La chirurgia bariatrica rappresenta una soluzione per i grandi obesi, persone che spesso hanno alle spalle una storia di fallimenti alimentari e grandi delusioni. È fondamentale che questi pazienti siano informati sui cambiamenti nutrizionali che l'operazione comporterà e sull'importanza di un impegno quotidiano verso nuove abitudini alimentari per mantenere la perdita di peso.
Dopo l'intervento, è necessario adottare un nuovo approccio dietetico. Questa fase è cruciale per il successo del percorso bariatrico, poiché l'effetto di riduzione del peso non potrà essere mantenuto senza un cambiamento nell'alimentazione.
Principi fondamentali della dieta post-operatoria
Alcuni principi fondamentali della dieta post-operatoria includono:
- Limitare il volume dei pasti: Iniziare con circa 150 ml per volta per re-idratarsi, utilizzando una cannuccia o un cucchiaino per regolarsi.
- Non bere durante i pasti: Per evitare di sovraccaricare lo stomaco e causare vomito e nausea.
- Durata dei pasti: Prendere tempo per mangiare, evitando di mangiare di corsa, abitudine dannosa per la digestione.
- Smettere di mangiare quando ci si sente sazi: Per evitare fastidi e appesantimento dello stomaco.
- Alterazioni del gusto: Essere consapevoli che si possono avere alterazioni del gusto e orientarsi verso gli alimenti più palatabili.
- Bere almeno un litro di acqua naturale al giorno: Questo è importante nella fase post-operatoria.
Carenze nutrizionali
I pazienti affetti da obesità patologica possono presentare carenze nutrizionali già prima dell'operazione, a causa di scelte alimentari scorrette. L'intervento di chirurgia bariatrica può determinare una ridotta assunzione di vitamine e oligoelementi. Le carenze più comuni riguardano la vitamina B12, la vitamina D, il ferro e il calcio.
Inoltre, è importante considerare eventuali altre patologie del paziente e fare scelte alimentari mirate. Ad esempio, per un paziente obeso e iperteso, è consigliabile non aggiungere sale da cucina alle pietanze ed evitare alimenti come carni e pesci in scatola, dadi da brodo e sottaceti. In caso di dislipidemia, è necessario fare attenzione alla dieta, evitando grassi saturi come lardo, strutto, panna, carni grasse e insaccati.
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È consigliabile utilizzare verdura cruda come carote, sedano e finocchio come spezzafame, piuttosto che snack, biscotti o salatini.
Dieta per Pazienti sottoposti a By-pass Gastrico (BPG)
Il bypass gastrico è una procedura chirurgica che prevede la creazione di una piccola tasca gastrica e la sua anastomosi all'intestino tenue. Questa procedura riduce la produzione di ormoni responsabili della fame e aumenta la produzione di ormoni che inducono un senso di sazietà.
L'esclusione del passaggio del cibo nello stomaco e nella prima parte dell'intestino può determinare un ridotto assorbimento di alcune vitamine e sali minerali, rendendo necessaria l'assunzione di integratori multivitaminici.
Indicazioni nutrizionali per Pazienti sottoposti a bypass gastrico
La dieta post-bypass è concepita per indurre un significativo dimagrimento attraverso cambiamenti nelle abitudini alimentari. La terapia dietetica prevede diverse fasi, che tengono presente la consistenza degli alimenti, il volume dei liquidi e dei solidi, la frequenza e la durata del pasto.
Le fasi della dieta post-bypass includono:
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- Dieta liquida
- Dieta semi-liquida, con cibi frullati
- Dieta semi-solida, con cibi morbidi
- Dieta libera, con cibi solidi
È importante prestare attenzione al consumo di cibi ricchi di zuccheri semplici e di bevande zuccherate per evitare la sindrome di dumping. Si consiglia di assumere cibi solidi solo dopo un mese dall'intervento chirurgico.
Indicazioni generali
- Mangiare lentamente e fare bocconi piccoli.
- Consumare i pasti principali in non meno di 30-45 minuti.
- Interrompere l'alimentazione prima di avvertire sazietà.
- Non saltare i pasti.
- Ripartire l'alimentazione in vari momenti, frazionando i cibi.
- Non bere durante i pasti, ma a distanza di 45-60 minuti.
- Non consumare bevande gassate.
Esempio di dieta nella prima settimana post-dimissioni
- Colazione: tè o caffè leggeri senza zucchero, latte parzialmente scremato senza zucchero o yogurt magro, 3 fette biscottate o 5 biscotti secchi o cereali da colazione.
