Farmaci Sottocutanei per Dimagrire: Nomi e Approfondimenti

Il problema del sovrappeso e dell'obesità è molto diffuso e comporta implicazioni negative per la salute e il benessere delle persone. Per combattere il sovrappeso e l'obesità, i medici hanno scoperto diversi farmaci, tra cui alcuni somministrabili per via sottocutanea.

Saxenda (Liraglutide)

Cos'è e per cosa si usa? Saxenda è un medicinale indicato, in aggiunta alla dieta e all'attività fisica, per promuovere la gestione del peso corporeo in pazienti adulti:

  • Obesi (con un indice di massa corporea - IMC - di 30 o più).
  • In sovrappeso (IMC compreso tra 27 e 30) e con complicanze correlate al peso quali diabete, livelli anormalmente alti di grassi nel sangue, ipertensione arteriosa o apnea ostruttiva nel sonno (frequente interruzione della respirazione durante il sonno).

L'IMC è un parametro che fornisce informazioni sul peso corporeo in relazione all'altezza. Saxenda contiene il principio attivo liraglutide.

Come si usa? Saxenda è disponibile come soluzione iniettabile in penne preriempite. Il medicinale può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica. Saxenda è somministrato una volta al giorno, preferibilmente sempre alla stessa ora. È somministrato tramite iniezione sottocutanea nella coscia, nella parte superiore del braccio o nell'addome. La dose iniziale è di 0,6 mg al giorno. Successivamente la dose deve essere aumentata fino a 3,0 mg al giorno con incrementi di 0,6 mg a intervalli di una settimana. Il trattamento con Saxenda deve essere interrotto se i pazienti non hanno perso almeno il 5 % del peso corporeo iniziale dopo 12 settimane di terapia alla dose di 3,0 mg di Saxenda al giorno. Il medico deve periodicamente valutare la necessità di proseguire il trattamento.

Come agisce? Il principio attivo di Saxenda, liraglutide, è un "agonista del recettore del GLP-1 (glucagone di tipo peptide-1)", che è già autorizzato nell'UE a dosi inferiori (fino a 1,8 mg al giorno) con la denominazione Victoza per il trattamento del diabete di tipo 2. L'esatto meccanismo d'azione di Saxenda nella perdita di peso non è del tutto noto, ma si ritiene che il medicinale agisca sulle zone cerebrali che regolano l'appetito, legandosi ai recettori del GLP-1 presenti nelle cellule cerebrali. Ne conseguono un incremento della sensazione di sazietà e una diminuzione dei segnali della fame.

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Quali benefici ha mostrato nel corso degli studi? In questi studi, della durata massima di 56 settimane, Saxenda è stato confrontato con il placebo (un trattamento fittizio). I partecipanti agli studi hanno assunto il medicinale nell'ambito di un programma di controllo del peso che prevedeva un ciclo di sedute e di consulenza in materia di dieta e attività fisica. Considerando i risultati dei 5 studi complessivamente, Saxenda assunto alla dose giornaliera di 3 mg ha determinato una riduzione del peso corporeo del 7,5 % rispetto alla riduzione del 2,3 % osservata nei pazienti trattati con placebo. Nei soggetti trattati con Saxenda si è registrato un calo continuo del peso corporeo nelle prime 40 settimane di trattamento, al termine del quale il peso raggiunto è stato mantenuto. Il calo ponderale è stato più pronunciato nelle donne rispetto agli uomini.

Qual è il rischio associato? Gli effetti indesiderati più comuni di Saxenda (che possono riguardare più di 1 persona su 10) sono nausea, vomito, diarrea e costipazione. Per l'elenco completo degli effetti indesiderati e delle limitazioni rilevati con Saxenda, vedere il foglio illustrativo.

Trulicity (Dulaglutide)

Cos'è e per cosa si usa? Trulicity è un medicinale antidiabetico usato in pazienti adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 per controllare il livello di glucosio (zucchero) nel sangue. Trulicity può essere usato come unica terapia quando la dieta e l'esercizio fisico non forniscono da soli un controllo adeguato dei livelli di glucosio nel sangue in pazienti che non possono assumere metformina (un altro medicinale antidiabetico). Trulicity può anche essere utilizzato come terapia aggiuntiva in associazione con altri medicinali antidiabetici, tra cui l'insulina, quando questi medicinali, unitamente a dieta ed esercizio fisico, non forniscono un controllo adeguato del glucosio nel sangue. Trulicity contiene il principio attivo dulaglutide.

