Farmaci dimagranti forti ed efficaci: una panoramica

Negli ultimi tempi, si è parlato molto di farmaci dimagranti con non poche preoccupazioni. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), per prima, ha lanciato l’allarme, poiché questi farmaci, importanti per chi soffre davvero di diabete, diventano sempre più difficili da trovare.

Agonisti del peptide 1 (GLP-1ra): cosa sono?

Sono gli agonisti del peptide 1 (GLP-1ra), composti simili agli ormoni (naturalmente presenti nel nostro organismo), sviluppati originariamente per il trattamento del diabete di tipo 2 (forma associata a insulino-resistenza, sovrappeso, ipertensione e familiarità, che tende a comparire prevalentemente in età avanzata), che inducono una significativa perdita di peso, con effetti collaterali per lo più gestibili.

Semaglutide: meccanismo d'azione ed effetti

La semaglutide imita il comportamento del GLP-1, un ormone prodotto dall’intestino che ha il compito di stimolare la produzione di insulina e inibire quella di glucagone (un ormone che fa aumentare il livello di zuccheri nel sangue quando la glicemia è bassa), aiutando ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Gli effetti della semaglutide sono inoltre significativi dal punto di vista del controllo della fame e della sazietà, riducendo l’appetito e favorendo la perdita di peso, in quanto gli ormoni che questi farmaci mimano fanno parte di questi complessi sistemi di controllo.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali sono legati perlopiù all’azione del farmaco stesso e sono nausea, vomito e diarrea che possono essere frequenti in un’ampia fetta di pazienti, in particolare alle prime somministrazioni.

La mania per la semaglutide

Quando, nel dicembre 2023, la rivista Science ha premiato il farmaco Ozempic come breakthrough of the year, il riconoscimento non ha fatto altro che amplificare una mania già esplosa negli Stati Uniti. Ozempic, nato come farmaco per la gestione del diabete, si è rivelato un potente strumento per la perdita di peso, trasformando un effetto collaterale in un fenomeno globale. L’azienda produttrice, la Novo Nordisk, ha quindi condotto studi per confermare l’efficacia della molecola semaglutide anche nel trattamento dell’obesità, ottenendo il via libera per l’utilizzo in soggetti con obesità o sovrappeso complicato da patologie correlate. Science non ha fatto che dilatare a livello globale l’informazione, così la caccia alla semaglutide si è estesa in tutto l’occidente, letteralmente sottraendo agli aventi diritto - le persone con diabete - il farmaco a loro destinato.

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Ovunque le farmacie erano “rapinate” dell’Ozempic, che si somministra con un’iniezione sottocutanea una volta alla settimana, e pure del Rybelsus, la versione orale, una pastiglia al giorno che come Ozempic e a differenza di Wegovy non ha l’indicazione per il trattamento dell’obesità, tramite ricette, tanto da fare intervenire in Italia il Ministero della Salute con regole più stringenti per rilasciare questa medicina e tutelare i malati di diabete.

I benefici oltre la perdita di peso

Attorno a questo farmaco si sono accumulati consensi entusiastici, di quanti l’hanno preso per dimagrire, ma anche da parte degli specialisti nella gestione dell’obesità che si sono trovati in mano un mezzo potente: in un anno si può far perdere il 10-15 per cento del peso corporeo. Si è aggiunta, poi, una nuova sostanza, la tirzepatide, una molecola della stessa classe, che arriva a fare smaltire addirittura quasi il 25 per cento del peso corporeo. Una diminuzione di peso che finora solamente la chirurgia bariatrica poteva procurare. Con questi “agonisti dei recettori del Glp -1” (così detti perché imitano l’azione di un ormone naturale chiamato peptide-1 simil-glucagone) dimagrendo, si abbassa comunque la glicemia, ma diminuiscono, insieme alla montagna di grasso che sparisce, anche i problemi cardiovascolari.

