Dolcificanti e Rischio di Cancro: Cosa Dicono gli Studi

I dolcificanti sono prodotti edulcoranti con un gusto dolce utilizzati per sostituire gli zuccheri, come saccarosio (lo zucchero da tavola), miele e fruttosio. Si utilizzano perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti.

Nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni, i dolcificanti non hanno alcun valore nutritivo e non apportano energia, ma possono avere un impatto negativo sulla salute poiché influiscono sul metabolismo e sulla produzione di insulina.

Tipologie di Dolcificanti

Esistono diverse tipologie di dolcificanti, classificabili in:

  • Dolcificanti artificiali: composti realizzati in laboratorio, spesso a partire da zuccheri o altre sostanze di origine naturale.
  • Dolcificanti naturali: possono derivare da una base "naturale" ma aver subito processi industriali, oppure essere veri e propri alimenti con calorie e impatto sulla glicemia.

Esempi di Dolcificanti Artificiali

  • Aspartame (E951): possiede un potere addolcente che supera di 200 volte quello dello zucchero.
  • Saccarina (E954): il cui potere addolcente supera di gran lunga quello di zucchero e miele, addirittura di 500 volte!
  • Acesulfame K (E950): non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine.
  • Sucralosio (E955): un derivato del saccarosio 600 volte più dolce di questo al netto di zero calorie, anche se spesso viene mescolato ad altri dolcificanti che contengono calorie.

Esempi di Dolcificanti Naturali

  • Derivati della stevia (glicosidi steviolici): il prodotto che troviamo al supermercato, la polvere bianca in bustina o in compresse, è più dolce del saccarosio solo di circa 30-50 volte.
  • Polioli (alcoli dello zucchero): eritritolo (E968), sorbitolo (E420), xilitolo (E967), mannitolo, smaltitolo, isomaltolo.
  • Tagatosio: è un dolcificante estratto dal latte, quindi è “naturale” come origine, ma in realtà è uno zucchero “modificato”.
  • Sciroppo d’agave, il mosto e il succo d’uva, la melassa, il malto di cereali, lo sciroppo d’acero, zucchero di palma da dattero e succo di frutta concentrato.

Dolcificanti e Cancro: Cosa Dicono gli Studi

Studi effettuati nei decenni passati hanno riscontrato potenziali associazioni tra l’insorgenza di tumori negli animali e dolcificanti quali aspartame, saccarina e ciclammato. Recentemente, l'attenzione dei ricercatori si è spostata sugli effetti metabolici dei dolcificanti sintetici.

L'aspartame, dolcificante artificiale comunemente usato nelle bevande analcoliche, è stato classificato dall'Organizzazione mondiale della sanità come "possibilmente cancerogeno per l'uomo" se assunto in quantità superiori al livello di assunzione giornaliera accettabile stabilito dall'OMS. Livello che l'Organizzazione ha lasciato invariato, ovvero pari a 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.

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L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Oms ha effettuato la sua prima valutazione della cancerogenicità dell'aspartame durante un incontro a Lione, in Francia, dal 6 al 13 giugno. L'aspartame è stato inserito nella categoria Gruppo 2B, sulla base di test che riguardavano specificamente il carcinoma epatocellulare, un tipo di cancro al fegato. Altri test sono stati effettuati su animali da laboratorio.

Un secondo gruppo, il Jecfa, il comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari formato dall'Oms e da un'altra agenzia delle Nazioni Unite, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, si è riunito a Ginevra dal 27 giugno al 6 luglio per valutare la rischi associati all'aspartame e ha concluso che non vi sia alcun motivo per modificare la dose giornaliera accettabile stabilita nel 1981, da zero a 40 milligrammi di aspartame per chilogrammo di peso corporeo.

Con una lattina di bibita analcolica senza zucchero contenente tipicamente 200 o 300 mg di dolcificante aspartame, un adulto del peso di 70 kg dovrebbe quindi consumare più di 9-14 lattine al giorno per superare il limite, supponendo che non venga assunto ulteriore aspartame da altre fonti . "Il problema è per i grandi consumatori - ha detto Branca -. Chi beve una bibita ogni tanto non dovrebbe preoccuparsi".

La IARC ha indicato l’aspartame come possibile sostanza cancerogena per gli esseri umani e lo ha per questo classificato all’interno del gruppo 2B. Fanno parte di questo gruppo le sostanze su cui ci sono limitate e contrastanti evidenze sulla loro possibile cancerogenicità. Queste indicazioni nascono dai risultati di tre studi osservazionali, nei quali gli effetti sulle persone del consumo di bevande contenenti aspartame sono stati monitorati nel tempo.

