Dimagrimento e Vomito nel Gatto: Cause e Soluzioni

Il dimagrimento improvviso del gatto può destare preoccupazione e richiede un'attenta analisi. Identificare la radice del dimagrimento è cruciale per prendere tempestivamente provvedimenti.

Come Capire se il Dimagrimento del Gatto è Normale o Preoccupante

Uno dei primi fattori da considerare di fronte al dimagrimento del gatto è capire se il gatto ha appetito o no. Se il gatto continua a mangiare e anche di più rispetto al normale allora bisogna rivolgersi al medico veterinario quanto prima. È possibile, in questi casi, che ci sia una patologia che influenza il metabolismo.

Altra questione se il gatto non mangia e dimagrisce: quando si è di fronte a questa sintomatologia è comunque bene portare l'animale dal veterinario e indagare le cause che solitamente, però, si riveleranno croniche come ad esempio malattie a livello renale o intestinale, anche se non c'è vomito o diarrea.

Circa i fattori che influenzano il peso del gatto, bisogna considerare che il gatto potrebbe anche non mangiare perché è arrivato il caldo, come in questo periodo che registra il maggior incremento di temperatura delle ultime estati. Quindi, tendenzialmente, se il gatto mangia meno, non è totalmente digiuno e presenta un pelo lucido, fa attività ed è giovane, non dovrebbero esserci problemi gravi.

Le Cause Più Comuni del Dimagrimento del Gatto

Esistono diversi fattori che possono influenzare il dimagrimento del gatto, tra questi problemi cronici dovuti all'età, disturbi o malattie.

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  • Cambiamenti nella dieta o aumento dell'attività fisica
  • Patologie tiroidee come l'ipertiroidismo
  • Malattie renali che influenzano l'appetito e il peso corporeo
  • Diabete mellito, che può portare a una perdita di peso nonostante un aumento dell'appetito
  • Problemi gastrointestinali come malassorbimento o infiammazioni
  • Infezioni virali o batteriche che causano perdita di peso
  • L'arrivo del caldo

In tutti i casi è fondamentale consultare un veterinario se il gatto sta perdendo peso in modo improvviso o significativo, poiché solo un professionista può diagnosticare correttamente la causa e fornire il trattamento adeguato.

Cosa Fare se il Gatto Dimagrisce a Vista d’Occhio?

Per aiutare il gatto a ritrovare peso e vitalità, offri cibi appetitosi e nutrizionali, come cibo umido o cibi fatti in casa sotto consiglio del veterinario. Assicurati che il gatto mangi regolarmente, suddividendo i pasti in più piccole porzioni giornaliere.

Importante anche mantenere l'acqua fresca e a disposizione, poiché l'idratazione è essenziale. Se il dimagrimento è eccessivo, repentino o accompagnato da altri sintomi, consulta sempre un veterinario per una diagnosi accurata e un trattamento tempestivo.

Bisogna rivolgere anche particolare attenzione anche quando dimagrisce un gatto che prima era in sovrappeso, si tratta di un probabile sintomo del diabete e non di benessere dell'animale che sta riacquistando il "peso forma".

Malattie Comuni che Causano Perdita di Peso

Talvolta, la risposta è da trovare in malattie gravi come diabete, ipertiroidismo o malattie renali. Attenzione ai segnali di allarme: apatia, perdita di appetito e aumento della sete. In caso di dubbi, è meglio non attendere oltre e rivolgersi al medico veterinario, il quale, con analisi del sangue, esami e diagnosi accurata, sarà in grado di impostare la giusta terapia.

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  • Diabete Mellito: Il diabete mellito è una malattia comune nei gatti.
  • Ipertiroidismo: Quando un gatto diventa ipertiroideo, il suo metabolismo si altera: perde peso, ha sempre fame, ha una frequenza cardiaca molto elevata, spesso miagola di notte e ha difficoltà a dormire.
  • Stress: Tra le cause della perdita di peso dei gatti occorre includere lo stress. I mici sono molto sensibili a ciò che accade nella loro casa e non accettano volentieri i cambiamenti.
  • Tumori: I gatti possono ammalarsi di tumore in qualsiasi parte del corpo. Il linfoma è uno dei tumori più comuni nei gatti e può manifestarsi nel tratto gastrointestinale, nella bocca, nel sistema linfatico e in altri punti.

Come Valutare la Condizione Fisica del Gatto

Se il gatto ha un peso regolare per la sua corporatura, dovrebbe avere un'infossatura in vita che si nota ma non è estrema. Scorrendo le mani lungo i fianchi del gatto, le costole dovrebbero essere palpabili e con una sottile copertura di grasso.

