Questa guida è il risultato di un grande lavoro editoriale da parte del team Isomed, ed è stata validata dal nostro Direttore Medico Scientifico, il dott. Roberto Maugeri, medico chirurgo con una lunga esperienza clinica nella gestione dell’obesità e delle patologie metaboliche. Autore di numerosi articoli scientifici e relatore in convegni nazionali e internazionali, il dott. Si tratta, con tutta probabilità, della guida più completa e ricca di informazioni sulla dieta chetogenica oggi disponibile in lingua italiana. Il nostro obiettivo è fare definitiva chiarezza su uno dei protocolli nutrizionali più discussi e promettenti degli ultimi anni.
Cos'è la Dieta Chetogenica VLCKD?
La dieta chetogenica a contenuto energetico molto basso (VLCKD, Very Low Calorie Ketogenic Diet) è un trattamento dietetico a scopo terapeutico, caratterizzato da un apporto calorico estremamente ridotto, una forte limitazione dei carboidrati (meno di 50 g al giorno), una restrizione dei grassi (10-15 g/die sotto forma di olio extravergine d’oliva) e un apporto normoproteico controllato, tra i 65 e i 90 grammi di proteine ad alto valore biologico.
Negli ultimi decenni, la dieta chetogenica VLCKD ha guadagnato un ruolo sempre più centrale nel trattamento non solo dell’obesità e del sovrappeso, ma anche di numerose patologie correlate.
Le Origini Storiche della Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica ha radici profonde nella medicina clinica, dove inizialmente trovò impiego nel trattamento dell’epilessia. Tuttavia, è solo verso la metà degli anni ’70 che il professor George Blackburn dell’Università di Harvard, considerato il padre della moderna Very Low Calorie Ketogenic Diet (VLCKD), iniziò a definire in maniera sistematica i principi di quella che allora veniva descritta come “digiuno con risparmio proteico”.
All’epoca, il problema dell’obesità e del sovrappeso non era ancora così diffuso come oggi, ma cominciava a emergere con una certa urgenza. Nell’immaginario collettivo, i carboidrati sono da sempre considerati la fonte primaria di energia per l’organismo umano, e la loro presenza è stata ritenuta essenziale. Tale convinzione era spesso rafforzata anche da osservazioni cliniche: i pazienti sottoposti a diete povere di carboidrati riferivano frequentemente fame, debolezza, affaticamento e calo dell’attenzione.
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Blackburn, ben consapevole di queste problematiche, ebbe un’intuizione che si rivelò geniale. Una delle domande chiave che si pose riguardava le popolazioni Inuit del Canada e delle regioni artiche dell’Alaska: come potevano mantenersi in ottima forma fisica e godere di un senso di benessere, in ogni condizione climatica e lavorativa, pur seguendo un’alimentazione priva di carboidrati? La risposta non risiedeva in una particolare predisposizione genetica.
Schwatka, nei suoi diari, racconta di essere partito dalla baia di Hudson con scorte alimentari sufficienti per un solo mese, riuscendo a farvi ritorno un anno dopo, insieme a tutta la spedizione, dopo aver percorso tremila miglia a piedi tra neve e tundra. Oggi sappiamo che gli effetti dell’alimentazione degli eschimesi non erano frutto del caso, ma il risultato di un meccanismo fisiologico ereditato da milioni di anni di evoluzione nei mammiferi: la chetogenesi.
Blackburn ha avuto il merito di riconoscere i vantaggi della produzione di corpi chetonici, definendo i principi per riprodurre in modo controllato questo meccanismo fisiologico all’interno di un protocollo dietetico medicalizzato, preciso ed efficace. Ha inoltre lavorato per stabilire in modo rigoroso il fabbisogno proteico necessario a prevenire la perdita della massa magra durante la fase di dimagrimento.
I Principi Fisiologici della Dieta Chetogenica
Non esiste attualmente un programma dietetico così approfonditamente studiato e supportato da una così ampia letteratura scientifica internazionale. I principi fisiologici alla base della dieta chetogenica sono relativamente semplici. Quando il glucosio introdotto con la dieta è presente in quantità sufficienti, esso rappresenta il substrato energetico preferenziale della maggior parte dei tessuti.
