Aneddoticamente, l’amore è una questione di cuore. Tuttavia, l’organo principale influenzato dall’amore è in realtà il cervello. Nella storia umana si è sempre cercato di identificare la parte del corpo dove si formano le emozioni, ma oggi la ricerca scientifica ci ha regalato le vere sedi dei sentimenti e delle emozioni.
La Neurobiologia dell'Amore
In particolare, gli studi hanno mostrato una marcata riduzione della serotonina soprattutto nelle prime fasi dell’innamoramento, proprio come si verifica nei pazienti affetti da disturbi ossessivi. Le fasi iniziali dell’innamoramento sembrano correlarsi anche con un’altra sostanza, il fattore di crescita nervosa. Questo è risultato essere più elevato in coloro che si sono innamorati di recente rispetto a coloro che non si trovano in questa condizione o che hanno un legame consolidato da tempo.
La conseguenza di ciò è che il cervello, attraverso la sua plasticità (cioè la sua capacità di riorganizzarsi, chimicamente, strutturalmente e funzionalmente) fa crescere la persona che si ama nel nostro “sé”, così da diventare una parte di noi stessi.
In primo luogo consideriamo l’ipotalamo, che abbiamo sopra nominato a proposito della produzione della dopamina. Altre due strutture cerebrali, l’insula e il corpo striato, sono responsabili della progressione dal desiderio sessuale all’amore. Elemento di grande interesse è stato la scoperta che queste regioni hanno connessioni di tipo inibitorio con altre zone del cervello.
Euforia e Sospensione del Giudizio
E’ di comune osservazione il fatto che la passione totalizzante dell’amore sia spesso accompagnata da una sospensione del giudizio o da un rilassamento dei criteri di giudizio con cui valutiamo il prossimo. Tale capacità critica è proprio una funzione della corteccia frontale. Spesso gli altri si sorprendono per talune scelte attuate da chi si trova nelle prime fasi di infatuazione amorosa, trovandole irrazionali e incomprensibili. In effetti, in questo particolare stato emotivo, i giudizi razionali sono sospesi o non più applicati con lo stesso rigore.
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L’euforia e la sospensione del giudizio possono generare stati che altre persone potrebbero interpretare come una forma di pazzia. Scriveva Nietzsche in Così parlò Zarathustra: «C’è sempre un po’ di follia nell’amore. Questa ragione è da cercare proprio negli schemi di attivazione e di disattivazione neurobiologica prevista nell’amore. C’è comunque da sottolineare che se le persone innamorate sospendono il giudizio sulle persone oggetto del loro sentimento, non necessariamente sospendono il giudizio in altri campi.
L’altra area del cervello che subisce un processo di disattivazione nel corso dell’innamoramento è l’amigdala. Poi, inevitabilmente, tutto ritorna normale. Tristemente normale per coloro che hanno bisogno di vivere l’amore come esperienza continuamente fuori dell’ordinario.
La Chimica dell'Amore
Quando una persona si innamora non lo fa apposta: succede. Ci possiamo innamorare di chiunque, anche della persona più distante da noi, e in qualunque momento della nostra vita. Al cocktail di sostanze chimiche esplosive si aggiunge un altro ingrediente: l’ossitocina, detto anche l’ormone dell’amore. L’ossitocina stimola sentimenti di tenerezza e calore e favorisce l’instaurarsi di una relazione sentimentale.
Quando ci innamoriamo il nostro cervello aumenta la produzione di dopamina, noradrenalina e feniletilamina (PEA), neurotrasmettitori che inondano il corpo e scatenano reazione fisiologiche, quali il battito cardiaco accelerato, l’aumento di sudorazione, l’euforia, l’eccitazione, l’insonnia e anche ... Lo “sfarfallio” del cuore è accompagnato da vampate di calore, viso che arrossisce, mani che sudano.
Se la storia d'amore prosegue, anche le reazioni neurologiche cambiano. Per esempio, nella fase iniziale dell'infatuazione, il forte coinvolgimento emotivo fa scattare nel sistema nervoso centrale un segnale di allerta che attiva le ghiandole surrenali (localizzate sopra i reni) e innesca il rilascio di sostanze chiamate catecolamine (come adrenalina, noradrenalina e cortisolo). Una vera e propria tempesta ormonale che alza la pressione arteriosa e aumenta la pressione cardiaca. In alcuni casi, anche di 10 battiti al minuto. E allora: sudorazione, palpitazioni, bocca secca, rossore alle guance e vampate di calore? Niente di grave: vi state innamorando. Ed è tutta colpa del cuore.
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Oltre l'Innamoramento: L'Amore Vero
Ma per amarsi bisogna sudare, soffrire, ridere, stare svegli, donarsi. L’amore non succede. Inevitabilmente, e per qualcuno forse tristemente, passato del tempo torna tutto normale. In caso contrario, è proprio questo il momento in cui possiamo davvero iniziare ad amare. Tuttavia, nelle coppie che riescono a sopravvivere a questa fase, la vicinanza fisica, sessuale e non, stimola il rilascio di endorfina, una sostanza simile agli oppiacei che infonde un senso di calma e intimità. Sembra essere un componente chimico essenziale alle storie d’amore che durano tutta la vita.
