La malattia renale cronica (MRC) è definita come ogni malattia che interessi il rene e che possa provocare perdita progressiva e completa della funzione renale o complicanze derivanti dalla ridotta funzione renale. La malattia renale cronica si definisce anche come presenza di danno renale, evidenziato da particolari reperti laboratoristici, strumentali o anatomo-patologici, o ridotta funzionalità renale che perduri da almeno 3 mesi, indipendentemente dalla malattia di base.
La Società Italiana di Nefrologia stima che in Italia circa una persona su 10 abbia una MRC, spesso senza saperlo. La naturale conseguenza della MRC è rappresentata dall'insufficienza renale cronica (IRC), ossia dalla perdita progressiva e irreversibile della funzione renale, cioè con la riduzione della funzione di filtrazione dei reni. In questo modo si riduce, da parte dei reni la capacità di depurare l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso.
La perdita completa della funzione renale rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto. Esami di laboratorio semplici e di basso costo su sangue ed urine consentono la diagnosi precoce di MRC, ed in particolare la valutazione della velocità del filtrato glomerulare e la presenza di microalbuminuria. Le persone con MRC sono a elevato rischio non solo di insufficienza renale, ma anche di malattia cardiovascolare. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o ritardare sia la comparsa di IRC che la morbilità e mortalità cardiovascolare.
La causa più comune di IRC è la nefropatia diabetica; una malattia insidiosa, progressiva e irreversibile con compromissione della funzionalità renale. In passato la definizione di IRC si basava sui valori di creatinina nel sangue. Più recentemente si è accertato che in realtà malattie che causano danni al rene iniziano a dare disfunzioni assai prima dell’innalzamento dei valori di creatinina ed è quindi opportuno fare diagnosi precoci per prevenire - o almeno rallentare - la progressione della malattia.
La terapia nutrizionale è un elemento centrale che si integra perfettamente con quella farmacologica nella gestione del paziente con Malattia Renale Cronica. Le diete renali sono terapie efficaci per ritardare l’inizio della dialisi, per ridurre segni e sintomi del’insufficienza renale e per mantenere lo stato di nutrizione. La malattia renale cronica rappresenta una patologia molto prevalente ed in crescita, in Italia ne è affetta il 7-8% della popolazione generale.
Leggi anche: Gestire l'Insufficienza Renale con la Dieta
Fin dal XIX secolo era stato intuito che la sindrome uremica fosse causata dalla ritenzione di molecole e tossine derivanti dal catabolismo delle proteine dietetiche. Fu però solo dal 1964, con lo studio di Giovannetti e Maggiore, che la dieta ipoproteica ha assunto il ruolo di terapia dell’uremia cronica. Ancora oggi la terapia nutrizionale, sebbene con sfumature diverse, ha un ruolo centrale e in alcuni casi insostituibile nel trattamento conservativo della malattia renale cronica. Nelle fasi precoci di malattia può contribuire a rallentare la progressione della malattia, mentre nelle fasi più avanzate può prevenire e/o correggere segni e sintomi uremici e ritardare l’inizio della dialisi.
Importanza della Dieta nell'Insufficienza Renale Cronica
Un ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro dei reni già compromessi, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione. La terapia nutrizionale non risolverà sicuramente l’insufficienza renale ma migliorerà la sintomatologia uremica e ridurrà i valori di azotemia, ritardando l’inizio del trattamento dialitico.
La corretta alimentazione ha l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia renale e delle sue complicanze e di raggiungere e/o mantenere uno stato nutrizionale adeguato. Nell’insufficienza renale però, poiché il rene non funziona adeguatamente, alcune di queste sostanze, se assunte in dosi eccessive, non riescono ad essere completamente e sufficientemente eliminate e possono quindi accumularsi nell’organismo ed essere dannose.
La dieta ipoproteica porta a un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica. La restrizione delle proteine e del fosforo comporta un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica e la riduzione della produzione di acidi. E’ fondamentale altresì curare molto l’alimentazione per evitare che si verifichi una malnutrizione causata da inadeguato introito di proteine e calorie, dall’ esaurirsi dei depositi proteici dell‘organismo, dall’aumentata degradazione degli aminoacidi e delle proteine del muscolo a causa dell‘acidosi metabolica, soprattutto in presenza di infezioni o malattie infiammatorie.
Per la gestione ottimale della persona affetta da IRC è opportuno che il paziente sia seguito da un dietista esperto col supporto di un team motivato per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di uno stato nutrizionale soddisfacente. Purtroppo la situazione a livello italiano non vede ancora la presenza capillare di Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica in tutti i presidi ospedalieri ove vengono seguiti pazienti con IRC.
