Via S.
Aprire una locanda con cucina vegana a soli 7 chilometri da Varzi, patria del salame? Sembra un’impresa provocatoria, ma è esattamente quello che hanno fatto Maria e Davide, una coppia che ha scelto di lasciare Milano per dare vita a un progetto fuori dagli schemi.
Oggi, La Cena di Pitagora è un ristorante vegano con locanda immerso nella tranquillità di San Ponzo Semola, un paesino incastonato tra boschi e colline in provincia di Pavia, dove il salame si fa da sempre re.
Maria, originaria del pavese, e Davide, milanese doc, hanno sempre sognato di lasciare la città per abbracciare una vita più semplice e a contatto con la natura.
Prima di dedicarsi alla ristorazione, Davide era tassista e Maria lavorava come assistente di un artista.
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Spinti dalla voglia di cambiare, nel 2013 hanno trasformato quel sogno in realtà, acquistando una bellissima cascina dei primi del ‘900 e aprendo l’associazione culturale La Cena di Pitagora a San Ponzo.
Un luogo che già conoscevano, dove scappavano ogni volta che ne avevano la possibilità, poi è diventata la loro casa quando hanno lasciato definitivamente i loro precedenti lavori.
Organizzavano eventi, laboratori e conferenze, mentre nei fine settimana cucinavano menù vegani per i soci.
Un'Esperienza Culinaria Vegana Unica
Per Maria e Davide, la cucina vegana non è solo una scelta di vita etica, ma anche una continua fonte di ispirazione e sperimentazione.
Diventati vegani più di 13 anni fa, quando questa dieta era ancora poco conosciuta in Italia, si sono dovuti formare leggendo libri e materiali provenienti dall’estero, soprattutto dagli Stati Uniti.
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Maria, la cuoca, è una grande appassionata di fermentazione. “Per noi è una tecnica molto importante, che ci aiuta ad ampliare la gamma di sapori e crearne di più complessi”.
Tra i loro ultimi esperimenti c’è il kechek, bulgur fermentato che diventa una specie di formaggio.
La Cena di Pitagora propone un unico menù degustazione vegano di 4 portate a 32€ che cambia ogni mese.
Include un antipasto, un primo, un secondo, un dolce, il pane Pitagorico, il coperto e il caffè fatto con la moka.
Una scelta audace, soprattutto “considerando che siamo a soli 7 km da Varzi, la patria del salame per eccellenza. All’inizio ci davano tutti dei pazzi”, racconta Maria, "ma negli anni ci siamo fatti conoscere e apprezzare, tanto che oggi abbiamo sempre una lista d’attesa".
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Niente prodotti processati, niente salumi vegetali o sostituti industriali, solo ingredienti genuini, freschi e locali.
“Facciamo una cucina che piace a tutti, anche a chi non segue una dieta vegana”.
Piatti come lasagne fatte in casa e risotti attraggono una clientela mista, composta sia da vegani e vegetariani, sia da onnivori curiosi di scoprire nuove sfumature di sapore.
A giudicare dalle recensioni degli ospiti i piatti di cucina vegetariana qui sono piuttosto interessanti. In questo ristorante, prova i gustosi insalate, tofu e pasta. Se hai fame, vieni qui per i loro ottimi brioches, torta sbriciolona e cantucci. È d'obbligo provare deliziosi cordiale, assenzio o vino quando si è al ristorante La Cena di Pitagora Locanda vegana. Inizia il pasto con dei fantastici caffè macchiato o limonata.
Sostenibilità e Territorio
La Cena di Pitagora si distingue anche per l’attenzione alla sostenibilità e al territorio.
Sebbene abbiano un orto personale, non riescono a coprire l’intera produzione del ristorante, quindi acquistano il più possibile da aziende locali.
Patate, farine biologiche macinate a pietra, verdure e olio biologico sono solo alcuni dei prodotti scelti con cura, privilegiando filiere corte e produttori etici.
Anche la selezione di vini è radicata nel territorio, con una carta che spazia tra etichette vegane e biologiche, prevalentemente della zona e del vicinissimo Piemonte.
Un Rifugio di Tranquillità
La locanda, con le sue due camere, è un rifugio perfetto per chi cerca una pausa dalla frenesia cittadina.
Aperta da aprile a ottobre, accoglie ospiti italiani e stranieri, molti provenienti dal Nord Europa, attirati non solo dalla cucina ma anche dalla tranquillità del luogo.
Dopo oltre dieci anni di attività, la coppia guarda con soddisfazione ai risultati ottenuti, senza smettere di studiare e migliorarsi.
Anche se non hanno in mente grandi espansioni, sono sempre alla ricerca di nuove idee per arricchire l’offerta del ristorante, soprattutto nel campo della fermentazione.
"La cucina vegana è tutta da scoprire", dice Maria, "e ci piace dimostrare che non è affatto noiosa, ma può sorprendere e deliziare chiunque".
Un luogo fuori dal tempo in un borgo che sembra rimasto fermo nel ‘900.
Il menu proposto è unicamente quello a degustazione vegano a quattro portate.
I formaggi vegetali e il pane sono autoprodotti, così come le zuppe, i risotti e i dolci.
Tra i piatti spicca l’abile uso dei legumi in più consistenze e varianti, e la delicatezza nelle presentazioni e nei sapori, mai banali e sempre sorprendenti.
Anche i vini sono oggetto di un’accurata selezione tra le aziende naturali e biologiche del territorio.
L'atmosfera ospitale di questo locale dipende in larga misura dal personale, che qui è davvero amichevole. Rimarrai sicuramente soddisfatto del simpatico servizio. Il più delle volte, questo posto ti riserva un'atmosfera tranquilla.
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