Sono tanti i segnali che il nostro gatto invia quando è in calore, e sono molto riconoscibili. Quando il nostro amico mostra cambiamenti nel comportamento come urlare, camminare avanti e indietro e assumere la posizione di accoppiamento possiamo già capire la situazione. Il ciclo del calore (noto anche come estro) riguarda, in realtà, solo il gatto femmina. Il calore o il ciclo estrale di una gatta è quando è più fertile e pronta per l'accoppiamento.
Comportamenti dei Gatti in Calore
I gatti in calore possono avere molti cambiamenti comportamentali. Ciò può includere agire in modo più affettuoso o esigere affetto e strofinarsi contro persone e/o mobili. Le gatte possono rotolarsi di più e alzare il sedere quando vengono accarezzate. Mentre molti gatti in calore diventano più affettuosi, alcuni potrebbero anche essere più irritabili e voler essere lasciati soli.
Durata e Stagionalità del Calore
Il calore di una gatta dura solitamente fino a 7 giorni, ma la durata può variare da 1 a 21 giorni. Se non c'è stato accoppiamento, dopo pochi giorni di pausa il ciclo ricomincia. Non solo, c'è una vera e propria stagionalità che riguarda i periodi dell'anno in cui questa situazione è più comune: parliamo infatti dei mesi che vanno dalla primavera all'autunno.
Come Gestire una Gatta in Calore
I gatti in calore stanno meglio in ambienti tranquilli, quindi ridurre le situazioni stressanti come rumori forti o estranei in casa li aiuterà mentre sono in calore. Potrebbe preferire sdraiarsi su una coperta calda appena uscita dall'asciugatrice o su fonti di calore. Potete anche riprodurre musica soft e rilassante e provare i plug-in di feromoni per aumentare l'esperienza rilassante del vostro gatto. Per evitare di spruzzare, è una buona idea mantenere la lettiera del vostro gatto il più pulita possibile, in modo che siano incoraggiati a contrassegnare la lettiera piuttosto che il divano.
Anche se è facile sentirsi frustrati, è importante essere pazienti con il proprio gatto e confortarlo, dobbiamo essere comprensivi con lui. Che si tratti di stimolazione mentale, erba gatta e dolcetti o attenzioni extra, offrire dei modi per aiutarli a distogliere la mente dal corpo è sempre un'ottima soluzione in questo periodo così complicato.
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Sterilizzazione: Una Soluzione Definitiva
La sterilizzazione della gatta è un intervento chirurgico che comporta la rimozione delle ovaie e, talvolta, dell’utero. Sterilizzare la gatta offre numerosi benefici per la sua salute e il suo comportamento.
Benefici della Sterilizzazione
- Comportamento migliorato: la sterilizzazione riduce comportamenti legati al calore, come vocalizzazioni, marcature territoriali e fenomeni di stress.
- La decisione di non sterilizzare una gatta può dipendere da circostanze specifiche e richiede una valutazione attenta da parte di un veterinario.
È importante sottolineare che, nella maggior parte dei casi, la sterilizzazione è altamente consigliata per il benessere generale della gatta e per prevenire problemi di sovrappopolazione e comportamentali. La sterilizzazione di una gatta può avvenire generalmente intorno ai 6 mesi di vita.
Preparazione per la Sterilizzazione
- Esami pre-operatori: il veterinario potrebbe richiedere esami pre-operatori per assicurarsi che la gatta sia in buona salute per affrontare l’intervento chirurgico.
- Digiuno: solitamente, le gatte dovrebbero evitare di mangiare e bere dalle 8 alle 12 ore prima dell’intervento chirurgico.
- Conforto post-operatorio: prepara un’area tranquilla e confortevole a casa per la fase post-operatoria.
- Segui le istruzioni post-operatorie: dopo l’intervento, segui attentamente le istruzioni del veterinario per la cura post-operatoria.
Rischi e Complicazioni della Sterilizzazione
La sterilizzazione della gatta è generalmente considerata un intervento sicuro, ma come con qualsiasi procedura chirurgica, possono esserci alcuni rischi e complicazioni.
- Complicazioni anestetiche: l’anestesia può comportare rischi, anche se sono rari.
- Infezione: c’è un piccolo rischio di infezione al sito chirurgico.
- Cambiamenti comportamentali o di peso: la sterilizzazione può influire sul comportamento e sul peso della gatta.
