Dolicocolon: Cause, Sintomi e Approcci Terapeutici

Il dolicocolon, una condizione intestinale spesso sottovalutata, può influire significativamente sulla qualità della vita. In questo articolo informativo, esploreremo questa condizione patologica, analizzandone le possibili cause, i sintomi caratteristici e i rimedi disponibili. Approfondire questa condizione è fondamentale per coloro che ne sono affetti o ne sospettano la presenza.

Cos'è il Dolicocolon?

Il dolicocolon è una variazione anatomica del colon, che si traduce in un’elongazione eccessiva dell’organo. Dolicocolon significa letteralmente colon allungato. Questa particolare conformazione può influire sul transito intestinale, determinando sintomi e disagi.

Il dolicocolon o dolicomegacolon è rappresentato da un colon insolitamente lungo e ripiegato su sé stesso, formando ulteriori anse o curvature, tortuosità e attorcigliamenti. La ridondanza può interessare l’intero colon o può essere limitata a determinate aree come la flessura epatica, il colon trasverso o la flessura splenica, ma il colon distale, in particolare la regione del sigma è la più comunemente colpita.

In condizioni di normalità, il colon è lungo circa un metro e mezzo ed è contenuto all’interno della cavità addominale. Quando aumenta la sua lunghezza, le anse diventano più strette e si formano diverse “curve” per permettere al tratto in più di restare contenuto nello spazio a disposizione. Questa eccessiva lunghezza è generalmente congenita, ovvero presente fin dalla nascita: «Talvolta, anche se raramente, può essere associata al dolicomegacolon, una condizione patologica caratterizzata da un colon insolitamente lungo, ma anche largo».

La diagnosi di dolicocolon è spesso effettuata attraverso esami di imaging, come la colonscopia o la radiografia contrastografica del colon.

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Cause del Dolicocolon

Le cause specifiche del dolicocolon possono variare. In alcuni casi, la condizione può avere un’origine genetica, con una predisposizione ereditaria. Altre cause possono includere uno stile di vita sedentario, una dieta povera di fibre e l’assunzione insufficiente di liquidi. Alcuni studi suggeriscono anche una correlazione tra lo stress e il dolicocolon.

Molti studiosi si sono chiesti se il dolicocolon sia una variante anatomica congenita, oppure dovuto a una crescita anormale o a uno stiramento patologico. Alcuni ritengono che la crescita del colon sia associata all’attività fisica e al regime alimentare. Tuttavia è stata anche osservata una certa predisposizione familiare a questa condizione. Pertanto il dolicocolon è principalmente congenito, ma la sua funzionalità (che dipende dallo stile di vita) e il passaggio delle feci al suo interno (che dipende dal tipo di dieta) possono anche promuovere alcuni cambiamenti.

Sintomi del Dolicocolon

I sintomi del dolicocolon possono variare da persona a persona, ma alcuni segnali comuni includono:

  • Dolore addominale
  • Gonfiore
  • Stitichezza
  • Alterazioni del transito intestinale
  • Sensazione di pienezza addominale
  • Difficoltà nell’evacuazione
  • tipi di feci particolari

È importante sottolineare che i sintomi del dolicocolon possono spesso essere confusi con altre condizioni intestinali, sottolineando l’importanza di una diagnosi accurata.

Nella maggior parte dei casi, l'intetino lungo o dolicocolon è asintomatico e viene riscontrato casualmente durante qualche accertamento radiologico o endoscopico. Altre volte, invece, si associa a una stitichezza cronica ostinata: «Il contenuto intestinale staziona più a lungo nel colon, perché deve fare più strada. Siccome l’ultimo tratto di intestino ha il compito di assorbire acqua ed elettroliti, quel contenuto si disidrata eccessivamente durante la sua maggiore permanenza, per cui le feci diventano dure».

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Un colon allungato può essere spesso non fissato alla parete addominale e può oscillare liberamente all’interno dell’addome con un potenziale rischio di volvolo, ovvero un attorcigliamento del colon su sé stesso. Questa condizione rappresenta una situazione di emergenza che deve essere risolta al più presto da un chirurgo per evitare conseguenze gravi. In questo caso i sintomi sono rappresentati da gonfiore e dolori addominali molto forti non controllabili con i comuni analgesici.