Insufficienza Renale nel Gatto

Il gatto anziano può andare incontro a dimagramento e perdita di condizione fisica, soprattutto se affetto da insufficienza renale cronica. Vediamo come accorgerci per tempo di questa situazione.

Il gatto anziano può ammalarsi più facilmente ed è per questo che è così importante effettuare controlli regolari. Patologie renali potrebbero essere molto invalidanti e predisponenti a forme insidiose e croniche come, appunto l’insufficienza renale.

L’insufficienza renale nel gatto è una sindrome progressiva, acuta o cronica che consegue ad una perdita di funzionalità del rene. Ne deriva un accumulo di tossine che, invece di poter essere normalmente drenate e riversate nelle urine, rimangono nel circolo sanguigno.

L’insufficienza renale si definisce cronica quando perdura per almeno tre mesi. L’insufficienza renale cronica è una condizione in cui l’unità funzionale del rene, il nefrone, non riesce più a svolgere le sue funzioni di assorbimento ed escrezione, lasciando quindi passare sostanze che non dovrebbe, nell’urina e trattenendo nel sangue particelle che invece, dovrebbero uscire in fretta dall’organismo attraverso la pipì.

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Le cause che possono ridurre la funzionalità del rene nel gatto possono essere congenite, famigliari o acquisite, cioè provocate da altre malattie. Tra le possibili cause scatenanti, troviamo tutte quelle che provocano danni renali: malattie infettive, virali o batteriche, stati infiammatori, infezioni secondarie (glomerulonefriti), patologie neoplastiche (tumori) come il linfoma; alcuni farmaci nefrotossici, tra cui: antinfiammatori ad uso umano (aspirina, ibuprofen), antifungini e chemioterapici; blocco urinario (ostruzione uretrale), calcoli renali.

Sintomi dell'Insufficienza Renale

Il gatto non manifesta, in modo eclatante la sua sindrome fino a che la funzionalità non viene quasi totalmente persa. La sintomatologia è progressiva e normalmente comincia con un aumento della sete (polidipsia) e della quantità di urina prodotta (poliuria), un po’ come avviene nel diabete. Alla progressione della malattia si possono poi presentare: anoressia, vomito, diarrea, anemia, pallore delle mucose, ulcere della mucosa buccale, alitosi, perdita di peso, disidratazione, aumento della pressione arteriosa, abbattimento del sensorio.

La morte sopraggiunge per intossicazione uremica, quando cioè le sostanze tossiche che dovrebbero essere escrete con le urine, rimangono in circolo in tale quantità e tempo che l’organismo non riesce più a sopravvivere.

Stadi IRIS dell'Insufficienza Renale nel Gatto

Anche per il gatto esistono 4 stadi che l’IRIS (International Renal Interest Society) ha classificato in base alla sintomatologia, ma soprattutto in base alle evidenze diagnostiche. A seconda dei valori ematici rilevati di creatinina, SDMA, pressione arteriosa e azotemia e alla presenza di proteinuria, si avranno 4 stadi di gravità della malattia renale.

Per arrivare a diagnosi e corretta stadiazione sarà poi necessario effettuare altre indagini diagnostiche come esami approfonditi del sangue e delle urine e l’ecografia addominale, per mettere in evidenza possibili danni ad altri organi e determinare se possibile la causa scatenante.

Come per il cane, anche nel gatto la terapia sarà volta alla riduzione dei sintomi e al tentativo di ridurre la velocità di degenerazione della funzionalità renale. La condizione della salute degli altri organi sarà da tenere in forte considerazione e da trattare a seconda del loro coinvolgimento.

Purtroppo la funzionalità renale non è recuperabile, a meno che non si tratti di patologia improvvisa derivante da altre, come nel caso di insufficienza renale acuta dovuta ad ostruzione.

Il Ruolo della Dieta

Fondamentale risulterà l’alimentazione che dovrà essere fatta con una dieta che prevede come fonte proteica, proteine di altissima qualità (carne a ridotto tenore di purine, quindi non frattaglie ad esempio) ed un bilancio elettrolitico molto preciso, a causa dello squilibrio che si instaura nell’assorbimento di questi microelementi proprio a livello del rene mal funzionante.

La dieta dovrà essere seguita in modo molto preciso, possibilmente attraverso cibi umidi per aumentare la quantità di acqua assunta e cercare di limitare la disidratazione dovuta alla incapacità del rene di concentrare le urine.