- Pranzo: una porzione di pasta di piccolo formato o riso (50 g) conditi con pomodoro o verdure, oppure in brodo vegetale, con 1 cucchiaino di grana grattugiato. Una porzione di carne o pesce, in umido o lessati, tritati o sminuzzati, oppure 1 o 2 uova strapazzate, oppure formaggi freschi molli. Verdure ben cotte e tritate condite con 1 cucchiaio di olio di oliva.
- Cena: simile al pranzo. Una fetta di pane tostato (25 g) o 1 pacchetto di crackers.
- Merendine: mousse di frutta al naturale o in purea, polpa di frutta, frutta grattugiata o cotta, un vasetto di yogurt parzialmente scremato.
È consigliabile assumere un polivitaminico per tutto il primo mese.
Dieta per Pazienti sottoposti a Sleeve Gastrectomy
La sleeve gastrectomy è un intervento chirurgico in cui lo stomaco viene tagliato in una lunga "striscia", riducendone il volume e limitando la quantità di cibo che può essere ingerito. Con l'intervento di sleeve, viene rimossa anche la parte di stomaco che produce l'ormone grelina, contribuendo a ridurre la sensazione di fame.
La dieta post-sleeve è studiata per indurre un significativo dimagrimento. La collaborazione del paziente in questa fase è fondamentale.
Fasi della dieta post-sleeve
- Dieta liquida (circa 500 kcal): latte parzialmente scremato, yogurt magro o alla frutta senza pezzi, succo di frutta, brodo di carne o vegetale o passato di verdure.
- Dieta morbida (circa 1000 kcal): cibi frullati.
Indicazioni generali
A seguito dell'intervento, lo stomaco è ristretto, dando un senso di sazietà precoce. È necessario dare alla porzione di viscere il tempo di abituarsi a questa nuova situazione e la ri-alimentazione deve essere graduale.
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Per ottenere i migliori risultati, l'alimentazione dovrebbe avvenire secondo il seguente percorso:
- Prima e seconda settimana: dieta liquida, che prevede tutto ciò che non ha bisogno di essere masticato: latte parzialmente scremato, yogurt magro senza pezzi di frutta, biscotti per l’infanzia sciolti nel latte, succo di frutta o omogeneizzati alla frutta, semolino, omogeneizzati di carne e di pesce, brodo di carne sgrassato o vegetale, passato di verdura (molto liquido).
- Terza e quarta settimana: dieta semiliquida: latte parzialmente scremato, yogurt magro alla frutta, biscotti secchi sciolti nel latte, succo di frutta, pastina molto piccola, crema di riso, carne o pesce magri ben cotti, tritati o macinati, prosciutto cotto privato del grasso visibile e tritato, formaggi magri molli tipo ricotta, fiocchi di latte, crescenza, purea di patate, frullati a base di frutta sbucciata e privata di eventuali semini o mousse di frutta senza zucchero aggiunto.
- Dalla 4 settimana in poi: dieta morbida: pasta di piccolo formato ben cotta e condita con passata di pomodoro senza bucce, polenta morbida, passati di verdura con aggiunta di pastina o riso, pesce al vapore o lessato, carne tritata o cruda cucinata in umido, verdure lessate e poco fibrose, frutta cotta privata della buccia oppure grattugiata.
Con il passare del tempo è bene cercare di dare la precedenza ai cibi solidi, poichè questi, avendo un tempo di permanenza nello stomaco più lunga, fanno sì che il senso di sazietà rimanga per più tempo. Fino alla fine del primo/secondo mese, sono da evitare i cibi ad alto contenuto di fibre, nonché quelli particolarmente difficili da masticare.
Alimenti da reinserire con attenzione
Prestare attenzione al reinserimento dei seguenti alimenti:
- Fagioli secchi interi
- Frutta secca o essiccata
- Arance a spicchi
- Piselli secchi interi
- Cocco
- Bucce di acini d’uva
- Sedano
- Cereali integrali
- Cibi con semi (fichi, pomodori…)
- Cavolo
- Crusca
- Funghi
- Carciofi e peperoni
- Carne rossa troppo fibrosa
- Cibi stagionati o speziati
Altri consigli utili
- Fare sempre attenzione alla qualità dei prodotti acquistati, leggendo bene le etichette nutrizionali.
- Preferire alimenti semplici e non particolarmente elaborati, tagli di carne magri, pesce fresco o surgelato.
- Assumere verdura e frutta quotidianamente.
- Limitare il consumo dei dolci.
- Fare attenzione alla modalità di cottura dei cibi e alla tipologia dei grassi utilizzati.
