Vegani non si nasce, si diventa. Con consapevolezza. Lo stile di vita attuale non è più sostenibile, abbiamo il compito morale di ripensare la nostra vita in chiave green, e l’alimentazione può essere un buon punto di partenza.
Carlotta Perego e la Cucina Botanica
Lo sa bene Carlotta Perego, monzese classe 1993, laureata in design, insegnante di cucina vegetale diplomata a Los Angeles e ideatrice di un progetto digitale cucinabotanica.com, seguitissima anche su Instagram dove condivide la popolarità con il suo amato Fiocco, una nuvola bianca a 4 zampe che è già una web star adorabile e inconsapevole (?) del suo potere acchiappalike.
La cucina che Carlotta propone è consapevole, sostenibile e soprattutto buona: pancake, focaccia, burger veg belli e buoni come quelli che vedete fotografati in questa pagina arrivano dal suo libro di ricette Cucina Botanica (Gribaudo) e sono un ottimo incoraggiamento a uscire dalla routine e a provare piatti nuovi.
Vegetale, buona e consapevole (Gribaudo) è il libro di Carlotta Perego. Non un semplice ricettario, ma un percorso guidato e ragionato per orientarsi nel mondo della cucina veg.
Una Rivoluzione Gentile
Ma come si fa a rinunciare a carne e alimenti di origine animale senza sentirsi obbligati o “privati” di qualcosa? La chiave è tutta in una frase scritta da Carlotta nell’introduzione del suo libro Cucina Botanica e che raccoglie l’essenza del suo modo di essere.
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“Con gentilezza, l’educazione e comprensione. Se continueremo a dividere la realtà in vegani e onnivori, buoni o cattivi, bianco e nero, non andremo molto lontano”. Una vera rivoluzione gentile quella che Carlotta sta portando avanti con dedizione e onestà: “Tutti i vegani hanno pensato: non diventerò mai vegano. Poi accade, e si sta subito meglio.
Ma diventarlo non ci rende persone migliori, e non ci mette nella posizione di giudicare o considerare inferiore chi non ha fatto la stessa scelta”. Senza estremismi, si può imparare a mangiare meglio e con piatti che soddisfano e sorprendono anche i palati più esigenti.
Si pensa sempre che la scelta veg sia orientata dall’altruismo pensando alla salvaguardia dell’ambiente, agli animali, all’inquinamento. Ma proviamo a porre l’accento anche sul lato più salutar-edonistico: conoscere nuovi cibi e gli infiniti modi di cucinarli, la voglia di sentirsi più leggeri, in salute e anche più belli.
Chi segue un’alimentazione vegetale consuma alimenti ricchi di acqua, vitamine, fibre, poveri di grassi e zuccheri, perciò è meno soggetto a sovrappeso, malattie cardiovascolari e diabete. Pensare che un piatto bello e colorato sia anche buono e sano, aumenta la predisposizione ad assaggiarlo.
La natura ci offre un arcobaleno di nutrienti, combinabili in un caleidoscopio di gusti: i cibi di colore verde hanno poteri antiossidanti, blu e viola proteggono vista e vie urinarie, giallo e arancio contrastano i radicali liberi, licopeni e antociani del rosso aiutano in caso di fragilità capillare, quelli bianchi, con potassio e fibre, prevengono l’invecchiamento cellulare.
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«Che bella pelle, che bei capelli», sono i complimenti che un vegano riceve più frequentemente, e la folta chioma rossa e la pelle trasparente di Carlotta Perego ne sono la dimostrazione vivente.
La Ricetta della Focaccia Vegana al Formaggio
Se si parla di food blogger in Italia, probabilmente il primo nome che vi verrà in mente è quello della simpaticissima Benedetta Rossi. Tuttavia, se l’argomento principale è la cucina vegana, non ci sono dubbi: la regina è in assoluto Carlotta Perego. Con ogni probabilità la conoscerete con il nome del suo famosissimo blog / pagina social dal titolo Cucina Botanica.
La giovane chef propone piatti deliziosi a base unicamente vegetale, senza ingredienti di origine animale. Tra le ultimissime ricette proposte vi è la gustosa focaccia ligure, un autentico tesoro culinario che, però, prevedere tra i suoi ingredienti proprio il formaggio.
Come garantire, quindi, un’esperienza unica e gustosa che segua la versione tradizionale ma volendo portare avanti un tipo di preparazione sostenibile? Preparare la focaccia vegana al formaggio sarà un gioco da ragazzi grazie ai consigli di Carlotta Perego.
