In occasione della nuova edizione di Formaggi veg. Latte, yogurt e formaggi vegetali, vi racconto un po’ di retroscena comici di questo libro. La nuova edizione di Formaggi veg è uscita nell’agosto 2024, ma solo adesso un po’ di tempo per parlarne qui. Un modo come un altro per ridere insieme su anni di sventure più o meno funamboliche legate a questo libro. Ho pensato di raccontarvene alcune per sdrammatizzare, per esorcizzare (e mai parola fu più opportuna!) e anche per festeggiarne la fine - con molta gioia!
La Rocambolesca Fotografa di Formaggi Veg
Formaggi veg ha avuto la mia prima e unica presenza editoriale in qualità di Rocambolesca Fotografa. Non lo farò mai più, non sono una fotografa, solo una che è tiepidamente appassionata di fotografia. In genere gli editori ti affiancano un fotografo specializzato in still life e anche un food stylist, quello che allestisce i piatti. Ma siccome correva l’anno 2012, io non ero Csaba della Zorza, il mio editore era più vicino allo Scrooge di Charles Dickens che alla HarperCollins e, non indifferente, mancava un decennio all’esplosione dell’alimentazione vegetale… per questi e una serie di altri motivi legati alla minima spesa e massima resa (dell’editore, non mia!), è andata a finire che ho dovuto fare anche la fotografa. Male.
Oh beh, rispetto ad alcune pubblicazioni del tempo, ho fatto anche un lavoretto decente, contando appunto che non sono né fotografa, né food stylist, né ho uno studio fotografico. Mi sono dovuta ingegnare. Alcune fotografie le ho fatte con gli stratagemmi più assurdi e di qualcuna ho tenuto un ricordo. Non erano ancora i tempi dell’AI.
L’Autoprodotta “Tecnica del Trampolino”
Le fotografie di Formaggi veg della prima edizione sono state fatte tutte nel mio studio, nella casetta in mezzo al bosco, che non era certo lo studio di un fotografo. Qui è nata la “tecnica trampolino”. Nel mio studio non arrivava abbastanza luce naturale e non avevo delle costose lampade da fotografia. Così ho iniziato a preparare all’estremità di una lunga mensola le mie composizioni da fotografare. Una volta pronte, il mio compagno spingeva la mensola fuori dalla finestra al primo piano, tipo trampolino della piscina. Io salivo su una scaletta, puntavo il cavalletto sul davanzale e cominciavo a fotografare finché a uno dei due non iniziavano a friggere i muscoli per lo sforzo, rischiando di catapultare il contenuto della mensola o la macchina fotografica nell’orto, dall’altra parte della strada.
Un giorno, per questo allestimento sopra, decido di bloccare la mensola fuori dalla finestra con dei morsetti e fotografare dall’interno, per dare l’idea che fossi sotto una veranda affacciata sui colli. In quella, sento però avvicinarsi il trattore del mio vicino ultraottantenne e subito dopo il suo urlo gioioso “Che bello! E’ per me? O volevi farmi uno scherzo?”. Non mi ero resa conto che quell’esposizione arrivava giusto al finestrino del trattore e il prode vicino l’aveva interpretata come un gentile take&drive per mezzi agricoli. Vabbé, ormai le foto le avevo fatte e ho offerto. Son piaciuti!
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Le Prime Due (Sofferte) Edizioni di Formaggi Veg
Formaggi veg è un libro che per me ha significato molto, al tempo in cui lo scrivevo, perché in quel momento era un progetto pionieristico. Il terzo libro sui formaggi vegetali nel mondo, il primo in Italia ma soprattutto il primo in cui tutte le ricette fossero illustrate. Molti lo acquistavano dall’estero pur non essendoci una traduzione. In realtà la traduzione non ci fu perché, come scoprii in seguito, l’editore aveva cestinato le proposte degli editori esteri che volevano produrlo. Lo so, è ridicolo, ma l’editoria italiana è piena di eventi del genere. Ma è stato anche un libro che volevo abbandonare e non ristampare più. Chi mi chiedeva come reperirlo e chi voleva sapere quando sarebbe uscita la nuova edizione, rivista e ampliata. Più che altro, volevano l’edizione corretta, prima ancora che ampliata.
