Nei primi 1000 giorni di vita, l'ambiente, l'alimentazione e il microbiota influenzano la maturazione del sistema immunitario, con un impatto significativo sul rischio di malattie allergiche e altre condizioni immuno-mediate come asma, diabete di tipo 1 e malattie infiammatorie intestinali. Agire tempestivamente è fondamentale per una prevenzione efficace e una salute a lungo termine.
Proteine Idrolizzate: Cosa Sono e Come Funzionano
Le proteine del siero di latte parzialmente idrolizzate presentano un "carico allergenico" notevolmente inferiore rispetto alle proteine integre. Questo può contribuire alla soppressione dei sintomi allergici attraverso l'aumento delle cellule regolatrici nel sistema immunitario sistemico e la prevenzione dell'aumento dei linfociti T helper 1 (Th1) e dei linfociti T helper 17 (Th17) attivati negli organi immunitari intestinali.
Il Ruolo del Microbiota Gastrointestinale
La composizione del microbiota gastrointestinale (GI) nella prima infanzia è un altro fattore cruciale che influenza il rischio di sviluppare malattie allergiche. Un microbioma gastrointestinale bifidogeno può ridurre tale rischio. Gli operatori sanitari dovrebbero essere istruiti sull'importanza delle scelte dietetiche nella modulazione del microbiota intestinale a fini preventivi e terapeutici.
Allergia alle Proteine del Latte Vaccino (CMA)
Alimentare i neonati con latte artificiale nel primo mese di vita e, successivamente, con l'allattamento al seno può aumentare il rischio di sviluppare allergia al latte vaccino (CMA). Le proteine del latte vaccino intatte dovrebbero essere evitate durante la prima settimana di vita.
Benefici e Considerazioni sull'Uso di Proteine Idrolizzate
Poiché non vengono segnalati effetti avversi, si può considerare che ci sono prove che l'alimentazione con proteine idrolizzate non è dannosa e che alcuni benefici non possono essere esclusi. Contribuisce a ridurre il rischio di allergia alle proteine del latte vaccino nei primi mesi di vita.
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Caseina Idrolizzata: Ulteriori Benefici
Alla caseina idrolizzata è attribuita la capacità di promuovere la dilatazione dei vasi sanguigni e di ridurre la pressione del sangue. Per questo gli integratori a base di peptidi ottenuti dall’idrolisi della caseina vengono proposti per abbassare la pressione. La caseina idrolizzata viene, infatti, utilizzata anche contro il colesterolo alto, l’ansia, l’affaticamento, l’epilessia, i problemi intestinali e lo stress. Inoltre viene utilizzata per prevenire il cancro.
Attenzione: Se assunta con farmaci contro la pressione alta, la caseina idrolizzata potrebbe portare a riduzioni eccessive della pressione sanguigna. Non si hanno invece informazioni sufficienti per garantire la sicurezza dell’assunzione di prodotti a base di caseina idrolizzata durante gravidanza e allattamento. Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
Proteine del Siero di Latte: Cosa Sono e Come Vengono Prodotte
Le proteine del siero di latte sono una fonte proteica concentrata, ottenuta dal latte vaccino. In pratica, è ciò che rimane del latte, precedentemente sottoposto a processi di filtrazione che permettono di scartare la caseina, l’acqua, una parte dei grassi e il lattosio. Contengono fino al 20% di siero di latte e all’80% di caseina. Sapevi che per preparare 1 kg di proteine del siero di latte servono all’incirca 100 litri di latte di mucca?
- Per prima cosa, per produrre le proteine del siero di latte è necessario ricavare il siero. Immagina una sorta di liquido verde-giallognolo, composto per il 94% di acqua e per il restante 6% di sostanza secca. Quest’ultima contiene principalmente circa il 77% di lattosio, il 10% proteine, azoto non proteico, minerali e lipidi.
- Per procedere allo step successivo, il siero deve essere innanzitutto lavorato. Durante questo processo, i residui della caseina e la maggior parte dei grassi vengono rimossi per prevenire l’ostruzione delle membrane filtranti. Anche la pastorizzazione (ovvero l’esposizione ad alte temperature per un breve periodo di tempo) è importante, in quanto uccide gli organismi indesiderati e disattiva alcuni enzimi. Sono parzialmente rimossi anche alcuni minerali, i cui effetti potrebbero inficiare il processo.
- Il concentrato del siero di latte è la materia prima da cui vengono rimossi caseina, parte dei grassi, lattosio e minerali.
Tipologie di Proteine del Siero di Latte
Spesso, troviamo in offerta concentrati, isolati e idrolizzati. È difficile scegliere, no? Solo perché sull’etichetta c’è scritto “siero di latte”, ciò non significa che sia la proteina più adatta a te.
- Concentrato di proteine del siero di latte (WPC): Il concentrato di proteine del siero di latte è uno dei prodotti più popolari in commercio. Ciò è principalmente dovuto al suo eccellente rapporto qualità-prezzo e alla sua versatilità d’uso. Il concentrato di proteine del siero di latte, come tutte le altre versioni, è ricavato dal latte. Il range è molto ampio. Spesso si aggira attorno al 70-80%. Tuttavia, esistono anche concentrati che ne contengono decisamente meno. Grazie alla sua versatilità, può essere impiegato in vari modi. Il concentrato di proteine del siero di latte ha un sapore strepitoso. Rispetto all’idrolizzato, ad esempio, non è amaro. Tra le tre versioni sopracitate, il concentrato è quella “base” che potrebbe non essere apprezzata da tutti.