Cambiamenti Post-Sterilizzazione
Dopo la sterilizzazione di una gatta possono verificarsi diversi cambiamenti fisici e comportamentali.
- Cambiamenti comportamentali: la sterilizzazione può influire positivamente sul comportamento della gatta.
- Guarigione: dopo l’intervento chirurgico, la gatta avrà bisogno di tempo per guarire.
- Dolore post-operatorio: dopo l’intervento chirurgico, la gatta può sperimentare dolore.
- Inappetenza temporanea: alcune gatte possono perdere l’appetito nei giorni successivi alla sterilizzazione.
- Aumento di peso: dopo la sterilizzazione, alcuni gatti possono tendere a guadagnare peso più facilmente.
- Possibili complicazioni: sebbene raramente, possono verificarsi complicazioni post-operatorie come infezioni o sanguinamenti.
Nei primi giorni dopo l’intervento, la gatta potrebbe sentirsi sonnolenta, stordita o meno attiva del solito. Se sono stati utilizzati punti di sutura tradizionali, di solito vengono rimossi dopo circa 14 giorni. Osservare attentamente la gatta durante il periodo di recupero.
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Cosa Fare se la Gatta Sterilizzata Mostra Ancora Segni di Calore
In rari casi, l’intervento chirurgico potrebbe non risultare completamente efficace: questo accade quando l’operazione viene eseguita male, lasciando nell’addome della gatta qualche pezzo di tessuto ovarico. Se una gatta sterilizzata continua a mostrare comportamenti simili al calore, è consigliabile consultare il veterinario per una valutazione approfondita.
Alimentazione Post-Sterilizzazione
Dopo la sterilizzazione della gatta, è consigliabile offrire un cibo specifico per gatti sterilizzati. Entrambi forniscono nutrienti essenziali, ma la scelta dipende dalle preferenze della tua gatta e dalle indicazioni del veterinario.
Gatto Castrato Ancora in Calore: Cosa Fare?
Hai preso la decisione di castrare il tuo gatto e sei sorpreso che i suoi istinti siano ancora attivi dopo la castrazione? Sicuramente, è possibile ridurre gli istinti e aiutare il gatto a evitare questi comportamenti. Dopo la castrazione, il tuo gatto sembra molto irrequieto e nervoso? Questo potrebbe essere il primo sintomo per capire se l’istinto del tuo felino è rimasto attivo. Il secondo è lo strofinamento: questo può ripercuotersi su oggetti morbidi come cuscini, pupazzi, divano, o sulle braccia e gambe degli umani più vicini al felino. Non dimentichiamoci della marcatura verticale: per dichiarare la sua disponibilità ad accoppiarsi, il tuo micio decide di spruzzare urina vicino al sue zone di comfort.
Esiste poi un fattore età. Se la castrazione è avvenuta quando il gatto ha già molti anni, può darsi che i sintomi che sentiva quando in passato era nella fase del calore siano rimasti nella sua memoria. Nei casi più comuni, il tuo micio ha bisogno di sentirsi a casa. L’ambiente in cui vive, la qualità e la quantità del contatto umano che hanno, sono sicuramente un altro fattore incidente. In questo caso, il consiglio è quello di rendere l’ambiente del tuo gatto più confortevole e accogliente possibile, cercando di farlo sentire a suo agio negli spazi a lui dedicati. È risaputo, infatti, che cambiare spesso l’ambiente vitale manda in confusione i felini in quanto non riconoscono il luogo come uno spazio sicuro dove poter vivere tranquillamente.
Sterilizzazione: Aspetti Importanti
Oltre all’alimentazione, alla cura e all’igiene, anche la sterilizzazione è fondamentale per il loro benessere. La sterilizzazione è una procedura sicura e previene diverse malattie, oltre a inibire comportamenti guidati dagli ormoni sessuali indesiderati dai padroni, come la marcatura del territorio, i litigi, le dispute per le femmine, i vocalizzi eccessivi e camminare per strada.
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È consigliabile che cani e gatti vengano sterilizzati a partire dal quarto mese di vita, quando avranno già ricevuto i principali vaccini. Non esiste un limite di età per la sterilizzazione, ma se l'obiettivo è inibire il comportamento riproduttivo, è meglio farlo nel primo anno di vita, prima che l'animale diventi adulto.
