Esplorando la Norvegia: Un Viaggio tra Salmone, Fiordi e Tradizioni

Si va in Norvegia per diversi motivi: vedere paesaggi incontaminati, incontrare gente affabile, visitare fiordi mozzafiato e luoghi che sembrano usciti da una favola.

Arrivare alla nostra prima tappa da Milano, non è stato facile. Tre aerei e circa sei ore di viaggio ci hanno fatto sospirare l'arrivo a Fløro, una piccola cittadina sul mare che ha immediatamente dato senso a tutte le ore passate tra cielo e aeroporti. Un luogo mistico e senza fronzoli che vive al riparo dalle isterie cittadine immerso in una quiete surreale. Due passi verso il molo e ci è immediatamente chiara la fortuna di essere in un posto che non tutti hanno la pazienza di raggiungere.

Ad attenderci una barca da lupi di mare, una di quelle che non temono inverni e tempeste e che fila tra fiordi, foreste e cascate fino a portarci alla nostra destinazione: Svanøy. Ad accoglierci al molo dell'isola è lo chef di Svanøy Hovedgård, il luogo meraviglioso dove soggiorneremo per due giorni e dove ci sentiremo a casa da subito.

Svanøy Hovedgård e il Salmone Perfetto

La cena scorre lenta e gioiosa, come ogni cosa sull'isola, ma il ritmo sale quando assaggiamo il primo filetto di salmone. Un trancio cotto sulla sua pelle a 180°C in forno per 10 minuti con burro e pepe. Morbido, profumato e succulento. Arriva da un piccolo allevamento sull'isola ed è notevolmente buono.

La seconda giornata del nostro viaggio in Norvegia inizia con una colazione ricca e interessante dove accanto a pane, burro e marmellata ci sorprendono aringhe, salami, cetrioli in salamoia e pâté. Ma dopo un breve giro di assaggi è l'uovo alla coque a conquistare tutti: la giusta carica di energia per la lunga giornata che ci attende. Eccoci allora a passeggiare per la bellissima Svanøy che con i suoi 60 abitanti ci conquista passo dopo passo.

Leggi anche: Calice di Prosecco: Calorie?

L'Eccellenza di Svanøy Røykeri

Ed è tra questi 60 che compaiono Elin Tveit Sveen e Gro Sveen che producono ogni giorno salmone affumicato di altissima qualità alla loro Svanøy Røykeri. Una passione la loro, partita da un lavoro estivo in un allevamento di salmone fatto da Elin nel 1979 che scoprì il mondo dell'acquacultura e se ne innamorò perdutamente.

Un amore contagioso il suo, che ha cambiato la vita della madre, chiamata ad aiutarla nella gestione della prima attività avviata nel 1986, e della figlia Gro che dopo aver lavorato come pastry chef è tornata a casa nel 2007 per seguire l'azienda di famiglia. Ad aiutarla oggi, anche la figlia che potrebbe portare avanti un domani questo bellissimo progetto al femminile. Una realtà di piccole dimensioni e altissima qualità che produce salmone lavorato per i ristoranti norvegesi, i negozi e i supermercati della zona e che ci ha convinto al primo assaggio.

Il salmone affumicato assaggiato da Svanøy Røykeri ha infatti cambiato per sempre la nostra idea di salmone affumicato che non sapevamo potesse essere così complessamente equilibrato, intenso ed elegante. A rendere speciale la degustazione, la proposta del salmone declinato in differenti ricette caratterizzate dall'uso di spezie ed erbe locali raccolte da Gro nelle vicinanze dell'azienda. E il salmone lavorato? Neanche a dirlo, viene allevato nelle vicinanze di Svanøy Røykeri.

E.Karstensen Fiskeoppdrett: Innovazione e Tradizione

Una piccola passeggiata verso il molo e una nuova barca è pronta ad accoglierci. Salgono con noi anche le ragazze della Svanøy Røykeri perché la prossima meta è ancora una volta un'attività di famiglia dove ha un ruolo di primo piano il marito di Elin, timido lupo di mare dal cuore tenero. Ci accoglie sul pontile mentre la pioggia inizia a scendere velocemente per mostrarci con orgoglio l'allevamento di salmoni al quale dedica le sue giornate tra impegno fisico e ricerca tecnologica.

E.Karstensen Fiskeoppdrett è infatti un allevamento che produce salmone di altissima qualità anche grazie a un investimento fatto nel 2015: un laser capace di intercettare e uccidere i parassiti che minano la salute dei salmoni, un tempo trattati con antibiotici e successivamente con passaggi in vasche di acqua calda (34 gradi). L'animo pionieristico della famiglia però non si ferma qui. Con orgoglio ci hanno infatti annunciato che stanno lavorando a un prototipo di barca elettrica, una sorta di Tesla del mare che non vediamo l'ora di vedere in funzione.