Secondo la JECFA, la dose giornaliera di aspartame accettabile è di 40 mg/kg. Questo significa che una persona di 70 kg può consumarne fino a 2,8 grammi al giorno, che corrispondono al bere tra le 9 e le 14 lattine di bibite, contenenti ciascuna tra i 0,2 e i 0,3 grammi di aspartame.

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Come ha detto Moez Sanaa, a capo dell’Unità di Standards and Scientific Advice on Food and Nutrition dell’OMS: “Il JECFA ha anche considerato le evidenze di rischio oncologico emerse in studi condotti sia con animali sia con esseri umani, arrivando alla conclusione che l’associazione tra il consumo di aspartame e cancro non sia convincente”.

Saranno quindi necessari ulteriori e più approfonditi studi, in ampi gruppi di popolazioni e con tempi di osservazione più lunghi per confermare o smentire in modo più conclusivo l’associazione tra aspartame e cancro.

È invece del 2005 uno studio di laboratorio che evidenziò una maggiore incidenza dei linfomi e della leucemia nei topi alimentati con dosi massicce di aspartame (equivalenti al contenuto di un numero variabile tra le 8 e le 2.083 lattine di bevanda gassata dietetica al giorno), tuttavia i dati raccolti presentavano alcune anomalie.

In seguito, l’NCI ha esaminato i dati relativi all’uomo, raccolti dal Diet and Health Study del NIH-AARP, ricerca condotta su più di mezzo milione di pensionati.

Alcuni lavori di ricerca sui topi hanno suggerito che anche il ciclamato potesse aumentare il rischio di tumori alla vescica negli esseri umani e, proprio per questo, la FDA ne proibì l’uso nel 1969.

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La cancerogenicità dei dolcificanti artificiali è stata a lungo sospettata sulla base di risultati sperimentali in vitro e in vivo. Sebbene questi risultati siano stati controversi [25], sono stati recentemente pubblicati ulteriori dati a sostegno dei risultati originali dell’Istituto Ramazzini riguardanti l’identificazione dei tumori [26]. Ciò suggerisce la necessità di una valutazione aggiornata della cancerogenicità dell’aspartame e di tutti gli edulcoranti.

La tossicità dell’aspartame è stata studiata anche in diversi studi in vitro [13, 14], i cui risultati ne hanno suggerito la cancerogenicità [13], potenzialmente attraverso meccanismi legati all’infiammazione, all’angiogenesi, alla promozione del danno al DNA e all’inibizione dell’apoptosi [14].

Più recentemente, è stato dimostrato che il sucralosio aumenta il rischio di tumori maligni e neoplasia ematopoietica nei topi [16]. Uno studio in vivo ha scoperto che l’acesulfame-K e la saccarina provocano danni al DNA ancora maggiori rispetto all’aspartame [12].

Raccomandazioni

Come ha affermato Francesco Branca, direttore della nutrizione e della sicurezza alimentare dell'OMS: «non stiamo consigliando alle aziende di ritirare i prodotti, né stiamo consigliando ai consumatori di smettere del tutto di consumarli, ma di limitarne il consumo».

Quindi, è solo grazie a linee guida mirate che i medici possono fornire chiare raccomandazioni sull’assunzione dei dolcificanti. Al fine di ridurre l’eterogeneità tra gli studi e fornire indicazioni sulla durata ottimale dello studio, sul dosaggio degli NSS e sui risultati sanitari rilevanti, le organizzazioni sanitarie internazionali dovrebbero convocare esperti per progettare e analizzare protocolli di studio per la futura ricerca sui dolcificanti non zuccherini e sostenere gli sforzi volti a sviluppare metodi per monitorare meglio il consumo di dolcificanti diversi dallo zucchero.

Tabella: Valutazioni e Raccomandazioni sui Dolcificanti

Dolcificante Valutazione IARC Dose Giornaliera Accettabile (JECFA) Raccomandazioni OMS
Aspartame Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno) 0-40 mg/kg di peso corporeo Consumo moderato
Saccarina - - -
Ciclammato - - -
Sucralosio - - -

Nota: Le informazioni in questa tabella sono basate sui dati disponibili al momento della stesura dell'articolo e sono soggette a modifiche in base a nuove ricerche.

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