Leggi anche: Benefici e rischi della dieta BARF per gatti con IRC
Pertanto di seguito verranno date alcune indicazioni di massima, basate sulle Linee Guida Italiane delle Società di Nefrologia e di Dietetica e Nutrizione Clinica. La loro applicazione è da limitare ai soli casi in cui non vi sia la possibilità di essere seguiti da un dietista all’interno del team nefrologico.
Principi Fondamentali della Dieta
- Ridurre la quantità di proteine rispetto ai soggetti sani. Consumare circa 0.7 g di proteine per kg (riferirsi al peso ideale).
- L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età < 60 anni e di circa 30 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età > 60 anni.
- L’apporto calorico è di fondamentale importanza in quanto se risulta inferiore a 30-35 Kcal/kg, il paziente in dieta ipoproteica va incontro, nel tempo, a malnutrizione. Un simile apporto calorico deve essere garantito aumentando, rispetto alla dieta di un soggetto sano, le percentuali di carboidrati e di lipidi nella dieta.
- Mantenimento o raggiungimento del peso ideale.
Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato. L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione .
In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato", valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio elevato". Mantenere uno stile di vita attivo compatibilmente con il grado della malattia (abbandona la sedentarietà!
Adeguato controllo della pressione arteriosa. Controllare il peso corporeo al mattino prima della colazione. Attenzione ai farmaci. Non fumare.
Alimenti Consigliati, Consentiti con Moderazione e da Evitare
I tre capitoli che seguono indicano gli alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati in caso della patologia indicata.
Leggi anche: Cosa Mangiare con Insufficienza Renale e Anemia
Alimenti Consentiti
- I cibi consentiti sono la pasta, il pane e il riso.
- Gli alimenti aproteici sono da preferire in quanto migliorano la palatabilità della dieta, qui si ritrovano le fette biscottate, i biscotti assieme a proteine animali.
- La carne è consentita in tutte le qualità ad eccezione dei tagli più grassi. Scegliere le parti più magre e meno venate.
- Il pesce, sia fresco che surgelato è consentito anche qui, evitando le specie più grasse come il salmone.
- Verdura, sia fresca che surgelata esclusi i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli).
- Condimenti, privilegiare l'uso di olio extravergine di oliva oppure scegliere olio di semi (non di semi vari ma di un seme solo, per es.
Alimenti Consentiti con Moderazione
- Tra i cibi consentiti con moderazione, si fa riferimento in primo luogo l’utilizzo del sale. E’ buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).
- Il vino può essere assunto con moderazione così come la birra o il caffè.
- Miele, marmellata, zucchero.
- Pane toscano.
Alimenti da Evitare
- Gli alimenti da evitare riguardano i dadi per brodo o gli estratti di carne in generale.
- Seguono poi tutti gli alimenti in salamoia, per ovvie ragioni, come i capperi, le olive o le carni in scatola.
- La margarina dev’essere abbandonata assieme ad insaccati e formaggi.
L'Importanza di Limitare il Potassio
La limitazione degli alimenti ricchi in potassio deve essere effettuata solo su precisa indicazione del Nefrologo curante, in quanto molti alimenti ricchi in potassio hanno importanti valenze salutistiche e possono aiutare a prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari così frequentemente associate a questa patologia.
Esempi di Ricette Consigliate
- Risotto al radicchio trevigiano
- Filetto di merluzzo con ciliegini
- Hamburger di melanzane
- Insalata di riso con zucchine e peperoni
- Mezze maniche alla ratatouille
- Branzino al trito di basilico con le verdure
- Spiedini di pesce spada e cipolla rossa
- Filetto di orata con polenta
I Dieci Alimenti che Contengono Più Sodio
Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco i dieci alimenti che ne contengono di più:
- Salsa di soia: (sodio: 5,72/100 grammi prodotto) Condimento diffuso nella cucina orientale, il cui uso si sta diffondendo anche in Italia. Il contenuto di sale e glutammato non ne rende consigliabile l'uso in diete povere di sodio.
- Minestrone liofilizzato: (sodio: 5,6/100 grammi prodotto) Soluzione di facile realizzazione, ma con un contenuto di sale spesso trascurato.
- Prosciutto crudo di Parma: (sodio: 2,57/100 grammi prodotto) Non contiene conservanti, ma va consumato con parsimonia a causa del suo contenuto di sale.