Come si usa? Trulicity è disponibile in penne preriempite (0,75 mg e 1,5 mg) contenenti una soluzione per iniezione sottocutanea. Il medicinale può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica. I pazienti si autosomministrano il medicinale (dopo essere stati adeguatamente istruiti) per via sottocutanea nell'addome o nella coscia. La dose raccomandata è di 0,75 mg una volta alla settimana se il medicinale è usato in monoterapia e di 1,5 mg una volta alla settimana se è usato come terapia di associazione (anche se il medico può iniziare con la dose più bassa in pazienti potenzialmente più a rischio, come i soggetti di età superiore ai 75 anni). Se il medicinale è utilizzato in combinazione con un tipo di medicinale antidiabetico detto sulfonilurea o con insulina, potrebbe essere necessario ridurre la dose della sulfonilurea o dell'insulina al fine di evitare ipoglicemia (bassa concentrazione di glucosio nel sangue). Per ulteriori informazioni, vedere il foglio illustrativo.

Come agisce? Il diabete di tipo 2 è una malattia in cui il pancreas non produce abbastanza insulina per controllare il livello di glucosio nel sangue o in cui l'organismo non è in grado di utilizzare l'insulina in modo efficace. Il principio attivo di Trulicity, dulaglutide, è un “agonista del recettore GLP-1”. Agisce legandosi ai recettori di una sostanza, denominata peptide glucagone-simile 1 (GLP-1), che si trovano sulla superficie delle cellule del pancreas, stimolandoli a rilasciare insulina. Dopo l'iniezione di Trulicity, dulaglutide raggiunge i recettori nel pancreas, attivandoli. Ciò provoca il rilascio di insulina e contribuisce a ridurre i livelli di glucosio nel sangue e a controllare il diabete di tipo 2.

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Quali benefici ha mostrato nel corso degli studi? I benefici di Trulicity sono stati esaminati nell'ambito di 5 studi principali condotti su oltre 4 500 pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2. In questi studi Trulicity è stato confrontato con placebo (un trattamento fittizio) o con altri medicinali antidiabetici usati in monoterapia o come medicinale aggiuntivo in varie terapie di associazione. Sono state prese in considerazione anche le informazioni tratte da un sesto studio, che è stato presentato nel corso della procedura. Il principale parametro dell'efficacia era il cambiamento del livello di emoglobina glicosilata (HbA1c), la percentuale di emoglobina nel sangue che si lega al glucosio. L'HbA1c dà un'indicazione dell'efficacia del controllo del glucosio ematico. L'HbA1c media dei pazienti alla linea di base era compresa tra il 7,6 % e l'8,5 % e i pazienti sono stati trattati per almeno 52 settimane. Trulicity è risultato più efficace di metformina nel ridurre i livelli di HbA1c se impiegato in monoterapia; inoltre, è risultato più efficace dei medicinali antidiabetici exenatide (somministrato due volte al giorno) o sitagliptina, nonché quanto meno paragonabile a insulina glargine, se usato come terapia aggiuntiva ad altri trattamenti. Dopo 26 settimane di trattamento, Trulicity ha ridotto l'HbA1c dello 0,71-1,59 % alla dose più bassa e dello 0,78-1,64 % alla dose più alta. Si tratta di un dato considerato clinicamente significativo. È stato dimostrato che i benefici sono stati mantenuti nel corso di un trattamento di lungo termine. Il 51 % circa dei pazienti trattati con la dose più bassa e il 60 % dei pazienti trattati con la dose più alta di Trulicity hanno raggiunto un valore HbA1c bersaglio inferiore al 7,0 %, un risultato migliore in generale rispetto a quelli conseguiti con trattamenti alternativi.

Qual è il rischio associato? Gli effetti indesiderati più comuni di Trulicity (che possono riguardare più di 1 persona su 10) sono nausea, vomito e diarrea. Per l'elenco completo degli effetti indesiderati e delle limitazioni rilevati con Trulicity, vedere il foglio illustrativo.

