Da sempre, adoro le fette biscottate: sono versatili, comode ed hanno una conservazione molto lunga. Le fette biscottate integrali fatte in casa sono una preparazione semplice, ideale per offrire un prodotto sano e genuino per la prima colazione di tutta la famiglia. Vi presento le mie fette biscottate integrali senza latte, uova e burro, una ricetta semplice da preparare che necessità di pochi ingredienti. Ottime a colazioni ma anche come spuntino, buone e leggere.
Le fette biscottate sono un alimento amato da molti, ma quelle industriali, purtroppo, spesso contengono ingredienti poco salutari; è per questo che oggi ti propongo una ricetta facile per realizzare delle fette biscottate croccanti, vegane e senza glutine grazie all’uso di un essiccatore domestico.
Ingredienti e Preparazione
Le fette biscottate integrali vegane sono preparate con zucchero di canna integrale, senza uova, senza burro e senza latte o derivati, il che le rende ideali anche per vegani. Ricche di fibre, golose e croccanti, queste fette sono deliziose tuffate nel latte, spalmate con un velo di miele o la vostra marmellata preferita, proprio come quelle che siete abituati a scegliere e portare in tavola.
Ingredienti
- 400 gr di farina integrale
- 200 gr di farina 00
- 50 gr di zucchero di canna (integrale)
- 300 gr di acqua
- 80 ml di olio di semi
- 20 gr di lievito di birra (fresco)
- 1 cucchiaino di miele
- 1 cucchiaino di sale
Preparazione
- Preparazione del lievitino: Mettete in una ciotola 100 ml di acqua, il miele e il lievito di birra sbriciolato. Mescolate per sciogliere bene il lievito, poi aggiungete 100 gr di farina 00 e lavorate per ottenere un impasto morbido. Coprite con la pellicola per alimenti e mettete a lievitare in un luogo riparato, come il forno spento con la luce accesa, per un'oretta, fino al raddoppio del volume.
- A questo punto mettete la restante farina in una ciotola, aggiungete il sale, lo zucchero di canna integrale e mescolate. Poi unite il lievitino, l'olio e la restante acqua. Lavorate con il gancio di una impastatrice planetaria, per ottenere un impasto morbido e compatto.
- Trasferitevi su una spianatoia e lavorate velocemente l'impasto, formate una palla e sistematelo in una ciotola capiente, coprite con la pellicola e mettete a lievitare per 3 ore circa o fino al raddoppio (scegliete sempre un luogo tiepido e riparato, il forno spento con la luce accesa andrà benissimo).
- Riprendete l'impasto ormai lievitato, trasferitelo su una spianatoia leggermente infarinata, stendetelo in una sfoglia rettangolare e chiudetela arrotolandola su se stessa. Una volta formato un filone stretto mettetelo in uno stampo per plumcake rivestito con della carta forno.
- Mettete nuovamente a lievitare il filone di pane per un'oretta, spennellatelo con del latte vegetale ed infornatelo in forno statico preriscaldato a 180° per 30 minuti circa. Verificate sempre la cottura con uno stecchino prima di sfornarlo. Quando è pronto sfornate il pane e lasciatelo raffreddare.
- Quando è tiepido potrete trasferirlo su una gratella per farlo raffreddare meglio. E' preferibile far riposare il pane per un'intera nottata, si affetterà meglio ed il risultato sarà migliore, ma se non avete tempo potrete anche procedere direttamente quando è freddo. Una volta raffreddato (o il giorno successivo) affettatelo, sistemate le fette su una teglia ed infornatele in forno ventilato preriscaldato a 140° per 30-40 minuti, girando le fette a metà cottura.
Consigli e Curiosità
Per velocizzare ulteriormente i tempi di preparazione potrete saltare la preparazione del lievitino e partire direttamente con una lievitazione diretta. Io ho preferito farlo per dare maggiore slancio e forza alla lievitazione principale, visto che la farina integrale è una farina che non ha la stessa forza di quella raffinata.
Se siete abituate a consumare le fette biscottate a colazione saprete quanto è difficile trovarne con pochi e sani ingredienti. Una scelta semplice che conquisterà anche voi, ogni fetta si farà infatti apprezzare per la sua croccantezza ed il suo incredibile profumo di germe di grano. La particolarità della farina integrale è infatti quella di avere un sapore rustico ed un profumo altrettanto primitivo, proprio come quelli dei prodotti di una volta.
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L'Importanza della Farina
Lo ammetto, la farina di Manitoba non la amo particolarmente, ma con il tempo, ho compreso che la sua presenza nella ricetta, è in grado di fare la differenza. Nella mia ricetta delle fette biscottate vegan, ho più volte, sostituito la farina di Manitoba, che non amo per nulla, dato che di fatto è super raffinata, di volta in volta con altre farine ma, fino a oggi, non sono mai riuscita davvero a ritenermi soddisfatta delle sostituzioni fatte.
La forza della farina (w) corrisponde a quanto liquido e quanta anidride carbonica è in grado di trattenere l’impasto, durante la lavorazione e la lievitazione. Una farina forte, sarà anche ricca di glutine, tratterrà molti liquidi e anidride carbonica durante la lievitazione e non sarà quindi adatta a chi è sensibile al glutine. Un impasto realizzato a partire da una farina forte, sarà particolarmente elastico, compatto e perfetto per lunghe lievitazioni. Al contrario, una farina debole, sarà povera di glutine, assorbirà poca acqua e manterrà meno anidride carbonica.
La W scritta su alcune confezioni di farine, sta proprio ad indicare un coefficiente di forza. Purtroppo solo su pochi packaging, viene riportato il valore di W di una farina (sempre presente invece sui sacchi ad uso professionale) così, in modo empirico, possiamo leggere il valore proteico: più proteine sono presenti, più la forza della farina sarà maggiore. Come abbiamo visto quindi, è molto utile conoscere la forza di una farina per capire se, la scelta per la ricetta che stiamo compiendo, è adatta alla farina che stiamo usando.
Come Gustarle
Io adoro le fette biscottate, soprattutto con la marmellata ma ovviamente non le disdegno di certo con la nutella!
E’ ormai risaputo che nell’ottica di una sana alimentazione la colazione è il pasto più importante della giornata! Spesso non ci pensiamo, ma basta far tostare un buon panbrioche magari fatto qualche giorno addietro per ottenere il classico “biscotto della salute” che i nostri nonni amavano.
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