Reintroduzione graduale dei seguenti gruppi di alimenti
- Caffè: Vietato per il primo mese, poi consentito leggero e mai a stomaco vuoto.
- Bevande: Consentita acqua non gassata. Vietate bibite gassate e superalcolici.
- Latte e derivati: Secondo tolleranza individuale.
- Pane: Inizialmente sconsigliato. Preferire pane tostato, crackers e grissini. Successivamente, introdurre gradualmente.
- Pasta: Inizialmente sotto forma di semolino, poi pastina in brodo.
- Patate: Sotto forma di purea, inizialmente non troppo denso.
- Verdure e frutta: Inizialmente passati o frullati e successivamente crude o cotte, ma private di buccia e semi.
- Carne, pesce, pollame: Scegliere quelli magri e inizialmente tritati. Cucinare in umido o con pomodoro, al latte o con limone.
- Uova: Inizialmente vietate e, successivamente, alla coque o in camicia.
- Formaggi: A pasta molle (crescenza, bel paese, ricotta). Successivamente quelli freschi non più di 2 volte a settimana.
- Affettati: Inizialmente solo tritati, tipo prosciutto cotto o crudo magri e privati del grasso visibile.
Norme comportamentali
- Assumere i liquidi lentamente e masticare a lungo.
- Introdurre piccoli volumi di cibo alla volta.
- Consumare liquidi tra un pasto e l’altro (almeno 1500 ml/die).
- Durante il pasto bere il meno possibile ed il più lentamente possibile.
- Vietate bevande gassate e superalcolici.
- Ogni pasto deve durare dai 20 ai 30 minuti.
- Il numero dei pasti giornalieri dovrà variare dai 3 ai 6.
Altre raccomandazioni
È importante frazionare i pasti in 6-7 momenti diversi della giornata, riducendone le dimensioni, ed utilizzare alimenti ad elevato contenuto proteico, come yogurt, carne liofilizzata o formaggi cremosi, per evitare la perdita di massa muscolare. Restano sempre valide invece le indicazioni di mangiare lentamente, masticando con cura ogni boccone, mantenere una posizione eretta durante e dopo il pasto e fermarsi immediatamente non appena sopraggiunge il senso di sazietà.
Bere acqua o tisane non zuccherate è molto importante, ma va fatto lontano dai pasti per evitare proprio di anticipare il senso di sazietà riempiendo lo stomaco con un volume a cui non corrisponde apporto nutrizionale e che impedirebbe di consumare il giusto quantitativo di cibo. Se un alimento provoca una reazione di rigetto è importante fare un secondo tentativo dopo qualche giorno, per evitare di escluderlo completamente senza che ce ne sia davvero bisogno e mantenere così una dieta liquida.
La buona notizia è che non ci sono alimenti vietati, neppure la pizza a patto però che il paziente rispetti alcune regole comportamentali e faccia attenzione alla quantità, anche senza pesare e misurare gli alimenti ad ogni pasto ma acquisendo gradualmente la capacità di autogestire i consumi in funzione del proprio “senso di sazietà”. Ovviamente occorre seguire un sano stile di vita (con qualche sgarro ogni tanto!) preferendo alimenti semplici e non elaborati, consumando molta verdura, aumentando il consumo di pesce, carne magra, evitando intingoli e sughi (olio extravergine di oliva è la scelta migliore non superando i 2 cucchiaini a pasto e limitando fortemente insaccati, formaggi, alimenti troppo… speziati, acidi, caldi o freddi.
I metodi di cottura da preferire? forno tradizionale, griglia, piastra).
Quando si percepisce il senso di sazietà, interrompere il pasto indipendentemente dalla quantità di cibo rimasto nel piatto. Nell’arco della giornata, il cibo va assunto a colazione, pranzo, cena e 2 piccoli spuntini: a metà mattina e metà pomeriggio. Fino a 30 minuti prima del pasto e 60 minuti dopo. Si consiglia di bere almeno 1.5-2 litri di acqua naturale al giorno. Parlarne con il proprio nutrizionista o al successivo controllo con il team.
Ogni volta che si mangia è bene imparare a concentrarsi sul cibo e sui suoi sapori, odori e su tutti gli aspetti sensoriali del momento, senza leggere il giornale, chattare con lo smartphone, parlare di problemi di lavoro e tantomeno cenare guardando la televisione. Amare il cibo vuol dire concentrarsi su ogni boccone, prestare attenzione a tutte le sensazioni (olfattiva, tattile, visiva e gustativa) che esso ci stimola. In questo modo, si raggiunge l’appagamento in piccole dosi e ci si alimenta in maniera sempre più consapevole.
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