L’alimentazione del gatto avrà questi obiettivi:

  • controllare l’uremia (quindi diminuire o non far aumentare gli scarti derivati dal metabolismo delle proteine) effettuabile somministrando solo proteine che abbia reale funzione nutritiva (metabolismo dei tessuti e fonte energetica);
  • ridurre i disturbi associati agli squilibri elettrolitici, e bilancio acido- base;
  • portare un nutrimento reale al fisico;
  • ridurre la progressione della malattia;
  • utilizzo di integratori complementari alla dieta, utili a chelare il fosforo.

Un ruolo fondamentale avranno anche le integrazioni con acidi grassi essenziali, in particolare gli omega-3 che hanno uno straordinario potere antinfiammatorio sul parenchima (cioè tessuto) renale, grazie alla capacità di ridurre lo stress ossidativo che si crea in quel distretto.

Gestione del Gatto Anziano con Insufficienza Renale Cronica

Il gatto anziano subisce fisiologicamente una ridotta funzionalità renale, dovuta proprio all’età. Questo porta ad una riduzione della condizione fisica, aggravata dalla malattia renale, sia perché ha un ridotto appetito, sia perché spesso ha episodi di vomito.

Nei gatti è stato osservato che la perdita di condizione fisica e di peso, è determinante nello stabilire la prognosi, quindi al tempo di sopravvivenza del micio. Questo perché la perdita dell’appetito, è provocata ad una moltitudine di condizioni patologiche a loro volta aggravanti la condizione: aumento della pressione arteriosa disidratazione cambio della percezione del gusto anemia ipokaliemia (diminuita concentrazione di potassio nel sangue) possibile disturbo della percezione della fame.

Il gatto anziano ha due particolarità che lo distinguono da tutte le altre specie: il fabbisogno di proteine è molto maggiore rispetto al cane. Il gatto è un carnivoro stretto e questo fa sì che abbia necessità di assumere proteine dalla carne. Quando la sua alimentazione non è adeguata, il fabbisogno energetico (quindi di amminoacidi) lo porta a consumare riserve muscolari e non di grassi.

Altro fattore che complica la gestione dell’alimentazione del gatto in questa condizione è certamente il diminuito appetito e sete che lo porta al rifiuto del cibo.

La prevenzione più efficace nel gatto è certamente quella di alimentarlo fin dalla sua più giovane età con alimenti di alta qualità. Un alimento possibilmente umido con fonti proteiche provenienti da carne e non da derivati, che non affatichino quindi l’apparato renale a causa di una esagerata escrezione di amminoacidi non edibili. Un altro passo fondamentale sarà quello di effettuare visite e controlli regolari, con ecografie ed esami del sangue e delle urine al fine di verificare la presenza di anomalie.

Altre Cause di Dimagrimento

Un gatto dimagrito si ritrova in questa situazione spesso anche per via di cambiamenti nell’alimentazione. Le malattie sono poi altre cause del dimagrimento del gatto. In particolare, il diabete provoca spesso la perdita di peso nei felini, accompagnata da un cambiamento nell’appetito. Anche varie patologie gastrointestinali possono provocare il dimagrimento improvviso del micio, a cui si associano anche vomito, diarrea e mancanza di appetito.

Per evitare e contenere il fenomeno del gatto dimagrito è possibile aumentare le razioni di cibo, o sceglierne uno più nutriente. In ogni caso è fondamentale consultare immediatamente il veterinario quando ci si accorge che il gatto ha perso eccessivamente peso e in un breve arco di tempo. Probabilmente verrà richiesto un campione di feci, di modo da eventualmente escludere la presenza di parassiti intestinali, e degli esami del sangue.

Come Capire se il Tuo Gatto è in Forma?

Il benessere del micio passa anche e soprattutto attraverso la sua salute fisica. Il peso del gatto si modifica per natura dallo stadio di cucciolo a quello di adulto, in base a fattori come sesso, razza, età, stile di vita e alimentazione.

Se il tuo gatto sente dolore o ha una problematica gastrointestinale, potrebbe perdere il consueto appetito con conseguente calo del peso, in quanto non soddisferebbe i suoi fabbisogni energetici. I disturbi gastrointestinali possono includere la malattia infiammatoria intestinale (IBD), gli squilibri della flora intestinale, le reazioni avverse al cibo (RAC) o i disturbi a livello di intestino tenue.

I gatti con malattie sistemiche come la malattia renale cronica, l’ipertiroidismo o il diabete possono mostrare segni di perdita di peso. In base al tipo di malattia scatenante il calo del peso, il gatto potrebbe o meno mostrare cambiamento di appetito.

