Dal suo esordio ad oggi, abbiamo imparato molto su come gestire il COVID-19. Per la maggior parte delle persone sane, oggi il COVID-19 si presenta come un’influenza stagionale. Sebbene non esista ancora un farmaco che elimini definitivamente il virus, oggi disponiamo di strumenti terapeutici che aiutano a prevenire le complicazioni severe, specialmente nelle persone più vulnerabili.
Il ruolo della proteina Spike
Fin dalla prima ondata della pandemia, nella primavera del 2020, si è capito che Covid-19 poteva essere molto più di un’infezione delle vie respiratorie. Col passare dei mesi è diventato chiaro che, nei casi più gravi, il coinvolgimento di molti organi e tessuti diversi non deriva da un attacco diretto del virus, ma dal danno che questo provoca ai piccoli vasi sanguigni che li nutrono. SARS-CoV-2 è stato spesso rappresentato come un riccio ricoperto di aculei, le proteine spike, appunto, che si legano alle cellule attraverso un recettore presente sulla membrana di queste ultime, chiamato ACE2.
Uno dei più recenti ha messo in luce il ruolo della proteina spike in questo fenomeno. Il lavoro pubblicato su Circulation Research mostra che il danno alle superfici interne dei vasi sanguigni, dette endoteli, può essere provocato da questa proteina da sola, anche senza il materiale genetico necessario per infettare le cellule. Ma sottolinea anche che, perché questo fenomeno avvenga, è indispensabile l’interazione tra la proteina spike e il suo recettore ACE2. Non è insomma un danno meccanico, come si potrebbe superficialmente pensare guardando le immagini in cui il virus scorre nel sangue con tutte le sue punte esposte.
La proteina spike di SARS-CoV-2 è il principale meccanismo che il virus utilizza per infettare le cellule bersaglio; questa proteina è formata da due componenti principali: la subunità S1 e la subunità S2. La subunità S1 della proteina spike di SARS-CoV-2 è una regione molto flessibile e contiene il meccanismo chiamato RBD (dall’inglese receptor-binding domain, “dominio che lega il recettore”), attraverso il quale il virus è in grado di riconoscere e legare il recettore ACE2, che è la porta di ingresso del virus nelle cellule del nostro organismo. Per via della sua fondamentale importanza nel processo di infezione, la proteina spike di SARS-CoV-2 è uno dei bersagli farmacologici più studiati.
Fluimucil (N-Acetilcisteina): meccanismo d'azione
Fluimucil è conosciuto e registrato per il “trattamento delle affezioni respiratorie caratterizzate da ipersecrezione densa e vischiosa”, ovvero per il suo effetto mucolitico (scioglie il catarro). Forse più interessante è però il suo utilizzo come antidoto; grazie alla sua capacità di rigenerazione del glutatione rappresenta infatti la prima scelta quando si tratta di soccorrere pazienti in overdose da paracetamolo (Tachipirina®), soprattutto nei Paesi anglosassoni dove non è raro che venga usato a scopo suicidario.
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La N-acetilcisteina (NAC) è una molecola che deriva dall’amminoacido naturale cisteina. Può essere introdotta nel corpo mediante somministrazione orale, endovenosa o per via topica. Una volta introdotta viene deacetilata in cisteina e successivamente trasformata di una serie di metaboliti che si accumulano nel corpo. La via endovenosa è la migliore modalità di somministrazione in quanto determina un’emivita maggiore dell’N-acetilcisteina. La somministrazione per via topica è la peggiore.
La NAC è uno dei più potenti antiossidanti conosciuti. La proprietà antiossidante deriva:
- dalla presenza nella sua struttura chimica di un gruppo tiolico in grado di eliminare direttamente i radicali liberi
- dalla sua capacità di rigenerare il glutatione, un altro potentissimo antiossidante prodotto dal nostro organismo
- dalla possibilità, all’interno delle cellule, di essere deacetilata in cisteina. La cisteina, a sua volta, viene metabolizzata in una serie di composti (3-mercapto-piruvato e zolfo ridotto) dalle proprietà antiossidanti.
Oltre alle proprietà antiossidanti, la NAC agisce come antinfiammatorio bloccando l’attivazione di NF-kB, un fattore di trascrizione che induce l’espressione di geni che codificano per citochine proinfiammatorie. La NAC, inoltre, facilitando la produzione di ossido nitrico, gioca un ruolo importante nella vasodilatazione.