Dai cardiologi viene la notizia che gli infarti calano del 20 per cento. Poi arriva la notizia, sulla rivista Alzheimer’s and Dementia, che la semaglutide abbassa sensibilmente il rischio di Alzheimer in chi è malato di diabete. Infine, di recente, l'evidenza sul poter agire positivamente anche nella dipendenza da alcol. Parola di Jama Psychiatry che riporta uno studio svedese condotto tra 2006 e 2023.

I dubbi e le preoccupazioni degli esperti

Dalle migliori riviste scientifiche prendiamo due tipi di commenti, uno dubbioso in senso pessimistico, e uno dubbioso volto all’ottimismo dei risultati. Su The Lancet quattro autorevoli scienziati si mostrano preoccupati sulla quantità di massa muscolare che potrebbe andare perduta nelle vertiginose diminuzioni di peso assicurate dai nuovi farmaci. Farmaci di “una nuova era”, come li ha battezzati più di uno specialista di diversi settori. Il dottor Steven Heymsfield, docente di metabolismo e di composizione del corpo, e la dottoressa M.

I quattro professori sottolineano che la perdita di muscolo può variare dal 25 al 39 per cento della perdita complessiva di peso nel periodo da 36 a 72 settimane (9-18 mesi), una quantità - dicono - molto superiore a quanto avviene in un dimagrimento per una dieta ipocalorica. Altre osservazioni: un declino della massa muscolare è stato connesso a una diminuzione della capacità immunologica, un aumentato rischio di infezioni, una regolazione non troppo efficace del glucosio e altri rischi.

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Invocando un supplemento di studi su questi temi, i firmatari dell’editoriale su The Lancet sottolineano la necessità di un approccio su più fronti per un processo di dimagrimento, accostando agli agonisti del recettore Glp-1 un’attività fisica congrua e l’osservazione di un corretto regime alimentare. «In particolare occorre che si consumi un’adeguata quantità di proteine - sottolinea il dottor Heymsfield - abbinando una quantità ottimale di ginnastica».

Un punto di vista più ottimistico

Sulla rivista Jama è comparso un viewpoint firmato da tre scienziati di orientamento più ottimistico sul tema: Caterina Conte, ordinaria di Medicina interna all’Università telematica San Raffaele di Roma e all’Irccs Multimedica di Milano, Kevin D. Hall, del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, di Bethesda nel Maryland (Usa), Samuel Klein, della Washington University School of Medicine in St. Il loro punto di partenza è che “l’obesità ha effetti negativi su quasi tutti gli organi e sistemi” e che la perdita di peso rappresenta la cura primaria in quanto migliora o addirittura risolve le complicazioni connesse a questa patologia.

Altro punto fermo: l’obesità è una malattia cronica recidivante. Infatti, quando si sospende la cura con semaglutide e simili si riprendono i chili perduti. «Può accadere di riprendere peso anche dopo una operazione bariatrica», spiega la professoressa Conte. Certo, in un dimagrimento che va dal 5 al 25 per cento del peso iniziale diminuisce, oltre al grasso, anche la massa magra (generalmente il 25 per cento dei chili persi) di cui la metà è rappresentato da muscolo scheletrico e l’altra metà da fluidi, organi, tessuti.

Sarcopenia: un rischio reale?

Tutto questo è sicuramente un rischio per la salute? C’è all’orizzonte la sarcopenia, ventilata dagli autori di The Lancet? «Bisogna andare cauti e non volgere all’allarmismo - spiega Caterina Conte. - Intanto non abbiamo dati certi sul calo muscolare, perché negli studi è stata misurata la massa magra e non il muscolo. Comunque, nel forte dimagrimento è maggiore la diminuzione del grasso corporeo rispetto alla massa magra che, dunque, in percentuale, aumenta la sua presenza migliorando la composizione corporea. Inoltre, quando una persona con obesità raggiunge un peso sano, all’organismo non conviene mantenere così tanto muscolo: ora non gli è più necessario, non deve più portare in giro tutti quei chili».