Una dieta con un contenuto estremamente ridotto di zuccheri (tra i 30 e i 50 g/die) e grassi (circa 10-15 g di olio extravergine d’oliva) - come avviene nel protocollo chetogenico - determina una riduzione dei livelli di insulina e un aumento del glucagone. L’adozione di un protocollo VLCKD, con un apporto glucidico non superiore ai 50 g/die, provoca nelle prime ore una lieve riduzione della glicemia, che stimola la secrezione di glucagone.
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A partire da quel momento, il fabbisogno energetico dell’organismo è soddisfatto grazie all’utilizzo dei trigliceridi accumulati nel tessuto adiposo e alla gluconeogenesi. Contrariamente a quanto si pensi, i corpi chetonici non sono dannosi per l’organismo. Durante il dimagrimento, una parte degli amminoacidi viene comunque utilizzata a scopo energetico.
Il Ruolo Chiave dei Corpi Chetonici
I corpi chetonici rappresentano un substrato energetico alla pari di zuccheri e grassi. Dal momento che gli acidi grassi non possono superare la BEE, in condizioni di digiuno prolungato o scarso apporto alimentare - situazioni ricorrenti nell’evoluzione umana - l’unica possibilità per alimentare il metabolismo cerebrale sarebbe stata quella di produrre glucosio a partire da glicerolo (derivato dalla degradazione dei trigliceridi) e amminoacidi delle proteine corporee.
Tuttavia, un simile meccanismo, prolungato nel tempo, avrebbe causato una significativa perdita di massa magra, compromettendo l’efficienza muscolare e cardiaca. L’acquisizione della capacità di utilizzare i corpi chetonici come fonte energetica anche per il cervello ha rappresentato un passaggio evolutivo cruciale, perché ha permesso di sfruttare l’energia accumulata negli acidi grassi liberi durante il digiuno, preservando la massa magra.
Dal punto di vista fisiologico, il principale fattore che regola la produzione dei corpi chetonici è il contenuto di glicogeno epatico, il cui compito è mantenere stabile la glicemia. Quando l’apporto di carboidrati scende sotto i 50 g/die, si verifica un abbassamento della glicemia, con conseguente riduzione dell’attività insulinica e aumento del glucagone.
Segue un ulteriore calo della glicemia, che riduce il rapporto insulina/glucagone, dando avvio all’attivazione del catabolismo dei trigliceridi. Contrariamente a un pregiudizio ancora diffuso, i corpi chetonici non sono tossici per l’organismo. La chetogenesi, in soggetti sani, non è pericolosa.
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I Pilastri Fondamentali della Dieta Chetogenica
- Il primo elemento chiave è la limitazione dell’assunzione di carboidrati, che non deve superare i 50 g al giorno. Non bisogna temere che una simile restrizione possa causare ipoglicemia o ridurre la capacità di svolgere le attività quotidiane: i glucidi sono solo una delle tante fonti energetiche disponibili.
- Il secondo pilastro è rappresentato dal corretto apporto di proteine ad elevato valore biologico.
- Il terzo aspetto cruciale è la limitazione dei grassi alimentari.
Le fibre vegetali sono fondamentali per completare il senso di sazietà e per regolarizzare la funzione intestinale, prevenendo la stipsi.
Vantaggi della Dieta Chetogenica VLCKD
La dieta chetogenica a contenuto energetico molto basso (Very Low Calorie Ketogenic Diet) ha assunto negli ultimi cinquant’anni un ruolo centrale nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso, nonché nella gestione di numerose patologie associate. La produzione controllata dei corpi chetonici permette un dimagrimento fisiologico e senza difficoltà.
Uno dei principali ostacoli nelle diete tradizionali è la lentezza dei risultati. Molti pazienti apprezzano la possibilità di seguire la dieta anche fuori casa, senza pesare gli alimenti o stravolgere le proprie abitudini. Il raggiungimento degli obiettivi è strettamente legato al miglioramento della fiducia in sé stessi, con una riduzione del rischio di abbandono della dieta. Un apporto mirato di proteine ad alto valore biologico garantisce la conservazione della massa magra, essenziale per il mantenimento del metabolismo basale.
