L'intolleranza alle proteine del latte è una reazione avversa che può manifestarsi a qualsiasi età, ma è particolarmente comune nei neonati e nei bambini piccoli. È importante distinguere tra allergia alle proteine del latte e intolleranza al lattosio, poiché le cause, i sintomi e la gestione sono differenti.
Sintomi dell'Intolleranza alle Proteine del Latte
L'allergia al latte è più precisamente definita come allergia alle proteine del latte ed è l'allergia alimentare più comune nei neonati. Quando viene innescata una reazione allergica, il sistema immunitario percepisce le proteine del latte (di solito la beta-lattoglobulina) come materiale estraneo e crea anticorpi per combatterle, innescando il rilascio di sostanze chimiche come l'istamina.
Anche se solitamente i sintomi insorgono nelle prime settimane dopo la nascita del bambino, può anche capitare che si verifichino mesi dopo perché il corpo del neonato può impiegare del tempo per reagire all'esposizione alle proteine. Il bambino che sta avendo una reazione allergica può diventare irritabile e può sembrare inconsolabile per via dei sintomi molto fastidiosi che insorgono dopo l'assunzione del latte.
I sintomi possono variare da lievi a gravi e possono includere:
- Diarrea
- Infiammazione allo stomaco
- Crampi
- Vomito o rigurgiti eccessivi
- Sangue nelle feci
Le sensibilità ai latticini o alla soia, per esempio, sono più comuni di una vera e propria allergia al latte, anche se possono mostrare gli stessi sintomi, come irritabilità e piccole macchie di sangue nelle feci.
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Molto raramente può verificarsi una situazione d'emergenza chiamata anafilassi che richiede cure mediche immediate a un'iniezione di adrenalina.
La APLV sembra avere un incidenza maggiore nel primo anno di vita, con una prevalenza fino al 3% nei lattanti. In rari casi i bambini allattati al seno possono sviluppare i sintomi della APLV dovuti al passaggio nel latte materno delle proteine del latte vaccino. I sintomi della APLV vanno dalle coliche e reflusso alla stipsi, diarrea e pianto, rendendo la diagnosi veramente complessa.
Le reazioni più lente, invece, sono causate da meccanismi non dipendenti dalle IgE, ma prodotte da alcune cellule del sistema immunitario (linfociti). Oggi l’espressione allergia alimentare è estesa a tutte le forme il cui meccanismo sottostante coinvolga qualunque elemento del sistema immunitario.
Diagnosi dell'Intolleranza alle Proteine del Latte
Per diagnosticare l'allergia alle proteine del latte è possibile che il medico prescriva l'esecuzione di analisi del sangue specifiche per ricercare i segni di allergia nel sistema del bambino. Particolare attenzione va prestata in caso di familiarità per questa o altre forme allergiche: in questo caso si consiglia cautela nella somministrazione di latti diversi da quello materno.
Il riferimento per i genitori è il pediatra di libera scelta, quasi sempre in grado di completare l’iter diagnostico. Una volta visitato il bambino e ricostruita la storia (allergica) familiare, il primo passo prevede che venga eseguito il prick test, nel quale una goccia di alimento viene messa a contatto con la pelle per verificare la presenza di una reazione cutanea. Solo in casi selezionati può essere necessario valutare la presenza nel sangue delle immunoglobuline tipiche degli allergici (IgE. immunoglobuline E). Tuttavia, per la certezza della diagnosi è necessario il test di provocazione orale.
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Il test di provocazione orale prevede la somministrazione dell’alimento «sospetto» sotto il controllo del medico: sia per valutare i sintomi che compaiono subito dopo sia per far fronte a eventuali complicanze (talora anche gravi). A determinare la reazione immediata dopo l’ingestione di un alimento sono le IgE, anticorpi che si attivano contro la componente non tollerata di un alimento. Nel caso del latte vaccino, le proteine in questione sono tre: la caseina (la più reattiva), l’alfa-lattoalbumina e la beta lattoglobulina.
Ad ogni modo una bassa percentuale di bambini continua ad avere problemi con le proteine del latte a lungo termine, mentre la maggior parte supera la condizione quando raggiungono i 18 mesi o i due anni e l'allergia alle proteine del latte negli adulti si manifesta difficilmente perché la tolleranza verso questi allergeni migliora notevolmente con l'età.
