Introduzione
Al principio del Novecento non si conosceva praticamente nulla circa la chimica delle proteine: la nostra conoscenza della struttura di queste molecole è una delle principali acquisizioni degli scienziati del XX secolo. La necessità di isolare queste sostanze così labili da una miscela di molecole simili e la mancanza di una tecnologia adeguata per studiare le proteine una volta isolate sono state le maggiori difficoltà da superare. Le soluzioni a molti di questi problemi sono state ottenute applicando e modificando tecniche proprie della chimica fisica, analitica e organica. Oltre a mancare di una tecnologia adeguata, il biochimico all'inizio del XX secolo era sotto l'influenza del dogma secondo il quale le proteine non erano entità discrete, ma piuttosto strutture labilmente organizzate, di composizione variabile.La dimostrazione che le proteine sono molecole chimicamente e fisicamente omogenee ha costituito il fondamento concettuale per lo studio della struttura proteica. Le dimostrazioni di omogeneità erano basate:- sulla cristallizzabilità;
- sulla non variabilità nella composizione e nella sequenza degli amminoacidi.
- quali sono gli amminoacidi costitutivi delle proteine?
- qual è la sequenza di questi amminoacidi e quale informazione vi è contenuta?
Amminoacidi
Dei numerosissimi composti che possono avere questa formula, solo 20 si trovano comunemente nelle proteine; le formule di questi amminoacidi e della prolina, che a rigor di termini è un imminoacido, sono riportate nella tab. I. Nelle proteine sono stati trovati sempre solo amminoacidi della configurazione L, dove L si riferisce alla configurazione assoluta e non all'attività ottica.Come si vede dalla tab. I, la natura della catena laterale R varia molto nei diversi amminoacidi; questi sono in genere classificati, a seconda della natura della catena laterale, in polari carichi, polari non carichi, e non polari o neutri: i primi hanno nella catena laterale un gruppo ionizzabile e si dividono in basici (lisina, istidina, arginina) e acidi (acido aspartico e acido glutammico); benché il gruppo fenolico della tirosina e il gruppo solfidrilico della cisteina possano ionizzarsi, questi due amminoacidi vengono classificati tra i polari non carichi a causa delle loro caratteristiche complessive. La presenza di questi gruppi ionizzabili rende le proteine polielettroliti la cui carica varia in funzione del pH: i valori normali di pKa di questi gruppi sono riportati nella tab. La terza categoria, amminoacidi non polari o neutri, comprende glicina, alanina, valina, leucina, isoleucina, prolina, metionina e fenilalanina.Quando questi amminoacidi sono sciolti in acqua, le molecole di solvente intorno alle catene laterali tendono a formare strutture ordinate. Le interazioni fra parecchie di tali catene laterali causano una disorganizzazione dell'acqua e, di conseguenza, un favorevole aumento di entropia del sistema; questo tipo di interazione, detta idrofobica, è ritenuto il principale responsabile della formazione e del mantenimento della struttura proteica. Devono pertanto essere forniti dall'alimentazione, tramite gli alimenti contenenti proteine di alto valore biologico (VB).Legame Covalente
I due principali legami che si riscontrano nelle proteine sono il legame peptidico e il ponte disolfuro. Nel 1902 fu avanzata l'ipotesi che gli amminoacidi fossero uniti con legame peptidico. Quest'ipotesi era basata sulle seguenti osservazioni:- benché le proteine come tali contengano pochi gruppi amminici e carbossilici liberi, la loro idrolisi chimica o enzimatica libera quantità eguali di questi gruppi;
- enzimi capaci di idrolizzare le proteine sono capaci di idrolizzare anche piccoli substrati peptidici sintetici;
- l'idrolisi parziale delle proteine produce di- e tripeptidi identici a quelli ottenuti per sintesi.
- le proteine sono (relativamente) instabili in condizioni fisiologiche e possono essere degradate in presenza di enzimi idrolitici; da questo punto di vista si comportano come altri polimeri biologici (acidi nucleici, carboidrati), che hanno anch'essi un valore negativo di energia libera di idrolisi;
- la sintesi delle proteine richiede energia.
Caratterizzazione fisica e chimica delle proteine
Uno studio completo delle proprietà strutturali di una proteina comprende:- la sua caratterizzazione generale;
- l'analisi della sequenza degli amminoacidi;
- la determinazione della conformazione della proteina.
