Negli ultimi anni, i gruppi WhatsApp per dimagrire sono diventati un fenomeno sempre più diffuso. Molti sperano di trovare in questi gruppi un supporto motivazionale e consigli utili per perdere peso. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente i potenziali rischi e le reali efficacia di tali iniziative.
Diete Drastiche: Un Pericolo Nascosto
Le diete drastiche comprendono tutte quelle diete a cui ci si avvicina per perdere peso velocemente. L’idea di perdere 10 kg in una settimana è a dir poco allettante, ma ti sei mai chiesto se ci sono degli effetti collaterali? Le diete drastiche comprendono tutta una serie di diete in cui si saltano pasti, si eliminano interi gruppi alimentari (cereali, formaggi, grassi da condimento), si usano sostituti del pasto o speciali pacchetti detox con il fine di ridurre notevolmente le calorie introdotte e perdere peso.
Nei primi tempi un regime fortemente ipocalorico farà scendere il peso sulla bilancia molto velocemente. Ma sei sicuro che il peso perso derivi davvero dal grasso? Ecco spiegato perché nei primi giorni di dieta restrittiva il peso sulla bilancia può scendere anche di qualche kg.
L'Importanza di un Approccio Equilibrato
Con un piano alimentare ipocalorico ma non drastico, otterrai una perdita di peso graduale. È questa la miglior strategia per mantenere il risultato nel lungo periodo senza creare scompensi metabolici. Mangiare dev’essere un piacere, non deve predisporre a comportamenti alimentari disfunzionali per paura d’ingrassare o causarti danni.
La soluzione c’è: è un piano alimentare equilibrato con un deficit calorico adeguato, abbinato alla giusta quantità di attività fisica.
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I Rischi dei Gruppi WhatsApp Pro-Dimagrimento
Un fenomeno di cui si parla poco ma che è in crescita. Sono tre milioni gli italiani colpiti da disturbi del comportamento alimentare, secondo stime del ministero della Salute: bulimia, anoressia e alimentazione incontrollata. Con una novità: casi di bambine di dieci-dodici anni, riferiscono gli esperti consultati da La Stampa.
Un fenomeno che nella sua veste digitale si imbosca sempre più spesso in chat chiuse, dove i partecipanti si spalleggiano a vicenda. Ma criminalizzare o censurare, concordano alcune analisi, è un’arma a doppio taglio. Rischia di far nascondere ancora di più chi avrebbe bisogno di cura. Mentre il punto è riuscire a raggiungere queste persone offrendo servizi adeguati.
In Italia però i centri multidisciplinari dedicati sono distribuiti a macchia di leopardo, solo in alcune regioni; e soprattutto sono ancora pochi. Tra i commenti al post ci sono quelli di tante ragazze, che chiedono di entrare nel gruppo. Spesso, ignorando qualsiasi cautela, scrivono pubblicamente anche il proprio cellulare.
Così, la diffusione di gruppi chiusi, favorita dall’adozione di massa di app di messaggistica, desta alcune preoccupazioni: il livello di partecipazione e coinvolgimento aumenta, rimanendo nascosto alla vista.
Il Ruolo dei Blog Pro-Ana
I blog pro-ana non sono una novità. Da quando c’è stato il caso di una diciannovenne di Porto Recanati denunciata per istigazione al suicidio dalla madre di una quindicenne di Ivrea, che aveva scoperto sul cellulare della figlia dei messaggi con le istruzioni su come e quando vomitare, l’anoressia è tornata in primo piano, insieme a blog, siti e gruppi.
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«La rete è un terreno di libertà dove si può trovare tutto. I blog cosiddetti pro-ana, ma anche quelli che parlano di disturbi alimentari e atti di autolesionismo sono sempre esistiti», spiega Nunzia Ciardi, a capo della Polizia Postale. «Da qualche tempo il blog funziona come un punto d’incontro, per poi spostarsi su gruppi privati. Possiamo chiedere la chiusura di alcuni account sulla base della loro pericolosità sociale, perché ledono dei diritti fondamentali oppure se sono contrari alla privacy, per la tutela dei minori. Non si tratta però di un fenomeno criminale, ma della manifestazione di un profondo disagio che può avere delle conseguenze perverse. Anche se trovare una fattispecie di reato da applicare può essere utile, la repressione non risolve il problema».