Leggi anche: Impatto del Prosecco Brut sulla Dieta

Haukå Settifisk e il Ciclo di Vita del Salmone

Ma i lupi di mare ci stanno aspettando da Haukå Settifisk, un allevamento che fa parte del grande gruppo Mowi. Qui indosseremo delle tute per non contaminare l'ambiente circostante e visiteremo le vasche dove i salmoni passano le loro prime settimane di vita nel delicato passaggio da larve a pesci. Un simpatico vichingo barbuto ci mostrerà tutte le fasi di crescita dei salmoni fino al loro ingresso in mare (dopo un anno circa). Dall'uovo al salmone pronto per il consumo alimentare, passano circa due anni e mezzo. Ancora una volta però, a lasciarci a bocca aperta sarà il paesaggio mite e incredibile di questa fetta di Norvegia che ci fa sognare una vita semplice, silenziosa e consapevole.

Oslo: Cuore Pulsante della Norvegia

Un po' perché la tratta Fløro-Oslo è obbligata dallo scalo, un po' perché non si può visitare la Norvegia senza incontrarne il cuore pulsante, abbiamo trascorso il nostro ultimo giorno nella capitale. Qui ci siamo persi tra le vivaci vie del porto, i giardini del palazo reale e le bellissime vie residenziali. Ma soprattutto, abbiamo mangiato ancora una volta salmone da capogiro. Alex Sushi è l'indirizzo che vi dovete segnare per assaggiare una cucina giapponese e contemporanea che non vi lascerà indifferenti, grazie anche all'ottima materia prima scelta le preparazioni. A proposito, lo sapevate che il sushi al salmone è nato proprio in Norvegia? Bjorn Eirik Olsen lo usò come cavallo di Troia per esportare il salmone in Giappone, fornendo una materia prima prelibata a un popolo che lo aveva fino a quel momento schivato a causa dei parassiti presenti nei salmoni del Pacifico.

Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Dry Serenitatis

L’Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Dry Serenitatis di Montelvini si è aggiudicato l’esclusiva Corona Vinibuoni d’Italia 2022, attribuita quest’anno a soli due vini del territorio. Un vino capace di raccontare l'essenza delle colline che circondano l’antico borgo di Asolo, un luogo ricco di arte e di storia, candidato ad ottenere il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

Le finali nazionali della competizione si sono concluse con l'assegnazione delle Corone e le Golden Star alle 904 etichette selezionate per l’edizione 2022 di Vinibuoni d’Italia, la guida specializzata del Touring Club Italiano.

Per esaltare al meglio le caratteristiche dell’uva e del territorio, la Glera, protagonista assoluta della vinificazione, viene sottoposta a una soffice pressatura alla quale segue una decantazione statica a freddo. Al mosto illimpidito vengono aggiunti i lieviti selezionati ed è quindi posto a fermentare in recipienti termo-condizionati, con un lungo e accurato procedimento che viene quotidianamente monitorato. Massima attenzione viene riposta anche alla presa di spuma, seguita in ogni suo particolare attraverso la selezione dei lieviti e dalle temperature di processo. Il prodotto viene poi stabilizzato, quindi filtrato ed imbottigliato.

Leggi anche: Analisi del Maschio Prosecco Vegan

Il vino, di un bel colore giallo paglierino scarico, rivela un corpo delicato e una spuma gioiosa, fine e persistente che ne esalta la sapidità. Il profumo, ricchissimo di aromi, spazia dai sentori fruttati a quelli floreali. Il gusto è morbido, avvolgente e al tempo stesso asciutto grazie all’equilibrio della nota acida.

Castelletto di Pedeguarda: Una Fiaba d'Altri Tempi

Per scoprire la storia del Castelletto di Pedeguarda occorre tornare indietro di secoli, fino all’inizio del 1400, quando fu edificato come struttura difensiva del castello di Cison di Valmarino, dei conti Brandolini. Una narrazione che oggi svela i contorni di una fiaba d’altri tempi e che invece appartiene alla reale storia di questo rigoglioso angolo di campagna veneta, noto come le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Il feudo era stato donato dalla Serenissima Repubblica di Venezia come riconoscimento al comandante Gattamelata, il più importante capitano di ventura dell’epoca, e al suo braccio destro Tiberto Brandolini. Quando morì Gattamelata, l’intera proprietà fu ereditata dalla figlia Polissena, che era anche sposa di Tiberto.