Comportamenti Post-Sterilizzazione
Per quanto riguarda i comportamenti sessuali, con la castrazione o sterilizzazione del gatto viene eliminata la principale fonte di produzione degli ormoni sessuali, quindi non c'è più alcuno stimolo per l'accoppiamento. Tuttavia, alcuni comportamenti possono continuare a verificarsi, più per istinto che per impulso ormonale. I maschi possono marcare il territorio con l'urina, accoppiarsi con le femmine in calore e camminare per strada (non più per cercare gatti, ma per delimitare il proprio territorio e per curiosità). Le femmine, invece, non mostrano alcun comportamento riproduttivo dopo la castrazione.
Ciclo Estrale nel Dettaglio
Il gatto ha diversi cicli estrali durante la stagione riproduttiva, ma attraversa un periodo di riposo durante i mesi invernali. Ogni ciclo ha una durata media di 18 giorni, suddivisi in sei fasi:
- Proestro: Dura circa 48 ore ed è difficile da identificare perché potrebbero non esserci segni evidenti. È la fase che precede l'estro (calore).
- Estro: Il gatto femmina inizia a fare vocalizzi, strofinare la testa e il collo contro gli oggetti, rotolarsi a terra, spostare la coda lateralmente, lordosi, sfregarsi o rotolare, perdite vaginali, trascinare le zampe posteriori o mostrare tremore e rigidità del corpo o della coda. In questa fase avviene l'accettazione del maschio.
- Interestro: Se l'ovulazione non avviene, il gatto femmina entrerà in questa fase, che è un periodo di inattività riproduttiva, e potrebbe tornare al proestro poco dopo.
- Metaestro: Il gatto femmina entrerà in questa fase se ha ovulato durante l'estro e potrebbe rimanere incinta o pseudoincinta (se ha ovulato ma non è avvenuta la fecondazione).
- Diestro: Questo è il periodo in cui predomina l'ormone progesterone.
- Periodo di inattività: È il periodo di inattività del sistema riproduttivo ed è determinato dal fotoperiodo, ovvero la diminuzione di ore di luce giornaliere: la pausa stagionale invernale è compresa tra ottobre e gennaio (circa 3-4 mesi).
Domande Frequenti Sulla Sterilizzazione
Quando sterilizzare la gatta? Prima o dopo il primo calore?
Per evitare l’inconveniente di farla andare in calore la maggior parte dei proprietari (in accordo con i veterinari) decidono di sterilizzare la gatta prima del primo calore e cioè all’età di 6 mesi circa. Qualche gattina purtroppo anticipa questa data andando in calore a 5 mesi ma sono eccezioni. L’età per sterilizzare una gatta sembra quindi di 6-7 mesi, come giusto compromesso, onde evitare di fare un’intervento chirurgico in una gatta di dimensioni ancora molto ridotte. Non è sbagliato comunque aspettare il primo calore se siete coscienti di quello che vi toccherà sopportare. Lo sviluppo sessuale ha sicuramente dei benefici legati alla maturazione completa sia fisica che cognitiva.
La sterilizzazione di una gatta in calore si può fare?
Vi tranquillizzo subito, si. Nel caso la vostra gattina vi colga di sorpresa andando in calore prima di esservi messi d’accordo con il vostro veterinario per la sterilizzazione e stiate letteralmente impazzendo nel sopportare le sue manifestazioni comportamentali potrete procedere con una “sterilizzazione d’urgenza”. Sembra assurdo legare la parola urgenza a una sterilizzazione ma provate a passare una notte con una gatta in calore chiusa in casa e vi renderete conto cosa intendo.
Quali sono i rischi di sterilizzare una gatta in calore?
Alcuni chirurghi poco esperti possono rifiutarsi di sterilizzare la gatta in calore perché l’irrorazione delle ovaie aumenta molto rendendo più complesso l’intervento. Questo non vuol dire che sia impossibile ma sappiate che il taglio cutaneo potrebbe essere un po’ più lungo e l’intervento durare un po’ di più. Niente di cui preoccuparsi comunque. Ovviamente sarebbe preferibile effettuare l’intervento non in calore ma non sempre è possibile e quindi ci si adatta.
E’ possibile sterilizzare una gatta incinta?
