Carboidrati per cani: amidi, zuccheri e salute

Quando si parla di alimentazione nel mondo animale, uno dei temi più dibattuti riguarda il ruolo dei carboidrati nella dieta del cane e se siano davvero salutari per il nostro compagno a quattro zampe. Cerchiamo di capire insieme come il cane gestisce questi alimenti e quali sono le problematiche che possono emergere.

Cosa sono i carboidrati?

I carboidrati sono composti organici formati da carbonio, idrogeno e ossigeno. Presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale, rappresentano la principale fonte di energia per un organismo vivente.

Tipologie di carboidrati

Possiamo dividere questi ingredienti in due gruppi principali: carboidrati ad alto e a basso indice glicemico.

  • Carboidrati semplici: si trovano nel miele, nello zucchero, nel latte e nella frutta, e sono fruttosio, saccarosio e lattosio.
  • Amidi: si trovano nei cereali, nei legumi, nelle patate e nelle verdure, devono essere scissi dall’amilasi, un enzima prodotto dal pancreas (e nell’uomo presente anche nella saliva) per poter essere assorbiti.
  • Fibre: solubili come la pectina e insolubili come la cellulosa, che si trovano soltanto negli alimenti vegetali, provengono dalle parti non digerite dagli enzimi intestinali, e nei carnivori hanno essenzialmente funzione di prebiotici, cioè sono nutrimento per i batteri del microbiota intestinale (l’insieme dei batteri, funghi, virus e protozoi che compongono la flora intestinale).

Alimenti ricchi di carboidrati

Tra gli alimenti che sono più ricchi di carboidrati abbiamo:

  • Mais, grano e orzo
  • Pasta e pane
  • Fagioli e altri legumi
  • Frutta e verdura

I cereali sono il gruppo alimentare che contiene i carboidrati in maggior quantità.

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I carboidrati sono necessari per i cani?

La risposta alla domanda se il cane può mangiare i carboidrati è “Nì“, nel senso che dipende. Il cane viene definito un carnivoro opportunista, perché di base è carnivoro, ma riesce a tollerare anche piccole quantità di altri alimenti, tra cui gli amidi.

I cani non devono necessariamente ingerire carboidrati. I carboidrati non sono necessari nella dieta di un carnivoro come il cane, seppure il suo apparato digerente riesca a gestirne una certa quantità. Questa quantità varia da cane a cane.

Come si comportano i carboidrati nell'organismo del cane

La funzione dei carboidrati nel cane è duplice: da un lato, i carboidrati digeribili (come gli zuccheri semplici e l’amido) costituiscono una fonte energetica immediata o di riserva, dall’altro, i carboidrati complessi non digeribili, noti come fibre, favoriscono il senso di sazietà e la salute intestinale.

I carboidrati, a seconda del loro indice glicemico, forniscono energia più o meno velocemente.

  • Carboidrati ad alto indice glicemico: vengono velocemente digeriti e il glucosio reso disponibile dai processi digestivi viene altrettanto velocemente assorbito e va ad innalzare la glicemia. Animali che necessitano di energia prontamente disponibile, come soggetti con difficoltà digestive, convalescenti o alcuni individui anziani in cui gli organi diventano meno efficienti, gioveranno molto dall’immediata disponibilità di glucosio. In questo modo il cane non dovrà far ricorso alla conversione delle proteine in zuccheri, utilizzandole quindi a scopo energetico, e queste ultime potranno essere adoperate per il mantenimento delle strutture corporee in cui sono coinvolte. Questo evita che l’animale vada in carenza proteica.
  • Carboidrati a basso indice glicemico: vengono digeriti più lentamente e tendono ad innalzare più lentamente il livello di glucosio nel sangue (la glicemia) che quindi resta più costante nel tempo, favorendo un maggior senso di sazietà all’animale. In un individuo sano questa tipologia di carboidrati è preferibile perché meglio risponde a quelle che sono le necessità di un carnivoro.

Inoltre, se il glucosio presente nel sangue non viene utilizzato, viene immagazzinato sotto forma di tessuto adiposo e l’animale corre il rischio di andare incontro a condizioni di sovrappeso e obesità. Si può quindi intuire come ingredienti dall’alto indice glicemico possano favorire questa situazione.