A volte i sintomi possono sovrapporsi a quelli della sindrome del colon irritabile.

Diagnosi del Dolicocolon

Un dolicocolon dovrebbe essere sospettato se l’anamnesi raccolta dal medico rivela frequenti episodi di stitichezza, dolore addominale, distensione e defecazione difficoltosa, soprattutto quando i sintomi sono stati presenti sin dall’infanzia. Anche un esame obiettivo può accendere un campanello d’allarme, in particolare se vengono individuati un addome gonfio e la presenza di fecalomi all’esplorazione digito-rettale.

Tuttavia, questi sintomi possono anche derivare da disordini del colon puramente funzionali, per questo motivo molti pazienti con dolicocolon non ricevono una diagnosi corretta. Per confermare la diagnosi è necessario uno studio del transito del colon, un clisma opaco, una colonscopia oppure una TAC-colonscopia o colonscopia virtuale. Questo è essenziale per guidare la terapia.

A quel punto, per arrivare a una diagnosi certa, si possono prescrivere dei test strumentali, come la colonscopia, che può risultare fastidiosa in chi presenta un dolicocolon a causa della maggiore tortuosità del tratto da esplorare. Ecco perché l’endoscopista deve avere una buona manualità, facendo avanzare la sonda con una serie di manovre di avanti e indietro, sia per non arrecare disagio al paziente sia per evitare possibili complicanze, come la perforazione intestinale. In alternativa ci si può avvalere della colon-TAC con mezzo di contrasto, un’indagine radiologica che - seppure sia meno accurata della colonscopia tradizionale - può visualizzare la conformazione del colon e rilevarne una lunghezza atipica.

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Rimedi e Trattamenti per il Dolicocolon

Affrontare il dolicocolon richiede un approccio olistico che prenda in considerazione diversi aspetti contemporaneamente. I rimedi possono includere modifiche nella dieta, con un aumento dell’assunzione di fibre per migliorare la regolarità intestinale. L’incremento dell’apporto di liquidi è altrettanto cruciale. In alcuni casi, gli integratori di fibra possono essere raccomandati. L’adozione di uno stile di vita attivo, con regolare esercizio fisico, può contribuire a mantenere il transito intestinale.

L’unico trattamento per il dolicocolon consiste nella correzione della sua conseguenza principale, ovvero la stipsi. Questo si traduce innanzitutto in una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali, abbinata a un’abbondante idratazione, pari almeno a 1,5-2 litri di acqua al giorno. Qualora non sia sufficiente, si può ricorrere ai lassativi isosmotici che, rispetto alle formulazioni tradizionali, non danno assuefazione e non irritano l’intestino.

È importante sottolineare che la gestione di questa condizione patologica dovrebbe essere personalizzata, e le persone affette dovrebbero consultare il proprio medico per individuare il piano di trattamento più adatto.

Alimentazione e Dolicocolon

La dieta per chi soffre di dolicocolon dovrebbe garantire un buon livello di idratazione, preferendo l’acqua e moderando il consumo di tè, caffè e bevande alcoliche. È consigliato consumare frutta e verdura ricche di fibre e acqua, oltre a probiotici per riequilibrare il microbiota intestinale.

Alcuni si concentrano sulla dieta e consigliano l’utilizzo di cereali contenenti la buccia, così come il consumo di insalate, frutta cruda e verdure. Devono essere assunte grandi quantità di acqua (almeno 2 litri al giorno) ed è consentito un moderato uso di tè e caffè deboli, ma non bevande alcoliche.

In alcuni casi, per ridurre la sensazione di gonfiore e distensione addominale, può essere consigliata una dieta a basso contenuto di FODMAP.

Altri trattamenti

Molti studiosi suggeriscono di trattare la stitichezza con clisteri, olio minerale, altri lassativi, massaggio addominale, un corsetto di sostegno ed infine con sedativi.

In alcuni studi l’elettroterapia addominale è stata utilizzata sull’addome, proprio come una siesta pomeridiana, poiché i pazienti si sono stancati molto facilmente. Brevi passeggiate sono state consigliate come esercizio. Alla fine fu aggiunto anche un lieve sedativo.