NAC e Glutatione
Il glutatione è un composto organico presente nel nostro corpo ed è costituito da 3 amminoacidi (glutammato, glicina e cisteina). La cisteina è l’amminoacido più importante del glutatione in quanto è quello che possiede il gruppo tiolico -SH, responsabile dell’attività biologica del glutatione. Il glutatione viene normalmente prodotto dal nostro corpo a partire dai 3 amminoacidi che lo compongono. L’N-acetilcisteina gioca un ruolo importante nella sintesi del glutatione in quanto funziona come donatore di cisteina.
Per la rigenerazione del Glutatione, meglio NAC: dopo somministrazione orale, infatti, il glutatione va incontro ad una serie di modificazioni nel tratto gastrointestinale che ne impediscono l’assorbimento. Nonostante questo, ci sono comunque delle condizioni che limitano la sintesi del glutatione anche in caso di somministrazione di NAC e sono l’età avanzata e la disfunzione epatica.
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NAC nella lotta contro il COVID-19
Durante una infezione virale, i nostri leucociti (cellule del nostro sistema immunitario) producono radicali liberi per cercare di neutralizzare i patogeni (la cosiddetta respiratory bust). Per cui, questo potrebbe indurre uno stress ossidativo, aggravato dall’assunzione di paracetamolo che riduce le scorte di glutatione ridotto, substrato essenziale per la risposta antiossidante. Possiamo aiutarci con l’assunzione di N-Acetilcisteina (NAC): si tratta di una molecola che deriva dall’amminoacido cisteina. E’ uno dei più potenti antiossidanti conosciuti. E’ infatti in grado di eliminare i radicali liberi, rigenerando il glutatione ridotto (GSH).
Loretta Bolgan suggerisce l’acetilcisteina come parte di una terapia per via endovenosa con glutatione e vitamina C. Si è visto che rompe i ponti disolfuro nel sito di legame della Spike e fa sì che non si leghi ai recettori Ace2 e ad altri in corso di studio. In questo modo eliminiamo parte della tossicità, sia dovuta all’infezione sia al vaccino. Se usata insieme ad altri antiossidanti, questa triade va a contrastare la tempesta citochinica. L’acetilcisteina riesce a passare la barriera ematoencefalica e produce glutatione a livello del sistema nervoso centrale.
Diversi studi in letteratura hanno mostrato l’efficacia dell’integrazione con NAC in diverse condizioni:
- è un potente antimucolitico
- protegge le cellule della retina da un eccessivo danno ossidativo in caso di degenerazione maculare
- migliora diverse patologie della cute
- è in grado di contrastare le malattie neurodegenerative e di salute mentale
Altre strategie utili
Oltre alla NAC, ci sono altre strategie che possono essere utili nel contrastare gli effetti del COVID-19:
- Quercetina: potrebbe fungere da inibitore specifico del coronavirus Sars-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19, mostrando un effetto destabilizzante su una delle proteine (l’enzima 3CLpro) coinvolta nella replicazione del virus.
- Esperidina: oltre ad avere proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, ha recentemente attirato l’attenzione dei ricercatori per il suo legame alle proteine responsabili della replicazione virale del SARS-CoV-2.
- Vitamina C: è importante per la sintesi del collagene, quindi per l’integrità dell’endotelio vasale.
- Microrganismi probiotici: favoriscono il ripristino del normale ecosistema intestinale e prevengono le infezioni causate da Escherichia coli.
Studi condotti sulla vitamina D dimostrano chiaramente che la sua carenza si associa alle forme più gravi di Covid. Importante è una assunzione giornaliera e, per dosi superiori alle 4.000UI, potrebbe essere indicato assumere anche la K2, lontano dalla D3.
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Tabella riassuntiva farmaci menzionati
| Farmaco | Utilizzo | Meccanismo d'azione |
|---|---|---|
| N-Acetilcisteina (NAC) | Mucolitico, antiossidante, antidoto (overdose paracetamolo) | Rigenera il glutatione, elimina i radicali liberi, blocca l'attivazione di NF-kB |
| Quercetina | Inibitore del SARS-CoV-2 | Effetto destabilizzante sull'enzima 3CLpro |
| Esperidina | Antiossidante, antinfiammatorio | Legame alle proteine responsabili della replicazione virale del SARS-CoV-2 |
| Vitamina C | Supporto per l'integrità dell'endotelio vasale | Sintesi del collagene |
| Vitamina D | Prevenzione delle forme gravi di COVID-19 | Modulazione della risposta immunitaria |
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