Anche in questo caso la risposta è affermativa. Capita spesso di sterilizzare gatte incinta senza neanche saperlo e scoprendolo solo una volta aperto l’addome. Vale lo stesso discorso che vi facevo per la sterilizzazione in calore, intervento più complesso ma non impossibile. In caso di gravidanza verranno asportate sia le ovaie che l’utero ovviamente. Stiamo parlando degli stadi iniziali della gravidanza in cui non ci sono segni evidenti che lo lascino pensare. In caso contrario si parla di aborto e risulta poco etico e poco piacevole farlo. Se un veterinario si accorge che la gatta sta portando avanti una gravidanza potrebbe rifiutarsi di praticare la sterilizzazione per motivi etici. Personalmente ho assistito a diversi aborti a fine gravidanza (lavorando con le oasi o i gattili sei praticamente costretta) e non c’è niente di più odioso che porre fine a delle piccole vite .
Quando si può sterilizzare la gatta dopo il parto?
La gatta può tornare in calore e accoppiarsi prima ancora di aver svezzato del tutto la cucciolata quindi già un mese dopo il parto è consigliabile fare la sterilizzazione onde evitare di ritrovarsi al punto di partenza.
In cosa consiste l’intervento di sterilizzazione della gatta? Ci sono metodi diversi?
L’intervento chirurgico di sterilizzazione nella gatta prevede l’apertura dell’addome attraverso un piccolo taglietto (di un paio di cm) e l’asportazione di entrambe le ovaie. L’intervento prende il nome di ovariectomia se vengono asportate solo le ovaie. Alcuni chirurghi (soprattutto della vecchia scuola) effettuano ancora l’intervento che prevede l’asportazione dell’utero ma è del tutto inutile e ormai non si fa più. Nel caso si asporti anche l’utero si parla di ovaristerectomia.
Perché è meglio l’ovariectomia rispetto l’ovaristerectomia?
Premesso che un chirurgo può decidere di effettuare la tecnica a lui più congeniale, l’ovariectomia è più rapida, si fa un taglio più corto e è molto meno dolorosa. L’utero è un organo che una volta tolte le ovaie, senza stimolo ormonale, va in regressione e si atrofizza rendendo del tutto inutile la sua asportazione.
E’ possibile fare la sterilizzazione della gatta in laparoscopia?
Per essere possibile è possibile ma nella gatta ( a differenza della cagna dove la tecnica laparoscopica ha chiari vantaggi) non ha quasi nessun significato visto che la laparoscopia si fa al fine di avere solo due taglietti piccoli e meno dolore. Nell’intervento ad addome aperto della gatta il taglietto è solo uno e molto piccolo e il dolore veramente minimo (anche se ovviamente dipende dal tipo di anestesia e analgesia effettuata). Inoltre la durata dell’intervento in laparoscopia è di circa 30 minuti mentre un bravo chirurgo a sterilizzare una gatta con il metodo tradizionale ci può mettere anche solo 15 minuti. I vantaggi della laparoscopia vengono quasi del tutto persi e non sono giustificabili a fronte di un costo nettamente più elevato. Ovviamente questo è il mio parere personale da anestesista, probabilmente troverete qualcuno che vorrà convincervi del contrario.
Quanto dura l’intervento di sterilizzazione nella gatta?
Ho avuto l’onore di lavorare con tantissimi chirurghi in tutti questi anni e la sterilizzazione della gatta è uno di quegli interventi in cui si cronometrano maggiormente per capire quanto sono veloci. La differenza da un chirurgo all’altro può essere tanta in base all’esperienza. Il record a cui ho assistito personalmente è di 10 minuti. Ma senza arrivare a questi livelli un tempo medio si aggira sui 15-20 minuti. I principianti si attestano sui 30-40 minuti. La durata dell’intervento è solo uno dei parametri e non è così importante. E’ più importante la precisione, l’anestesia, e i materiali utilizzati.
Quanto tempo deve stare a digiuno la gatta prima e dopo la sterilizzazione?
Di regola per qualsiasi intervento si fa osservare un digiuno di cibo dalla mezzanotte e l’acqua si lascia a disposizione fino alla mattina dell’intervento. Nel post operatorio la gatta potrà mangiare alla sera quando tornerà a casa, sempre se ne avrà voglia. Seguite comunque le indicazioni del vostro veterinario.
Cosa sono i punti riassorbibili? Potete richiederli nella sterilizzazione della vostra gatta?
I punti riassorbibili sono punti che invece di essere tolti dal veterinario 10 giorni dopo l’intervento vengono lasciati e si staccheranno da soli con il tempo. I punti riassorbibili possono essere indicati nelle gatte selvatiche, randagie o difficilmente manipolabili.