In molti pazienti l’utilizzo di clisteri e di una dieta ad alto residuo può essere parte di un regime quotidiano e possono in questo modo godere di un relativo benessere.

In generale pazienti con stitichezza cronica e dolicocolon hanno miglioramenti nella loro qualità di vita da una dieta ricca di fibre integrata con buccia, sufficiente assunzione di acqua, un farmaco procinetico e attività fisica aerobica.

Quando è Indicato l'Intervento Chirurgico?

Un intervento chirurgico urgente può essere indicato in caso di volvolo. Tuttavia in molti casi questa condizione può essere risolta anche solo con una colonscopia urgente. Ad ogni modo questa è una situazione che necessita una valutazione medica urgente.

Molti chirurghi sono fortemente contrari all’intervento chirurgico in caso di dolicocolon. In alcuni studi si è registrata una mortalità fino al 20% e altri hanno dimostrato solo un leggero o nessun miglioramento dopo l’intervento di colectomia subtotale, ovvero asportazione di alcuni segmenti di colon.

Nei casi di stitichezza estrema refrattaria a qualsiasi tipo di trattamento medico e che può portare ad una vita invalidante o frequenti episodi di occlusione/subocclusione intestinale può essere indicato l’intervento chirurgico di colectomia totale o subtotale.

Esso consiste nell’asportazione di tutto o quasi tutto il colon sia per via tradizionale aperta o con tecnica mininvasiva o laparoscopia. La tecnica mininvasiva permette di asportare l’intero tratto di intestino interessato dalla patologia con piccole incisioni a livello addominale. Essa permette un rapido recupero post-operatorio con precoce ripresa delle attività quotidiane, minor dolore post-operatorio e diminuita incidenza di complicanze.

Il periodo post-operatorio può tuttavia essere caratterizzato da una non perfetta ripresa della canalizzazione intestinale che, in molti casi, può portare a molteplici episodi di diarrea durante la giornata. Questa condizione può richiedere diversi mesi per risolversi completamente o parzialmente.

Il Rapporto con lo Stress

Uno degli aspetti interessanti del dolicocolon è il suo possibile collegamento con lo stress. Alcune ricerche indicano che lo stress può influenzare la motilità intestinale e aggravare i sintomi della patologia. Approfondire questa connessione può essere utile per le persone che vivono con questa condizione.

Tipologie di Dolicocolon

Varie tipologie di dolicocolon:

Tratto da: Raahave D. Dolichocolon revisited: An inborn anatomic variant with redundancies causing constipation and volvulus.

  • Questa forma è caratterizzata da un ridotta motililità del colon e/o da un colon lungo e tortuoso (dolicocolon). In questo caso si ha una ridotta frequenza di evacuazioni con frequente emissione di feci dure o caprine. La terapia è solitamente rivolta ad aumentare la velocità del colon con lassativi irritanti oppure ridurre la consistenza delle feci (lassativi osmotici). Nei casi che non rispondono a terapia può essere necessario un intervento chirurgico per accorciare il colon o sospendere il retto.
  • Questa forma si caratterizza per la difficoltà all'evacuazione che spesso richiede molto tempo e fatica. Il sintomo principale è la sensazione di non essersi svuotati completamente dopo levacuazione e la necessità di evacuare più volte nella giornata o di aiutarsi manualmente. La terapia in questi casi dovrebbe sempre essere chirurgica anche se spesso si preferisce provare con un approccio conservativo a base di lassativi, clisteri e modifiche comportamentali e dietetiche.
  • Questa forma si caratterizza per l'alternanza di periodi di frequenti evacuazioni a periodi di stipsi ostinata. Attraverso un esame fisico si valuta la presenza di ingombro fecale, meteorismo, dolore, masse addominali, etc...
  • Questa forma è legata ad un rallentato movimento intestinale e/o ad un colon lungo e tortuoso.
  • Questa forma è legata ad un difficoltoso svuotamento del colon a causa di alterazioni anatomiche principalmente a livello del retto (prolasso, invalidazione, rettocele.....).
  • Questa forma si caratterizza per l'alternanza di periodi di frequenti evacuazioni a periodi di stipsi ostinata. Spesso si associa a dolori addominali, addome gonfio, meteorismo, difficile digestione e stanchezza cronica. La sindrome del colon irritabile è conosciuta anche con diversi nomi: sindrome dell'intestino irritabile, IBS (dall'inglese Irritable Bowel Disease), colite spastica, colite nervosa, colon iperattivo, colon spastico e colite mucosa. Non esiste una cura per il colon irritabile e la terapia è solo sintomatica ed è rivolta a minimizzare i sintomi disagevoli.