Sì, perché questo libro, per chi non lo sa, nelle edizioni precedenti è stato vittima, per ben due volte, di errori e assurdità. Un’impaginatrice a basso costo o meno che incompetente (o entrambe) ha fatto in modo di lanciare casualmente i testi e gli ingredienti di alcune ricette sotto i titoli di altre. Poi, per abbellire questo lavoro, ha tagliato un paio di ingredienti qui e là, invertito qualche paragrafo e virato tutte le foto in verde e blu, bruciato un po’ di bianchi. E suvvia, a sto punto non vogliamo metterci anche un po’ di refusi che sul mio manoscritto non c’erano? Mettiamoceli, dai! Non è ancora abbastanza? Allora ci infiliamo l’introduzione di uno sconosciuto Tizio Nutrizionista, il quale ne copia buona parte da un sito internet. L’editore non controlla, mica spetta all’editore controllare di non pubblicare dei plagi, no?! Non solo: questa introduzione non la fa leggere prima all’autrice. D’altra parte sarà lei ad accorgersi, con le copie già in distribuzione, che quello che ha scritto il Tizio Nutrizionista è in gran parte scopiazzato. Già mettere un’introduzione a sorpresa nel libro di un autore è un atto di un’arroganza incommentabile e passibile di giustissime querele. Ma qui è stato raggiunto Marte misurando l’assurdità con l’incompetenza.
All’uscita della prima edizione ero verde. All’uscita della seconda che doveva essere corretta ma non lo era, ero in preda a una crisi isterica e mi è toccato anche andarlo a presentare in giro. Per fortuna la maggior parte dei lettori è stata comprensiva e ha capito che io, sebbene autrice e fotografa della domenica, non ero anche impaginatrice distratta, editor assente, copywriter non pervenuto ed editore sulle nuvole.
Presentazione al Salone del Libro di Torino
Immagini da una mia presentazione di Formaggi veg a Torino nel 2013.
La Presentazione Fantasma
Arriviamo a una delle cose più assurde legate al libro Formaggi veg. A quella più fantasiosa, quella che neanche Joker avrebbe architettato. Una cosa che si colloca tra il teatro dell’assurdo di Beckett e certe installazioni neo-nichiliste della Biennale di Venezia. Quelle che poi scopri essere solo i muri della Biennale perché l’artista non ha mandato in tempo le opere (ma hanno lasciato sui muri i cartellini con autore e titolo, mi è successo davvero).
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Dal Regno dell’Assurdo, ogni tanto qualcuno mi chiedeva perché non mi ero recata alla presentazione del libro Formaggi veg qui o là, il tal giorno alla tal ora. Avevano fatto tanta strada per conoscermi di persona e non ero andata, potevo almeno avvisare! La prima volta ero stranita e ho abbozzato un “forse avete letto male?”. Perché io ero certa di non dover essere da nessuna parte oltre casa mia. Tra l’altro Torino è così lontana da richiedermi ore di viaggio, organizzazione, valigia, avviso di amici locali… niente che potrei evitare di programmare con anticipo. Ero certa di non aver ricevuto inviti da lì e di non doverci andare.
Ma alla terza volta che mancavo una presentazione, le ragazze scocciate dalla mia assenza mi mandarono la locandina. Così vidi con i miei occhi che l’evento esisteva davvero: presentazione del mio libro e quattro chiacchiere con l’autore. Al maschile. Non “l’autrice”. Come sarebbe?! Telefonai alla libreria citata, pensando che probabilmente avesse organizzato una finta presentazione per aumentare le vendite, era un libro che stava andando alla grande… ma guarda cosa non si inventano questi librai! Ormai sono peggio degli operatori di Wall Street, pensai. Invece scoprii che proprio la libraia era la più offesa dalla mia mancata partecipazione! C’erano stati l’editore e … il Tizio Nutrizionista, quello che aveva scopiazzato il testo per l’introduzione! Il quale, non pago di essere un volgare plagiatore, firmava anche le copie al mio posto, come se fosse un suo libro!
E anche la Notte Veg … Fantasma!
Un giorno l’editore delle prime due edizioni mi espone questa iniziativa: in ogni città faremo la Notte Veg con un autore, a te andrebbe bene farla a Bologna o Rimini? Ora, ditemi sinceramente, voi quando sentite “notte veg“, cosa pensate? La notte rosa, la notte bianca ecc. Eventi che coinvolgono tutta la città, con i negozi e i locali aperti, gente in giro … giusto? Anche io.
