I giramenti di testa improvvisi sono un sintomo piuttosto comune e spesso transitorio, che tende a risolversi in breve tempo. Tuttavia, se sono ricorrenti, condizionano la vita quotidiana o si associano ad altri disturbi, è bene rivolgersi al proprio medico per approfondimenti diagnostici.
Cosa si intende per giramenti di testa improvvisi?
Chi ne soffre può avere la sensazione che l'ambiente attorno a sé ruoti o si muova. Spesso, si tratta di un sintomo non sempre indicativo di una patologia in atto.
La sintomatologia associata è abbastanza varia ed è legata alla causa primaria del capogiro. Un capogiro è una sensazione di imminente svenimento, stordimento, instabilità e un senso di testa fluttuante.
I giramenti di testa improvvisi possono dipendere da disfunzioni dell'apparato neurologico, cardiovascolare e/o gastrointestinale. Tra i fattori maggiormente responsabili troviamo gli sbalzi di pressione e le alterazioni della glicemia. Quest'ultima situazione può instaurarsi se non si mangia per un lungo periodo di tempo (digiuno prolungato), per la ridotta concentrazione di glucosio nel sangue (ipoglicemia) o quando si soffre di diabete.
I giramenti di testa improvvisi possono essere la conseguenza di varie patologie responsabili di cervicalgia, come l'artrosi delle vertebre cervicali e l'assunzione di posture scorrette. Inoltre, l'insorgenza può essere determinata da stress, ansia ed attacchi di panico.
Leggi anche: Dieta e vertigini: una connessione da esplorare
Attenzione! Per accertare se i giramenti di testa improvvisi sono correlati a specifiche condizioni patologiche, è opportuno consultare il proprio medico di base.
Cosa fare in caso di giramenti di testa?
Si comincia come sempre con la raccolta dei dati anamnestici o anamnesi. Il paziente a colloquio con il medico dà un resoconto il più preciso possibile dei capogiri, di come si manifestano, della loro intensità, di quando sono comparsi la prima volta e di eventuali sintomi correlati. La seconda fase di routine è la visita medica vera e propria, detta esame obiettivo. La terza fase è quella degli esami specialistici, quali la diagnostica per immagini o le analisi di sangue e urine. La terapia è strettamente correlata alla causa prima dei giramenti di testa. Alcune delle condizioni che possono portare ai giramenti di testa tendono ad esaurirsi da sole.
- La prima regola è quella di sdraiarsi con le gambe sollevate per favorire l’afflusso di sangue al cervello e agevolare la circolazione.
- È inoltre utile bere acqua e zucchero oppure tenere una zolletta di zucchero sotto alla lingua.
Attenzione! Se i giramenti di testa improvvisi compaiono alla guida di un'automobile oppure durante lavori che richiedono l'utilizzo di macchinari o una certa capacità d'equilibrio, è bene interrompere immediatamente le suddette attività.
Giramenti di testa e caldo: un legame frequente
Il caldo e le alte temperature sono spesso le cause di stanchezza, sonnolenza, gambe gonfie e pure giramenti di testa. In estate i giramenti di testa sono frequenti in quanto legati a colpi di caldo e disidratazione: assumere liquidi a sufficienza è infatti importante per contrastare l’affaticamento estivo e i cali di pressione. La regola, dunque, è quella di assumere circa 1,5 litri al giorno, ben distribuiti nell’arco dell’intera giornata.
Quando le temperature si alzano, i vasi sanguigni si dilatano per disperdere il calore interno e mantenere la temperatura corporea stabile. Per mantenere circa 36/36.5 gradi di temperatura, il nostro organismo suda, e con il sudore perdiamo sali minerali importanti, come magnesio e potassio. Sono questi che ci danno la forza per agire, uscire, fare sport.
Leggi anche: Cause di vampate e giramenti negli uomini
Coi colpi di calore non si scherza. Perché possono anche causare tachicardia, svenimenti e confusione mentale, e possono avvenire anche in ambienti chiusi o in luoghi dove non batte direttamente il sole. Il colpo di calore si manifesta generalmente con crampi muscolari, debolezza, mal di testa, vertigini, breve perdita di coscienza. Che fare allora se succede? Per prima cosa occorre mettere la persona in un ambiente fresco e ventilato, somministrare bevande (non fredde) e, in caso di piccolo svenimento, lasciare la persona sdraiata con le gambe sollevate. Le persone maggiormente esposte ai colpi di calore sono i bambini, gli anziani, i non autosufficienti, chi soffre di patologie croniche (cardiologiche, respiratorie, neuropsichiatriche, renali, metaboliche) e le donne in gravidanza.
Caldo, stanchezza e consigli: se questi non bastano?
Se già segui tutte le buone pratiche, dall’alimentazione, all’idratazione, ma ti senti comunque stanca o spossata, ci sono anche altri rimedi. Naturali, facili e veloci: si tratta degli integratori.