- Caviale: (sodio: 2,2/100 grammi di prodotto) Si ottiene dalla salatura delle uova di storione. Oggi il caviale di maggiore qualità è considerato quello meno salato.
- Salame Brianza: (sodio: 1,8/100 grammi di prodotto) Prodotto con carni suine provenienti da allevamenti della Lombardia, dell'Emilia Romagna e del Piemonte.
- Salmone affumicato: (sodio: 1,88/100 grammi di prodotto) Versatile alimento presente in molti pranzi e cene, ma con un elevato contenuto di sodio.
- Pecorino: Formaggio prodotto con latte di pecora. Il sale ha funzione di salatura, selezione della flora batterica e conservazione dell'umidità in superficie.
- Salame Felino: (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto) Prodotto in provincia di Parma, riceve un trattamento di salagione e speziatura.
- Salame Napoli: (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto) Produzione diffusa in tutta la Campania.
- Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile: (sodio: 2,4/100 grammi di prodotto) Il salume col maggior contenuto di sale.
Tipi di Diete Ipoproteiche
- La Dieta Ipoproteica standard apporta 0,6 g/kg/die di proteine, di cui almeno il 60% ad alto valore biologico, come, pesce e carne. Il fabbisogno energetico è garantito dai carboidrati (55-60 % dell’apporto energetico totale) e lipidi (30-35% dell’apporto energetico totale). Limitando gli alimenti ricchi di proteine e fosforo (come latticini e alimenti trasformati o con conservanti), la dieta è anche ipofosforica (600-700 mg/giorno), iposodica (5-6 grammi di sale da cucina). Nel contempo, aumentando l’assunzione di cibi di origine vegetale, interi, freschi o poco lavorati (frutta e verdura fresca, cereali e granaglie) questa dieta aggiunge i benefici derivanti dall’elevato apporto di fibre e alcali.
- La Dieta ipoproteica vegan con proteine complementari fornisce 0,7 g/kg di peso corporeo di proteine. È un’opzione quando non sono disponibili o accettati i prodotti aproteici. Per coprire il fabbisogno di aminoacidi essenziali si utilizzano combinazioni di cereali e legumi. Nel caso di una LPD vegana con l’assunzione di proteine non selezionate, si ricorre alla integrazione di aminoacidi essenziali e/o chetoacidi (Ketosteril®), nella misura di 1 cp. ogni 10 Kg di peso corporeo. I chetoacidi sono aminoacidi senza il gruppo aminico, che viene rimpiazzato da un atomo di calcio: nell’uomo è possibile la loro transaminazione al corrispettivo amino acido.
- La dieta a bassissimo contenuto proteico apporta 0.3-0.4 g/kg/die di proteine, esclusivamente vegetali e non selezionate, e per questo viene obbligatoriamente supplementata con aminoacidi essenziali e chetoacidi ((Ketosteril®, 1 compressa ogni 5 Kg di peso corporeo). Questo regime dietetico richiede grande motivazione e impegno da parte dei pazienti e dei care-giver, ed è solitamente limitato a pazienti selezionati con CKD molto avanzata e con elevata aderenza alle restrizioni dietetiche.
Controindicazioni delle Diete Ipoproteiche
Come per le terapie farmacologiche, anche per le diete ipoproteiche esistono controindicazioni assolute o relative. Le malattie acute gravi o condizioni di stress si caratterizzano per ipercatabolismo proteico, aumentando così il fabbisogno proteico e rappresentano per questo una controindicazione assoluta. Alti livelli circolanti di citochine e molecole proinfiammatorie aumentano il catabolismo proteico per far fronte all'evento acuto. In questi contesti, un basso apporto proteico può attenuare la risposta allo stress e aumentare la perdita di massa magra.
I disturbi del comportamento alimentare o una malnutrizione conclamata sono considerate controindicazioni assolute alla dieta ipoproteica. Tra le controindicazioni relative possono rientrare la maggior parte delle cosiddette barriere (economiche, culturali, mancanza di supporto familiare o sociale, …) all'implementazione della dieta ipoproteica, disturbi psichiatrici, diabete scarsamente controllato, trattamento cronico con steroidi, malattie gastrointestinali croniche, inclusi disturbi della masticazione e breve aspettativa vita.
Altre Raccomandazioni
- Bere tanta acqua.
- Ridurre la quantità di cibo.
- Limitare l’utilizzo di sale da cucina, aggiungere con moderazione sale a cibi già cotti, se necessario.
- Non fumare.
tags: #insufficienza #renale #cronica #dieta #consigliata