Fosfati Amorfi nelle Urine: Cause e Alimentazione

La presenza di fosfati amorfi nelle urine è una condizione che si riscontra quando si esegue un esame delle urine per un controllo di routine. I fosfati amorfi sono dei granuli incolori. La presenza di fosfati amorfi nelle urine è da associare all’aumento del pH urinario che causa la precipitazione di questi cristalli.

Cosa sono gli urati amorfi?

Gli urati amorfi sono cristalli microscopici che possono essere riscontrati nelle urine. Gli urati amorfi sono piccoli cristalli che derivano dal metabolismo dell'acido urico.

L'acido urico è un prodotto di scarto del nostro organismo; si forma per ossidazione delle purine a opera di un enzima chiamato xantino-ossidasi e viene eliminato per due terzi dal rene, per poi essere escreto con le urine.

Perché si formano i fosfati amorfi?

La precipitazione visibile dei fosfati dipende da speciali condizioni d'ordine fisico-chimico dell'urina diventata meno acida o addirittura alcalina.

I fosfati amorfi possono precipitare e accumularsi nelle urine a causa di diete a prevalenza vegetale (diete vegetariane o vegane), oppure nel caso di una dieta particolarmente ricca di fosfati (alimenti ad alto contenuto di fosforo: latticini, frutta secca, pesce, bevande gassate contenenti acido fosforico). Altre cause di tale problematica possono essere una scarsa idratazione o livelli elevati di stress.

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Altre cause della fosfaturia

  • Regime alimentare ricco di vegetali
  • Regime alimentare ricco di frutta
  • Assunzione di sostanze alcaline

Fosfaturia patologica

Esiste d'altra parte una fosfaturia patologica (diatesi fosfatica) che ha il carattere precipuo d'essere continua nella sua produzione. Può derivare da cause multiple e ha importanza soprattutto nella genesi della calcolosi urinaria.

La diatesi fosfatica dipende dalla scarsa acidità urinaria, dovuta non di rado, a sua volta, a un'esaltata perdita di sostanze acide dall'organismo (secrezione gastrica ipercloridrica) e a un eccesso d'eliminazione di calce (calcaruria), almeno in rapporto alla quantità d'acido fosfatico disponibile per le combinazioni con la calce, dalle quali derivano i depositi di fosfati di calce. Essi precipitano già nella vescica, senza che perciò tutti i fosfaturici vadano soggetti alla calcolosi.

Come influisce il pH urinario?

Il pH urinario oltre a fornirci importanti indicazioni circa la quantità di acidi espulsi, ci può indicare la presenza di patologie renali, metaboliche o respiratorie, uno stato di alcalosi o acidosi tissutale o una vera e propria acidosi metabolica.

Il pH urinario può variare da 4,5 a 8 (anche se questi 2 valori estremi indicano un eccesso rispettivamente di acidità e di alcalinità, che andrà corretto).

Variazioni del pH urinario

  • Urina acida: al mattino è normale avere un'urina piuttosto acida.
  • Urina alcalina (basica): dopo i pasti è normale avere un'urina più alcalina.

Un pH acido può favorire l'aggregazione di cristalli precursori di renella e calcoli (di urato amorfo, di acido urico, di ossalato di calcio, di cistina, di leucina, di tirosina, di colesterolo, di bilirubina e di xantina).

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Come viene valutata la presenza di urati amorfi nelle urine?

Per la valutazione degli urati amorfi nelle urine è necessario raccogliere un campione del mitto intermedio (cioè occorre lasciare andare la primissima emissione), a digiuno, dopo aver effettuato un'accurata igiene intima. Nel caso delle donne, è bene effettuare l'esame lontano dal periodo mestruale.

Per l'esame degli urati amorfi, è meglio effettuare la raccolta del campione la mattina, quando le urine sono più concentrate.

Alimentazione e fosfati amorfi

Essendo un parametro che dipende principalmente dalle abitudini alimentari, è deducibile che un possibile approccio per contrastare le urine acide sia costituito da una corretta alimentazione, che non preveda un abuso dei cibi ad alto contenuto di purine.

Alimenti da considerare

Gli alimenti ricchi di fosfati sono: latte, yogurt, legumi, frutta oleosa, crostacei, semi.

Più sostanze acidificanti verranno introdotte o prodotte nell'organismo e più l'urina sarà acida. Lo stile di vita occidentale caratterizzato da poco movimento e vita stressante acidifica il nostro organismo. Inoltre lo stile alimentare odierno, ricco di carboidrati raffinati e povero di vegetali, non consente l'introduzione adeguata di sostanze alcaline (magnesio, potassio, calcio, sodio) utili a compensare l'acidità prodotta.

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Alimenti acidificanti

  • Cereali (pasta, pane, pizza, riso, ecc.)
  • Carne
  • Formaggi
  • Bevande gassate
  • Alimenti conservati con additivi acidificanti
  • Cibi troppo cotti

Importante: non eliminare i cibi acidi dalla dieta, ma compensarli con alimenti alcalini.

Consigli dietetici

  • Mantenere un'idratazione abbondante (2-3 litri di acqua al giorno).
  • Ridurre sale, carni processate e cibi troppo ricchi di calcio o ossalati.
  • Distanziare l'assunzione di frutta da quella di pasta, pane, pizza, riso.

La frutta, seppur alcalinizzante non dovrebbe essere la scelta alcalinizzante principale sia per l'elevato contenuto di zuccheri, sia perché l'unione di frutta acida e carboidrati forma acido ossalico (acido), che favorisce la formazione di cristalli, renella e calcoli.

Quando consultare un medico

Spesso, indagare sulla concentrazione dei fosfati può aiutare il medico ad escludere una patologia o a confermarne altre.

Oltre all'alimentazione, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico, affinché possa prescrivere il trattamento adeguato all'abbassamento dei livelli di urati amorfi nelle urine. In caso di iperuricemia, ad esempio, può essere indicata l'assunzione di farmaci specifici, come l'allopurinolo.

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