Ogni tanto i politici - è successo in Francia e in Italia - avanzano proposte di legge per oscurare questi siti, o per introdurre il reato di istigazione all’anoressia. Ma stiamo parlando nella maggior parte dei casi di fenomeni auto-organizzati. In cui anche e soprattutto chi coordina blog e gruppi è affetto da disturbi.
Cosa è emerso? «In primo luogo, si va sul web quando si hanno già dei problemi e non viceversa», commenta Tubaro. «Ci si sente soli su quella questione e si cerca una qualche forma di supporto e testimonianza, per quanto problematica. E poi, abbiamo visto che quando arrivano ondate repressive queste persone si allarmano e cercano di nascondersi, ma non smettono di avere il disturbo».
L'Importanza dei Centri Specializzati
Dello stesso parere anche Maria Ela Panzeca, coordinatrice del centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Asl a Lanzo Torinese. «I blog e i gruppi sono un epifenomeno. Chi si rivolge a loro è già dentro al problema, anche se sicuramente c’è un rischio emulazione. Ma se si oscurano siti ne nascono poi di nuovi. Il punto è dare risposte nella realtà, più che sul web», commenta Panzeca.
Il riferimento è all’insufficienza di centri dedicati sul territorio. Ci sono pochi luoghi di cura multidisciplinare, con figure miste, dalla nutrizionista alla psicologa che siano saldamente coordinate; poche residenze o comunità per il recupero post-ospedaliero; liste di attesa.
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Eppure tutti confermano l’importanza di individuare e curare le persone agli esordi. «Noi lavoriamo molto con le famiglie, e ricoveriamo poco», aggiunge Panzeca. «Questa è una patologia che si cura insieme ai genitori».
«Di mia figlia me ne sono accorta dal dimagrimento eccessivo e dal comportamento a tavola, in cui il cibo veniva sminuzzato, i carboidrati eliminati», spiega la donna. «E quando provavamo a parlarne, c’era un muro. Allora l’abbiamo convinta ad andare assieme in questo centro specializzato a Lanzo.
Il Bombardamento Mediatico e i Social Media
» Un percorso che si scontra con un bombardamento mediatico. Sui social, Instagram in particolare, le fotografie condivise raccontano un’estetica della magrezza inquietante e però molto apprezzata: i profili che condividono scatti di giovani ridotte a pelle e ossa, in pose glamour e che fino a qualche tempo fa avremmo anche potuto vedere sfilare sulle passerelle, ricevono centinaia e centinaia di commenti positivi ed estasiati.
«Con gli adolescenti vietare non è un’arma vincente», commenta ancora Ciardi. «La generazione dei genitori si comporta ancora da neofita della tecnologia e questo gli impedisce di assumere il ruolo di adulti di riferimento. I ragazzi hanno gli strumenti tecnologici, ma non quelli psicologici per confrontarsi con quel che si trova in rete».
La Prevenzione come Arma Efficace
Allora come combattere questo fenomeno? «L’unica arma efficace è la prevenzione, come facciamo quando andiamo a parlare con i ragazzi, nelle scuole. Insegnanti, genitori e le altre figure di riferimento devono essere preparati a cogliere i segnali di disagio e coinvolgere i professionisti».
Il Business degli Integratori e Prodotti Dubbi
E poi c’è il business di prodotti e integratori, spesso di provenienza a dir poco dubbia. Così, non solo ci sono schiere di Youtuber specializzate in make-up che periodicamente sponsorizzano diete e dimagrimenti tanto improbabili quanto malsani. Ma anche pubblicità online, agganciate alle parole di ricerca pro-ana, che propinano gocce o pillole mirabolanti, prodotte non si sa bene dove, attraverso siti mascherati da articoli giornalistici. Con tanto di foto della (finta) giornalista prelevata da comuni archivi di foto online. Con dichiarazioni di inesistenti nutrizionisti.
