L'espressione "il calore del sangue" evoca immagini di passioni ardenti, legami familiari profondi e una vitalità intrinseca. Ma cosa significa realmente questa espressione e come si manifesta in diversi contesti?
Il Calore del Sangue nelle Relazioni Umane
"Il calore del sangue" parla delle passioni che rivelano noi stessi, o forse solo alcune parti di noi; il titolo si riferisce sia alle emozioni sia ai legami familiari che potrebbero condizionare come ci poniamo agli altri, consciamente o meno, magari ripetendo le stesse azioni (giuste o sbagliate?) che, decenni prima, erano state compiute da genitori e/o altri parenti.
Questo concetto esplora come le emozioni e i legami familiari possono influenzare il nostro comportamento e le nostre scelte, spesso in modi che non comprendiamo appieno.
Inoltre, il "calore del sangue" può essere interpretato come la passione e l'intensità emotiva che guidano le nostre azioni e decisioni. È il fuoco interiore che ci spinge a perseguire i nostri desideri e a lottare per ciò in cui crediamo.
Un Esempio Letterario
Un esempio pratico, per concludere, ci porta a capire meglio la differenza tra gli animali omeotermi e quelli ectotermi. Il lupo avrà il cervello e tutti gli organi sensoriali attivi e pronti alla caccia, un coccodrillo invece sarà in estrema difficoltà e si occuperà di cercare un ambiente più caldo che gli permetta di sopravvivere.
Leggi anche: Guida Completa al Calore Felino
La storia di Colette, che sta per sposarsi con Jean, un giovane tranquillo, riflette il desiderio di emulare la storia d'amore dei suoi genitori. Tuttavia, la trama suggerisce che la realtà potrebbe non essere così idilliaca come sembra, e che il "calore del sangue" potrebbe portare a conseguenze inaspettate.
Questo elemento narrativo sottolinea come il "calore del sangue" possa essere una forza destabilizzante, in grado di sconvolgere anche le situazioni più apparentemente tranquille e prevedibili.
Il Calore del Sangue nella Medicina Taoista
Nella tradizione medica taoista, il "Sangue" (Xue) è considerato molto più di un semplice liquido che scorre nelle vene. È una forma di Qi, un'energia densa e materiale che nutre e sostiene il corpo. Diventare consapevoli dei disequilibri dell’energia sanguigna è utile per capire la mappa della propria salute. Basti pensare che è decisiva anche nel Tao del Sesso, ovvero le pratiche per la salute maschile e femminile che fanno fiorire il corpo e aprire il Cuore.
Al di là della sua definizione biomedica, il Sangue nel sistema taoista si rivela una sostanza vitale che percorre il corpo anche nei meridiani, per nutrirlo e sostenerlo. Il Sangue (Xue) è concepito dalla medicina cinese non solo come un fluido corporeo, quindi, ma soprattutto come elemento fondamentale che nutre e idrata i tessuti al fine di mantenere l’equilibrio fisico e mentale.
Gli alimenti che si consumano sono la fonte primaria del Sangue poiché contengono il Jing degli alimenti, l’essenza vitale che, attraverso il processo digestivo, viene trasformata in Gu Qi sotto l’azione dello Stomaco e della Milza. Una volta formatosi il Gu Qi, infatti, questo viene trasferito nel petto nel cosiddetto Riscaldatore Superiore. Qui, grazie all’azione del Cuore e del Polmone, subisce una trasformazione ulteriore per diventare finalmente Sangue.
Leggi anche: Come funziona lo scambiatore di calore auto?
Anche i Reni hanno un ruolo nella produzione di Sangue. In particolare, essi producono i midolli e sono la sorgente della Yuan Qi, l’energia originale che è una manifestazione diretta del Jing. L’azione della Yuan Qi sui midolli ossei dà vita al nuovo Sangue.
Nella medicina cinese, il Sangue è considerato molto più che semplicemente un mezzo per trasportare ossigeno e nutrienti. Esso circola in tutto il corpo, nei vasi sanguigni ma anche nei meridiani e arriva a irrorare gli Organi Zang e i Visceri Fu. Arriva anche a umidificare e nutrire l’esterno del corpo. Viene infatti spinto dal Cuore fino ai muscoli, alle membrane Huang. La sua circolazione è strettamente legata a quella del Qi, che lo penetra.
