Francesca Filippi: Nutrizione e Approcci Low Carb per la Gestione delle Malattie Neurologiche

Dieta e malattie neurologiche: gli approcci nutrizionali low carb si confermano promettenti strategie per fare fronte all’infiammazione. È emerso durante la seconda edizione del Convegno “Nutrizione, neurodegenerazione e neuroinfiammazione”, organizzato dalla Clinica neurologica del Dipartimento di Area Medica dell’Università di Udine con il supporto di Metagenics Academy.

L'Approccio Nutrizionale "Sartoriale" di Francesca Filippi

Un regime ipoglucidico, normoproteico, iperlipidico e soprattutto “sartoriale”, da costruire sulle caratteristiche specifiche del soggetto interessato per non incorrere in pericolosi errori, tipici, soprattutto, del “fai da te”- ha sottolineato la dott.ssa Francesca Filippi, nutrizionista dell’équipe della Clinica Neurologica, durante il pomeriggio di lavori dedicato proprio agli aspetti più pratici del protocollo, dalle modalità di costruzione a quelle di monitoraggio di efficacia utilizzando, per esempio, la valutazione della chetonemia, ovvero la rilevazione del numero di corpi chetonici sviluppati dal paziente in seguito a forte riduzione glucidica e utilizzati dall’organismo come substrato energetico alternativo.

Si tratta di un parametro che si rileva attraverso prelievo di sangue e che ancora non è chiaro - ha ricordato la dott.ssa Filippi, menzionando anche gli ottimi risultati del protocollo su alcuni pazienti trattati, affetti da malattie rare - In base a quanto riportato in letteratura, per valutare se un paziente stia seguendo correttamente il regime prescritto, il numero di corpi chetonici sviluppati dovrebbe coincidere con un determinato valore numerico.

Terapia Chetogenica e Malattie Neurologiche: Risultati Promettenti

I dati raccolti ad oggi sono certamente confortanti e testimoniano l’indubbia efficacia di questo protocollo che dev’essere fatto solo ed esclusivamente da personale esperto e come profilassi, fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato». LA TERAPIA Non si sono fatti certo attendere gli incoraggianti risultati legati all’applicazione della terapia chetogenica sui 35 pazienti affetti da emicrania che la Clinica neurologica del DAME, dopo un percorso di tre mesi, ha presentato al convegno.

Efficace anche per la riduzione dell’infiammazione nella malattia di Alzheimer, come sottolineato dal dott. Francesco Francini, sebbene ancora in fase sperimentale nei pazienti con demenza e morbo di Parkinson - ha ricordato il dott. Andrea Bernardini (ASUFC) - il regime chetogenico ha già dato risultati confortanti e concreti nel trattamento della Sclerosi Multipla, come confermato da “Che fatica”, in corso presso la Clinica Neurologica e di Neuro riabilitazione.

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«Si tratta di uno studio open label a singolo braccio che vede coinvolti attualmente 15 pazienti sottoposti a regime chetogenico per un periodo di sei mesi e valutati, prima e dopo la dieta, attraverso una serie di esami di laboratorio, neurofisiologici, di risonanza magnetica funzionale, di questionari e scale cliniche - ha precisato il dott. Riccardo Garbo, Specializzando in Neurologia - Dai dati preliminari di cui ora disponiamo sembra esserci un netto miglioramento in questi pazienti in particolare sul sintomo fatica e su alcuni correlati tra cui qualità del sonno, stress e tono dell’umore.

Non solo cheto, nella seconda edizione del Convegno, sospeso l’anno scorso a causa della pandemia da Covid 19 e riproposto dunque quest’anno come preziosa occasione per esplorare anche altri promettenti approcci nutrizionali, strategici nella gestione delle malattie neurologiche, a partire dalla dieta mima digiuno di cui esistono già importanti evidenze soprattutto in ambito oncologico.

Un tema, quello dell’infiammazione e soprattutto della sua risoluzione, su cui è ormai chiaro il ruolo chiave delle proresolvine, «mediatori lipidici derivati da acidi grassi polinsaturi, prodotti nel sito dell'infiammazione a conclusione del processo infiammatorio acuto - ha spiegato il dott. «Consumando alimenti che permettano di mantenere i valori del PH il più vicino possibile alla “neutralità” sarà possibile sconfiggere il senso di stanchezza e intorpidimento, avere più lucidità e sviluppare quelle performance fisiche e mentali necessarie per portare a termine i propri obiettivi e rendere più qualitativo il proprio tempo - ha spiegato Alex Viola, che ha scoperto i benefici dell’alcalinizzazione durante un periodo di allenamento tattico militare nei kibbutz in Israele - Le pratiche di questo stile di vita hanno un’origine molto antica, millenaria, e sono state tramandate nel tempo. Io le ho approfondite, raccolte e codificate per essere applicate nella vita di oggi».

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Professionisti Sanitari e Nutrizionisti

Di seguito è riportato un elenco di professionisti sanitari e nutrizionisti che si occupano di nutrizione e alimentazione, intraprendendo percorsi con pazienti di ogni età:

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Nome e Cognome Titolo di Studio Professione Numero Iscrizione Ordine Città
Paola Rosa Biologa Biologa nutrizionista Iscritta all'Ordine Nazionale dei Biologi -
Salvatore Coriglione - Biologo Nutrizionista - Siracusa e Pozzallo
Maria Chiara Arena Laurea in Dietistica Dietista 72 ordine TSRMPSTRP Acireale (CT)
Roberta Pallagrossi Laurea Specialistica in scienze della Nutrizione umana Dietista 405 Roma (RM)
[Dottore] Laurea Magistrale in Scienze Biologiche, Specializzazione in Scienza della dell’Alimentazione, Master in Dipendenze Patologiche, D. U. - - -
[Dottore] Laurea in Scienze Biologiche Biologo Nutrizionista Ordine dei Biologi dell’Emilia Romagna e Marche n. S. Lazzaro di Savena (BO)

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