Continua il viewpoint affermando che la funzione fisica e la mobilità, dopo il forte calo ponderale indotto dagli agonisti del Glp-1, migliorano nettamente, pure negli anziani. Nel finale, il documento tira fuori “il tallone d’Achille” di queste nuove terapie: l’inclemente ripresa di peso quando non si prende più il farmaco. Due terzi delle persone - scrivono - smettono di assumere gli antagonisti del Glp-1 dopo un anno circa e recuperano da metà ai due terzi del peso perduto entro un anno.

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Se si riprenda più grasso o più massa magra, allo stato degli studi non è chiaro. Anche la professoressa Conte raccomanda un’alimentazione sana appena un po’ più proteica e un’adeguata attività fisica, in particolare di potenziamento muscolare. Concludendo comunque, pur senza rinnegare i dubbi esistenti: «Sono così tanti di più i vantaggi degli svantaggi!».

Il parere del farmacologo

Un parere sopra le parti l’abbiamo chiesto a un farmacologo di fama come Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto "Mario Negri": «Questi farmaci sono certamente prodotti attivi, in grado di far perdere peso in modo consistente, tuttavia vi sono alcuni inconvenienti: fanno anche diminuire la glicemia e possono costituire un pericolo per chi ha il glucosio basso. Altri inconvenienti si sono manifestati a livello gastro-intestinale, c’è chi ha dovuto interrompere per questi motivi. Poi sono trattamenti che andrebbero fatti per sempre poiché se smetti, riprendi peso, a meno che tu non abbia imparato a mangiare di meno».

Continua Garattini: «Per ultimo: non c’è uno studio serio per capire qual è l’effetto di questi farmaci rispetto a farmaci che si utilizzano in prima linea, come la metformina che è un antidiabetico e fa pure dimagrire. Ecco, la metformina è più utilizzata e da tempo, quindi la conosciamo bene in tutti i suoi effetti. In più costa molto meno. Insomma, manca un paragone, ci vuole uno studio comparativo. E’ poi successo che per perdere qualche chilo, cosa che si ottiene con una dieta, si sono sottratte le medicine ai malati di diabete.

Farmaci approvati in Italia per il trattamento a lungo termine dell'obesità

  • Orlistat: riduce l’assorbimento dei grassi, assunti con la dieta, a livello del tratto gastrointestinale.
  • Liraglutide: è un analogo del glucagon like peptide-1 (GLP-1) umano, che porta alla secrezione d’insulina da parte del pancreas, alla riduzione dello svuotamento gastrico e all’aumento, a livello centrale, di sazietà e di riduzione dell’appetito.
  • Naltrexone e bupropione: l’associazione di questi due principi attivi aumenta la perdita di calorie e ha effetti sul senso di gratificazione legato all’assunzione di cibo.

Attualmente in Italia, i farmaci autorizzati al commercio per la terapia a lungo termine dell’obesità negli adulti sono l’orlistat, la liraglutide e naltrexone/bupropione, indicati nei pazienti obesi con indice di massa corporea (BMI) maggiore o uguale a 30 kg/m2, o nei pazienti in sovrappeso (BMI ≥ 27 kg/m2) con fattori di rischio associati.

La dieta e l’esercizio fisico sono componenti importanti di un programma per perdere peso. Durante il trattamento con orlistat, il paziente deve seguire una dieta bilanciata dal punto di vista nutrizionale e moderatamente ipocalorica, che contenga circa il 30 % di calorie derivanti dai grassi.

Il trattamento con orlistat potrebbe compromettere l’assorbimento di vitamine liposolubili (A, D, E e K). Sono stati segnalati casi di sanguinamento rettale in pazienti in trattamento con orlistat.