Trattamento dell'Allergia alle Proteine del Latte
Le reazioni allergiche sono molto pericolose, specialmente nei bambini piccoli, per questo è consigliabile escludere completamente tutti i latticini dalla dieta del bambino e della madre in allattamento e ricorrere a prodotti alternativi, secondo le indicazioni del pediatra. I sintomi dell'allergia alle proteine del latte possono essere curati, se lievi, con la somministrazione di antistaminici (sempre secondo il giusto dosaggio consigliato dal medico), mentre in casi più gravi, come l’anafilassi, può essere necessaria un’iniezione di adrenalina.
Solitamente le indicazioni del medico prevedono la somministrazione di una formula ipoallergenica (idrolizzata) o una a base di aminoacidi e se il tuo bambino assume latte in polvere tradizionale, il passaggio a una di queste alternative dovrebbe migliorare i suoi disturbi dopo circa due settimane. Nei casi più gravi è addirittura possibile che venga interrotta del tutto l'alimentazione in favore della somministrazione di nutrimento per via endovenosa fino a quando non è sicuro reintrodurre lentamente latte artificiale specifico o latte materno libero dall'assunzione di proteine del latte.
Per i primi sei mesi di vita del bambino, si raccomanda esclusivamente l’allattamento al seno. La dieta di esclusione ha comunque quasi sempre un inizio e una fine. Entro i 3 anni di vita, 9 bambini su 10 risolvono il problema e possono tornare a consumare il latte vaccino, i suoi derivati e i prodotti che lo contengono come ingrediente. La conferma la si ha sottoponendo nuovamente il bambino al prick test e al test di provocazione orale.
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Intolleranza al Lattosio: Sintomi e Diagnosi
I disturbi addominali del bambino (mal di pancia, coliche, vomito e diarrea) non significano necessariamente che abbia un'allergia al latte; potrebbe infatti trattarsi di intolleranza (o sensibilità) al lattosio.
L'intolleranza al lattosio, in particolare, è dovuta alla mancanza totale o parziale dell'enzima lattasi, necessario per la digestione del lattosio. Nello specifico questo enzima è necessario per separare i due zuccheri semplici che compongono il lattosio e sono più facilmente assimilabili: il lattosio arriva dunque integro nell'intestino e, attaccato dalla flora batterica, porta alla formazione di gas che portano i fastidiosi sintomi di questa intolleranza.
I sintomi di intolleranza al lattosio sono diversi in base all'individuo e al deficit di lattasi, e compaiono dopo l'ingestione di alimenti che lo contengono a partire da mezz'ora entro circa due ore. I più frequenti sono:
- Crampi addominali
- Dolori allo stomaco
- Gonfiore
- Flatulenza
- Diarrea
- Meteorismo
- Nausea o vomito
La diagnosi di intolleranza al lattosio è solitamente semplice: il Breath Test è un esame semplice e senza effetti collaterali. Dopo aver somministrato per via orale una determinata dose di lattosio, si rileva la quantità di idrogeno espirato dal paziente attraverso un apposito respiratore tenuto sulla bocca: dal momento che il lattosio non scisso ha come effetto un aumento eccessivo di gas è possibile rilevare il grado di intolleranza.
Gestione dell'Intolleranza al Lattosio
Una volta ottenuta la diagnosi il trattamento dell'intolleranza è facile: è sufficiente passare a latte in polvere senza lattosio oppure, secondo le indicazioni del medico, evitare l'assunzione di latticini da parte della mamma se sta allattando e passare invece all'assunzione di prodotti sostitutivi. Ad esempio bevande vegetali o latte delattosato, artificialmente addizionato con l'enzima lattasi in modo da favorire la corretta digestione. Nel caso del bambino va posta un'attenzione particolare alla crescita e all'apporto di calcio in caso di esclusione totale dei derivati del latte dalla dieta.
Alternative senza Latticini per una Dieta Sana
Per una dieta sana, qualora si soffra di sensibilità alle proteine del latte, è necessario consultare un professionista che possa assisterci nel passaggio a una dieta priva di latticini. Oltre a fare attenzione alle etichette, tendenzialmente i prodotti per vegani sono prive delle proteine che causano il disturbo.
Altre alternative possibili sono:
- Formaggi e dolci vegani;
- Bevande a base di mandorle, soia o riso (se non si è intolleranti al riso);
- Yogurt vegetali;
- Formaggi vegetali privi di proteine del latte;
- Legumi.