Determinazione della sequenza degli amminoacidi
Nel 1955 fu pubblicata la prima sequenza degli amminoacidi di una proteina a molecola relativamente piccola, l'ormone insulina: questo risultato è stato veramente una pietra miliare nello studio della struttura delle proteine, tanto più notevole se si considerano le tecniche relativamente primitive disponibili a quel tempo. Questo studio non solo ha dimostrato che le proteine hanno struttura chimica definita, ma ha ulteriormente stimolato la ricerca in questo campo: da allora la tecnologia per l'analisi della sequenza degli amminoacidi è stata molto perfezionata e sono state così determinate le sequenze di centinaia di catene polipeptidiche.La purificazione della proteina comprende la separazione delle diverse subunità, l'apertura dei legami disolfuro e l'alchilazione dei residui di cisteina. Le subunità non identiche, tenute insieme esclusivamente da legami non covalenti (come per esempio nell'emoglobina), possono essere separate per precipitazione frazionata o mediante cromatografia a scambio ionico o gelfiltrazione in solventi che impediscono l'aggregazione. Queste tecniche possono essere applicate anche nel caso di subunità non identiche unite da ponti disolfuro previa ossidazione o riduzione e alchilazione dei residui cisteinici: l'apertura dei legami disolfuro tramite ossidazione con acido performico trasforma sia la cistina sia la cisteina in acido cisteico (mentre l'apertura mediante riduzione con 2-mercaptoetanolo trasforma la cistina in cisteina). Tutte le cisteine inizialmente presenti e quelle prodotte per riduzione della cistina sono poi alchilate per evitare la loro ossidazione spontanea; gli agenti alchilanti più usati sono lo iodoacetato e la etilen-immina, che trasformano la cisteina rispettivamente in S-carbossimetilcisteina e S-amminoetilcisteina.Nell'ulteriore passaggio la catena polipeptidica viene spezzata in punti specifici, dando luogo a peptidi di cui si determina la sequenza; per spezzare la catena proteica si usano metodi chimici ed enzimatici. Tra gli svariati metodi chimici proposti, uno dei più soddisfacenti è quello che spezza la catena nei punti adiacenti ai residui di metionina per mezzo del bromuro di cianogeno: la reazione procede in modo praticamente quantitativo e poiché in genere vi sono pochi residui di metionina in un polipeptide, con questo metodo si ottiene una miscela di peptidi relativamente semplice. In teoria, da un polipeptide contenente N residui di metionina si ottengono N+1 peptidi, ciascuno dei quali contiene un residuo di omoserina, eccettuato il frammento carbossi-terminale. Gli enzimi proteolitici possono essere endopeptidasi (come la tripsina e la chimotripsina), che attaccano la catena polipeptidica all'interno, o esopeptidasi (come la leucinamminopeptidasi e la carbossipeptidasi), che staccano amminoacidi dalle estremità della catena.Il passaggio successivo comporta la separazione dei peptidi, ottenuti chimicamente o enzimaticamente, mediante l'uso della cromatografia a scambio ionico, della gelfiltrazione o dell'elettroforesi su carta. La sequenza degli amminoacidi nei peptidi purificati viene determinata dal distacco sequenzia...Fattori che influenzano la conformazione proteica
In realtà gli AA non si susseguono in maniera lineare ma, in uno spazio tridimensionale, si dispongono secondo un andamento a fisarmonica (struttura betafoglietto) o secondo spirali (alfaelica). Se le variazioni non sono drastiche, le proteine riacquistano le loro relative strutture native quando al ripristino delle condizioni iniziali. Le proteine, invece perdono la loro struttura primaria tramite una demolizione graduale per idrolisi catalizzata da enzimi proteolitici (pepsina, tripsina). I prodotti sono prima peptidi e infine amminoacidi.Principali funzioni delle proteine
Alcune delle principali funzioni che le proteine possono ricoprire:- Possono regolare l'espressione genica.
Tabella riassuntiva dei gruppi ionizzabili
Valori normali di pKa dei gruppi ionizzabili:
| Gruppo Ionizzabile | pKa |
|---|---|
| α-carbossilico | ~2.0 |
| α-amminico | ~9.5 |
| Aspartato (β-carbossilico) | ~3.9 |
| Glutammato (γ-carbossilico) | ~4.3 |
| Istidina (anello imidazolico) | ~6.0 |
| Cisteina (gruppo tiolico) | ~8.3 |
| Tirosina (gruppo fenolico) | ~10.9 |
| Lisina (ε-amminico) | ~10.5 |
| Arginina (gruppo guanidinico) | ~12.5 |
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