Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) rappresentano un gruppo di patologie infiammatorie croniche che colpiscono il tratto gastrointestinale, in particolare l'intestino crasso o tenue. Queste malattie sono caratterizzate da disturbi ricorrenti e cronici del tratto gastrointestinale, come malassorbimento intestinale o anomalie della motilità intestinale. Questa condizione può verificarsi sia nei cani che nei gatti, ed è purtroppo un problema di salute sempre più comune.
Come possiamo dividere la malattia infiammatoria intestinale? Come possiamo diagnosticarla e trattarla correttamente? In questo articolo, esploreremo le cause, i sintomi, la diagnosi e le opzioni di trattamento per l'IBD nei gatti.
Cause dell'IBD nel Gatto
Ad oggi, l'eziologia delle malattie infiammatorie intestinali non è ben compresa. Si ritiene che lo sviluppo di una malattia infiammatoria intestinale nei gatti, come negli esseri umani e nei cani, sia il risultato di un'interazione tra fattori ambientali e il sistema immunitario associato alla mucosa del tratto gastrointestinale in individui suscettibili. È molto probabile che anche i fattori genetici giochino un ruolo.
Una risposta immunitaria a stimoli ambientali è il fattore che più probabilmente dà inizio all'infiammazione gastrointestinale. L'elemento iniziatore può essere costituito dai batteri intestinali. Le cause più probabili possono essere: batteriche, parassitarie, ambientali, disordini psicosomatici (stress continui e ripetuti anche quotidianamente), allergie o intolleranze alimentari, predisposizione genetica, effetti collaterali dovuti a farmaci (antibiotici e cortisonici, soprattutto nei cuccioli).
Una delle teorie più recenti e più accreditate riguarda la ridotta capacità di tollerare, da parte dell’organismo, antigeni endogeni, alimentari e la microflora intestinale propria, alterazione che porterebbe ad una infiammazione cronica della parete intestinale, con conseguente perdita di impermeabilità. L’IBD pare abbia primariamente una causa immunomediata, così come avviene nell’uomo. La mucosa intestinale, per una o più di queste cause, riduce la sua funzione di barriera, diventando permeabile e creando una risposta immunitaria abnorme, sotto lo stimolo della microflora intestinale.
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Fatta eccezione delle forme eosinofiliche, i fenomeni di intolleranza alimentare e di allergie alimentari sono certamente una causa di IBD, anche in questo caso associata presumibilmente ad aumentata permeabilità della mucosa intestinale.
Classificazione dell'IBD
La divisione della malattia infiammatoria intestinale (IBD) dipende dal tipo di cellule infiammatorie che predominano nella lamina propria della mucosa intestinale. A seconda della localizzazione anatomica e dalla natura cellulare prevalentemente coinvolta, si classificano diverse forme di IBD: linfoplasmacellulare, eosinofilica, granulomatosa, neutrofila, ecc. Esistono anche forme miste, nelle quali, nella parete intestinale, sono presenti più tipi cellulari.
Sintomi dell'IBD nel Gatto
I sintomi dell'enterite eosinofila nel gatto possono includere vomito intermittente, diarrea, inappetenza e perdita di peso. Circa il 50% dei gatti con gastroenterite eosinofila sviluppa feci sanguinolente o catramose. All'esame clinico si possono percepire anse intestinali ispessite.
I sintomi dell’IBD possono essere, a seconda della gravità, più o meno persistenti e gravi. Sono caratterizzati da: diarrea, da sola o in combinazione con vomito, melena, ascite, edema periferico, perdita di peso, apatia, borborigmi, flatulenza, dolori addominali. Alcuni pazienti mostrano come unico segno l’inappetenza e questo è più frequente nel gatto che nel cane.
Uno studio retrospettivo ha messo in evidenza come, nel gatto, i sintomi più frequenti in caso di IBD linfoplasmacellulare fossero: perdita di peso, vomito intermittente progressivo e tendente al quotidiano, diarrea, anoressia.
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L’età in cui si manifesta l’IBD è variabile, con un’età media che si aggira intorno ai 6 anni, sia nel cane che nel gatto, anche se in cani di grossa taglia la malattia può manifestarsi anche prima dei 2 anni.
Diagnosi dell'IBD nel Gatto
La diagnosi di IBD non è purtroppo molto semplice. Nell'anamnesi si può apprendere dall'accompagnatore che l'animale soffre da tempo di diarrea e vomito. Caratteristica della malattia infiammatoria intestinale è la comparsa periodica dei sintomi, seguita da una loro attenuazione.
