Cosa significa essere o vivere vegan? Si tratta di uno stile di vita (o una filosofia di vita) in cui si rifiuta ogni forma di sfruttamento, sofferenza e morte degli animali: nell’alimentazione, nell’abbigliamento, nei cosmetici, negli spettacoli, nel tempo libero. La dieta vegan è totalmente vegetale: no a carne, pesce, uova, latticini e anche al miele. Sì invece a legumi, cereali, semi oleosi (noci, mandorle, arachidi), frutta, verdura.
Una delle più frequenti obiezioni alla scelta vegana è che per produrre le uova e latte “gli animali non vengono uccisi”. In realtà anche la produzione di derivati animali comporta, all’interno di un sistema intensivo di allevamento (che è quello più utilizzato) una serie di conseguenze molto gravi sulla vita e il benessere degli animali.
Le Ragioni Etiche Dietro il Rifiuto delle Uova
I vegani non mangiano le uova e dietro a questa scelta ci sono sia ragioni etiche che salutistiche. Non mangiare animali (quindi "carne" e "pesce") non è sufficiente a evitare la loro uccisione: latte e uova (ma anche miele) non si possono materialmente ottenere senza uccidere animali. Ecco perché consumare latte e latticini non è diverso dal consumare carne: in entrambi i casi, gli animali vengono uccisi per questa produzione.
Per ogni pulcino femmina che viene fatto nascere per diventare una "gallina ovaiola", nasce per forza di cose anche un pulcino maschio, perché non si può sapere prima se da un uovo fecondato nascerà un maschio o una femmina. Ogni pulcino maschio subito ucciso, tritato vivo, in quanto inutile per la produzione di uova. Quindi, è impossibile consumare uova senza uccidere i pulcini maschi prima e le galline dopo.
Questo è il normale funzionamento di TUTTI i tipi di allevamenti (anche quelli piccoli, anche quelli biologici, anche quelli familiari): per evitare questa violenza, , scegliendo invece tra i tanti tipi di latte vegetale e imparando che le uova in cucina non servono.
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Secondo CIWF Italia, solo nel nostro paese vengono allevati 500 milioni di polli ogni anno. Per la produzione di uova l’industria è interessata solo agli esemplari femmine, ma che fine fanno i pulcini maschi? Sempre secondo CIWF Italia, ogni anno circa 360 milioni di pulcini maschi nati nella filiera delle uova vengono uccisi con il gas oppure gettati vivi in macchine trita tutto dopo un solo giorno di vita. Il motivo di questa pratica ha le sue origini negli anni ’50, quando si decise di allevare razze differenti per la produzione delle uova e dei polli da carne.
Nel primo caso si utilizzavano animali in grado di deporre un grande numero di uova, nel secondo esemplari capaci di crescere di peso il più velocemente possibile. Ma i pulcini maschi nati dalle galline ovaiole, non producendo uova e non acquisendo peso rapidamente, venivano e vengono ancora oggi considerati uno scarto.
Il Miraggio delle "Uova del Contadino"
Eppure, quando si parla di questo problema, si scopre che molti credono che le "uova del contadino" siano un prodotto che non fa del male a nessuno. Questo non è mai vero. Il 40% delle uova consumate in Italia si trova nei prodotti confezionati e quelle non sono "del contadino", visto che la percentuale di uova provenienti da piccolissimi allevamenti è irrisoria.
Chi compra le uova del contadino sicuramente non evita le uova che compaiono come ingrediente di un prodotto pronto: questo significa che gran parte delle uova che consuma sono comunque di allevamento intensivo. Quasi tutti gli allevamenti sono intensivi perché tutti vogliono consumare molte uova a basso prezzo. Ma attenzione: nemmeno pagandole 10 volte tanto si potrebbero avere uova che non uccidono animali.
Anche questo purtroppo non è mai vero, perché c'è un problema a cui spesso non si pensa: che fine fanno gli animali maschi? Pensiamoci un attimo: su 100 pulcini che nascono, 50 sono maschi e 50 sono femmine, in media. Nei vari pollai, di casa, dei contadini, e in qualsiasi allevamento, ci sono invece solo galline, nessun gallo, visto che le uova per il consumo umano non sono fecondate. Dove vanno a finire allora i tantissimi pulcini maschi in sovrannumero? Sono uccisi, perché inutili: non fanno uova. Sono dunque eliminati appena nascono.