Se la fase dell’innamoramento coincide con una tempesta ormonale, in seguito subentra una fase più razionale. Una volta che il sistema nervoso si è abituato agli ormoni inizia a produrre un maggiore quantitativo di endorfine, che ci regalano una sensazione di benessere quando ci troviamo con la/il partner e ci aiutano a capire se proseguire la relazione in vista del futuro. Subentra un cambio di prospettiva che ci induce a ragionare sul lungo termine e a chiederci se la sensazione piacevole che proviamo è data dalla sicurezza che l’altro ci trasmette, non in termini di protezione quanto di prospettive.
Forse questa fase ti sembrerà perdere molto del romanticismo che in genere definisce l’amore come un processo completamente incontrollabile e spontaneo. Ma le nostre considerazioni ci portano a fare una scelta consapevole riguardo al nostro futuro con l’altro: è qui che si inizia a cogliere realmente che cos’è l’amore vero.
Amore vs. Affetto
C’è un momento, in alcune relazioni, in cui ci si ferma a riflettere e ci si chiede: Quello che provo è ancora amore? Non è una domanda facile, né da fare né da accogliere, perché mette in discussione la stabilità del rapporto e il futuro che si era immaginato. Se dovessimo fare un paragone diremmo che all’inizio di una relazione, l’amore in genere viene percepito come se fosse un fuoco che scalda tutto: è intenso, pieno di energia e ti dà la spinta per affrontare qualsiasi cosa. Ma col tempo, può succedere che quel fuoco cambi forma.
La differenza tra amore e affetto sta soprattutto nella profondità e nella direzione dei sentimenti. L’amore è multidimensionale: include passione, intimità e un forte desiderio di crescere insieme. Facciamo un esempio: pensa a una relazione di lunga durata. All’inizio, tutto è emozione: il cuore batte forte, ogni momento è un’occasione per scoprirsi e sorprendersi. Dopo anni, può succedere che questa energia si trasformi. Ma attenzione: affetto e amore non sono in competizione. Spesso convivono e si rafforzano a vicenda.
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Capire se l’amore è diventato solo affetto richiede introspezione e dialogo sincero con sé stessi e con il proprio partner. Non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma è fondamentale riconoscere i propri sentimenti per vivere relazioni autentiche e appaganti. Provare affetto significa volere bene all’altra persona in modo autentico. È un sentimento che nutre relazioni profonde, come quelle con un amico di lunga data o un familiare. Insomma, provare affetto significa sentire un legame emotivo sincero e profondo. Può includere gesti di cura, attenzione e vicinanza, ma senza la spinta che caratterizza l’amore romantico.
Ma se l’affetto prende il sopravvento sull’amore, può nascere una sensazione di vuoto o di mancanza. Quando l’amore diventa abitudine, l’affetto può rappresentare una base solida su cui costruire un rapporto diverso, ma comunque prezioso. L’affetto è un sentimento universale, spesso associato alla dolcezza, alla protezione e alla familiarità. In alcune relazioni, l’affetto diventa il sentimento predominante, specialmente quando la passione svanisce e il rapporto si stabilizza su un livello più amichevole.
Chiedersi se l’amore è diventato solo affetto non significa fallire, ma avere il coraggio di guardarsi dentro e affrontare la verità con onestà. Ogni relazione ha le sue fasi, e non c’è una sola strada giusta. A volte, accettare che l’amore è cambiato significa aprire la porta a un nuovo modo di stare insieme.
I Tre Elementi dell'Amore Secondo Sternberg
Robert Sternberg, psicologo statunitense, ha individuato tre elementi essenziali per determinare che cos’è l’amore:
- l’intimità, intesa non tanto in senso fisico quanto in termini di vicinanza emotiva, di risonanza affettiva e di condivisione di stati d’animo positivi e negativi;
- la passione, più legata alla dimensione sessuale come momento di unione e condivisione per eccellenza;
- l’impegno e la decisione, che implicano il presupposto che si possa decidere di amare qualcuno e di mantenere con dedizione questo sentimento nel tempo per costruire una relazione stabile e destinata a crescere.
Definizione di Amore
L'amore è un'emozione profonda e complessa che si manifesta in molte forme: ad esempio l'amore romantico (tipico delle relazioni di coppia), l'amore filiale (che si prova verso i propri figli), l'amore fraterno (che si prova per un fratello o una sorella) e l'amore platonico.
Definizione di amore
"L'amore è l'unica forza capace di trasformare un nemico in amico".
Martin Luther King Jr.
Tabella: Differenze Chiave tra Amore e Affetto
| Caratteristica | Amore | Affetto |
|---|---|---|
| Intensità emotiva | Elevata, con gioia, preoccupazione e malessere | Moderata, con calore e apprezzamento |
| Desiderio | Vicinanza emotiva e fisica, impegno duraturo | Calore e apprezzamento, senza impegno romantico |
| Sacrificio e dedizione | Volontà di fare qualsiasi cosa per l'altro | Impegno meno intenso |
| Passione | Presente | Assente |
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