Così per mesi, aiutata da alcune amiche che non finirò mai di ringraziare e da un’associazione di Rimini che purtroppo oggi non c’è più ma era bellissima, abbiamo ricevuto dal Comune di Rimini il patrocinio e l’uso gratuito del bellissimo Palazzo del Podestà. Abbiamo coinvolto i locali del centro che per la serata proponevano scelte vegetali, battuto la grancassa su tutta la stampa locale, abbiamo persino ottenuto alcuni mezzi pubblici oltre l’orario di servizio normale. Ad ogni successo, ogni novità in entrata, informavo l’editore che in genere o non mi rispondeva o dava una risposta laconica. Ma io lo capivo, perché sapevo che stava organizzando tutte le notti veg in Italia, in contemporanea, un lavoro esagerato! Non poteva certo seguirmi passo passo nel decidere se il catering principale lo avrebbe curato la LAV o Animal Defenders!
Arriviamo al giorno prima dell’evento ed è tutto pronto, Rimini si prepara alla Notte Veg. Arriva anche gente da fuori. Esercenti elettrizzati (non erano ancora i tempi delle baby gang spaccatutto). Unico problema: le copie di Formaggi veg, quelle per la mia presentazione al Palazzo del Podestà, non sono ancora arrivati. Protesto con l’editore al telefono e lui sembra scocciato, alla fine riesce a mandare venti copie il giorno stesso, con un corriere e brontolando. Solo venti copie?! Infatti finiranno nei primi dieci minuti. Mi informa anche che non ci sarà nessuno della casa editrice perché saranno tutti alla Notte Veg a Torino. Offesa, visto la bellezza di evento che avevamo organizzato e la presenza di qualche autorità locale, vado a vedere cos’abbia di meglio questa Notte Veg di Torino. Cos’hanno loro? Il Cirque du Soleil? Fontane di cioccolato fondente gratis? Cosa?!
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Mi accorgo dalla locandina che la Notte Veg di Torino non è altro che una presentazione di un libro in una libreria. Scorro in fretta i programmi delle altre “Notti veg” e… sono tutte solo presentazioni di un’oretta in altrettante librerie! Ero così impegnata a organizzare che non avevo visto che gli altri facevano solo questo!
Mi fa ancora ridere. Solo a Rimini c’è stato un evento che ha coinvolto la città, in anni in cui “vegan” era ancora una parola strana. L’editore non c’era, non saprà mai l’occasione che si è perso. In compenso ha perso un’enormità di vendite. Però. Io avrò capito male e sarò una milanese imbruttita che mette in piedi una notte bianca a tema quando sente “notte veg”… ma anche loro, quelli della casa editrice… quando gli scrivevo che ci avevano dato il Palazzo del Podestà o che avevano messo più mezzi pubblici o l’elenco dei ristoranti partecipanti… continuavano a pensare a una presentazione in libreria con una ventina di persone massimo!
Nella Cucina di Pietro Leemann
Questa è stata una cosa tenerissima che ha riguardato Formaggi veg.
Pietro Leemann è il mio mito culinario, lo sanno tutti i miei amici e amiche e gatti e formiche in giardino. Stresso la gente citandolo, regalo i suoi libri, possiedo anche il gigantesco Codice della cucina vegetariana. Sogno di tornare al Joia, il suo ristorante, per farmelo autografare. Un giorno che dovevo fare un’intervista in RAI sull’energia dei vegetali, mi hanno chiesto quale chef potevano chiamare se mai ce n’era uno che conoscesse questi argomenti. Io ho quasi urlato nel telefono “Pietro Leemann! Chiamate Leemann!”. Lui era in collegamento da Milano e io in studio a Roma, ma mi sono sentita così onorata che quasi facevo fatica a parlare. Insomma, è nel mio personale Olimpo.
Un giorno un editore con cui collaboravo è andato a fare un corso proprio al Joia, nella cucina di Leemann. Mi ha mandato questa foto sopra. Su una mensola nella cucina di Leemann c’erano questi pochi libri, tra cui Formaggi veg. Il più bel ricordo che ho di questo libro. Forse tutti gli errori che ho visto io non sono necessariamente così evidenti per gli altri. Spero. Magari però lo teneva lì come sotto-pentola. Può essere.
La “Supercazzola” di Amici Miei, Versione Editoriale
Nel 2015, stanca di tutti gli errori e di ben altro che tacerò per eleganza, ho preteso legalmente che la vecchia edizione di Formaggi veg venisse ritirata dal mercato. I diritti sono tornati in mio possesso. Da lì in poi, si è originata una strana processione di varie figure editoriali che mi chiedevano come mai non fosse più in commercio. Sopratutto: mi interessava pubblicarlo con loro? Io ero molto stanca della questione, non avevo davvero la voglia di passare un anno a rifare tutte le fotografie con un fotografo e rivedere i testi. In più, poco dopo la prima pubblicazione, parte delle ricette erano finite online, così ricevevo spesso delle recensioni - e anche insulti! - di gente che mi accusava di aver copiato delle ricette sul web. Gli sarebbe bastato guardare le date, ma per alcuni anche l’ovvio è qualcosa di complicato.
