Intossicazione da Proteine: Sintomi, Cause e Rimedi

Le intossicazioni alimentari, definite anche tossinfezioni, sono infezioni o infiammazioni gastrointestinali acute causate dal consumo di cibi o bevande contenenti diversi agenti patogeni, solitamente batteri, virus, parassiti, oppure da sostanze velenose di natura chimica ingerite per errore, o perché se ne ignora la pericolosità.

Cause delle Intossicazioni Alimentari

L'intossicazione alimentare propriamente detta concerne gli effetti causati dalle tossine, cioè le sostanze tossiche prodotte dall'agente patogeno, per cui i sintomi da avvelenamento scatenati nell'organismo sono da imputare specificamente ad esse. Se l'agente che produce le tossine è contenuto in un alimento inquinato e riesce a stabilirsi nell'apparato digerente, si può parlare più propriamente di infezione alimentare.

Schematicamente possiamo definire:

  • Infezioni alimentari: quelle causate da microrganismi patogeni.
  • Intossicazioni alimentari: quando causate da tossine.
  • Tossinfezioni: quando la causa è la sintesi delle due, cioè batteri e tossine insieme.

La contaminazione degli alimenti può avvenire in vari modi, come attraverso le mani sporche durante la loro manipolazione, o deponendo i cibi su superfici di lavoro inquinate e poco pulite, o usando attrezzi come taglieri o coltelli sporchi. Alimenti consumati crudi o poco cotti costituiscono inoltre un rischio maggiore, perché possono essere contaminati all'origine.

Prevenire le Intossicazioni Alimentari

Per prevenire le intossicazioni alimentari sono fondamentali le indispensabili norme igieniche, che possiamo riassumere in 5 punti basilari:

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  1. Lavarsi spesso le mani, specialmente prima di manipolare gli alimenti, e rilavarle di frequente durante la manipolazione.
  2. Separare gli alimenti crudi da quelli cotti: carne, pollame, pesce crudo devono essere separati da altri cibi.
  3. Mantenere gli alimenti alla giusta temperatura: non lasciare i cibi cotti a temperatura ambiente per più di due ore, meglio riporli nel frigorifero se l'ambiente è caldo.
  4. Cuocere bene gli alimenti: cuocere completamente per un tempo adeguato gli alimenti, in particolare carne rossa, pollame, uova, pesce, poiché gli alimenti crudi possono essere causa di intossicazione.
  5. Utilizzare acqua e materie prime sicure; lavare accuratamente frutta, verdura e ortaggi, specie quelli da consumare crudi.

Sintomi delle Intossicazioni da Cibo

I principali sintomi di una intossicazione alimentare si possono presentare a breve termine dopo l'ingestione di un alimento contaminato, oppure a distanza di tempo, a volte giorni, o anche settimane, a seconda dell'agente infettante e della tossina da esso prodotta. I sintomi più comuni vanno dal vomito, alla diarrea con dolori addominali crampiformi, a volte accompagnati da febbre e brividi.

Se i sintomi persistono per più di qualche ora è sempre opportuno consultare il medico. Quando l'intossicazione è causata dalla tossina botulinica è indispensabile rivolgersi immediatamente a una struttura sanitaria, poiché è estremamente pericolosa.

Rimedi Naturali contro le Intossicazioni Alimentari

Oltre all'osservanza scrupolosa delle norme igieniche nella preparazione degli ingredienti, è opportuno aumentare la quota di liquidi ingeriti giornalmente per incrementare la diuresi e favorire la depurazione mediante l'emuntorio renale, oltre a reidratare l'organismo, specie se l'intossicazione ha causato diarrea che può aver contribuito a disidratarlo.

Consigliato il consumo di tisane e infusi detossinanti e drenanti, varie tipologie di tè, come il tè nero classico, il tè verde, e il tè Bancha, un particolare tè verde giapponese dalle particolari proprietà depurative e antiossidanti. In caso di diarrea, sono inoltre consigliati prodotti naturali utili per contrastarla, rispettando e riequilibrando la funzionalità dell'intestino, a base di estratti vegetali come Agrimonia, Mirtillo nero, Sambuco, Limone.

Si può inoltre coadiuvare l'eventuale terapia prescritta con l'assunzione di fitoterapici che contribuiscano ad alleggerire il lavoro di depurazione del fegato dalle tossine, per favorire la loro eliminazione. La pianta di elezione per supportare la disintossicazione epatica e facilitare la rigenerazione dell'epatocita (la cellula epatica) è indubbiamente il Cardo mariano.