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Quale contadino lascia vivere le galline fino alla loro morte naturale? Non l'hanno mai fatto nella storia, di certo non iniziano proprio adesso. Quando la gallina non produce più abbastanza uova, la ammazzano, come han sempre fatto. Dopo i primi 2-3 anni la produzione cala di molto e dopo i 5 anni è quasi nulla. Una gallina vive fino a di 8-12 anni: perché il contadino dovrebbe mantenere per così tanti anni una gallina che non gli porta alcun guadagno? Inoltre, anche in questo caso, per ogni gallina presente in pollaio, un maschio deve per forza essere stato ucciso.
È dunque chiaro che non possono esistere uova prodotte senza uccidere pulcini e galline. Non avviene nella pratica, ma è impossibile anche in teoria, perché vorrebbe dire che ogni anno aumenterebbe di decine di milioni il numero di galli lasciati vivere e mantenuti per 8-12 anni grazie alla "bontà d'animo" degli allevatori, oltre a tutte le galline diventate improduttive.
Ragioni Salutistiche per Evitare le Uova
Per quanto riguarda le uova, ecco cosa riporta il sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV): “Da anni si decantano i pregi dell’uovo […] ma, da un’attenta analisi della letteratura medico-scientifica più recente, sembra che questo alimento possegga più difetti che pregi”. Innanzi tutto viene analizzata la questione delle proteine: per quanto le uova siano considerate un’ottima fonte proteica, apportano ovviamente proteine di origine animale ed “è ormai ampiamente dimostrato che sia necessario, per una salute ottimale, ridurre al minimo o eliminare del tutto le proteine animali - come riporta la SSNV - particolarmente ricche in aminoacidi contenenti zolfo”.
Altro problema riguarda le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui versano gli animali negli allevamenti: “A causa della conformazione stessa dell’uovo (porosità dell’involucro esterno), delle non sempre buone condizioni igieniche degli allevamenti intensivi e della dubbia qualità di molte catene produttive - continuano gli esperti - esiste sempre il rischio di contaminazione da Salmonella. Infatti, seppure nell’ultimo decennio siano stati imposti dei nuovi standard igienici, i casi di infezione ad opera di questo batterio continuano a colpire l’uomo.
Alternative Vegane alle Uova
In tanti si sforzano di immaginare un modo di produrre uova senza sofferenza e morte, ma non può esistere. Se esistesse, chi è vegan consumerebbe questo tipo di uova, saprebbe in base a quali criteri sceglierle. Cosa ci guadagniamo noi vegan a sostenere che bisogna evitarle? Se si potessero consumare, pur di stare attenti a certi parametri, lo faremmo. Se non lo facciamo, significa che una soluzione non può esistere. Quello degli allevamenti "cruelty-free" è solo un miraggio: non usiamolo come scusa per continuare a consumare uova. Farne a meno è facile, non si rinuncia a nulla: tutti i dolci si possono fare, i piatti salati pure.
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In cucina è semplicissimo sostituire le uova all’interno delle preparazioni: dai dolci ai salati, la funzione delle uova (se non vengono consumate come alimento a sé stante) è quella legante o lievitante. In entrambi i casi è facile trovare sostituzioni e ingredienti che possono aiutarci. Ricordatevi che nemmeno le meringhe o l’effetto degli albumi montati a neve sarà più un problema grazie ad un ingrediente incredibile, l’aquafaba, acqua di cottura o governo dei ceci montata, che può essere utilizzata in molti modi all’intero di varie ricette.
In particolare, per i dolci, basta cambiare la proporzione degli ingredienti, o usare maizena, o una banana schiacciata, o altri ingredienti che servono a dare consistenza.
Consigliamo inoltre la lettura dell'interessante articolo Simil-uova vegan per tutti i gusti - Le incredibili versioni vegane di ogni piatto a base di uova: esso raccoglie una carrellata di squisite ricette che imitano i piatti a base di uova per sapore, consistenza e aspetto.
Se ancora non sai come farlo troverai questa e tante altre informazioni nella nostra guida gratuita: il "Vegan Starter Kit".
In Sintesi
La scelta vegana di evitare le uova si basa su solide ragioni etiche e salutistiche. Gli allevamenti intensivi, anche quelli che si spacciano per "cruelty-free", comportano sofferenza e morte per gli animali. Fortunatamente, esistono numerose alternative vegetali che permettono di sostituire le uova in cucina senza rinunciare al gusto e alla salute.