«Le più comuni sono le cosiddette kelp pills, le pillole di Cayenne, le capsule di aglio e le pillole di caffeina», spiega Simona Barcella, ricercatrice del dipartimento di Neuroscienze dell’università di Torino, autrice di una ricerca sul tema con il professore Fabrizio Schifano dell’università di Hertfordshire, esperto della vendita online di droghe. «Alcuni siti pro-ana non solo offrono la possibilità di ordinare online alcuni prodotti dimagranti, ma addirittura di poter ricevere una dieta “su misura”».
Tra i post sponsorizzati compaiono diversi di integratori pensati per dimagrire più in fretta, segno che quel segmento di pubblico è particolarmente ricettivo per certi tipi di sostanze.
Il Ruolo degli Integratori nella Perdita di Peso
Il sovrappeso e l’obesità rappresentano una piaga di questa epoca, in quanto fattore di rischio per l’insorgenza di malattie croniche (cardiovascolari, neurodegenerative, metaboliche, tumori) e non (ictus cerebrale, infarto del miocardio). La gestione del peso corporeo è oggi pertanto divenuta una priorità per la salute pubblica, soprattutto nella società occidentale. Ma per raggiungere i risultati sperati non esistono scorciatoie. Chi pensa di risolvere i propri problemi - di linea e di salute - ricorrendo agli integratori e senza modificare il proprio stile di vita è destinato a rimanere deluso.
Così come non esistono alimenti «miracolosi», quando si tratta di dover perdere peso, lo stesso si può dire per i supplementi naturali. A sgomberare il campo dai dubbi è il lavoro condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Sidney, che hanno passato in rassegna gli studi già pubblicati per fare una sintesi delle evidenze disponibili.
Deludenti i risultati ottenuti. Sebbene alcuni studi abbiano evidenziato una perdita di peso tra gli assuntori di una di queste sostanze, nel confronto con un placebo, «i risultati sono insufficienti a dimostrare un beneficio a lungo termine per la salute», è la conclusione esposta dalla nutrizionista Erica Bessell, che ha presentato i risultati.
«Dopo un po' di anni, gli italiani hanno capito che la gestione del peso corporeo è una questione complessa, che non può essere affrontata ricorrendo a una pillola o a una bevanda - afferma Arrigo Cicero, docente di scienze tecniche dietetiche applicate all’Università di Bologna -. Le conclusioni di questi due lavori parlano chiaro. Al di là delle proprietà emerse negli studi preclinici, nessun estratto vegetale è in grado di indurre la perdita di peso e favorirne il mantenimento se la persona non modifica le abitudini alimentari e non incrementa l’attività fisica».
L'Importanza del Parere di Uno Specialista
Nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, dedicando almeno due ore e mezza a settimana all’attività fisica, il ricorso ad alcuni integratori può avere una sua utilità. Ricorrendo a integratori a base di fibre e sostanze naturali, come quelli a base di faseolamina (derivato del fagiolo bianco), si può ottenere una graduale riduzione del consumo e dell’assorbimento di carboidrati e grassi. Così come, per ridurre l’apporto di cibo, si può ricorrere ad alcuni amminoacidi (come l’S-idrossitriptofano e l’S-adenosil metionina) che aiutano a combattere la fame nervosa. Per stimolare il metabolismo, invece, la risposta può essere trovata nelle catechine del tè verde.
«Sempre partendo dal presupposto che una correzione dello stile di vita è necessaria, il supporto di queste sostanze per un breve periodo di tempo può rappresentare un valido ausilio - prosegue Cicero, che presiede la Società Italiana di Nutraceutica -. L’importante, però, è che l’indicazione all’uso giunga sempre da uno specialista. Quello che va assolutamente evitato è il fai-da-te, un rischio concreto a fronte di prodotti da banco (acquistabili senza la prescrizione di un medico). Le ragioni sono diverse. Alcune rimandano all’efficacia del trattamento, come visto molto volubile. L’insuccesso e lo spreco economico sono sempre dietro l’angolo. Ma non sono da sottovalutare i potenziali rischi per la salute.