Mounjaro (Tirzepatide)

Il Mounjaro è un farmaco antidiabetico autorizzato negli USA dalla FDA (Food and Drug Administration) il cui principio attivo è la tirzepatide. La tirzepatide è una molecola che agisce su due recettori: GIP e GLP-1. È utile per controllare il diabete. Inoltre, il dosaggio consigliato dallo specialista può aiutare anche i pazienti obesi. In Italia la tirzepatide non è ancora autorizzata ma gli studi sono promettenti e aspettiamo l’autorizzazione al farmaco entro il 2024.

La terapia dimagrante con la tirzepatide si basa su un meccanismo d'azione multifattoriale. Il farmaco agisce come un soppressore dell'appetito, riducendo la sensazione di fame e controllando gli impulsi alimentari. Inoltre il tirzepatide potrebbe aumentare il metabolismo basale, cioè la quantità di energia che il corpo brucia a riposo. Questo aiuta a bruciare più calorie durante il giorno, anche senza attività fisica intensa. La terapia prescritta dallo specialista con tirzepatide può migliorare il metabolismo dei grassi nel corpo. Questo aiuta a bruciare i depositi di grasso e a usare queste riserve come energia. È molto utile per chi ha difficoltà a perdere peso.

La tirzepatide è principalmente indicata per le persone con un indice di massa corporea (IMC o BMI) elevato, indicativo di sovrappeso o obesità. Nella maggior parte dei casi queste difficoltà sono da imputare a uno squilibrio ormonale o a malattie del metabolismo. La tirzepatide non è una “molecola miracolosa” per la perdita di peso. Deve essere utilizzato in sinergia con un programma di dimagrimento strutturato per le esigenze specifiche del paziente.

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Come abbiamo già detto, la prescrizione della tirzepatide in Italia dovrà, se autorizzata, essere effettuata da un medico esperto come per esempio un endocrinologo. Solo il medico può scegliere la terapia farmacologica, valutando attentamente la condizione del paziente, il suo storico medico e il rischio-beneficio dell'uso del farmaco.

Ozempic (Semaglutide)

Ozempic contiene semaglutide e viene utilizzato per trattare il diabete di tipo 2. Viene somministrato con iniezione sottocutanea. La semaglutide è un agonista del recettore GLP-1, simile a liraglutide e dulaglutide. Oltre al controllo del diabete, Ozempic può portare a perdita di peso.

Durante il trattamento con questo medicinale, il paziente può sviluppare nausea, vomito o diarrea. Questi effetti indesiderati possono causare disidratazione (perdita di liquidi). È importante bere molti liquidi per prevenire la disidratazione. Questo è particolarmente importante in caso di problemi ai reni. In caso di precedente diagnosi di retinopatia diabetica e utilizzo di insulina, questo medicinale può portare a un peggioramento della vista, richiedendo un appropriato trattamento.

Semaglutide e Rischio di Pancreatite

Gli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), come la semaglutide, sono noti per la loro capacità di aumentare i livelli sierici di amilasi e lipasi, enzimi pancreatici. Questo in passato ha sollevato preoccupazioni sulla possibilità che questi farmaci possano favorire l’insorgenza di pancreatite acuta, una condizione infiammatoria grave del pancreas. La situazione diventa più complessa quando si considerano i dosaggi più elevati di semaglutide, come quelli impiegati per il trattamento dell’obesità (ad esempio, Wegovy® a 2.4 mg sottocutanei).

Tuttavia, un’analisi cruciale è emersa dallo studio SELECT (Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in Obesity without Diabetes). Questo studio di ampie dimensioni ha valutato gli effetti cardiovascolari di semaglutide in soggetti obesi ma senza diabete, utilizzando i dosaggi più elevati. I risultati dello studio SELECT hanno fornito dati rassicuranti: il farmaco non ha mostrato un incremento significativo del rischio di pancreatite rispetto al placebo.

È ben noto che una perdita di peso molto veloce, specialmente se superiore a 1,5 kg a settimana in media, può favorire la formazione di calcoli biliari (colelitiasi). Questo fenomeno è comune, ad esempio, dopo interventi di chirurgia bariatrica. In questo contesto, l’aumento del rischio di pancreatite osservato in alcuni studi con semaglutide ad alte dosi potrebbe essere stato legato alla rapida riduzione del peso corporeo, piuttosto che a un effetto diretto e tossico del farmaco sul pancreas.

In sintesi, i dati scientifici attuali suggeriscono che la semaglutide non ha un effetto tossico diretto sul pancreas che porti a un aumento intrinseco del rischio di pancreatite.

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