- Isolato di proteine del siero di latte (WPI): L’isolato di proteine del siero di latte è una versione migliorata del concentrato. Il suo profilo nutrizionale è più “pulito” e contiene pochissimo lattosio, uno zucchero evitato da chi non è in grado di digerirlo. L’isolato di proteine del siero di latte viene fondamentalmente prodotto secondo le stesse dinamiche del concentrato. Tuttavia, prevede qualche passaggio in più. Il risultato è un prodotto che contiene una maggiore concentrazione di proteine e una minore concentrazione di grassi e zuccheri. Durante il processo di filtrazione, viene anche rimossa una grossa porzione di lattosio. In media, contiene circa 2 g di lattosio ogni 100 g di prodotto. In genere, contiene una maggiore concentrazione di proteine rispetto al concentrato. Il tasso di assorbimento è simile a quello del concentrato, ovvero circa 10 g all’ora. Grazie al suo elevato contenuto di proteine, non è necessario assumerne in quantità elevate, a differenza del concentrato.
- Idrolizzato di proteine del siero di latte: Forse conosci l’idrolizzato di proteine del siero di latte sotto il nome di “Hydro Whey” Tuttavia, l’idratazione non c’entra. Gli idrolizzati mostrano generalmente il valore numerico del DH (grado di idrolisi). Il DH indica in che modo avviene la separazione proteica. Più alto è il numero, più catene sono state rotte, più in fretta avviene la digestione. Per darti un’idea, il valore più elevato è il DH32. Se trovi un prodotto che riporta questa dicitura, hai la certezza che è in assoluto il più assorbibile. Puoi anche trovare il valore DH5, che è decisamente inferiore. A prescindere, in virtù della rottura dei legami peptidici, l’idrolizzato è una buona alternativa per i soggetti allergici alle proteine del latte vaccino. L’idrolizzato si conferma al primo posto tra le proteine del siero di latte per il suo eccellente tasso di assorbimento.
Latti Speciali per Neonati Intolleranti e Allergici
In questa sezione troverai latti specifici per allergici alle proteine del latte vaccino e latti per bambini intolleranti al lattosio. Si utilizzano latti speciali per alimentare i bambini allergici alle proteine del latte vaccino, naturalmente quando questa allergia è stata documentata. Per i bambini a rischio allergico (che hanno uno o entrambi i genitori allergici o almeno un fratello allergico) si possono utilizzare latti speciali parzialmente idrolizzati o ipoallergenici (HA).
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I latti speciali con formula senza lattosio, si utilizzano in neonati che presentano intolleranza al lattosio (lo zucchero contenuto nel latte) o in corso di gastroenteriti con diarrea importante.
Latte Materno: L'Alimento Ideale
Il latte materno è l'unico alimento che l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di offrire a neonati e lattanti nei sei mesi successivi al parto. L’allattamento al seno ha come obiettivo fornire ai bambini tutto ciò di cui hanno bisogno, nelle forme più digeribili e assimilabili. Sia il latte materno sia quello in formula (a cui ricorrere soltanto in mancanza del primo) sono ricchi di grassi, in una proporzione che non si ritrova più nella dieta di bambini più grandi e nemmeno degli adulti.
Nel latte materno i carboidrati (zuccheri) costituiscono circa il 56 per cento della sua composizione, i grassi il 36 per cento e le proteine l’8 per cento, per un apporto energetico pari a circa 70 chilocalorie per cento grammi. Ma il latte materno non ha mai la stessa composizione e consistenza durante la poppata, e la sua formula unica e inimitabile si modifica nel tempo, adattandosi alle necessità di crescita dei neonati.
Quando Ricorrere al Latte Artificiale?
Il latte artificiale è latte di mucca trattato in modo da somigliare il più possibile quello umano. È ugualmente digeribile e con un contenuto in minerali e vitamine adeguato ai fabbisogni dei primi mesi di vita del bambino. Dovrebbe essere impiegato solo se manca il latte materno, se la mamma ha una malattia per cui è sconsigliato l’allattamento, o per rispetto della volontà materna.
Tre sono i tipi di latte artificiale maggiormente utilizzati: quello adattato, più ricco in sieroproteine, da consumare entro i sei mesi di vita del bambino; quello di proseguimento, utile tra il sesto e il dodicesimo mese; e quello di crescita, da un anno in poi, il più simile al latte vaccino in commercio. Oltre a queste formule esiste anche il latte idrolizzato, in cui le proteine si trovano sotto forma di amminoacidi per essere digerite e assorbite più facilmente (questo prodotto è indicato nei neonati in cui è stata riscontrata una predisposizione alla dermatite atopica).
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No alle Bevande Vegetali nei Primi Anni di Vita
Nel primo anno di vita i bambini non dovrebbero mai consumare bevande vegetali, indipendentemente dalla fonte, al posto del latte. Una quota crescente di famiglie oggi ricorre a bevande a base di riso, soia e avena perché attratti dalle pubblicità e dalla volontà di favorire in un figlio un maggior consumo di alimenti di origine vegetale fin dalla più giovane età. Questi prodotti hanno però un contenuto proteico di molto inferiore a quello del latte vaccino, così come di diversi micronutrienti: il calcio, il ferro, le vitamine B12 e D.
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