Le Gole del Calore sono sinonimo di un panorama dove la natura è davvero al centro della scena, a 360°. Responsabile della loro formazione è lo scorrere del fiume Calore Lucano, così chiamato per distinguerlo da un altro fiume Calore, ovvero il fiume Calore Irpino.
In questo articolo guarderemo con ammirazione all’opera di questo fiume e, ad esempio, alle piccole cascate delle Gole del Calore, lasciandoci trasportare da temi quali avventura, divertimento e relax. Inoltre, parleremo di come sia possibile coniugare una gita con destinazione la natura autentica di queste zone con la scoperta di altri tesori della Campania quali il paese di Felitto e la città di Salerno, che proprio da Felitto non è molto distante.
Dove si trovano le Gole del Calore?
Le Gole del Calore sono ubicate nella parte alta della Valle del Calore, vallata dell’appennino lucano che si trova in Campania. Un’azione, quella del corso d’acqua, è proseguita per millenni portando allo sviluppo dei 5 canyon. Tracciando una piccola carta d’identità proprio del fiume Calore Lucano, si rileva che esso è affluente del fiume Sele, che sfocia nel Golfo di Salerno.
In secondo luogo, tra le caratteristiche per le quali è molto conosciuto c’è proprio il fatto che è a lui che si devono le 5 gole scavate nella roccia protagoniste del nostro articolo. In particolare, a essere oggetto di interesse turistico è l’ambiente di relax e selvaggia natura che è possibile incontrare in località Remolino, nel comune di Felitto.
Per cominciare a orientarsi sulla cartina geografica, e iniziare a programmare una gita presso le Gole o un vero e proprio piano per le vacanze che includa tra le destinazioni anche alcune città della regione, può rivelarsi utile prendere nota di alcune distanze. Sono circa settantasei i chilometri che separano Felitto da Salerno, circa centotrenta quelli che invece separano Felitto da Napoli.
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Le Marmitte dei Giganti
Tra le curiosità che riguardano le Gole del Calore ce n’è una che interessa la quarta e la quinta gola, ovvero la presenza delle cosiddette marmitte dei giganti. Stiamo parlando di fori circolari molto grandi che si trovano sulle rocce delle Gole e che vengono creati dalla pressione esercitata dall’acqua.
Cosa fare alle Gole del Calore?
Le Gole del Calore nel Cilento sono considerate una delle gemme del luogo. A contribuire alla popolarità del Cilento e a incuriosire i numerosi turisti che qui si recano è, ad esempio, la presenza del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, del cui territorio anche le Gole stesse fanno parte.
Le Gole del fiume Calore, o per meglio dire le Gole che si sono formate grazie allo scorrere del fiume Calore Lucano, sono luogo dove è possibile praticare diverse attività. In particolare è l’area compresa nel territorio di Remolino ad essere meta molto apprezzata, anche grazie al fatto che vi sono state predisposte aree attrezzate per trascorrere del tempo in compagnia dei propri cari facendo un picnic.
Durante la stagione estiva è poi possibile dedicarsi ad attività che vengono gestite per consentire a chi raggiunge questo angolo di tranquillità di accendere l’entusiasmo che lo sport all’aria aperta sa donare. Tra le passioni che diventano protagoniste figurano allora quella per la canoa, con la quale è possibile intraprendere delle vere e proprie escursioni. Chi preferisce il pedalò non resterà deluso, poiché proprio su questo “mezzo di trasporto acquatico” vengono organizzate delle visite guidate che permettono di scoprire il fascino della natura e i segreti delle marmitte dei giganti.
Cosa c’è da vedere a Felitto?
Le Gole del Calore e Felitto sono legate a doppio filo. Un doppio filo che è, per così dire, costituito dalla località Remolino, meta prediletta da chi desidera conoscere da vicino le Gole e il divertimento e il relax che è possibile cercare (e trovare!) in questa atmosfera frutto del “lavoro” millenario del fiume Calore Lucano.