Così ho risposto che no, per il momento no, volevo lavorarci con calma e quando fosse stato il momento, ci avrei pensato. Da lì è iniziata una sottile opera di corteggiamento. Proponevo un altro libro, nuovo, e l’editore mi rispondeva che sì, interessante, ma perché non stampiamo anche Formaggi veg? Ovvero: ti mando in stampa cinquecento copie di questa roba che non guarderò nemmeno e che lascerò marcire in magazzino, ma così ti faccio contenta e tu in cambio mi dai Formaggi veg, quello che vendeva un botto e su cui voglio puntare.
Dopo un paio di queste manovre, ho pensato di essere diventata paranoica. Non è che stavo capendo male?! Insomma, era un libro di cucina italiano, non Harry Potter! Per quanto potesse essere interessante, non era un bestseller internazionale. Qui sbaglio sempre, perché in realtà ci sono persino ‘bestseller’ Mondadori che passano in tutte le tv ma vendono molto meno dei miei libri, secondo i numeri inoppugnabili dei distributori.
Il Diario di una Lattuga
Così ho fatto un tentativo per capire se fossi impazzita in conseguenza dell’assurdo che ha accompagnato Formaggi veg. Quando mi sembrava che rispondessero in questo modo, che in realtà volessero solo Formaggi veg, tiravo fuori il mio progetto del cuore, o almeno glielo presentavo così. “Ho molto a cuore da anni questo progetto: Il diario di una lattuga. La storia di una lattuga, da seme a germoglio, l’età adulta, le varie difficoltà che deve affrontare, nebbia, pioggia, grandine, serre, infine il contadino che la mutila, resta senza gambe-radici, ma lei resiste, sopravvive anch...
L'arte di preparare formaggi vegani in casa: libri e corsi
Il mondo dei formaggi vegani sta conoscendo una crescita straordinaria. Formaggi vegetali freschi e spalmabili se ne trovano ormai in tutti i grandi supermercati, mentre alcune bontà come i formaggi più stagionati, muffati o sfiziosi si possono facilmente trovare nei negozi specializzati e anche online. Ma volete mettere la soddisfazione di riuscire a farseli in casa? Con l’aiuto di questi libri e di questi corsi non è per niente impossibile, anzi: grazie alla possibilità di personalizzarli secondo i nostri gusti, con le erbe aromatiche, spezie come il curry, il pepe o la curcuma, le erbe aromatiche, ci potremo davvero sbizzarrire.
Formaggi vegan fatti in casa è una guida per chi è intollerante ai latticini o per chi segue un’alimentazione vegana e desidera comunque gustare un saporito groviera, un dolce Monterey Jack, un tradizionale parmigiano o un raffinato Camembert. È inoltre un manuale per tutti i vegetariani che ancora non sono riusciti a fare il “grande passo” verso il mondo vegan, trattenuti dalla difficoltà di abbandonare i formaggi tradizionali. Brie, caprino, gouda, emmental, mozzarella, ricotta, cheddar e molti altri: scopriamo passo a passo come produrre in casa formaggi freschi e stagionati, ma anche latte e yogurt privi di derivati animali, usando frutta secca e bevande vegetali.
Il cibo più difficile da abbandonare per chi ha scelto di seguire uno stile di vita sano è, senza ombra di dubbio, il formaggio. Jules Aron ha creato le migliori ricette, semplici e deliziose, a base di ingredienti salutari, che solo a leggerle fanno venire l’acquolina in bocca. Sia che abbiamo deciso di rinunciare al lattosio per questioni di salute sia che la nostra sia una scelta vegana, non abbiamo bisogno di rinunciare al gusto dei formaggi. Con alcuni ingredienti biologici e un po’ di creatività, possiamo preparare a casa nostra: feta, gouda, mozzarella; tutti 100% vegetali a base di anacardi, mandorle soia, sesamo.
Il progetto di Ilaria Cravero nasce per trasformare in versione vegetale ogni tipo di ricetta, per sfatare il detto che mangiare vegano sia noioso, ma anzi per diffondere ed insegnare come sia davvero possibile riuscire a gustare tutti i piatti tradizionali in una versione sana e, soprattutto, cruelty-free. Cibo Supersonico è il progetto di Francesca Fariello e Chiara Ratti, che realizzano, oltre a fantastici retreats e sorprendenti supperclub, anche questo Corso di 4 settimane di Autoproduzione di Formaggi Vegetali, per produrre freschi, stagionati e croste fiorite. Cosa serve per preparare il formaggio vegetale? Ecco alcune delle muffe nobili che ti serviranno per realizzare ottimi formaggi vegetali fatti in casa.
