclusi. Se la segui impari a: farcire il panino da portare in spiaggia quando non vuoi metterci prosciutto e formaggio. Schiaccia grossolanamente dei ceci con capperi, avocado, limone e senape; prepara un pesto proteico con piselli o edamame surgelati, basilico e mandorle, o farcisci con strati di verdure grigliate e hummus. Con poco tempo e poca spesa, avrai un pranzo nutriente e leggero, ricco di proteine verdi e adatto per grandi e piccoli.

tags: #famosi #nutrizionisti #americani

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