La leptina, un ormone peptidico composto da 167 amminoacidi, è prodotta principalmente dal tessuto adiposo sottocutaneo. Una parte minore è secreta anche da placenta, ghiandole mammarie, muscolo scheletrico, stomaco e ipofisi. Scoperta nel 1994, la leptina svolge un ruolo cruciale nella regolazione del metabolismo lipidico e del consumo energetico.
Come Funziona la Leptina?
È la leptina, l’ormone prodotto dal grasso corporeo, che determina la sazietà. Quando l’adipe aumenta, le stesse cellule adipose la secernono in maggiore quantità, in modo da dare l’allarme al cervello che ci sono riserve energetiche eccedenti nell’organismo. La presenza della leptina comunica al sistema nervoso che le riserve di grasso sono sufficienti e, di conseguenza, di ridurre l’assunzione di cibo o di aumentare l’attività motoria.
Il mediatore del segnale che la leptina dà al cervello è il Neuropeptide Y (NPY): una sostanza stimolante l’appetito prodotta dall’ipotalamo, che viene bloccata dalla leptina. La leptina inoltre inibisce il sistema della dopamina per cui diminuisce anche la ricerca del piacere del cibo. Invece bassi livelli di leptina, che si verificano quando le riserve energetiche vanno scemando con riduzione delle cellule adipose (come nel digiuno o durante una dieta ipocalorica), attivano l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene con aumentata secrezione di cortisolo, l’ormone dello stress, che a sua volta va a stimolare un tipo particolare di cellule nervose presenti nel nucleo arcuato dell’ipotalamo, i cosiddetti neuroni AgRP, che scatenano la fame per “rimpolpare” le riserve di grasso.
Anche l’insulina stimola la leptina. Questo è un altro meccanismo di auto-regolazione del corpo per non mangiare troppo. Infatti, l’insulina aumenta in risposta all’iperglicemia, e favorisce l’entrata del glucosio nelle cellule. Contemporaneamente, facendo aumentare la leptina, garantisce che si blocchi la fame e non salga ulteriormente la glicemia per assunzione di cibo. Invece nel digiuno si abbassa la glicemia che fa diminuire la secrezione di insulina e aumentare quella di glucagone ed epinefrina che inibiscono la secrezione di leptina, con conseguente aumento del senso di fame.
Un’altra funzione meno conosciuta della leptina è nell’immunità: la leptina stimola l’attività dei neutrofili, delle cellule T e della secrezione di citochine infiammatorie utili nella risposta immunitaria e nella difesa da patogeni; riduce inoltre l’attività dell’asse surrenalico antagonizzando la secrezione di cortisolo. La leptina sembra anche per questi motivi promuovere fenomeni di autoimmunità: le donne che hanno livelli più alti di leptina sembrano più suscettibili a malattie autoimmuni.
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In sintesi, la carenza di leptina deprime il sistema immunitario, attiva l’asse surrenalico, inibisce l’asse gonadico e tiroideo.
Nel tessuto bruno grazie ad una specifica proteina (UCP1) c’è una continua ossidazione dei grassi presenti negli adipociti marroni senza la concomitante produzione di ATP, con dissipazione di calore e consumo calorico. Infatti, la riduzione dei livelli di leptina in seguito a carenza nutrizionale inverte il processo termogenico permettendo una maggiore conservazione dei combustibili metabolici.
Leptina e Grelina: Un Equilibrio Omeostatico
Leptina e grelina hanno effetti opposti nella regolazione dell’assunzione di cibo, la grelina è infatti un ormone oressizzante. A differenza della leptina ha un ruolo nella regolazione della fame principalmente a breve termine, contribuendo quindi all’omeostasi energetica agendo sui neuroni che producono NPY e inibendo POMC/CART.
La grelina prepara inoltre fisiologicamente il tessuto adiposo a ricevere trigliceridi: stimola la lipogenesi e riduce sia il tono del sistema nervoso simpatico che il dispendio energetico. La grelina è talmente efficace nello stimolare l’assunzione di cibo che sono stati studiati farmaci “grelino-mimetici” che stimolano l’assunzione di cibo e la secrezione di GH (azione data dalla grelina sul suo recettore GHS-R), in sperimentazione negli stati cachettici e nell’anoressia nervosa
Leptina e Obesità: Il Paradosso della Resistenza
I livelli plasmatici di leptina aumentano in maniera direttamente proporzionale all’aumento del tessuto adiposo (mentre si riducono in risposta al digiuno o alla restrizione calorica) e risultano pertanto più elevati nei soggetti con obesità, nei quali - tuttavia - non si associano a perdita di peso, come ci si attenderebbe, lasciando ipotizzare una forma di resistenza alla sua azione (leptino-resistenza). Durante lo sviluppo dell'obesità, i recettori della leptina diventano insensibili alla leptina, più o meno come, durante lo sviluppo del diabete di tipo 2, i recettori dell'insulina diventano insensibili all'insulina. Questo significa che più si accumula grasso, più la sensibilità del corpo alla leptina diminuisce.
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Quando mangi molto, il grasso corporeo aumenta facendo innalzare i livelli di leptina. In caso di digiuno, il grasso corporeo diminuisce, facendo scendere i livelli di leptina. Anche quando mangi molto, e il grasso corporeo e la leptina aumentano, il cervello non riconosce il segnale mediato dalla leptina. Il problema, quindi, non è dato da un difetto di leptina ma da una ridotta sensibilità recettoriale nei suoi confronti.
In pratica, quando si diventa resistenti alla leptina, il cervello non riconosce il segnale metabolico trasmesso da questo ormone. Nonostante i livelli di grasso corporeo e leptina siano alti, il cervello delle persone resistenti a questo ormone non riconosce il suo messaggio e "pensa di avere ancora fame".
Strategie per Gestire i Livelli di Leptina
- Dieta a basso contenuto di carboidrati: Il modo migliore per ridurre i trigliceridi è ridurre l’assunzione di carboidrati.
- Controllo delle porzioni: Consumare pasti abbondanti favorisce una maggiore produzione di leptina.
- Attività fisica e dieta: In uno studio condotto su donne in postmenopausa, una dieta a basso contenuto di carboidrati con esercizio fisico ha abbassato i livelli di leptina e aumentato l’adiponectina, con conseguente perdita di peso.
- Sonno adeguato: La mancanza cronica di sonno è stata associata a un’alterazione dei livelli e delle funzioni della leptina.
- Gestione dello stress: Alti livelli di stress tendono ad aumentare i livelli di leptina; al contrario, limitare i fattori stressogeni può ridurre la leptina.
Tabella Riepilogativa dei Fattori che Influenzano i Livelli di Leptina
| Fattore | Effetto sui Livelli di Leptina |
|---|---|
| Aumento del tessuto adiposo | Aumento |
| Digiuno o restrizione calorica | Diminuzione |
| Infiammazione | Aumento |
| Eccesso di carboidrati | Aumento |
| Stress | Aumento |
| Sonno insufficiente | Alterazione |
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