Poiché i sintomi, come vomito e diarrea, non sono molto specifici, sarebbe consigliabile effettuare esami del sangue di base, verificare la presenza di pancreatite, controllare i livelli di ormoni tiroidei, vitamina B12 e acido folico. Anche un esame delle feci per la ricerca di parassiti è una buona idea. Se si vuole escludere la presenza di un corpo estraneo nello stomaco o nell'intestino (in caso di corpo estraneo i sintomi sono molto simili), è necessario eseguire radiografie con contrasto. È utile anche un'ecografia approfondita della cavità addominale. Tutte queste indagini possono solo suggerire che si tratta di IBD.
La diagnosi di IBD è piuttosto complessa e necessita di competenze specifiche in diversi campi; inoltre, è resa ancora più complicata dalla difficoltà a stabilirne le cause, così come dalla mancanza di un protocollo terapeutico standardizzato.
A questo scopo è nato il gruppo di studio della WSAVA (the World Small Animal Veterinary Association) per la standardizzazione delle malattie gastrointestinali. Questo gruppo ha stabilito che, per la diagnosi di IBD, sarebbe necessario:
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- Eliminare altre cause di diarrea cronica
- Effettuare test serici per disordini gastrointestinali
- Determinare l’attività dell’indice CIBDAI o CCECAI
- Effettuare esami endoscopici, inclusi prelievi della mucosa gastrointestinale con biopsia
Di solito, gli esami di base non mettono in evidenza anomalie particolari. Valori anormali potrebbero essere: leggera anemia non rigenerativa, leucocitosi (suggestiva di una malattia cronica in corso), eosinofilia da moderata a severa, ipoproteinemia, enzimi epatici potrebbero subire variazioni. È anche importante fare una valutazione della presenza di tossine da Clostridium Perfrigens. Nella diagnosi differenziale è importante escludere la presenza di Insufficienza pancreatica.
Il test finale per la certezza diagnostica è rappresentato dalla biopsia e dall’endoscopia.
Trattamento dell'IBD nel Gatto
Se il gatto è disidratato e non può assumere nulla per via orale a causa del vomito, si somministra qualsiasi tipo di liquido multi-elettrolitico bilanciato; negli altri casi, il liquido viene scelto in base alle co-morbilità.
La terapia dell’IBD prevede differenti approcci, sia dietetici che farmacologici. Il suo successo dipende dalla corretta diagnosi e dalla sua accuratezza. Lo scopo primario della terapia è quello di ridurre i sintomi quali: diarrea, vomito, dimagramento.
Considerando che la causa principale della patologia è soprattutto data dalla risposta infiammatoria/immunitaria all’esposizione ad antigeni, la terapia farmacologica dovrebbe cercare di modulare tale risposta da parte della mucosa intestinale. Contemporaneamente, bisognerebbe cercare di limitare l’introduzione di antigeni, come possibili cause.
Alimentazione
I cambiamenti nella dieta sono una parte fondamentale del trattamento. Le diete facilmente digeribili con un numero ridotto di fonti di nutrienti sono estremamente importanti per ottenere la remissione. Le diete monoingrediente - contenenti un ingrediente non allergenico - possono essere utilizzate nei pazienti che non vomitano ma hanno una gastroenterite da moderata a grave. È utile quando si sospetta un'allergia alimentare.
Da questo punto di vista la dieta risulta di fondamentale importanza. L’approccio alimentare può anche avere funzione diagnostica, soprattutto se si somministrano alimenti, mai assunti prima, che consentono di differenziare le malattie infiammatorie da quelle responsive a cambio alimentare. Una dieta così formulata viene anche definita dieta ad esclusione.
Cos’è la dieta ad esclusione? È una dieta in cui si individua un alimento sospetto di creare problemi e che viene eliminato dalla dieta. Quindi, si sceglie una proteina di origine animale, possibilmente che non è stata assunta da almeno 6 mesi, e si somministra solo quella (in combinazione o meno con una proteina vegetale in base alle indicazioni del medico nutrizionista), valutandone la risposta.
Se la remissione dei sintomi non avviene si cambia proteina, fino ad arrivare a risultato e modulazione della dieta definitiva in base alla sintomatologia. In generale, la dieta per cani e gatti con IBD deve comprendere:
- Alimenti altamente digeribili
- Alimenti con pochi grassi
- Solo proteine ad altissimo valore biologico, soprattutto nei casi di malassorbimento proteico in cui l’intestino non riesce a trattenere le proteine a causa della sua permeabilità o per modificazione della mucosa
- Un rapporto Ω3 e Ω6 ottimale, per ridurre l’apporto infiammatorio e compensare la quota di grassi comunque necessaria
- Apporto di fibre FOS (FruttoOligoSaccaridi) e MOS (MannanOligoSaccaridi) per un corretto nutrimento della flora batterica intestinale
- Apporto di Glutammine, fondamentali per ridurre l’atrofia dei villi: è il nutrimento principale degli enterociti (le cellule intestinali)
In caso di infiammazione del piccolo intestino, dovrebbero essere somministrate diete a basso residuo (quindi con poche fibre); il contrario per l’infiammazione del grosso intestino. In queste circostanze è importante non creare carenze di amminoacidi essenziali. La proteina scelta per la dieta ad esclusione dovrebbe essere somministrata per almeno 6 settimane.
