Latte Vegetale per Neonati: Pro e Contro

Partiamo da un presupposto: il latte materno è un alimento inimitabile e in natura non esiste un cibo che possa eguagliarne gli effetti benefici sullo sviluppo e l’accrescimento dell’organismo.

Laddove però il latte materno non sia disponibile, è necessario fare ricorso a un latte formulato: Proietti e Bietolini consigliano di utilizzarne uno a base vegetale e non a base di proteine animali, indipendentemente dal fatto che la mamma sia o meno vegana.

Questo il primo punto che troviamo ben specificato nel libro “I primi 1000 giorni - Manuale di alimentazione naturale fisiologica dal concepimento ai 2 anni”, saggio dedicato alla nutrizione pediatrica scritto a quattro mani dal dottor Luciano Proietti - medico specializzato in pediatria e chirurgia pediatrica - e dalla dottoressa Sabina Bietolini, biologa nutrizionista con dottorato di ricerca in Scienze della Salute. Il latte vaccino non è adatto all’alimentazione dei bambini, specialmente nei primi tre/quattro mesi di vita a causa del suo alto contenuto di proteine.

L’idea del latte formulato per i lattanti nacque nei primi anni del Novecento: Europa e Stati Uniti, grandi consumatori di latte vaccino, scelsero le proteine di origine animale come base per la quota proteica di questo latte adatto ai più piccoli, questo perché le proteine vaccine, allora come oggi, “sono complete, a basso costo e facilmente reperibili” si spiega nel volume. In Asia, invece, la scelta ricadde sulla soia, perché il latte vaccino e i suoi derivati non erano consumati abitualmente dalla popolazione.

Nel corso degli anni, la pediatria occidentale, secondo Proietti e Bietolini, ha via via proposto un sistema di alimentazione neonatale in contrasto con quello fisiologico: no al latte materno, sì al latte Formula e sì allo svezzamento con latte vaccino dai tre mesi di vita. L’impiego di latte vaccino e di latti Formula molto proteici “ha portato allo sviluppo di un’intolleranza alle proteine del lattevaccino da parte dei lattanti umani, definita dagli esperti come fisiologica e obbligata” si spiega nel saggio.

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Nella tabella riportata qui sopra, tratta dal manuale, è chiaro come il latte materno umano abbia un contenuto inferiore di proteine rispetto a quello formulato per lattanti perché quest’ultimo nasce “per compensare la scarsa qualità nutrizionale delle proteine vaccine, che non garantiscono una composizione aminoacidica simile a quella del latte materno”. Per questo gli esperti raccomandano l’utilizzo di latti formulati con proteine vegetali, poiché di qualità migliore rispetto a quelle di origine animale.

Latte Vegetale o Bevanda Vegetale?

Se il termine “latte vegetale” continua a essere di uso comune, il Parlamento europeo ha approvato un rafforzamento della tutela per le denominazioni lattiero-casearie. Le bevande vegetali non possono essere commercializzate con il nome di “latte”.

Le bevande vegetali e il latte di origine animale sono infatti due prodotti differenti, soprattutto dal punto di vista nutrizionale. La scelta del latte vegetale migliore dipende sicuramente dai gusti personali, ma si dovrebbe basare sulle esigenze dietetiche di ciascun individuo.

Ma quali sono le ragioni per le quali si potrebbe passare dall’assunzione di latte animale a quella di latte vegetale? si dovrebbe sconsigliare l’assunzione di latte animale anche come forma di prevenzione primaria dei tumori. Avere una opinione coerente, dal punto di vista scientifico, non è comunque un fatto così assodato.

È un fatto accertato che ad oggi il latte vaccino è uno tra i pochi alimenti completi, fatta eccezione per il suo scarso contenuto di ferro. Tuttavia è sconsigliato assumere grandi quantità di latte vaccino, perché attualmente non sono note le conseguenze a lungo termine delle sostanze presenti all’interno del latte di origine industriale.

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Tipi di Bevande Vegetali

L’alternativa al latte vaccino è molto ampia. Ogni tipo di latte di origine vegetale ha specifiche nutrizionali ben definite.

Latte di Soia

Ha un apporto proteico quantitativamente sovrapponibile al latte di mucca. Sotto questo aspetto, la bevanda di soia è il solo latte di origine vegetale che può sostituire il latte vaccino al 100%. Si tratta di un ottimo alimento per chi ha una dieta vegetariana, o vegana, ed è adatto a chi ha necessità di abbassare l’introduzione di grassi nell’alimentazione. Il latte di soia è privo di colesterolo e, allo stesso tempo, contiene molti grassi insaturi, comunemente definiti grassi buoni.