Preparazione
Gli ingredienti sono facilmente reperibili. Il primo passo da portare avanti è amalgamare la farina e il sale: sarà la base perfetta per la nostra focaccia. L’impasto dev’essere quindi ravvivato aggiungendo gli ingredienti liquidi, ossia l’acqua e l’olio extravergine di oliva. Impastate energicamente con le mani fino a quando non otterrete una palla liscia e omogenea.
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Una volta trascorsa l’ora di riposo, preriscaldate il forno a 240°C. Dividete l’impasto stesso in due parti uguali. Stendete la prima con delicatezza. Ricoprite, dunque, con la seconda metà dell’impasto e ripiegate i bordi con cura, sigillando la focaccia. Praticate dei piccoli fori sulla superficie superiore per assicurare una cottura uniforme.
La focaccia si cuocerà in soli 10-12 minuti. La vedrete diventare dorata davanti ai vostri occhi. La cremosità dello stracchino vegetale si fonderà con la croccantezza della pasta.
Il risultato? Soffice all'interno e leggermente crispy all'esterno, lo zucchero spolverato creerà una glassa quasi impalpabile se non al palato. Noi abbiamo utilizzato una farina con glutine (bianca di farro), ma potete utilizzare i preparati di farine senza glutine.
Riunite tutte le polveri: farina, zucchero, lievito istantaneo e sale. Aggiungete olio e latte vegetale e mescolate prima con la forchetta, incorporando il liquido a poco a poco, poi con le mani. Impastate con le mani finchè ottenete una pasta piuttosto liscia.
Se la trovate troppo appiccicosa mentre impastate, aggiungete un po' di farina. Impastate almeno per 8 minuti con il palmo della mano e create una palla. Fatela riposare per 20 minuti nella ciotola coperta con una pellicola.
Foderate una teglia con carta da forno e ungetela uniformemente. Stendete la focaccia e modellatela in forma ovale, tirandola delicatamente con le mani. Cospargete di olio di oliva e conficcate qualche acino d'uva nella pasta. Spolverate di zucchero. Infornate a 200° per 25-30 minuti: la superficie dovrà essere dorata.
Veg in 10 Passi
L’invito di Carlotta è semplice: iniziamo a mangiare meglio, assaggiamo cose nuove. E un morso a quel bel burger rosa alla barbabietola può essere il primo passo per diventare vegani gentili. Se lo siete già, cercate di trasmettere agli altri un’immagine positiva e non impositiva, ma rispettosa e ragionevole, non opprimente ma incoraggiante, che diventa automaticamente ispirazionale.
«Non lasciate che il vostro “io vegano” soffochi tutti i lati del vostro carattere, della vostra vita e quella degli altri». Proprio una rivoluzione gentile.
- 1. Mentalità positiva. Non sei obbligata a diventare vegana, ma puoi provarci partendo dal presupposto che non si tratta di privarti di qualcosa, ma di migliorare la qualità di quel che mangi, introducendo vegetali che hanno il potere di migliorare la tua salute. Per evitare l’effetto “privazione” totale da alimenti animali puoi iniziare evitandone uno a settimana e sostituendolo con un piatto meat free che ti gratifica particolarmente, come la pizza o la pasta.
- 2. Non chiamarla dieta. Almeno non nella connotazione, anche errata, con cui usiamo per consuetudine questa parola, ossia come regime alimentare ridotto e privativo. Meglio dire che stai semplicemente cominciando a mangiare meglio, con regolarità e facendo attenzione alla qualità di ciò che metti in tavola.
- 3. Togli la carne, ma aggiungi gusto. Punta l’obiettivo sulle novità che introduci nella tua routine alimentare e non sui cibi che togli: ci sono un’infinità di alimenti vegetali che si possono portare in tavola tra cereali, legumi, verdure che non avevi mai comprato prima d’ora...
- 4. Prepara e cucina. Sembra il punto più difficile da mettere in atto perché per cucinare serve tempo. L’idea è di farlo “in quantità” un paio di volte alla settimana, organizzando le pietanze: prepara i cereali e surgelali in monoporzioni da riutilizzare per insalate o bowl, cucina piatti più elaborati come una lasagna di verdure da porzionare e mangiare in più volte.
- 5. Limita i cibi industriali. Soprattutto per merende e colazioni la tentazione è forte: meglio una torta fatta in casa, uno yogurt di soia, della frutta secca o verdure da sgranocchiare. E se poi capita di consumare qualche snack confezionato ogni tanto, non facciamone un dramma!