La sola dieta può essere efficace (soprattutto nelle coliti croniche) e nei gatti. La dieta, inoltre, quasi sempre è in grado di coadiuvare il trattamento farmacologico, consentendo di ridurne il dosaggio. Comunque, deve essere il primo approccio terapeutico da valutare, soprattutto in caso di IBD di lieve entità, giudicata in base sia allo stato generale del soggetto che all’esito della biopsia.
Probiotici
I probiotici dovrebbero venire inclusi nella dieta, soprattutto quando la dieta da sola non è sufficiente a controllare la malattia e se i sintomi non sono gravi. È stata dimostrata una interazione tra i batteri del genere Lactobacillus spp, Enterococcus Bifidobacterium e il sistema immunitario della mucosa intestinale (GALT), per cui si modificherebbe positivamente l’equilibrio tra citochine pro-infiammatorie e antinfiammatorie.
I probiotici hanno la capacità di sopprimere la crescita dei batteri patogeni e di modulare la risposta immunitaria stimolando la capacità fagocitaria e la produzione di anticorpi IgA.
Terapia Farmacologica
Se il vostro animale domestico soffre di una malattia infiammatoria intestinale, in un gatto, il trattamento può comportare l'assunzione di antibiotici e farmaci che inibiscono l'infiammazione intestinale, appartenenti al gruppo degli steroidi.
Negli ultimi anni sono stati fatti molti studi sulle possibilità terapeutiche dell’IBD. Le terapie standard prendono in considerazione, oltre alla dieta ad esclusione, anche terapie immunosoppressive ed antibatteriche. I dosaggi e la combinazione di farmaci devono essere valutate in base alle modificazioni del punteggio derivante dal CIBDAI o del CCECAI, da moderato a leggero a grave, anche per comprendere l’andamento della malattia. I farmaci più frequentemente utilizzati sono:
- Immunomodulatori naturali (β-glucani, come integratori) e sintetici, soprattutto in casi moderati
- Sulfasalazine e farmaci associati, soprattutto in caso di IBD del grosso intestino (un effetto collaterale di questa terapia potrebbe essere l’insorgenza di cheratocongiuntivite secca nel cane)
- Antibiotici, considerati come trattamento valido solo in caso di enteropatogeni non diagnosticabili
- Corticosteroidi: possono essere utili sia in caso di infezione del piccolo e del grande intestino; il dosaggio dovrebbe essere controllato e modulato ogni 7 - 10 giorni per limitare gli effetti collaterali del farmaco e per trovare il dosaggio minimo in grado di ottenere la massima efficacia terapeutica
Corticosteroidi - Prednisone è il farmaco di scelta per tutti i tipi di IBD. La tilosina è un antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi, è un antibiotico batteriostatico ed ha anche effetti immunomodulatori sulle cellule dell’immunità mediata.
Monitoraggio del Gatto
Dobbiamo pesare regolarmente il nostro gatto e controllare che non abbia perso peso. Questo è importante anche per scegliere la giusta dose di farmaco. Osservate se ha appetito, se vomita, se ha la diarrea. Dobbiamo ricordarci di somministrare regolarmente i farmaci e di seguire le istruzioni del veterinario. Spesso, in caso di malattia infiammatoria intestinale, il gatto deve essere sempre sottoposto a una terapia farmacologica che lo renda più tranquillo. Non modificate mai di vostra iniziativa il dosaggio dei farmaci o interrompeteli bruscamente senza consultare il veterinario. Una dieta adeguata nelle malattie infiammatorie intestinali è fondamentale. A volte è necessario armeggiare molto per trovare il cibo giusto.
Prognosi
La risposta terapeutica è molto variabile in base al soggetto, alla gravità iniziale della malattia ed anche alla possibilità di individuare la reale causa. Un segno prognostico negativo, oltre alla ipoproteinemia, è anche la ipoalbuminemia (Fonte). La qualità di vita del cane non è buona e la prognosi non sempre è positiva.
Nuove Frontiere
Le Cellule Staminali Mesenchimali hanno mostrato capacità imunomodulatrice ed antinfiammatoria. Uno studio ha messo in evidenza la possibilità, fattibilità e sicurezza del trattamento dell’IBD nel cane con Cellule Staminali Mesenchimali.
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