Rischi per la Salute e Controlli Ministeriali
I ricercatori hanno richiamato la necessità di condurre ulteriori studi per valutare la sicurezza di questi prodotti a lungo termine. Attualmente, in Italia, gli integratori possono essere immessi in commercio dopo aver trasmesso al ministero della Salute il modello dell’etichetta del prodotto, contenente la denominazione esatta e gli ingredienti (elencati in ordine decrescente per quantità), gli additivi presenti, il peso netto, la modalità di conservazione, di consumo e la data di scadenza, il nome del produttore (o del distributore) e il luogo di produzione e il codice identificativo del lotto del prodotto. Se entro 90 giorni il Ministero non muove obiezioni, l’etichetta si intende approvata in base al principio del silenzio-assenso.
«Non è detto che non possa esserci un integratore efficace come ausilio nella perdita di peso, ma va ricordato che non esiste una via semplificata per dimagrire e migliorare il proprio stato di salute - conclude Cicero -. Anche i farmaci in uso contro l’obesità hanno un’efficacia limitata, se non associati a un intervento più ampio sullo stile di vita.
Alternative Valide: Gruppi di Dimagrimento Supportati da Professionisti
Dai blog ai centri specializzati, cresce il successo delle comunità che aiutano a perdere peso in compagnia. In principio fu Jean Nidetch, casalinga degli anni Sessanta in lotta con i chili di troppo, che, diventata imprenditrice, portò in tutto mondo il metodo Weight Watchers (letteralmente “le sentinelle del peso”). Che cosa resta della sua idea che la chiave per riuscire a dimagrire è mettersi a dieta insieme ad altri e sentirsi “sorvegliati”? Molto.
Gruppi di dimagrimento in ospedali, centri specializzati, associazioni, che negli anni, hanno visto moltiplicare le richieste. Ma anche blog, forum e community, con iniziative spontanee di aggregazione fra aspiranti magri che non vogliono più sentirsi soli e tristi di fronte a un piatto di insalata.
Il più famoso tra gli italiani, Dimagrireinsieme.forumfree.it, conta più di 140.000 visite, oltre 1300 utenti e 1200 discussioni sul tema. Ha un ferreo regolamento e uno scopo preciso: perdere peso in salute. A differenza di altri, che arrivano addirittura a proporre pericolose “gare di peso”, sulla falsariga del reality americano The Biggest Loser, dove il concorrente che dimagrisce più velocemente vince del denaro. I rischi? «Diete restrittive, frustrazioni che sfociano in abbuffate e sindrome yo-yo, con repentino recupero dei chili persi», commenta il dottor Emanuel Mian, psicologo e psicoterapeuta esperto in disturbi alimentari.
Luci e Ombre del Mondo Virtuale
«I gruppi on line possono essere d’aiuto se i chili da perdere sono pochi, se i partecipanti sono sani e nessuno soffre, o ha sofferto, di disturbi del comportamento alimentare», continua l’esperto. «Ma se manca un moderatore scientifico e se c’è una sottolineatura quasi ossessiva del dato numerico “peso”, meglio starne alla larga. Occhio anche a chi cerca di vendere qualcosa. Integratori, soprattutto.
«Non sono più solo un’occasione per condividere e socializzare, portano ad azioni concrete: per esempio l’inizio di quell’attività fisica che da soli non si sarebbe intrapresa», spiega la dottoressa Evelina Villa, psicologa e psicoterapeuta responsabile del progetto “Dimagrire insieme” della Polisportiva Masi di Casalecchio di Reno, in collaborazione con il Comune e l’Azienda sanitaria locale Bologna Sud, rivolto a persone con vari gradi di sovrappeso.
«Il progetto esiste da anni ma negli ultimi tempi le richieste sono aumentate, tanto da dover stabilire un tetto massimo di partecipanti (15 a gruppo), essenziale per garantire l’efficacia. Il programma prevede percorsi della durata di un quadrimestre e comprende riunioni di gruppo moderate da un professionista, di circa un’ora e mezza, una volta alla settimana, e sessioni collettive in palestra, con istruttori qualificati», prosegue l’esperta.