Intestino: Cos'è e Come Funziona

Per intestino si intende l’ultima porzione dell’apparato digerente, che inizia dopo lo stomaco e arriva fino all’ano. L’intestino ha un ruolo fondamentale nel processo di digestione. In particolare, grazie all'azione dei succhi enterici prodotti da ghiandole al suo interno, l'intestino tenue completa la digestione del cibo e inizia l'assorbimento dei nutrienti che esso contiene.

L’intestino crasso invece assorbe acqua ed elettroliti, oltre ad alcune vitamine prodotte dalla flora batterica presente al suo interno. Quindi provvede ad accumulare, degradare e spingere gli scarti non digeribili verso il retto, quindi li espelle dall’organismo attraverso il canale anale.

Il Microbiota Intestinale

L’intestino nello svolgimento delle sue funzioni è aiutato da un gran numero di microrganismi, appartenenti a centinaia di specie diverse, in parte originari dell'intestino stesso e in parte ambientali, che costituiscono il cosiddetto microbiota. Negli ultimi anni lo studio del microbiota intestinale ha permesso di individuarne l’importante contributo al mantenimento della nostra salute: oltre alla fondamentale funzione metabolica e nutrizionale, infatti, i batteri “buoni” hanno, da un lato, un ruolo determinante nel proteggerci dalla colonizzazione da parte di agenti patogeni attraverso molteplici meccanismi d’azione locale per cui formano una barriera protettiva e, dall’altro, influenzano fortemente il nostro sistema immunitario stimolandone la risposta in caso di attacco da parte di agenti nocivi e sostenendo l’attività antinfiammatoria.

Perché si dice che l’Intestino sia un "Secondo Cervello"?

L’intestino viene definito il “secondo cervello” per la presenza di milioni di neuroni e neurotrasmettitori che costituiscono di fatto un sistema nervoso intrinseco autonomo e gli consentono tanto di portare a termine i suoi compiti in maniera indipendente, quanto di integrare ed elaborare stimoli esterni e interni ricevuti dal corpo, interagendo con il sistema nervoso centrale attraverso uno scambio di informazioni mediato dai sistemi endocrino, immunitario e psiconeurologico. Ciò significa che i due cervelli si influenzano reciprocamente, determinando il nostro stato di benessere psico-fisico.

Quali sono le Principali Patologie che Interessano l’Intestino?

I disturbi intestinali più frequenti sono legati ad alterazioni della motilità intestinale come un intestino eccessivamente pigro oppure alla presenza di intenso meteorismo, cioè alla sensazione di pancia gonfia e distesa. In entrambi i casi, non è possibile individuare un unico fattore scatenante, ma diverse concause: stress emotivo, alimentazione, aerofagia, intolleranze.

Il Colon Irritabile

Molto diffusa è la sindrome del colon irritabile, o colite spastica come veniva definita alcuni anni fa, che comprende un insieme di sintomi e segni come dolore o “fastidio” addominale, generalmente associati ad un aumento del numero di scariche, e alla presenza di aria nella pancia”, sintomi estremamente fastidiosi che corrispondono ad un quadro di assoluta benignità. Infatti, in coloro che soffrono di colon irritabile, tutti gli accertamenti (esami del sangue, esami sulle feci, ecografie, colonscopia…) risulteranno normali.

Intestino Infiammaato

Anche nel caso di intestino infiammato possiamo ritrovare i sintomi sopradescritti oltre ad altri segni come febbre e/o presenza di sangue nelle feci ad occhio nudo ma, diversamente, si possono riscontrare delle alterazioni agli esami diagnostici.