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La visita alle Gole può senz’altro costituire anche una buona occasione per conoscere meglio Felitto, famosa non solo per le bellezze di località Remolino, ma anche per la produzione di una prelibatezza gastronomica che prende il nome di fusillo di Felitto. Felitto custodisce gelosamente uno dei paesaggi più incantevoli che si possono ammirare in Campania: si tratta dell’area protetta delle “Gole del Calore”.
Incastonate in una profonda vallata a picco sul fiume la Gole del Calore costituiscono un paesaggio ancora integro nella sua selvaggia bellezza. In questi 120 ettari di terreno protetto, dal ponte medievale situato a valle di Felitto fino ai confini con il territorio di Magliano, regna un silenzio irreale ove emergono sensazioni ormai dimenticate.
Le alte pareti rocciose a strapiombo sul fiume, la persistente umidità, la scarsa luce del sole hanno determinato particolari condizioni climatiche che hanno reso possibile lo sviluppo e la sopravvivenza di particolarissime associazioni vegetali tra equiseti e felci appartenenti a specie rarissime ed in alcuni casi autoctone.
Lungo il cammino si incontrano boschi di ornello, viburno, alloro, ontano, maggiociondolo, acero, roverella intervallati alla macchia mediterranea composta da mirto, lentisco, corbezzolo, ginestra, erica, valeriana, aglio orsino. In queste forre non è raro avvistare l’astore, la poiana, il gheppio, la ghiandaia, il martin pescatore, il passero solitario.
Ma la vera star è la lontra, che si aggira, invisibile all’uomo, fra queste gole che le offrono dimora e riparo. Degne di nota sono le marmitte dei giganti, particolari conformazioni assunte dalle pareti calcaree, generate, nel corso dei secoli, dall’azione erosiva prodotta dal tormentoso scorrere delle acque del fiume.
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Da non perdere poi il Ponte di Pretatetta: un collegamento naturale tra le sponde del fiume costituito da due enormi massi che franando dalle opposte pareti della vallata e incastrandosi tra di loro hanno generato un ponte naturale.
Flora e Fauna
L’orientamento delle gole SE - NW, la loro strettezza e profondità, la verticalità o quasi delle pareti, hanno creato particolarissimi ambienti caratterizzati da una specializzazione climatica legata alla ridotta durata dell’insolazione, al mantenimento di temperature minime, ad una sempre elevata umidità.
Da qui la presenza di specie vegetali, cactus, carrubo ma soprattutto una notevolissima varietà di felci ed equiseti che costituiscono delle associazioni pressoché uniche. Un censimento ha identificato, nelle Gole del Calore, 372 specie diverse di felci di cui 73 e 3 rarissime. Diffusi sono anche la valeriana, il frassino, l’orniello, il viburno, l’alloro, il mirto, il lentisco, il corbezzolo, la ginestra, l’alaterno, l’erica, l’acero, il maggiociondolo, l’edera, il salice, l’ontano, i carpini.
L’altezza e la ripidità delle pareti rocciose, costituiscono un ambiente ottimale per diversi rapaci quali il falco pellegrino, la poiana, l’astore, il gheppio. Non sono rari il picchio verde, la ghiandaia, il merlo acquaiolo, il martin pescatore, il passero solitario. L’abitante però più esclusivo delle Gole del Calore è la lontra che trova in esse l’habitat naturale più congeniale.
Questo simpatico mustelide ha trovato una calorosa ospitalità negli ambienti fluviali del Parco, e, in particolar modo nel fiume Calore. Questo, per la sua bellezza e per la suggestione dei luoghi che attraversa è il “Fiume Principe” del Parco.
Aspetti geomorfologici: le marmitte dei giganti
A partire dal ponte di Felitto, su entrambe le sponde del fiume, sono numerose le cosiddette marmitte dei giganti. Il nome è senza dubbio appropriato se si pensa che alcune di esse hanno la circonferenza di alcuni metri e una capacità di parecchi litri.