Il Sangue svolge diverse funzioni vitali nel corpo, tra cui:
- Nutrire gli organi e i tessuti: Arriva in ogni parte del corpo, inclusi muscoli, organi, e pelle. Senza una quantità sufficiente di Sangue nutriente, il corpo può soffrire di una varietà di problemi di salute come stanchezza, vertigini, pallidezza e secchezza.
- Radicare la Mente (Shen): Ha un ruolo cruciale nel supportare le funzioni mentali ed emotive. La luminosità dello Shen viene potenziata proprio dal corretto scorrere del Sangue, che può rallentare fino a bloccarsi in una stasi o essere attanagliato dal calore tossico. Questi problemi ostruiscono e sradicano lo Shen portando insonnia, ansia, dimenticanze o pensieri irrequieti.
- Umidificare organi e tessuti: Insieme al Qi, il Sangue aiuta a mantenere costante l’umidità del corpo. Così influenza la condizione della pelle, degli occhi e dei capelli, delle unghie… La secchezza o fragilità in queste aree può indicare una carenza di Sangue.
- Regolare il Ciclo Mestruale: Nel corpo femminile, il Sangue ha una funzione specifica nella regolazione del ciclo mestruale.
- Consente la Riproduzione: Il Sangue è fondamentale anche per la riproduzione, sia nell’Uomo che nella Donna. Per quest’ultima è essenziale per la fertilità e, durante la gravidanza, nutre il feto. Successivamente al parto, il Sangue risale nel Chong Mai e si trasforma in latte. Una carenza di Sangue può influenzare la capacità riproduttiva e il benessere della madre e del feto.
Quando il Sangue ha impulso e circola nei vasi, ecco che lo Shen ha residenza.
Nella visione energetica taoista, il Sangue è il mezzo con cui la donna diventa una Dea: contiene memoria, radicamento e potere creativo. Quando fluisce in armonia con il Qi (energia), la donna vive una relazione sana con il proprio corpo e con le sue emozioni.
Leggi anche: Cosa succede se una gatta sterilizzata va in calore?
La qualità del Sangue, quindi, è fondamentale per una vita in salute e appagante. La medicina cinese ci spiega che questa energia deve “rimanere in movimento e all’interno dei vasi“. Quando rimane all’interno dei vasi allora, come ci dice il Ling Shu, “lo Shen ha residenza“.
È sempre meglio che il sangue venga generato da alimenti (risorse post-natali) rispetto a che venga estratto dall’azione dello Yang dei Reni sul midollo osseo (risorse pre-natali).
In conclusione, la regolazione della quantità e qualità di Sangue è uno più importanti principi terapeutici della medicina cinese.
Il Calore come Elemento Spirituale
Ogni uomo sa di avere un corpo fisico costituito dalle ossa, dai muscoli e dai nervi, ma questa è l’impalcatura che occorre per sostenere e supportare anche altre parti che, a rigore, fanno parte anch’esse di tale corpo in quanto appartenenti al regno minerale. Ogni uomo può constatare − non siamo infatti nella sfera del sovrasensibile − che l’organismo di calore è continuamente cangiante nei vari distretti corporei e, per quanto sappiamo dalla fisiologia, ciò avviene a causa della circolazione sanguigna.
Il calore fisico del corpo fisico ha sí come causa l’etere del calore, ma è un elemento appartenente al regno minerale. Il calore ha la massima capacità di tendere verso la periferia, di espandersi, perciò quando compenetra una sostanza tende a renderla meno densa, cerca di renderla piú simile a sé: se potesse, renderebbe ogni materia simile a sé (si pensi al processo ghiaccio-acqua-vapore in cui tutto si espande e perde forma). Per cui, il sangue caldo, come organo del corpo fisico deputato a trasportare il calore in tutto il corpo, non ha una sua forma ed è liquido.
Quando invece il calore tende a diminuire, tutto si addensa, s’indurisce e si consolida in una figura determinata, che ostacola i cambiamenti, le metamorfosi (si pensi ora al processo vapore-acqua-ghiaccio, in cui tutto si contrae e prende forma). Si sa che la stessa Terra si è addensata sempre piú, in vari cicli cosmici, dall’antico stato calorico-saturnio fino all’attuale forma minerale-fisica.
