Pasta Integrale: Valori Nutrizionali e Benefici per la Salute

La pasta integrale ha guadagnato un ruolo sempre più importante nelle nostre abitudini alimentari, distinguendosi dalla pasta tradizionale per la sua composizione e i benefici che offre.

Differenze tra Pasta Integrale e Pasta Tradizionale

La principale differenza risiede nella materia prima. La pasta integrale è prodotta con una lavorazione diversa del chicco di grano duro. Nella semola utilizzata per la pasta tradizionale, la parte cruscale del chicco viene eliminata. Al contrario, nella semola integrale sono presenti anche le componenti cruscali più “nobili”, che arricchiscono la pasta integrale di fibre vegetali, proteine, sali minerali e vitamine.

Dal punto di vista organolettico, la pasta integrale si distingue per il suo colore leggermente più scuro, dovuto alla presenza degli strati esterni del chicco.

La scelta di un grano duro di alta qualità è fondamentale per ottenere un risultato eccellente. Nel caso de La Molisana, si utilizza esclusivamente grano 100% italiano, caratterizzato da un elevato contenuto proteico e ricco di fibre.

Valori Nutrizionali della Pasta Integrale

Ma quali sono i valori nutrizionali specifici della pasta integrale? Prendendo come riferimento la pasta La Molisana, realizzata con solo grano italiano, ecco i valori nutrizionali per una porzione di 100g:

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  • Calorie: kcal 351
  • Grassi: 1g
  • Carboidrati: 70g
  • Zuccheri: 4g
  • Fibre: 3g
  • Proteine: 14g
  • Sale: 0,02 g

È importante notare che questi valori possono variare leggermente a seconda del produttore e del tipo di pasta integrale.

Benefici della Pasta Integrale

I benefici della pasta integrale sono molteplici. L’elevato contenuto di fibre aiuta il nostro transito intestinale e al tempo stesso aumenta il senso di sazietà, inoltre aiuta a mantenere costante l’indice glicemico.

La fibra aumenta il senso di sazietà (ci fa sentire meno fame), interferisce con l’assorbimento di zuccheri e grassi e aiuta il transito intestinale, soprattutto in presenza di stipsi.

La Pasta Integrale Fa Ingrassare?

La risposta è no, se consumata in modo equilibrato e all’interno di una dieta bilanciata. La pasta è simbolo in tutto il mondo della buona cucina italiana ed è uno degli emblemi della dieta mediterranea.

Pasta Integrale vs Pasta Tradizionale: Un Confronto Dettagliato

Dalla tabella sottostante è possibile notare le differenze principali tra le paste di semola, semolato e semola integrale. Mentre l'umidità massima rimane la stessa (limite fissato nel rispetto della conservabilità), il range concesso per le ceneri (intese come sali minerali) ha un'oscillazione estremamente più ampia, ovvero il 100% in più tra il vertice (pasta di semola bianca) e la base (quella di semola integrale). La quantità di proteine rimane più o meno invariata, mentre l'acidità è progressivamente più tollerata e nella pasta di semola integrale può raggiungere il 50% in più rispetto a quella di semola di grano duro.

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Le ceneri delle farine e della pasta sono un valore che ne indica il grado di raffinatezza; tale parametro si valuta misurando la rimanenza della combustione totale del prodotto, in quanto né i sali né i loro ossidi vengono compromessi da tale intervento.

Il processo di esclusione delle componenti fibrose è detto abburattamento ed è una fase che incide significativamente sulla redditività delle granaglie; praticamente, con un maggior abburattamento si ha una resa inferiore delle farine, che presentano quindi meno ceneri e risultano maggiormente raffinate.

Pasta Speciale e Prodotti Dietetici

Esistono molti alimenti del tutto simili alla pasta ma che, per questioni legislative, devono acquisire un titolo completamente diverso. Sono tutti prodotti dietetici, poiché nascono con l'intenzione di aumentare l'apporto di fibre e certi nutrienti nella pasta alimentare. Alcuni esempi sono la "pasta per diabetici (addizionata in inulina)", la "pasta con farine di altri cereali o legumi", la "pasta ricavata dalla macinazione dei semi non raffinati" ecc.

Consigli per un Consumo Equilibrato della Pasta

Innanzitutto, la quantità è fondamentale. Ad esempio, piatti da 150 grammi hanno un impatto calorico troppo elevato per una persona che ha uno stile di vita sedentario e non ha bisogno di calorie extra.

Il secondo punto da tenere ancora più in considerazione è il condimento: soffritti, panna, burro, affettati, formaggi e ragù di carne fanno della pasta un piatto ipercalorico, sconsigliato a persone con patologie cardiovascolari, diabete o per persone che hanno bisogno di perdere peso.

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I condimenti dovrebbero essere il più leggeri possibile, come un semplice pomodoro o qualsiasi verdura (considerate che le verdure hanno pochissime calorie e contengono solo fibra e acqua), in modo da non renderci appesantiti e assonnati sul luogo di lavoro a causa della digestione troppo lunga e laboriosa cui costringiamo il nostro organismo.

Ad esempio, sostituendo il guanciale, con una verdura come le zucchine, possiamo lasciare il pecorino e il tuorlo e goderci un’ottima carbonara di zucchine. Per quanto riguarda i grassi, invece, possiamo utilizzare una panna vegetale e sostituire il burro con l’olio extravergine d’oliva.

Cottura a Fuoco Spento: Un Metodo per Risparmiare Energia

La cottura passiva, nota anche come cottura a fuoco spento, è una tecnica che esiste da metà dell'800. È un metodo alternativo per cucinare la pasta che permette di risparmiare energia e ridurre le emissioni di CO₂e fino all'80%*. Per adottarlo basta spegnere il fornello dopo 2 minuti di cottura attiva, coprire la pentola con un coperchio e aspettare il giusto tempo di cottura.

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