In questo tratto di Calore sprofonda in una forra molto stretta, scavata in una roccia calcarea dura e compatta ed il letto è ingombro di ciottoli e massi di grandi dimensioni, anche di qualche decina di metri cubi: tali condizioni, unite al profilo accentuato del letto fluviale, generano movimenti vorticosi, coinvolgendo anche sabbia, ghiaia, ciottoli che con la loro azione abrasiva scavano la roccia e con un lavorio che si protrae per moltissimo tempo, formano delle grandi scodelle, le marmitte dei giganti veri e propri vortici pietrificati.
Aspetti architettonici
Immediatamente a valle del ponte più grande, questo ponticello, sicuramente di costruzione medioevale, snello, essenziale, pur essendo stato tracimato diverse volte dalle piene del Calore, conserva intatta la sua solidità. Seguendo il corso del fiume dal lato di Felitto, s’incontrano due mulini ad acqua completi ancora del condotto adduttore dell’acqua ed è possibile scendere nel greto del fiume per osservare da vicino le “marmitte dei giganti”.
Dove il fiume diventa più profondo e le acque più quiete, è possibile intravedere il guizzo argenteo delle trote e poi si attraversano boschetti di carpine, di lauro, qua e là qualche residuo di selciato e ciò che rimane di qualche vecchia mulattiera, e poi ancora boschi di salice e infine lo slargo di Remolino, lo splendido laghetto artificiale che s’incunea tra le altissime pareti di roccia rossa su cui si conficcano le macchie verde scuro dei lecci e delle farne, lo spumeggiare della cascata artificiale in cui si intravedono le luci dell’arcobaleno.
A Remolino sono intatte la “diga”, le saracinesche, la vasca di carico e da qui iniziava il canale di alimentazione che, passando a monte del fiume dalla parte della montagna percorreva la Gola del Calore per tutta la sua lunghezza e andava ad alimentare la vecchia centrale idroelettrica, circa cento metri più a valle del ponticello medioevale: il canale è ormai a secco e franato in più punti ma costituisce, percorrendolo un buon sentiero per attraversare la gola costeggiando il fiume dalla parte della montagna.
Risalendo il corso del fiume dallo slargo di Remolino e fino sotto Magliano s’incontrano:
- il ponte di Pretatetta: è un ponte naturale costituito da due enormi blocchi di calcare franati dalle pendici ripidissime della valle, che in questo tratto è uno strettissimo budello, accavallatisi e incastratisi
- ponte medioevale di Magliano.
Strutture e Visite
Il centro visite è situato presso il Comune. In località Remolino, si trovano l’area attrezzata per la sosta ed il sentiero natura.
Visite: Aperta tutto l’anno, visite la domenica alle ore 10.00 e alle 14.00 (ora legale 15.00). Gruppi e scolaresche tutti i giorni, su prenotazione.
La visita inizia partendo dal municipio, nel centro del paese, e prosegue scendendo lungo un sentiero panoramico che costeggia il fiume. Lungo il percorso si incontreranno il vecchio mulino ad acqua ed il ponte della tortora fino a giungere in località Remolino dove sarà possibile stazionare presso l’area attrezzata oppure proseguire fino al ponte di Pietratetta per poi tornare indietro.
Gli ambienti sono particolarmente adatti alle scuole di ogni ordine e grado e con percorsi privi di grosse difficoltà. E’ anche possibile tenere lezioni all’aperto.
Dal punto di vista geologico, faunistico e floristico l’area si presenta molto interessante. In particolare è possibile lo studio della lontra, dell’astore e delle innumerevoli felci.
Informazioni Utili per il Trekking
- Lunghezza: circa 8 Km (andata e ritorno)
- Tempo di percorrenza: 4 -5 ore
- Difficoltà: Media
- Equipaggiamento: Scarpe da trekking, borraccia, maglioncino, binocolo, macchina fotografica
La Valle del Calore si trova nel Subappennino (rilievi appenninici di solito meno elevati della catena principale) lucano in Campania. Non deve essere confusa con la valle omonima che comprende il bacino del Calore Irpino, un altro fiume localizzato anch’esso in Campania, in Irpinia esattamente.