L’effetto ipoglucidico della dieta riduce la stimolazione insulinica. Le fibre collagene, principali componenti proteici della pelle, necessitano di aminoacidi specifici per il loro turnover. Anche dal punto di vista psicologico la VLEKT presenta alcuni vantaggi che consentono una migliore tolleranza dello “stare a dieta”.
La rapidità nella perdita di peso rafforza la motivazione ed evita quello scoraggiamento che spesso accompagna un dimagrimento lento e faticoso. L’assenza della fame non innesca il senso di deprivazione e non genera quel malessere che normalmente si accompagna alle restrizioni alimentari, sia sul piano fisico che su quello emotivo.
Nel corso della dieta non si registrano alterazioni dell’umore, anzi, compare una diffusa sensazione di benessere che contribuisce a mantenere l’equilibrio psico-emotivo, a rinforzare la fiducia in sé stessi e a sostenere la motivazione nel tempo. È prevista inoltre una fase di transizione, durante la quale si consolidano i risultati ottenuti e si rafforza l’abitudine al nuovo stile alimentare, offrendo al paziente la serenità di poter mantenere il peso raggiunto.
Il Protocollo Isomed: un Approccio Consolidato
Il protocollo della dieta normoproteica ISOMED appoggia su basi scientifiche consolidate da ormai 50 anni. Completa il protocollo il Professor Bjorntorp in una sua pubblicazione nella rivista Lancet. Nel 2003 la dieta proteica VLKCD viene posizionata come terapia di prima intenzione in Finlandia nel programma di prevenzione dell’obesità associata a fattori di rischio (dislipidemia, ipertensione, intolleranza al glucosio e diabete di tipo 2). Nel 2014 l’associazione italiana dietetica e nutrizione clinica valida il protocollo della dieta chetogenica per il trattamento dell’obesità.
Le Fasi del Protocollo Isomed
1° fase: DIMAGRIMENTO
Questa fase consente di raggiungere rapidamente il peso desiderato senza fame e stanchezza grazie alla chetogenesi controllata. Tale fase è caratterizzata da una dieta ipolipidica (15-20 g di grassi mono e poli insaturi al giorno), ipoglucidica (30-50 g di carboidrati al giorno), normoproteica (da 1 a 1,5 g per chilo di peso teorico).
2° fase: TRANSIZIONE
Questa fase consente di consolidare i risultati ottenuti nella fase di dimagrimento. In transizione vengono reinseriti gradualmente, sia quantitativamente e sia qualitativamente, tutti gli alimenti con indice glicemico medio-basso al fine di rialzare il metabolismo e scongiurare un’oscillazione della secrezione insulinica fautrice della lipogenesi.
In conclusione, il moderno protocollo VLCKD offre oggi un’opportunità per riscoprire il cibo in un modo completamente nuovo, ponendo l’accento sulla qualità degli alimenti e sulla consapevolezza nutrizionale. Che tu sia alla ricerca di una perdita di peso sostenibile, di miglioramenti nella gestione del diabete, o semplicemente di un cambiamento verso uno stile di vita più sano, la dieta chetogenica VLCKD può essere la tua alleata.
Easydietweb è lieta di annunciare la sua nuova collaborazione con Isomed, un’azienda specializzata nella produzione di alimenti e integratori per le diete chetogeniche. Gli alimenti e gli integratori di Isomed sono stati appositamente formulati per la dieta chetogenica, all’interno del proprio laboratorio di Produzione “ Isofood “a 20 Km dall’azienda.
Inoltre, grazie alla collaborazione con Isomed, gli utenti di Easydietweb avranno accesso a una vasta gamma di prodotti, tra cui snack, bevande, integratori e altri alimenti specifici per la dieta chetogenica. In conclusione, la collaborazione tra Easydietweb e Isomed rappresenta un’opportunità unica per tutti coloro che desiderano seguire una dieta chetogenica in modo facile, sano ed equilibrato.
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