- 6. Mai senza lista della spesa. Se noti che un ingrediente sta per finire, abituati ad aggiungerlo subito alla tua lista, magari usando una delle tante app a tema, utili per razionalizzare gli acquisti. Prediligi cibi sfusi senza pack in plastica, scegli prodotti locali, ma concediti anche di sperimentare qualcosa di nuovo, è stimolante! Infine fai la spesa a stomaco pieno: la fame è cattiva consigliera.
- 7. Surgelati ottimi alleati. Il freezer è un salvavita: frutta, verdura, cereali, pane, pasta... Tutto può essere surgelato e scongelato quotidianamente, per consumare pasti sani anche quando si ha fretta ed evitare sprechi in caso di spese fatte d'impulso in quantità eccessive.
- 8. Resta in forma. Non serve fare maratone in palestra se non è nel tuo stile. Ma vedrai che iniziando a mangiare meglio ti sentirai anche più attiva e aumenterà la voglia di fare quattro passi all’aria aperta, un giro in bicicletta, un po' di yoga...
- 9. Ci vuole fibra. Se ne trova in quantità in verdure, frutta, cereali, legumi, semi e frutta secca. E bevi tanto per facilitare la funzionalità intestinale. Ottime le tisane anche fredde o le acque aromatizzate con zenzero, frutti rossi o aromi naturali.
- 10. La perfezione non esiste. Fai del tuo meglio, consapevole del fatto che può capitare di “sgarrare”. E, quando succede, non colpevolizzarti e non punirti.
Integratori e Sostituti: Servono Davvero?
Grande dilemma: togliendo gli alimenti di origine animale avrò bisogno di prendere un sacco di integratori? La risposta è no, tutte le sostanze nutritive di cui il corpo ha bisogno si trovano negli alimenti di origini vegetali.
Cereali integrali, frutta secca, semi oleosi e verdure di colore verde sono un ottima fonte di ferro da abbinare agli alimenti che contengono vitamina C che ne facilità l’assorbimento, di calcio sono ricche le crucifere (cavoli, broccoli, carciofi…), gli omega 3 che si trovano nel pesce (assieme però anche a una gran quantità di metalli pesanti) possono essere assunti con noci o semi oleosi di chia e lino: unica accortezza, vanno sempre tritati per permettere il rilascio dell’olio.
Unica eccezione, la vitamina B12, che va presa obbligatoriamente. Ma va fatta una riflessione: questa vitamina viene prodotta dai batteri presenti nel suolo o dal sistema digerente degli erbivori. Oggi la maggior parte degli animali allevati per il consumo alimentare non hanno la possibilità di nutrirsi all’aria aperta e mangiano cibi artificiali quindi non possono assorbire questo nutriente e trasmetterlo al prodotto finale, ossia alla carne.
Ma come si fa a cucinare “senza”? Una torta o frittata senza uova non è impossibile: due cucchiai di farina di ceci o 60 g di tofu sostituiscono un uovo nelle preparazioni salate, oppure ½ banana o 3 cucchiai di burro di mandorle nei dolci. Per fare la pasta fresca, ad esempio basta semola, acqua e sale e aggiungere un cucchiaino di curcuma o zafferano per ottenere un colore giallo.
La ricotta? Provate con quella vegetale di anacardi: messi a mollo per qualche ora e poi frullati con limone, sale, aceto, lievito alimentare e acqua. Una delizia! Il burro? L’olio, ça va san dire, che sia di semi di cocco o evo.
Il Libro "Cucina Botanica"
Nel numero di Cook del 20 ottobre vi abbiamo svelato in anteprima alcuni contenuti del nuovo libro di Carlotta Perego, «Cucina botanica, vegetale, facile, veloce» (Gribaudo, 256 pagine, 19 euro). L’autrice raccoglie in questo suo ultimo lavoro 80 ricette gustose da realizzare con frutta, verdure, semi, farine, bevande vegetali, frutta secca e ingredienti di origine esclusivamente plant-based.
Oltre alle ricette trovate tanti metodi di cottura, conservazione, lavorazione delle materie prime, per avere una dispensa pulita e in ordine. I valori che accompagnano tutto il libro sono attenzione e cura alla sostenibilità, all’ambiente e alla salute, esattamente quelli che hanno portato l’autrice ad abbracciare una alimentazione vegana.