Il Calore Lucano, ritenuto uno dei fiumi più puliti d’ Europa è un importante affluente di sinistra del fiume Sele al quale si congiunge non lontano dalle rovine di Paestum. Nasce sul monte Cervati, una delle montagne più alte della Campania, in una località chiamata Festole. Il suo corso si svolge esclusivamente nel Cilento , facendosi strada in un bacino caratterizzato, soprattutto nella parte alta, da località impervie e di difficile accesso. Ad esso inoltre, si ricongiungono, durante il tragitto, diversi affluenti.
Il Calore, oltre ad essere importante dal punto di vista paesaggistico e idrografico, è importante per l’aspetto naturalistico, grazie alle sue acque fredde (in contraddizione al suo nome), limpide e tortuose. Per questo sono l’habitat ideale per le trote fario. Ogni anno si organizza il 17 agosto, una gara di pesca. Inoltre, in alcuni punti, è il regno della lontra europea, un esemplare raro e quindi protetto.
Lungo il fiume è possibile trovare anche salamandre, ricci e diverse famiglie di uccelli. Anche la flora è ricca e variegata. Si possono trovare foglie di lauroceraso, orchidee selvagge, piante officinali ecc. Possiamo asserire senza dubbio che la valle del Calore è un esempio lampante di biodiversità. A conferma di ciò l’area è stata dichiarata Sito di Interesse Comunitario, Zona a Protezione Speciale, Riserva Integrale, Area Natura 2000.
Le Gole del Calore
Fra le bellezze naturali presenti in valle ci sono le Gole del Calore. Si sono formate grazie all’azione del fiume, il quale, soprattutto nella parte alta, si insinua tra le pareti alte (fino ad una decina di metri) e rocciose. Nella sua discesa verso il mare forma ben cinque gole e/o vallate.
- La prima si forma tra i dislivelli del monte Cervati, a monte del paese di Piaggine
- La seconda tra il comune di Valle dell’Angelo e la località Lazzine
- La terza gola si trova a valle del paese di Laurino e, a differenza delle prime due, è caratterizzata da una fitta vegetazione.
- La quarta si divide tra i paesi di Magliano Nuovo e Felitto
- La quinta gola viene subito dopo ed è interamente nel comune di Felitto
Quella più suggestiva dell’intero percorso è sicuramente la quarta, tra Felitto e Magliano. Le gole danno il meglio di sé, offrendo uno spettacolo di rara bellezza e natura incontaminata. E’ in questo tratto che troviamo anche le marmitte dei giganti, dei pozzi che si sono formati nelle rocce a causa dell’erosione fluviale dovuta ai mulinelli durante le piene.
Sempre in questo tragitto troviamo altre due opere della natura, il ponte di petratetta, un ponte naturale che si è formato grazie ad un enorme macigno incastrato tra le pareti lungo il greto. Rappresenta una delle poche possibilità di passare da un lato all’altro del fiume. La seconda opera è la grotta di Bernardo. Ben nascosta dalla fitta vegetazione, la leggenda narra che la grotta deve il suo nome ad un brigante che l’avrebbe abitata.
Non mancano poi opere fatte dagli uomini, come il ponte medievale di Magliano Nuovo, un ponte a schiena d’asino antichissimo. E’ uno dei quattro ponti medievali sul fiume Calore. Sono presenti anche la diga e i resti della centrale idroelettrica di Remolino. Dopo la quinta gola il fiume non è più imprigionato e quindi non troviamo altre gole.
Percorsi Enogastronomici
La meravigliosa natura della valle del Calore produce i suoi effetti anche a tavola. I percorsi enogastronomici si sviluppano tra le aziende che propongono prodotti selezionati per un pubblico attento. Si tratta di degustazioni guidate in cui il produttore è attento ai fabbisogni del consumatore rendendolo partecipe della propria esperienza.
Vengono spiegati i processi di lavorazione, le caratteristiche del prodotto e le relative proprietà. E’ possibile inoltre vivere l’esperienza della vendemmia, della raccolta delle olive, della raccolta delle castagne, dei funghi e degli asparagi.