Nella scelta, conviene poi controllare la data di scadenza e prestare attenzione alla possibile presenza di ingredienti transgenici. Com'è noto, gran parte della soia prodotta nel mondo è di tipo OGM e, nonostante le ultime ricerche dimostrino la sostanziale equivalenza con quella naturale, è giusto che chi acquista i prodotti possa effettuare una scelta consapevole.

Latte di Riso

Il vantaggio immediato del latte di riso, insieme all’assenza del lattosio, è il suo sapore estremamente gradevole o, potremmo dire, più buono. Questo tipo di latte vegetale è inoltre indicato per chi deve seguire una dieta povera di grassi, ricco com’è di grassi insaturi. È sconsigliabile comunque l’assunzione in chi ha un indice glicemico alto, o in chi soffre di diabete, obesità o ha una ridotta intolleranza ai glucidi.

Naturalmente privo di lattosio e con un contenuto proteico radicalmente diverso da quello del latte di vacca, il latte di riso non pone alcun problema di intolleranza, anche perché il riso stesso è tra gli alimenti meno allergizzanti. Peraltro, può costituire anche un’interessante fonte alternativa di amido per chi soffre di celiachia, dato che il riso è assolutamente privo di glutine.

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Latte di Mandorle

Dal sapore gradevole, l’apporto energetico del latte di mandorla è dato principalmente dai suoi zuccheri semplici, derivati dalla preparazione. Il latte di mandorle ha una buona quantità di antiossidanti quali vitamina E e Tocoferolo, e si distingue per il suo apporto di acido oleico e linoleico, due acidi grassi insaturi.

Per il suo gusto particolare e piuttosto intenso, il latte di mandorla non è concepito tanto per sostituire il latte vaccino, quanto piuttosto come bibita rinfrescante, da consumare di tanto in tanto per vincere la sete in modo gradevole. Detto questo, la bevanda può costituire un'utile integrazione per quanto riguarda l'assunzione di alcuni principi nutritivi: acidi grassi polinsaturi (dei quali le mandorle sono particolarmente ricche), magnesio, ferro, calcio e vitamine del gruppo B.

Latte di Avena

A differenza di quanto si è pensato per molto tempo, il latte di avena contiene una modica quantità di beta-glucani (0,8g/100mL). Il latte di avena è comunque una bevanda ipocalorica, ha buone quantità di acido folico e vitamina E. Non ha colesterolo né lattosio.

Altro latte ottenuto da cereali, nella composizione nutritiva quello di avena somiglia molto al latte di riso, rispetto al quale, però, contiene glutine (non è quindi adatto ai celiaci). Generalmente ben tollerato, tranne da chi soffre di celiachia, il latte d'avena vanta una discreta versatilità gastronomica: è buono anche al mattino, come base per inzuppare i cereali e può essere utilizzato per preparare dolci e budini al posto del latte normale.

Latte di Cocco

Nel caso del latte di cocco la situazione è un po’ particolare: esistono diversi tipi di latte di cocco, e sono diversi tra loro. Nel caso del latte di cocco magro non si rileva presenza di lattosio né di colesterolo, e il suo impatto glicemico può variare (alcuni tipi di latte di cocco magro hanno più zuccheri, altri meno). Il latte di cocco grasso viene utilizzato nelle ricette asiatiche: profuma, dà gusto e cremosità ai piatti. Il latte di cocco che acquistiamo al supermercato ha solitamente una maggiore quantità di fibra, rispetto ad altri tipi di latte di origine vegetale.

Latte di Nocciole

Il latte di nocciole ha un ottimo apporto energetico, grazie ai lipidi, ai carboidrati e alle proteine contenute in esso. Un’altra importante caratteristica del latte di nocciole è la totale assenza di glutine e, certamente, di lattosio. Contiene principalmente grassi monoinsaturi e glucidi semplici.

Oltre che dal riso e dall’avena, i latti vegetali vengono prodotti anche a partire da altri cereali. Nei negozi specializzati si possono acquistare il latte di kamut, quello di farro e quello di miglio, che presentano ciascuno caratteristiche proprie. Se il denominatore comune è il buon contenuto di amido, il latte di miglio si segnala per la buona ricchezza in ferro, fosforo e silicio, mentre quello di farro risulta una significativa fonte di fibre e quello di kamut vanta un discreto apporto proteico.

Qual è il Latte Vegetale Migliore e Più Sano?

La scelta del latte vegetale sia il più sano non è semplice, poiché dipende dalle esigenze nutrizionali individuali. Tuttavia, ci sono alcuni punti chiave da considerare quando si sceglie un latte vegetale.