Integratori alimentari per la perdita di peso

Mentre una dieta equilibrata e un regolare esercizio fisico sono componenti fondamentali di qualsiasi percorso di perdita di peso di successo, alcuni integratori alimentari possono integrare i tuoi sforzi fornendo ulteriore supporto. Prima di assumere qualsiasi integratore, inoltre, è fondamentale consultare un professionista sanitario, idealmente il tuo medico di base, un dietologo o il tuo farmacista di fiducia. Infatti, il tuo medico o la tua farmacia possono aiutarti a prendere la decisione migliore, garantire la tua sicurezza e risultati ottimali, e fornirti una guida personalizzata valutando le tue esigenze specifiche e le potenziali interazioni con eventuali farmaci che assumi.

Come scegliere il miglior integratore alimentare per dimagrare Sul mercato sono disponibili diversi integratori drenanti e dimagranti, ognuno con le sue caratteristiche e benefici. La grande varietà di prodotti dimagranti presenti sul mercato rende essenziale selezionare opzioni di alta qualità da marchi affidabili. Cerca integratori che sono stati testati per garantirne la purezza, la potenza e la sicurezza: i prodotti venduti in farmacia sono sicuri sotto questo punto di vista.

Alcuni dei fattori da considerare nella scelta del miglior drenante e dimagrante sono:

  • La composizione: è preferibile scegliere integratori per dimagrire naturali, a base di erbe o estratti vegetali, evitando quelli con additivi artificiali;
  • La forma: esistono prodotti in forma liquida, in compresse, in bustine o in fiale.
  • Il gusto: alcuni prodotti hanno un sapore neutro o fruttato, altri possono essere amari o sgradevoli.
  • Il prezzo: i prodotti drenanti e dimagranti possono avere prezzi molto diversi a seconda della marca, della qualità, della quantità e della formula.

Proteine in polvere: alleate o nemiche?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo partire dall'assunto fondamentale che quello che determina la perdita di peso è l'equilibrio calorico complessivo tra le calorie introdotte e le calorie consumate. In breve, se si consuma più di quando si assimila si dimagrisce, viceversa si ingrassa. Detto questo, quindi, le proteine in polvere da sole non fanno ingrassare ma ovviamente devono essere integrate in modo appropriato nel contesto di una strategia complessiva di perdita di peso.

Le proteine sono infatti nutrienti essenziali per il corpo e svolgono molti ruoli vitali, inclusa la costruzione e il mantenimento dei muscoli, la regolazione dell'appetito e il supporto del metabolismo. Quando si segue una dieta ipocalorica per perdere peso, è importante garantire un adeguato apporto proteico per preservare la massa muscolare e favorire la sensazione di sazietà.

Integratori di fibre: un aiuto per la sazietà

Gli alimenti ricchi di fibre sono noti per la loro capacità di farti sentire sazio e soddisfatto, riducendo quindi il desiderio di mangiare e la fame nervosa, e favorendo dunque la perdita di peso. Molte persone trovano difficile consumare l'apporto giornaliero raccomandato di fibre attraverso la sola dieta. In questi casi, gli integratori di fibre come la buccia di psillio, semi di lino, ocra o glucomannano possono essere aggiunte efficaci. Questi integratori possono aiutare a controllare l'appetito, regolare i livelli di zucchero nel sangue e promuovere una sana digestione.

Giorno & Notte: un supporto 24 ore su 24

Giorno & Notte è un integratore per dimagrire storico, recentemente rinnovato nella formula, che comprende tre prodotti in uno per fornirti un supporto valido 24 ore su 24 per raggiungere i tuoi obiettivi di dimagrimento. La formula dei tre diversi prodotti è studiata per agire verso i diversi aspetti della gestione del peso durante il giorno e contiene ingredienti naturali innovativi presenti in una concentrazione elevata per lavorare al massimo sulla perdita di peso.

Tra gli ingredienti principali troviamo:

  • NeOpuntia: assorbe i grassi ingeriti e riduce la fame.
  • Aceto di sidro di mele: aiuta a stimolare la circolazione sanguigna e a ridurre la ritenzione idrica.
  • Fucus veiculous L.: migliora il processo digestivo.
  • Niacina: aiuta a calmare il sistema nervoso e a trasformare il cibo in energia.
  • Piper Nigerum al 95%: migliora digestione e metabolismo.

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