Gli agricoltori della Valle del Calore sono impegnati nella produzione di vini, sia DOC che IGT e di oli. Tra i suoi prodotti spiccano i sette vini Castel San Lorenzo D.O.C.
Felitto: Un Borgo Medievale tra le Gole del Calore
Situato nell’Alta Valle del Calore, Felitto è un borgo medievale immerso in uno scenario naturale di straordinaria bellezza. Arroccato su un pendio montuoso, il suo centro storico è caratterizzato da viuzze strette e pittoresche, che offrono scorci suggestivi e panorami mozzafiato sul fiume Calore Salernitano.
Qui, la storia e la tradizione si mescolano armoniosamente con un ambiente naturale incontaminato, rendendo Felitto una meta ideale per gli amanti della cultura, della gastronomia e dell’escursionismo. Il territorio di Felitto è noto per la sua ricchezza naturalistica: le Gole del Calore, una riserva protetta che si estende lungo il corso del fiume, ospitano una variegata flora e fauna, tra cui la rara lontra europea.
Castello Feudale
Risalente all’epoca normanna, il castello presenta una struttura imponente con il Mastio (o Maschio), un torrione alto 25 metri, e le mura difensive con feritoie e beccatelli per la difesa dell’edificio.
Le origini di Felitto risalgono al periodo medievale, con il primo riferimento documentato nel 1191 in una bolla di papa Celestino III. Durante il periodo angioino, Carlo I d’Angiò concesse il feudo di Felitto a Giovanni di San Lupo, e successivamente ad Adamo Mourier. Felitto conservò sempre una struttura fortificata, con torri merlate e porte d’accesso.
Il Percorso del Fiume Calore
Il Calore Lucano, conosciuto anche come Calore Salernitano, ha origine sulle pendici settentrionali del maestoso Monte Cervati, una delle vette più alte dell’Appennino campano, che raggiunge i 1.899 metri di altitudine. Le sue sorgenti principali sgorgano nella località Festole, nei pressi dell’area forestale di Pruno, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dalle grosse polle d’acqua che zampillano in questa zona montuosa e incontaminata, il fiume prende vita.
Con un percorso lungo 70 chilometri, il Calore si snoda interamente all’interno della provincia di Salerno, attraversando alcune delle zone più suggestive e integre del Cilento. Lungo il suo cammino, il fiume si insinua tra strette e alte pareti rocciose di origine calcarea, formando le famose Gole del Calore, veri e propri canyon naturali di straordinaria bellezza. Tra le più celebri vi sono le Gole del Festolaro a Valle dell’Angelo, le gole presso Laurino e quelle che separano i comuni di Magliano Nuovo e Felitto.
I Comuni Lambiti dal Fiume
Numerosi sono i paesi del Cilento che si affacciano sulle sponde del Calore Salernitano, custodendo preziose testimonianze del passato. A Piaggine, Laurino, Magliano Nuovo e Felitto, si possono ammirare antichi ponti medievali a “schiena d’asino” che un tempo permettevano l’attraversamento del fiume. Questi manufatti, costruiti con la tipica tecnica ad arco ribassato, rappresentano un importante patrimonio storico-architettonico della regione.
Un Ecosistema Fluviale Incontaminato
Il Calore è annoverato tra i fiumi più puliti d’Europa e fa parte dei siti d’importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea. Le sue acque cristalline, che scorrono incontaminate tra i boschi del Parco Nazionale, offrono un habitat ideale per la vita acquatica e terrestre. Qui trova rifugio la rara Lontra europea, un prezioso mammifero semi-acquatico divenuto simbolo della conservazione ambientale del fiume.
La Foce nel Sele
Dopo aver percorso il suo tortuoso cammino tra le montagne del Cilento, il Calore Salernitano si immette infine come affluente di sinistra nel fiume Sele, nei pressi della città di Battipaglia. In questo punto, le sue acque confluiscono in quelle del più grande corso d’acqua campano, che sfocia nel Mar Tirreno dopo aver attraversato la Piana del Sele.
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