Malattie Infiammatorie Intestinali

Esistono poi le cosiddette malattie infiammatorie intestinali (MICI morbo di Crohn, Retto Colite ulcerosa) che interessano soprattutto i giovani e che rappresentano delle malattie che necessitano di una terapia cronica specifica con controlli ambulatoriale e strumentali per tutta la vita.

Polipi Intestinali

Altra patologia di frequente riscontro sono i cosiddetti polipi intestinali, cioè delle piccole protuberanze dell’intestino, che compaiono maggiormente dopo i 50 anni e che, se non vengono rimosse, anche in paziente asintomatici si accrescono e possono degenerare in tumori. Per tali motivi la colonscopia rappresenta ad oggi l’esame di prima scelta per la prevenzione del tumore del colon retto: è consigliata a partire dai 50 anni, anche in persone asintomatiche; tuttavia può essere anticipata laddove esistano delle familiarità per polipi o tumori colici. L’asportazione dei polipi avviene nell’immediato quasi sempre. Solo eccezionalmente, e per lo più quando i polipi sono di grande dimensioni, la rimozione viene rinviata ad una successiva procedura dedicata.

Appendicite

L’appendicite è una infiammazione a carico dell’appendice che può insorgere acutamente o svilupparsi nel tempo, cronicamente. Può verificarsi in tutte le età della vita, anche se più frequentemente colpisce l’infanzia e l’adolescenza. Si verifica in seguito all’ostruzione del lume dell’appendice che può essere provocata da molteplici fattori come l’accumulo di muco nel suo lume, l’aumento di volume dei follicoli linfatici che la circondano e anche da residui alimentari che ostruiscono il lume. In Italia ogni anno vengono operati di appendicectomia circa 70.000 pazienti. In quasi tutti i casi il sintomo predominante è il dolore addominale. Nelle fasi iniziali il dolore può essere mal definibile, e si localizza a livello della bocca dello stomaco o attorno all’ombelico, spesso accompagnato da nausea, vomito, febbricola e malessere generale. La terapia per l'appendicite è chirurgica, e consiste nell'asportazione dell'appendice infiammata con tecniche di chirurgia mininvasiva e laparoscopica.

Intestino in Salute: Come Prendersene Cura?

È fondamentale prendersi cura del proprio intestino. Scegliendo cibi sani e nutrienti, con un ridotto apporto di grassi saturi e nella maggior varietà possibile, associando un adeguato introito di acqua ed un regolare esercizio fisico. Per i disturbi intestinali, non sempre esiste una singola cura ma una serie di accorgimenti dietetico-alimentari e terapie mediche possono alleviarli in modo efficace. Ci sono cibi che indubbiamente creano maggiori disagi all’intestino creando gonfiori e dolori addominali il cui apporto può quindi valer la pena ridurre. Tra questi bisogna ricordare: bevande gasate; zuccheri; legumi, latte e derivati; alcune verdure (broccoli, cavoli, cipolle, lattuga ecc). A tale proposito è da anni ormai consolidata la dieta a basso contenuto di FODMAP (Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli) carboidrati scarsamente assorbibili dall’intestino tenue. L’assunzione per via orale dell’ enzima lattasi poco prima del pasto contenente lattosio, può essere un valido aiuto per eliminare i disturbi correlati all’intolleranza dello stesso. I probiotici infine contribuiscono in modo efficace a riequilibrare la flora batterica, mentre le fibre hanno ottime capacità per favorire il transito intestinale.

Come è Fatto l’Intestino Umano?

L’intestino è suddiviso in due parti: l’intestino tenue e l'intestino crasso, a loro volta suddivisi in tratti.

Intestino Tenue

L’intestino tenue, che misura all’incirca 6 metri, con grosse differenze da persona a persona, si presenta come un tubo flessibile, di larghezza variabile nei diversi tratti, ripiegato su se stesso. La superficie interna dell'intestino tenue è a sua volta disposta in pieghe o pliche circolari e rivestita da villi: piccole strutture sporgenti a forma di cono o lamelle che permettono di aumentare quanto più possibile la superficie assorbente.

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