La perdita di peso, congiuntamente a problemi dermatologici come desquamazione della pelle e alopecia, può essere indicatore di una carenza di vitamina B che avviene in caso di patologie gastrointestinali oppure in caso di alimentazione non bilanciata.

Se il gatto segue un'alimentazione non completa e non bilanciata, potrebbe essere a rischio di carenza vitaminica o di altre sostanze nutritive. In ogni caso quindi di perdita di peso, che sia rapida o meno, è importante consultare il Medico Veterinario per identificare le cause e trovare una soluzione.

Pancreatite nel Gatto

Nel gatto, quando si ha questo tipo di infiammazione del pancreas, la sua porzione esocrina viene infiltrata da cellule del sistema immunitario, a causa dell’infiammazione stessa. Gli enzimi pancratici rilasciati in cavità addominale riescono a provocare una sorta di digestione dei tessuti adiacenti, i quali sono essi stessi composti da proteine e grassi. I gatti colpiti manifestano notevole dolore.

I gatti in sovrappeso e che seguono diete squilibrate o che alternato lunghi periodi di digiuno, a causa di altre patologie, sono spesso affetti da una particolare degenerazione del fegato, la lipidosi epatica. In questi casi la pancreatite e i suoi segni clinici sono molto più gravi. Nelle forme croniche si avrà anche perdita di peso.

I gatti affetti da pancreatite hanno sintomi abbastanza vaghi e aspecifici, sia se si tratta della forma cronica, che di una forma acuta non troppo grave. Molto spesso, infatti, l’infiammazione dell’area peri-pancreatica concomitante può accompagnarsi alla pancreatite.

Nelle forme acute di pancreatite sono più facilmente riconoscibili perché, oltre ai succitati sintomi, come nausea, anoressia, vomito, ipersalivazione e diarrea, il gatto ha forte dolore addominale, che manifesta con varie alterazioni del suo normale comportamento.

Il digiuno nei gatti con pancreatite acuta non è auspicabile, a meno che non siano colpiti da vomito incoercibile. In questo caso, la terapia mira a ristabilire attraverso una dieta corretta ed eventuali integratori nutraceutici l’omeostasi pancreatica e, soprattutto, cerca di evitare di avere delle riacutizzazioni della pancreatite cronica.

I gatti con pancreatite acuta possono alimentarsi da subito, anche con cibi ricchi di proteine e grassi, a patto che siano di ottima qualità. Nei gatti l’anoressia comporta anche ridotta assunzione di alcuni aminoacidi essenziali, come arginina e metionina, i quali, se carenti, predispongono al succitato fenomeno della lipidosi epatica.

Vomito nel Gatto

Vedere il proprio gatto che vomita è una cosa piuttosto comune e i proprietari di questi felini domestici lo sanno bene. Entro certi limiti, se è un evento isolato o comunque occasionale, il vomito nel micio di casa non dovrebbe preoccupare eccessivamente, benché sia comunque un sintomo cui prestare attenzione e da non sottovalutare.

Il vomito nel gatto non è un evento normale o fisiologico, bensì un segnale che qualcosa non va nel suo organismo. Il mangiare l'erba è, per il gatto, un comportamento che si ritiene essere correlato all'istinto. Le motivazioni che si pensa possono spingere il gatto a consumare erba sono diverse e riguardano principalmente il mantenimento del benessere e della funzionalità del suo tratto digerente.

Se nel vomito sono presenti boli di pelo, è necessario intervenire con strategie preventive per evitarne la nuova formazione e con strategie di supporto per eliminare quelli che si sono già formati. Se, invece, il gatto rigurgita dopo aver mangiato quantità eccessive di cibo con troppa foga, è molto importante porre un occhio di riguardo alla sua alimentazione e alle dosi che vengono somministrate.

Tabella: Classificazione IRIS dell'Insufficienza Renale nel Gatto

Stadio IRIS Azotemia SDMA (μg/dl) Creatinina (mg/dl) Proteinuria Pressione Arteriosa (mg/hg)
I Assente > 14 < 1,6 Assente < 150
II Lieve 14 - 25 1,6 - 2,8 0,2 - 0,4 150 - 159
III Moderata 25 - 45 2,9 - 5,0 0,2 - 0,4 160 - 179
IV Grave > 45 > 5,0 > 0,4 > 180

Importante: Questa tabella fornisce una panoramica generale degli stadi IRIS. La diagnosi e la gestione dell'insufficienza renale devono essere effettuate da un veterinario qualificato.

Il trattamento del gatto che dimagrisce dipende dalla causa. Esistono numerosi altri problemi di salute, oltre a quelli che abbiamo elencato, che possono portare al gatto che dimagrisce.

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