La malnutrizione ospedaliera è una condizione molto diffusa in Europa e nel mondo, si stima possa colpire il 40-70% dei pazienti ricoverati.
Principi Generali per i Servizi di Ristorazione Ospedaliera
Riguardo l’offerta che devono garantire i servizi di ristorazione presso ospedali, centri di riabilitazione e case di cura, emerge l’importanza di preferire ingredienti di alta qualità e sostenibili, evitando al contempo gli sprechi alimentari.
Già dal momento del ricovero, la dieta dovrebbe essere il risultato di un lavoro sinergico tra dietista e medico curante.
Nonostante ciò, la sua gestione risulta ancora sotto attenzionata, tanto che le diete vengono raramente prescritte a seguito di una valutazione dello stato nutrizionale del singolo paziente.
Oltretutto, le diete terapeutiche (a basso contenuto di sale, prive di glutine, modificate nella consistenza…) sono spesso associate a un ridotto apporto energetico e a un aumentato rischio di malnutrizione, comportando l’aumento di insuccesso delle cure e la durata dell’ospedalizzazione, oltre che interferendo con lo stato di benessere generale del paziente.
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Tipi di Dieta e Raccomandazioni Specifiche
In assenza di specifiche esigenze terapeutiche può essere predisposta una dieta standard (o ospedaliera, in caso di rischio o comprovata malnutrizione); al contrario, è necessario ricorrere a una dieta terapeutica.
La dieta standard copre il fabbisogno nutritivo ed energetico per la popolazione generale.
Dieta senza Glutine
La dieta senza glutine deve essere somministrata a pazienti con malattia celiaca diagnosticata.
La variabilità clinica e l’assenza di biomarcatori validati per la NCGS, i cui sintomi simili, rende difficile stabilire l’incidenza, la diagnosi e l’approfondimento di quest’ultimo disturbo, pertanto, per evitare di somministrare una dieta senza glutine in casi dove non necessaria, occorre effettuare preliminarmente uno screening.
Dieta a Basso Contenuto di Lattosio
Ai pazienti con intolleranza al lattosio accertata, dovrebbe essere somministrata una dieta basso contenuto di lattosio (<12 g per pasto).
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Dieta a Basso Contenuto di Fibre
Una dieta a basso contenuto di fibre dovrebbe essere adottata unicamente il giorno precedente ad una colonscopia, al fine di ottenere una migliore pulizia del colon e ridurre il disagio del paziente.
Nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile, una dieta a basso contenuto di fibre può essere un trattamento efficace per alleviare sintomi quali dolore addominale, crampi e distensione.
Non esistono studi di alta qualità sull’effetto di una dieta a basso contenuto di fibre sulla gestione di diverticolite, colite acuta, malattia di Crohn e colite ulcerosa.
Diete Ipoproteiche
Il suggerimento di diete ipoproteiche è tendenzialmente associato a problematiche a carico di fegato e reni.
Restrizione di Sodio
In caso di insufficienza cardiaca cronica, insufficienza renale cronica o cirrosi epatica, la riduzione del cloruro di sodio non dovrebbe scendere al di sotto di 6 g/die, altrimenti il rapporto benefici/rischi è sfavorevole verso un rischio maggiore di malnutrizione.
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Nei pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca acuta scompensata, non dovrebbe essere ridotto a 2,8 g/di né superare i 6 g/die.
Dieta per Pazienti Diabetici
I pazienti con diabete tipo 1 e tipo 2 dovrebbero ricevere una dieta standard o una dieta ospedaliera in base al loro rischio/stato nutrizionale.
In particolare, i pazienti in terapia insulinica devono ricevere un supporto per identificare e quantificare l’assunzione di carboidrati per monitorare la propria glicemia.
Il conteggio dei carboidrati con conseguente aggiustamento della dose di insulina è una strategia efficace per il controllo glicemico.
Nutrizione Post-Chirurgica
Nella maggior parte dei casi, a seguito dell’intervento chirurgico l’apporto di nutrienti per via orale non deve subire interruzioni.
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