Molto più che una semplice casa di famiglia, per Giberto questa dimora arroccata su un’altura tra i boschi e i vigneti di Pedeguarda di Follina è il luogo d’infanzia, dei ricordi, il buen retiro dove ama riunire le persone care. Tramite un attento passaparola, oggi la proprietà viene affittata anche agli ospiti esterni, per offrire un’esperienza sospesa nel tempo, lontano dai circuiti del classico turismo di lusso. «Castelletto è la casa che più sento mia. Sono cresciuto qui dai 6 ai 12 anni, poi è diventato il posto dove trascorrevamo le feste, dove venivo da ragazzo con gli amici durante i fine settimana.

A rendere il Castelletto la meraviglia che è oggi furono i genitori di Giberto, Leonardo Arrivabene e Graziella Brandolini d’Adda, che collaborarono con l’architetto Tomaso Buzzi. «Non era mai stata una vera casa, Buzzi rese l’edificio abitabile, disegnò delle cose buffe», ricorda Giberto. Il pavimento del piano superiore è dell’anno Mille; suo padre e l’architetto lo acquistarono da una chiesa veneziana, gli operai lo stavano sostituendo, gettandolo letteralmente in acqua. Venne riadattato e intersecato con le lastre di legno. Mentre il cotto della veranda è ispirato alla Reggia di Pavia. Nel 1990 l’edificio venne ampliato, nel rispetto dei vincoli della Sovrintendenza.

Malgrado il peso dei secoli di storia che aleggiano sulla proprietà, l’atmosfera è gioiosa e rilassata. «La struttura non è regolare, è come un labirinto molto raccolto, con i muri spessi, gli affreschi ovunque. È accogliente e imponente al tempo stesso. Credo che si respiri l’ospitalità di una famiglia unita, l’intimità, il profumo del fuoco acceso che arde nel camino», prosegue l’artista. I tanti affreschi su pareti e soffitti sono testimoni della storia che ha abitato la dimora; se si osservano con attenzione, si possono decifrare le date degli avvenimenti per i quali furono dipinti. Sono come dei rebus, secondo Giberto. Dopo tutti questi anni, il Castelletto conserva ancora dei misteri. Una leggenda narra che il pozzo sia collegato al Colle San Gallo attraverso un passaggio segreto, per scappare in caso di pericolo.

Wedding Perfume Layering: Personalizzare il Giorno Più Bello

Il trend nuziale impone abiti diversi secondo il momento e, addirittura, stravolgimenti di hairlook nel corso del matrimonio. Dunque, perché non cambiare anche profumo, adattandolo di volta in volta a cerimonia, ricevimento e party post taglio della torta? Abbiamo chiesto alle esperte i bouquet giusti da stratificare nel giorno più bello, che sia in estate o in inverno.

La scelta del profumo che accompagna la sposa durante tutta la durata delle nozze è particolarmente significativa. Insomma, trovare «quello giusto» non si riferisce solo all'abito o, soprattutto al futuro marito. Ma anche alla fragranza, da evolvere secondo i momenti in cui si compone l'evento nuziale.

Il trend è chiaro ed è quello di un matrimonio mai statico e che, in quanto a look, riserva diverse sorprese: se da qualche stagione è diventato un must sfoggiare dai due ai quattro abiti bianchi nell'arco dell'importante giornata, ha cominciato a prendere piede anche lo switch della chioma. Che non si limita solo a un cambio acconciatura, ma proprio a un makeover del taglio.

Così, perché non adeguare la tendenza anche al profumo? Elemento particolarmente potente di un matrimonio, accessorio unico e intimo, apprezzato solo da chi lo indossa (e forse dal suo partner), piuttosto che dalle telecamere e dai familiari attenti. E poiché quando si «veste» un profumo, ci si sta legando a un momento nel tempo, il layering olfattivo, ovvero la stratificazione delle fragranze, sembra essere una buonissima idea da considerare per le nozze.