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Intolleranza alle Proteine del Latte

L’intolleranza alle proteine del latte è una forma di allergia nei confronti delle proteine del latte. A differenza delle altre intolleranze alimentari questa è, appunto, una vera e propria forma di allergia che tuttavia tende a scomparire nel tempo. È infatti maggiormente presente nei bambini sotto i tre mesi di età, e normalmente tende a scomparire. Solo raramente l’intolleranza alle proteine del latte persiste negli adulti.

Sintomi dell'Intolleranza alle Proteine del Latte

  • Sintomi gastrointestinali, come gonfiore e flatulenza, vomito, nausea, reflusso, crampi e coliche addominali e sangue nelle feci.
  • Sintomi dermatologici, come eczemi, acne o comparsa di rossore e macchie rosse sulla pelle.
  • Sintomi respiratori, come difficoltà respiratorie accompagnate da tosse e respiro sibilante.

Nei casi più gravi si rischia lo shock anafilattico, e per questo è necessario rivolgersi tempestivamente ad un medico, soprattutto qualora il soggetto affetto sia un infante o un bambino molto piccolo.

Cause e Fattori di Rischio dell'Intolleranza alle Proteine del Latte

  • L’età: i bambini molto piccoli sono maggiormente a rischio.
  • Allattamento con latte artificiale: i neonati che non vengono allattati con latte naturale sarebbero maggiormente soggetti a sviluppare l’intolleranza.
  • Familiarità genetica.

Diagnosi dell'Intolleranza

Qualora si sospetti un’intolleranza, è necessario rivolgersi ad un medico che effettuerà dei test appositi. È particolarmente importante sottoporre a dei test per l’ intolleranza alle proteine del latte un neonato che ha manifestato una sintomatologia sospetta.

Alternative senza Latticini per una Dieta Sana

  • Formaggi e dolci vegani;
  • Bevande a base di mandorle, soia o riso (se non si è intolleranti al riso);
  • Yogurt vegetali;
  • Formaggi vegetali privi di proteine del latte;
  • Legumi.

Gestire l'Intolleranza alle Proteine del Latte: Consigli Pratici

Per gestire l’intolleranza alle proteine del latte occorre evitare il contatto con le stesse, escludendo di conseguenza latte e derivati dalla dieta. Il consiglio principale è di controllare con attenzione le etichette degli alimenti in quanto, come abbiamo visto, spesso sono presenti anche all’interno di alimenti all’apparenza “insospettabili”.

Differenza tra Intolleranza al Lattosio e Allergia al Latte

L’intolleranza al lattosio o allergia al lattosio non riguarda le proteine, ma il lattosio: uno zucchero contenuto all’interno del latte. I disturbi in alcuni casi sono simili e i sintomi sono fastidiosi ma tendenzialmente innocui, può essere individuata con il test del respiro e, a differenza dell’allergia alle proteine del latte non tende a sparire con l’età.

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Impatto dell'Intolleranza alle Proteine del Latte sui Bambini

Nei bambini, soprattutto se molto piccoli, l’intolleranza alle proteine del latte può avere un impatto importante, ma, come accennato, nella maggior parte dei casi passeggero. Normalmente occorre fare attenzione perché il piccolo non venga esposto alle proteine del latte, in quanto potrebbe causare disagi importanti e, in alcuni casi, rallentamento della crescita.

Eccesso di Proteine: Quando Sono Troppe?

La dose di assunzione giornaliera raccomandata per adulto è di 0.8 g di proteine per kg di massa corporea. C’è eccesso di proteine quando vengono assunte oltre 2 g di proteine per kg di peso al giorno. Assumere troppe proteine per un lungo periodo potrebbe esporti al rischio di gravi effetti indesiderati, come l'aumento del rischio di osteoporosi.

Proteine in Polvere: Effetti Collaterali

Molti sportivi preferiscono non assumere proteine in polvere per via di effetti collaterali intestinali sperimentati dopo l’assunzione di uno shaker proteico. L’utilizzo delle proteine in polvere non è quindi di per sé causa di gonfiore addominale o diarrea, questi disturbi possono presentarsi se non si stabilisce una corretta strategia di integrazione che tenga conto della quantità di proteine da assumere, del timing dell’assunzione e dell’eventuale intensità e durata dell’allenamento in prossimità dell’assunzione.

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