Il latte di soia è spesso considerato uno dei latti vegetali più sani. È ricco di proteine, simile al latte vaccino, ed è anche una buona fonte di ferro. Contiene inoltre lecitina, che può aiutare a combattere il colesterolo cattivo, e isoflavoni, utili per alleviare alcuni disturbi della menopausa.

Il latte di riso è un’ottima scelta per chi è intollerante al lattosio, in quanto non ne contiene.

Il latte di avena è ricco di fibre e contiene una buona percentuale di beta-glucani, polisaccaridi che riducono l’assorbimento di colesterolo e glucosio.

Non tutti i latti vegetali sono altrettanto salutari. Alcuni possono contenere zuccheri aggiunti, in particolare le versioni aromatizzate, al gusto di cioccolato o vaniglia ad esempio.

Come appena indicato, il latte di soia è un buon candidato ad essere il più simile al latte vaccino. Il latte di soia manca di micronutrienti, persi durante la sua produzione. Sono perse vitamine, calcio e anche ferro. Per questa ragione viene integrato di micronutrienti.

Il latte di soia si conferma come il latte vegetale migliore, in merito alla scarsa quantità di zuccheri. Un altro latte povero di zuccheri è il latte di mandorle.

Latte Vegetale per Bambini: Pro e Contro

L’utilizzo di latte vegetale per bambini presenta pro e contro che i genitori dovrebbero considerare attentamente. Uno dei principali vantaggi è la sua idoneità per i bambini con intolleranze al lattosio o allergie alle proteine del latte vaccino. Inoltre, i latti vegetali introducono varietà nella dieta, esponendo i bambini a nuovi sapori e nutrienti. Alcuni di questi latti sono anche ricchi di vitamine e minerali come la vitamina D e il calcio, essenziali per la crescita.

I latti vegetali presentano, d’altro canto, un basso contenuto proteico e di grassi, che potrebbe essere problematico per i bambini in crescita. Bisogna quindi fare attenzione alla selezione dei prodotti, scegliendo latti vegetali con i giusti nutrienti, tenendo in considerazione l’ipotesi di integrare calcio e vitamina D attraverso una dieta equilibrata o per mezzo di integratori.

Ai miei pazienti dico sempre che l’unico degno sostituto del latte vaccino è il latte di soia, grazie al suo quantitativo proteico. Ma in ogni caso non dobbiamo neanche sentirci ossessionati dalle proteine, teoricamente ne assumiamo in abbondanza durante la giornata. In caso di dieta vegana, dieta vegetariana, o di dieta onnivora sbilanciata, l’apporto di proteine è fondamentale. Quindi, anche la colazione diventa un momento della giornata in cui è importante consumare alimenti proteici anche se vegetali.

Svezzamento Vegano: Cosa Sapere

L’alimentazione vegana prevede l’esclusione di tutti gli alimenti di origine animale, ovvero prodotti animali diretti (carne e pesce), nonché indiretti (latte, latticini, uova, miele). Se ci riferiamo alla “vera” alimentazione vegana, la letteratura scientifica afferma che è possibile a ogni età della vita, dal bambino durante lo svezzamento all’atleta agonista, fino all’anziano, incluse le fasi della gravidanza e dall’allattamento, purché appunto sia ben pianificata.

Durante lo svezzamento vegano, come in quello vegetariano, va limitato l’apporto di fibre, in genere molto maggiore rispetto a quello presente con una dieta onnivora. L’eccesso di fibre infatti può ripercuotersi sulla crescita del bambino, perché lo sazia precocemente e, in questo modo, ne limita l’assorbimento di alcuni nutrienti tra cui il ferro. Basta avere l’accortezza di scegliere cereali non integrali e utilizzare i legumi senza buccia (decorticati, passati al passaverdure, pelati a mano, in farine, sotto forma di pasta di legumi…). Non significa rinunciare ad alimenti come le verdure o la frutta, tutt’altro, solo evitare di assumere anche alimenti integrali in questa fase.

Bisogna essere un po’ più generosi con le porzioni di grassi perché a differenza di carne, pesce, uova e latticini, i legumi ne sono praticamente privi. Possono essere aggiunti sotto forma di olii vegetali e frutta a guscio.

Anche chi ancora preferisce uno svezzamento tradizionale, a base di pappe, può rispettare la scelta vegana. La pappa per lo svezzamento vegano dovrebbe essere composta da una parte liquida (il brodo vegetale) e una solida (cereali, legumi, grassi vegetali) e, inizialmente, essere di 150-200 ml. Alcuni bimbi la prediligono più consistente, altri più liquida; i genitori impareranno presto a capire le preferenze del proprio figlio.