«Una cerimonia di nozze è un’occasione straordinaria per usare la tecnica del layering, momento estremamente dinamico con scenari che cambiano continuamente come le emozioni che evoca il layering stesso. Il gioco olfattivo della stratificazione si presta a una cerimonia così carica di emotività per ravvivarne la gioia. Catturiamo il momento attraverso gli odori e i ricordi profumati e indelebili di quel giorno», afferma Silvia Martinelli, Cofondatrice e Fragrance designer di Giardini di Toscana che spiega le fragranze più adatte a scandire i diversi momenti secondo lei:

«Per la cerimonia proporrei un bouquet confortante, rassicurante, che possa stemperare la tensione, coccolare, generare grande empatia come il mio Bianco Latte, che manterrei per gran parte del tempo, così che possa coinvolgere con il suo abbraccio carismatico tutti gli invitati. Al taglio della torta, momento gioioso e leggero, indosserei un profumo floreale che evochi evasione, fascino di mete lontane, riti e balli di luoghi esotici. Mentre alla fine di tutto una fragranza che sia preludio alla sensualità, capace di lasciare la scia sfruttando il suo grande sillage, per non dimenticare, perché rimanga impresso nella memoria, come il mio Bianco Oro».

I momenti chiave di un matrimonio, in effetti, sono essenzialmente tre da scandire con note odorose precise e sovrapponibili. Suggerisce Rosa Vaia, Master Perfumer di Vieffe Noselab. : «L'obiettivo è creare un percorso olfattivo che accompagni gli sposi e i loro ospiti durante l’intera giornata». Per lei, adatti alla cerimonia, sono i classici fiori d'arancio. «Simbolo di purezza, fertilità e amore eterno, questa nota è da sempre legata alle nozze e alla promessa di unione duratura. Questa fragranza fresca e floreale avvolge il momento solenne con un'aura di sacralità ed eleganza, imprimendo ricordi indelebili. Consiglio di spruzzarla anche sul velo per enfatizzare il momento in cui si scopre il volto».

L'esperta continua: «Per il ricevimento, pranzo o cena, che sia il tono si alleggerisce e diventa festoso. Perfetto è sovrapporre una fragranza che richiama le note frizzanti del prosecco. Questa scelta porta con sé un senso di gioia effervescente, esprime il brindisi e la celebrazione dell’amore appena dichiarato, mantenendo leggerezza e freschezza. L’importanza di una fragranza dalle note di prosecco risiede anche nel rispetto per il cibo, evitando aromi eccessivi o invadenti che potrebbero disturbare il piacere del palato. Da vaporizzare su polsi e décolleté, se scoperto».

«Infine, per il party che segue il taglio della torta: è il momento di introdurre un profumo in olio dalle note legnose ed energizzanti, come il sandalo. Questa fragranza calda, avvolgente ed energica si sprigiona e si amplifica grazie al calore del corpo in movimento, durante le danze e la festa. Le note di sandalo offrono un senso di radicamento ma al contempo di vitalità, ideali per concludere la giornata in un crescendo di energia e intimità. Consiglio di applicarlo sulla nuca per un effetto inaspettato durante il movimento del corpo», conclude Rosa Vaia.

Profumi Suggeriti per il Matrimonio

  • Coquillete Parfum, Sulmona: Un profumo delizioso, goloso e tenero, una nuvola di zucchero a velo e mandorla che ricorda i confetti.
  • Musicology, ‘Cause I’m Happy: Il ritmo balzante e radioso degli agrumi, amplificato da una sinfonia unica di legno, muschio e ambra.
  • Atelier Des Ors, Pink Me Up: Come una gioiosa bollicina che volteggia in un calice di cristallo, simboleggiando i piaceri della vita.
  • Gisada, Ambassador for Women: Fragranza coinvolgente che fa emergere il lato femminile di chi la indossa.
  • Gritti, Monica: Monica è la formula dell’amore, il profumo nato per celebrare l’energia e la luce del sentimento più forte.
  • Officina delle Essenze, Geisha: La fragranza cattura l'essenza di una femminilità innata, che è disarmante nella sua semplicità.
  • LabSolue, 221 Iris: Dai Rizomi di Iris essiccati a lungo, per anni, viene estratto un profumo celestiale che diventa messaggio terreno.
  • Diptyque, Bois Corsé: Coniugando la morbidezza avvolgente della fava tonka con la fluidità lattata dell’essenza di sandalo, questo profumo boisé rivela una grande profondità.
  • Parfums de Marly, Valaya: Un'ode alla delicatezza e alla femminilità. Questa elegante fragranza floreale, legnosa e muschiata rappresenta la sensualità e la leggerezza di un sottilissimo velo di cotone sulla pelle.
  • Montblanc, Vetiver Glacier: Un’esplosione di freschezza basata su una combinazione di bergamotto e sandalo, arricchita dalla fusione di ribes nero e lavandino.
  • Etat Libre D'Orange, Experimentum Crucis: Un'esplorazione olfattiva audace dove il patchouli, profondo e terroso, agisce da contrappunto al bouquet floreale intenso e mielato.

tags: #la #gioiosa #prosecco #vegan #review

Scroll to Top