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Digestione degli amidi

La digestione degli amidi è a carico dell’amilasi secreta dal pancreas, ma questa capacità varia da cane a cane.

Quando gli amidi (pasta, riso, patate ecc.) vengono cotti subiscono un processo detto gelatinizzazione che li rende più digeribili. Quando si raffreddano avviene un altro processo detto retrogradazione che li rende molto meno digeribili e assimilabili (per questo sarebbe meglio non somministrare le patate fredde di frigo o il riso sciacquato al cane).

Un’eccessiva quantità di carboidrati nella dieta di un cane sottopone il pancreas a un super lavoro per riuscire a metabolizzarli. La parte non convertita in energia viene accumulata sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli, ma soprattutto nel corpo sotto forma di grasso.

A lungo andare una dieta sbilanciata a favore dei carboidrati può portare ad un innalzamento dei livelli di insulina che avrà come conseguenza problemi cronici come il diabete, e secondo il Dr. Gregory Ogilvie, veterinario della Colorado State University, ad un’accelerazione dei processi di sviluppo dei tumori.

Quali carboidrati scegliere per il cane?

Un cane adulto sano o tendente al sovrappeso trarrà beneficio da carboidrati a basso indice glicemico come la patata dolce, l’amido di pisello o il riso integrale. Un cane che avrà invece bisogno di ingredienti facilmente digeribili troverà giovamento dall’utilizzo di ingredienti quali il riso bianco e il mais.

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Il riso da preferire è il basmati (o venere o rosso), perché contiene meno amido e ha un indice glicemico più basso. Da preferire il riso biologico perché numerosi studi hanno rilevato una preoccupante presenza di arsenico.

Le patate vengono considerate tra i carboidrati in quanto fonte di amido, anche se bisogna tenere in considerazione che apportano una buona quota di fibre.

Carboidrati da evitare o somministrare con cautela

  • Pasta: è possibile darla al nostro amico ma deve essere molto cotta e con un condimento leggero.
  • Pane: in passato, ai cani veniva dato il classico pezzo di pane raffermo.
  • Legumi: prima di chiudere l’elenco va fatta una doverosa specifica sui legumi, anch’essi fonte di amidi, dunque di carboidrati.

Carboidrati nei mangimi industriali

I carboidrati nei mangimi industriali possono variare dal 35% fino al 60%!

Intolleranze e allergie

In alcuni cani, si possono manifestare intolleranze verso alimenti che sono fonte di carboidrati come, per esempio, il riso. Ma quella che si pensa essere intolleranza a questi composti in realtà è spesso una digeribilità non ottimale del mangime o una limitata capacità digestiva dell’animale.

Un altro motivo per cui non tanto l’amido ma l’alimento di origine vegetale da cui deriva (cioè il grano, il mais, le patate, il riso e via dicendo) potrebbe causare allergie. In presenza dei sintomi dell’allergia alimentare, spesso i proprietari pensano all’allergia a fonti proteiche come il pollo, il bovino, il tacchino, senza pensare che anche il grano, il mais, il riso, hanno delle proteine che possono avere un potenziale allergenico.

L’esclusione delle fonti di carboidrati dalla dieta potrebbe essere utile, in questo senso, per risolvere l’allergia alimentare, togliendo l’alimento che causa l’allergene.

Considerazioni finali

Nella dieta canina, i carboidrati sono un’ottima fonte di energia. Tuttavia, dobbiamo sempre ricordare che, come tutti i nutrienti, vanno valutati sulla base del regime dietetico dell’animale, contestualmente alla presenza degli altri ingredienti. È quindi importante che i carboidrati siano controllati e che la dieta del cane sia adatta al suo stile di vita, alle sue esigenze nutrizionali e alla sua età. La dieta migliore è una questione individuale, non è detto che il cibo adatto al cane di un amico vada bene anche per il nostro. Nel caso si segua una dieta naturale con cibo cucinato da noi o BARF, seguiti da un esperto in nutrizione, sarà semplice bilanciare bene tutti gli ingredienti necessari al fabbisogno specifico del nostro cane.

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