Sempre piú si riconoscerà l’azione morale-purificatrice del fuoco-calore che, dallo Spirito al corporeo e attraverso l’anima, coinvolgerà tutto l’essere umano in un cristico ritorno della carne allo Spirito. Quando l’uomo avrà purificato in sé, con la Saggezza-Sophia, il calore-fuoco della sua volontà, egli si sarà reso capace di autosacrificio per amore: unirà il suo Io-Spirito, libero e amante, all’Io-Spirito che alita sui mondi, al Logos-Cristo. Nell’uomo, anche la materia piú densa e refrattaria sarà vinta, sottratta ad Arimane e riportata al Padre per mezzo del Figlio liberamente operante in lui.
In fondo, con il sopravvenire della morte, fra i primi fenomeni cui va incontro il corpo fisico, ora cadavere, c’è proprio la perdita dell’organismo di calore che ritorna a far parte del regno minerale.
Il calore è, quindi, il reale ponte che unisce il regno fisico-minerale con quello elementare-spirituale: unisce materia e Spirito, interagendo con e tra essi, senza cambiare la sua essenza unitaria, omogenea in ambedue.
Steiner ci rende consapevoli che il nostro organismo di calore avvolge e interpenetra interamente il corpo fisico, ma di esso non siamo coscienti se non quando avvertiamo, con un punto qualsiasi del corpo, una differenza con il calore circostante: «Ma con il calore ci troviamo esposti con tutto il nostro organismo, ed è questo che condiziona il nostro rapporto con il calore. E se osserviamo meglio, o se cerchiamo di trasformare questo fatto, diciamo pure, in conoscenza umana, dobbiamo dire: questo calore siamo noi stessi. Finché in quanto uomini ci muoviamo qui nello spazio, siamo noi stessi questo calore. Il calore quindi è qualcosa dentro cui stiamo sempre, che sperimentiamo come qualcosa di consueto, senza però accoglierlo nella coscienza. Ne prendiamo coscienza, in qualche modo, solo quando presenta variazioni dalla norma.
Steiner, quindi, evidenzia ancora che il calore ha la capacità di agire sulle forme dei corpi fisici quando diminuisce o cresce di intensità, e in quest’ultimo caso fino a portare la materia al massimo grado di rarefazione e oltre, con ciò facendola trapassare in una dimensione aspaziale, ovvero nella sfera del sovrasensibile.
Poi arriva a mostrare che vi sono rapporti di affinità, impensate dalla scienza corrente, rispettivamente, tra le forze formatrici di forme e il calore, il rappresentare e il volere umani: «In principio, quando l’uomo entra nella vita fisica, è molto plastico rispetto alle sue forze formative, deve cioè essere formato sotto molti aspetti. Piú è vicina l’infanzia e piú sono forti le forze formatrici; mentre la vecchiaia è accompagnata dalla scomparsa di queste forze e, nella misura in cui scompaiono queste forze formatrici, compaiono in noi le forze della formazione.
Il Calore del Sangue come Forza Inarrestabile
Ci sono romanzi brevi più densi di emozioni e di vicende di certi romanzoni da ottocento pagine e passa. Ed è esattamente il caso di “Il calore del sangue”. Questa volta Irène Némirovsky punta il suo obiettivo non già sul milieu dell’alta borghesia ebraica in cui è cresciuta, né su quello dei ghetti dell’Europa orientale, bensì sul piccolo, angusto, gretto mondo della provincia francese. Il quadro è, in apparenza, di quieta, finanche un pò scialba agiatezza campagnola: la figlia di due ricchi proprietari terrieri sta per sposare l’erede di un’altra famiglia in tutto e per tutto simile, un bravo ragazzo, come si dice, innamorato e devoto. Eppure bastano poche note stridenti (che l’autrice è abilissima a insinuare fin dalle prime pagine) per farci intuire che dietro la compatta, liscia superficie di perfetta felicità agreste - in cui sembra che ogni sentimento si sia come pietrificato - si spalancano voragini insospettate: nessuno, insomma, è al riparo dalla passione, dalla violenza, persino dal delitto, quando è spinto e travolto dal “calore del sangue”. Un libro che inizia quasi in sordina, la descrizione di vite familiari, all’apparenza mediocri, nascondono un fuoco tra le braci. Il fuoco nasce da ricordi di giovinezza passata, quando l’entusiasmo nasceva per qualsiasi cosa e per amore ci si sarebbe buttati in mezzo alle fiamme. Con il passare del tempo, la saggezza e la pacatezza date dall’età, fanno assopire questi ardori, lasciando però una nostalgia di fondo e, forse, qualche rimpianto di gesti mai attuati.
tags: #il #calore #del #sangue #significato