Alcuni nutrienti considerati critici nell’alimentazione vegana sono il ferro, il calcio, lo zinco, il DHA (omega 3) e la vitamina B12. È particolarmente presente nei legumi (tofu compreso), nelle verdure a foglia verde e anche nelle erbe aromatiche (basilico, timo, maggiorana…), oltre che nel germe di grano.

Il mito dei latticini come fonte obbligatoria e necessaria per assumere calcio è stato superato da molti anni. Si trova nei legumi, nei semi di zucca e nel lievito alimentare. Anche i cereali integrali sono buone fonti, ma vanno inseriti nella dieta non prima dei 2 anni di età.

È consigliabile un’integrazione di DHA 100 mg al giorno in tutti i bambini che non assumono sufficienti fonti; tra questi i bimbi vegani e quelli con alimentazione selettiva. Gli integratori esistono in gocce, sia di solo DHA oppure in formulazioni con vitamina D.

La vitamina B12, fondamentale per lo sviluppo neuro e psicomotorio del bambino, va assolutamente integrata, poiché non si può ottenere dagli alimenti vegetali o comunque non nelle quantità necessarie per lo sviluppo del bambino. Sono presenti formulazioni sia in gocce sia in compresse sublinguali, da assumere ogni giorno lontano dai pasti per ottimizzarne l’assorbimento.

L’alimentazione vegana, se ben pianificata e integrata, apporta incredibili vantaggi alla salute, in particolare nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e di alcuni tumori. Si tratta inoltre dell’alimentazione con minor impatto ambientale ed è un ottimo investimento anche per la salute del pianeta.

Studio Comparativo sui Latti Vegetali

Da qualche anno sta aumentando il numero di bambini che non possono bere il latte vaccino perché hanno sviluppato un’allergia o una particolare sensibilità ad alcuni suoi compenti. E sta aumentando anche il numero di genitori che, per varie ragioni, preferiscono offrire al loro figlio un latte che non sia di mucca, capra o asino.

Secondo un recente studio, condotto da un team di ricercatori canadesi, dell’Università McGill, e pubblicato sul Journal of Food Science Technology, il latte vegetale a vantare il profilo nutrizionale migliore sarebbe quello di soia.

L’obiettivo dello studio era mettere a confronto caratteristiche, contenuto, pro e contro di quattro latti vegetali: di soia, di mandorla, di riso e di cocco. Gli autori hanno analizzato una piccola quantità di ciascun tipo: più esattamente, un bicchiere da 240 ml senza zuccheri aggiunti. E hanno cercato di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni, così da avere un quadro completo della situazione.

Dai dati raccolti, è emerso che il latte vegetale migliore è quello di soia. Infatti, rispetto agli altri ha un profilo nutrizionale più equilibrato. Inoltre, contiene un gruppo di sostanze molto benefiche, gli isoflavoni che, fra le altre cose, possiedono proprietà anti-cancerogene. Non mancano, però, alcuni contro, a cominciare dal retrogusto di fagiolo che potrebbe non piacere ai bambini. Inoltre, rende difficoltosa la digestione e riduce l’assorbimento di alcuni nutrienti.

  • Latte di riso: Non è particolarmente apprezzabile dal punto di vista nutrizionale, contiene pochi elementi nutritivi, per cui può esporre a malnutrizione e carenze nutrizionali; inoltre è troppo ricco di carboidrati (zuccheri). Ma ha un sapore dolce, che in genere risulta gradito ai bambini e può essere una buona alternativa per chi soffre di allergia ai semi di soia e alle mandorle.
  • Latte di mandorla: È apprezzabile perché è un’ottima fonte di acidi grassi monoinsaturi, alleati nella lotta al sovrappeso e all’obesità.
  • Latte di cocco: Ha un limite importante: non contiene proteine. Di contro, ha poche calorie e può essere utile per chi deve ridurre i livelli del colesterolo cattivo.

Non bisogna, perciò, decidere di usare il latte di soia o altri latti vegetali senza prima aver sentito il parere del pediatra.

Latte Vegetale Pro Contro
Soia Profilo nutrizionale equilibrato, ricco di isoflavoni Retrogusto di fagiolo, può rendere difficoltosa la digestione
Riso Sapore dolce, adatto per allergie a soia e mandorle Pochi elementi nutritivi, ricco di carboidrati
Mandorla Fonte di acidi grassi monoinsaturi -
Cocco Poche calorie, utile per ridurre il colesterolo Non contiene proteine

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