Amante della vita e dei viaggi, ho fatto delle mie passioni uno stile di vita. Ristoratrice famosissima a Brooklyn, Miyoko tiene corsi di alimentazione vegana e di cucina. L'idea della traduzione in italiano del suo libro è dell'edizione "Il Punto d'Incontro": "Artisan Vegan Cheese" in lingua madre, che in italiano diventa "Formaggi vegan fatti in casa". Non è solo il sottotilo, ma una vera verità.
Le prime cinque sezioni del libro sono forse le più interessanti perché insegnano le techiche di base della lavorazione di prodotti alternativi al formaggio. Non sono tuttavia di meno le ultime quattro parti dedicate alle ricette che si possono preparare con i formaggi vegan. Prima parte: formaggi artigianali invecchiati. Seconda parte: formaggi stagionati. Qui la fantasia spazia e le lavorazioni si fanno più lente, imparando i processi di stagionatura. Terza parte: formaggi da fondere. Qui i segreti di una "fonduta" perfetta, che come spiega l'autrice risiedono anche nella scelta dell'addensante. Cheddar e mozzarella fondente tra le ricette più interessanti. Quarta parte: formaggi quasi istantanei. Questa sezione è dedicata a chi proprio di pazienza non ne ha, oppure per quelle occasioni in cui non si riesce ad aspettare nemmeno un giorno di fermentazione del formaggio! Quinta parte: le altre alternative ai latticini. Questa sezione non solo vi permette di scoprire altenative ai latticini veri, ma anche di autoprodurvi latticini vegetali, grazie ad alimenti naturali ed integrali, senza ricorrere a ingredienti manipolati, come gli isolati proteici della soia, presenti in tanti succedanei vegan industriali dei latticini.
Home → Libri → Formaggi veg. “Potrei rinunciare a tutto, ma non al formaggio!” Chissà quante volte abbiamo detto o sentito questa frase. Vegani, vegetariani e onnivori uniti da una passione: quella per il formaggio. La stessa passione che ha spinto Grazia Cacciola, vegana da anni e autrice di saggi e libri sull’alimentazione, a scrivere un manuale per la produzione casalinga di latte, yogurt e formaggi vegetali da legumi e cereali e come utilizzarli nelle ricette classiche: pizza, risotto, lasagne e caprese.
Il manuale è diviso in due sezioni: la prima dedicata alle preparazioni dei formaggi. Ogni ricetta è completa di tutto: gli ingredienti e gli utensili necessari L’ultima parte di questa prima sezione è dedicata ai sostituti di condimenti e salse, con le indicazioni per preparare panna, besciamella, maionese e pesto tutti rigorosamente a base di prodotti vegetali. Nella seconda sezione troviamo le ricette, organizzate per portate (antipasti e stuzzichini, primi, secondi, piatti unici, dolci e dessert). Per ogni ricetta è riportata una breve spiegazione, gli ingredienti, le indicazioni per eventuali utensili necessari per la realizzazione e, se il caso, anche delle varianti. Tra le ricette, la pizza, un risotto mantecato ai quattro formaggi con scamorza, brie e crema di formaggio e la cheesecake alle pesche. Formaggi veg.
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Federica M. libro con tante ricette, alcune molto semplici da fare, ne ho già provato diverse e di alcune sono davvero molto soddisfatta: riescono bene e sono molto saporite. Alcune sono più laboriose di altre, è vero, ma anche queste riescono molto bene. Da quando sono vegana i formaggi sono la cosa che mi manca di più. Con questo libro sto imparando a sostituirli con ingredienti sani e senza spendere tutto lo stipendio in supermercati specializzati.
Giulia D. Bellissimo libro, l'ho comprato da regalare a mia cognata che è vegetariana e ama molto i formaggi... spero di portarla verso il veganesimo!! Mirella S. Buongiorno! Da anni cerco alcuni validi sostituti al formaggio ed ho provato numerose ricette trovate su internet ma i risultati fin ora sono sempre stati deludenti. Ho dato subito un'occhiata alle prime pagine del libro appena consegnato e lo trovo decisamente interessante. Facilmente comprensibile, ricette non elaborate ed ingredienti reperibili tranquillamente... in questi giorni di festa farò sicuramente "esperimenti nel mio laboratorio". Sono fiduciosa... molto fiduciosa!