«I riscontri sono molto positivi, soprattutto sul fronte della consapevolezza alimentare. Ogni anno aiutiamo fino a 40 persone, che raggiungono il target del dimagrimento stabilito: quelli con un indice di obesità riescono a perdere anche 10-20 chili».
Il Centro per la Cura dell’Obesità di INI Villa Dante
Il Centro per la cura dell’obesità di INI Villa Dante è una struttura sanitaria specializzata nel trattamento dell’obesità, dove si adottano approcci multidisciplinari per la gestione del peso, in regime di ricovero privatistico.
- Approccio Multidisciplinare: Integrazione di medici, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti.
- Trattamento Personalizzato: Piani di trattamento su misura per ogni paziente, che includono anche l’uso di tirzepatide come parte della terapia.
- Educazione e Supporto: Programmi educativi per promuovere stili di vita sani e supporto continuo durante il percorso di perdita di peso (compresa attività fisica adattativa e idrokinesiterapia).
- Monitoraggio e Valutazione: Controlli regolari per valutare l’efficacia del trattamento e apportare eventuali modifiche.
La tirzepatide è un farmaco recentemente approvato per il trattamento dell’obesità e viene utilizzato nei centri specializzati in diversi modi.
- Gestione del peso: Viene prescritta come parte di un programma di gestione del peso che include anche cambiamenti nella dieta e nell’attività fisica.
- Trattamento di comorbidità: È utilizzata nei pazienti con obesità che presentano condizioni correlate, come il diabete di tipo 2, per migliorare sia il controllo del peso che il controllo glicemico.
- Monitoraggio e follow-up: I pazienti in trattamento con tirzepatide vengono monitorati regolarmente per valutare l’efficacia del farmaco e per gestire eventuali effetti collaterali. I dati reali indicano che la tirzepatide ha un rischio inferiore di nausea e vomito rispetto al GLP-1RA.
- Educazione del paziente: I centri forniscono anche educazione ai pazienti riguardo alle aspettative del trattamento e all’importanza di uno stile di vita sano.
In generale, l’approccio è multidisciplinare, coinvolgendo medici, nutrizionisti e psicologi per offrire un supporto completo ai pazienti.
Tirzepatide è un farmaco innovativo per il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2. Agisce come un agonista del GLP-1 e del GIP, ormoni che regolano l’appetito e il metabolismo. I risultati clinici hanno mostrato che tirzepatide può portare a una significativa perdita di peso nei pazienti. È importante che la prescrizione e la gestione del trattamento avvengano sotto la supervisione di un medico esperto, per garantire un monitoraggio adeguato e affrontare eventuali effetti collaterali.
Tirzepatide è in grado di migliorare tutta una serie di fattori di rischio cardiovascolare, inclusi:
- Circonferenza vita
- Glicemia
- Pressione diastolica e sistolica
- Lipidi
- Massa grassa e massa adiposa viscerale
Nello studio SURMOUNT-1, il trattamento con tirzepatide 5 mg, prima dose di mantenimento, ha dimostrato una riduzione del peso corporeo sostanziale, clinicamente significativa e sostenuta rispetto al placebo. Con tirzepatide 5 mg, circa il 90% dei partecipanti ha ottenuto una riduzione del peso del >5%, con 1/3 del paziente che ha ottenuto una riduzione del peso del ≥20% Il trattamento con tirzepatide nello studio SURMOUNT-2 ha determinato un’entità di riduzione del peso medio che in precedenza era stata osservata solo nelle persone senza diabete di tipo 2 con il più efficace dei farmaci. Gli studi SURMOUNT-3 e SURMOUNT-4 hanno dimostrato che la tirzepatide mantiene la sua efficacia nel tempo, con conseguente perdita di peso sostenuta. Tutte le dosi di tirzepatide una volta alla settimana sono ben tollerate.
Conclusioni
È fondamentale affrontare il tema del dimagrimento con consapevolezza e responsabilità. I gruppi WhatsApp possono offrire un supporto, ma è essenziale valutare attentamente i rischi connessi alle diete drastiche e alle informazioni non verificate. Rivolgersi a professionisti qualificati e centri specializzati è la scelta più sicura per un percorso di dimagrimento sano ed efficace.