La sutura intradermica è la stessa cosa dei punti riassorbibili?
Non esattamente, la sutura intradermica si effettua con un filo da sutura riassorbibile ma i punti vengono dati in modo da non essere visibili all’esterno. Praticamente la ferita risulta quasi invisibile. Io la consiglio sempre nella sterilizzazione della gatta perché è molto più confortevole, si può evitare l’utilizzo del collare d’elisabetta (non ci sono punti esterni che la gatta si può strappare con i denti) e non devono essere rimossi quindi non è necessario riportarla dal veterinario.
Come sarà la convalescenza dopo la sterilizzazione?
La convalescenza è praticamente nulla. La micia deve esservi riconsegnata perfettamente sveglia. Potrebbe restare un po’ più tranquilla fino a sera. Se si lecca la ferita sarà obbligatorio il collare d’elisabetta. L’unica raccomandazione che viene data è quella di non farla avvicinare a finestre aperte o terrazzi fino al giorno dopo perché potrebbe avere qualche difficoltà a saltare, mantenere l’equilibrio e percepire le distanze con il rischio di volare di sotto!
I tempi di recupero nel post operatorio della sterilizzazione della gatta sono quindi immediati?
Assolutamente si, con le moderne tecniche anestesiologiche non è più accettabile avere un paziente che a casa sia ancora addormentato o addolorato. Se la chirurgia viene fatta rispettando la sterilità non è necessario neanche l’antibiotico nei giorni seguenti (viene fatta una sola dose intraoperatoria) e l’unico farmaco di cui potrebbe necessitare è un antinfiammatorio il giorno dopo (soprattutto se è stato asportato anche l’utero o il taglio è più lungo perché era gravida).
Quali complicazioni possono esserci nel post operatorio della sterilizzazione?
Come tutti gli interventi possono esserci alcune complicazioni post operatorie che possono essere legate all’imperizia del chirurgo, del proprietario o semplicemente alla sfortuna. Le più frequenti sono:
- Infezione della ferita (si osserva una ferita gonfia e umida),
- Cicatrizzazione tardiva,
- Strappamento dei punti da parte della gatta,
- Sventramento,
- Ernia addominale,
- Sedazione prolungata o dolore.
Dopo quanto tempo può uscire dopo la sterilizzazione?
Se la vostra gatta esce è meglio che chiediate una sutura intradermica in modo da evitare l’utilizzo del collare d’elisabetta e permetterle di uscire molto presto. Questa è prassi comune nelle gatte randagie o selvatiche che vengono catturate, sterilizzate e rimesse in libertà. Prima di farla uscire è consigliabile aspettare comunque 12-24 ore (in base a quanto veloce è il recupero della normalità) per valutare che riprenda a mangiare, bere e che abbia smaltito del tutto gli effetti dei farmaci.
Quanto costa la sterilizzazione della gatta? C’è la possibilità di fare una sterilizzazione della gatta gratis?
Purtroppo questo sembra nella maggior parte dei casi il problema più importante. I proprietari fanno a gara a chi spende meno o a trovare escamotage per sterilizzarla gratuitamente fingendo di aver trovato una randagia e usufruire dei servizi ASL. Voglio farvi riflettere come ho già fatto per la sterilizzazione della cagna che il prezzo riflette (nella maggior parte dei casi) il servizio reso. Ecco che sterilizzare una gatta su un tavolo della cucina con un potente sedativo in muscolo, nessun monitoraggio, nessuna sterilità, senza ossigeno, antibiotico e analgesico può costare anche solo 50 euro. Se invece volete una sterilizzazione fatta in sicurezza con chirurgo esperto, anestesista, monitoraggi, ossigeno, analgesia, antibiotico, massima sterilità ecco che 250 euro sono pure pochi. Quindi a voi la scelta…esistono tantissime sfumature tra i due estremi ma ricordate che la ricerca del sottocosto in medicina è un’arma a doppio taglio.
La sterilizzazione di una gatta randagia (realmente randagia) è di competenza asl?
Tutti gli animali sul territorio senza proprietario sono di competenza comunale quindi provvederà alla sterilizzazione la ASL o i gattili convenzionati. Non è detto però poi che la gatta dopo la cattura venga immessa sul territorio. Ogni comune ha le sue regole al riguardo.