Vertigini: cosa sono e come riconoscerle
Per definizione, le vertigini sono una sensazione illusoria di movimento, solitamente di tipo rotatorio, oscillatorio o di sbandamento, che si avverte mentre il corpo è fermo. Chi subisce un attacco di vertigini può percepire sé stesso muoversi, ma anche vedere ruotare l’ambiente circostante.
Le vertigini possono essere di due tipologie:
- vertigini periferiche, se coinvolgono l’orecchio interno o il nervo vestibolare;
- vertigini centrali, se coinvolgono il tronco encefalico e il cervelletto.
Un attacco di vertigini può manifestarsi in modo ricorrente e improvviso, con una sensazione vorticosa più o meno intensa che può durare da pochi secondi a diverse ore o giorni, a cui possono essere associati anche nausea e vomito. Alcuni fattori, come il movimento della testa, il cambio di posizione e il tossire possono scatenare o peggiorare le vertigini.
Leggi anche: Rimedi per vampate e giramenti di testa
Quali differenze tra vertigini e capogiri?
Sebbene i termini “vertigini” e “capogiri” (o “giramenti di testa”) siano spesso utilizzati in modo intercambiabile, esistono alcune importanti differenze tra questi due concetti:
- Le vertigini sono una sensazione illusoria di movimento del corpo o dell’ambiente circostante, nonostante il soggetto sia fermo: comprendono una disfunzione dell’apparato vestibolare, del sistema nervoso o delle strutture che regolano l’equilibrio.
- I capogiri invece descrivono una gamma più ampia di sensazioni singolari, come stordimento, instabilità, sensazione di testa leggera o di sbandamento: possono essere causati da problemi cardiovascolari, metabolici e persino psicologici.
Mentre le vertigini sono generalmente episodiche e a volte molto intense, in particolare se accompagnate da sintomi quali nausea, vomito, sudorazione e disturbi alla vista, i capogiri tendono ad essere più vaghi e persistenti, in genere non presentando queste complicazioni.
Sintomi di vertigine: quando preoccuparsi
Le vertigini possono manifestarsi in modi diversi e con intensità variabile. Alcuni pazienti le descrivono come un senso di sbandamento, stordimento o forte capogiro, in diversi momenti della giornata: quando camminano, al momento di alzarsi, oppure sdraiati a letto.
Molto spesso le vertigini sono accompagnate da ulteriori sintomi quali nausea, vomito, mal di testa e instabilità. Sebbene questi siano per lo più fastidiosi ma non preoccupanti, esistono invece altri “segnali di allarme” che richiedono un’immediata valutazione medica:
- Dolore alla testa particolarmente forte e insolito;
- Problemi alla vista (visione doppia o annebbiata);
- Febbre alta, perdita di coscienza o svenimenti;
- Incapacità di mantenere l’equilibrio o di camminare;
- Debolezza o intorpidimento alle braccia o alle gambe;
- Difficoltà a parlare o deglutire, fischi alle orecchie (acufeni);
- Dolore toracico, in particolare se con rischio cardiovascolare.
Le cause più frequenti delle vertigini
Le vertigini possono dipendere da varie condizioni che colpiscono il sistema vestibolare o nervoso. La classificazione in vertigini periferiche e centrali permette di dividere le cause in:
- Disturbi vestibolari (più frequenti), di competenza dell’otorinolaringoiatra:
- Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB)
- Labirintite
- Sindrome di Ménière
- Neuronite vestibolare
- Disturbi nervosi (meno frequenti), di competenza del neurologo:
- Emicrania vestibolare
- Patologie cerebrali: ictus, attacco ischemico transitorio (TIA), sclerosi multipla, cancro.
Altre possibili cause circostanziali comprendono traumi o lesioni craniche, effetti collaterali di alcuni farmaci, disordini metabolici (anemia e ipoglicemia) o cardiovascolari (insufficienza cardiaca e ipertensione), alterazioni ormonali in gravidanza e in menopausa. In rari casi possono essere di natura psicogena, cioè collegate a disturbi d’ansia o depressione.
Esami indicati e cura delle vertigini
In caso di vertigini periferiche, lo specialista di riferimento è l’otorinolaringoiatra, esperto nelle patologie di orecchio, naso e gola.
Durante la visita, il medico raccoglierà informazioni dettagliate sui sintomi, sulla loro durata e frequenza, e sui possibili fattori scatenanti. Seguirà l’esame obiettivo che prevede l’ispezione del condotto uditivo e del timpano, la valutazione dell’udito e della propriocezione, la ricerca di movimenti involontari degli occhi e alcuni test posizionali per riprodurre le vertigini.
A seconda dei risultati iniziali, potranno essere richiesti ulteriori esami di accertamento tra cui TAC, risonanza magnetica, audiometria, videonistagmografia ed eventuali test VEMP.
La terapia per le vertigini non è mai univoca, poiché dev’essere strettamente correlata alla causa che scatena tale condizione. Tra le varie possibili opzioni citiamo, a titolo di esempio:
- Farmaci: antivertiginosi, antinauseanti, antistaminici, sedativi o ansiolitici;
- Manovre di riposizionamento (es.