Luca "Il Sole di Notte" e il Successo di "Ma Quale Dieta": L'Inno Inaspettato degli Europei 2020

Probabilmente solo un eremita negli ultimi giorni non ha cantato, o non ne è venuto a conoscenza, "Ma quale dieta", canzone napoletana salita alla ribalta grazie all'impresa dell'Italia campione d'Europa a Euro 2020 dopo la vittoria ai rigori con l'Inghilterra nella finale di Wembley.

Altro che Mameli o White Stripes, Martin Garrix o Nannini: la colazione dei campioni d’Europa è l’autentico inno della Nazionale azzurra, promosso direttamente dai calciatori e in particolare dal deejay Lorenzo Insigne a tutta la truppa.

La nascita di un inno

Ma da dove nasce la sua hit? «Da una giornata in studio insieme con il mio staff: autore e arrangiatore. Ero alle prese con un intervento di riduzione dello stomaco - ho perso 90 chili dopo un lungo percorso - e prima dell'operazione cercavo di godermi il più possibile il cibo.

"Ma quale dieta. Mi piacciono le polpette, mi piace la cotoletta. Ho mangiato alle quattro, ma ho ancora fame e sono le sette": il testo, in napoletano, è stato il leit-motiv degli Azzurri per tutto l'Europeo.

E così, oltre alle "Notti Magiche" di Gianna Nannini e Edoardo Bennato (retaggio del Mondiale di Italia 90), al consueto "popopopo" ricalcato sul brano "Seven Nation Army" dei White Stripes (colonna sonora della cavalcata mondiale del 2006 in Germania) e alle canzoni di Raffaella Carrà (scomparsa alla vigilia delle semifinali con la Spagna), anche il brano napoletano è entrato nelle "musiche" dell'Europeo 2020.

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Tanti i video sui social diffusi dagli Azzurri mentre cantano a squarciagola soprattutto il ritornello: da Acerbi a Chiellini, passando per Florenzi e naturalmente il trio di napoletani formato da Insigne, Immobile e Donnarumma, nessuno si è sottratto al "rito" portafortuna, nato quasi per caso.

Il ruolo di Lorenzo Insigne e dei campani

La risposta è semplice, quanto scontata: ci ha pensato Lorenzo Insigne, capitano del Napoli e numero 10 azzurro. Grazie a lui, aiutato dagli altri campani del gruppo (Ciro Immobile e Gianluigi Donnarumma) il resto della truppa - con tanti calciatori del Nord - ha imparato il testo della canzone cantata a squarciagola dopo ogni vittoria e che, alla fine, è diventato "l'inno" dell'Italia e il portafortuna a Euro 2020.

Merito di Lorenzo Insigne, che ha fatto conoscere alla squadra il brano di "Ma quale dieta" di Luca Il Sole di Notte, diventato subito popolarissimo.

Il passaparola e il successo virale

E adesso “Ma quale dieta”, uscita lo scorso ottobre 2020, la canta tutta l’Italia: un caso più unico che raro di vertiginosa ascesa via passaparola, alla faccia della discografia ufficiale.

Grazie a loro “Ma quale dieta” è già la hit dell’estate, destinata a crescere in maniera esponenziale: "Stamane 998mila visualizzazioni e oggi già oltre il milione e 24mila", ancora non se ne rende conto Luca Di Stefano, il suo autore, testa ben piantata sulle spalle nonostante il successo improvviso su larga scala.

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Da Sant'Antimo in giro per l'Europa, senza nemmeno dover prendere un aereo. Il viaggio di Luca Il Sole di Notte - nome d'arte dell'artista napoletano che sta monopolizzando gli ascolti insieme con la nazionale di Mancini, fresca di vittoria all'Europeo - è cominciato quasi per caso un mese fa.

E proprio come l'Italia, anche la hit «Ma quale dieta», in rigoroso dialetto napoletano, è riuscita a ribaltare le aspettative e a diventare un successo, quasi un inno aggiunto della squadra azzurra.

Con il nickname Il Sole di Notte, il 32enne di Sant’Antimo gestisce una pescheria al suo paese e pubblica canzoni in dialetto napoletano a pronta presa: "Il Sole di Notte - spiega Luca al Foglio - è la cosa più bella che esista, e dopo la tempesta esce sempre il sole. Mio padre, che purtroppo non c’è più, era un maestro d’arte e dipingeva quadri.

Lorenzo Insigne viene dal paese vicino, Frattamaggiore, e frequenta Nando Quaranta, il barbiere di Sant’Antimo. Sicuramente l’ha scoperta qui, so che ha avuto anche belle parole nei miei confronti, così pure Ciro Immobile che rispondendomi via instagram si è mostrato umilissimo. Da quel momento è cominciata e non è più finita: in pullman dopo il Belgio, sul campo di allenamento in preparazione della semifinale, negli spogliatoi risuona il botto del giovane neomelodico napoletano in chiave reggaeton, che a qualcuno ricorda la cover gastronomica di “The rhythm of the night” a cura dell’indimenticato Leone di Lernia.

Il Sole di Notte: tra musica e pescheria

Abituato a lavorare duro, Luca Di Stefano pur emozionato non si monta certo la testa per l’exploit: "Prima viene la pescheria, stiamo anzi progettando di allargarla alla ristorazione.

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Luca Di Stefano, titolare del ristorante "Il Sole di Notte" di Sant'Antimo, è stato ferito a una mano da un colpo d’arma da fuoco. A sparare sarebbero stati due uomini dal volto travisato che hanno fatto irruzione nel locale. Il 36enne è stato portato all'ospedale di Aversa dove è stato curato. Le sue condizioni non sono gravi.

Di Stefano è un personaggio sui social, dove conta 250mila follower. Una notorietà arrivata nel 2021 in veste di cantante grazie a un brano, "Ma quale dieta", in dialetto napoletano, nato con l'intento di promuovere l'attività del ristorante e diventato una sorta di inno portafortuna adottato dai calciatori della Nazionale italiana di calcio vincitrice degli Europei 2020, edizione rinviata dalla Uefa all'anno successivo a causa del Covid.

"Non sono un rapper come Rocco Hunt - precisa Il Sole di Notte - scrivo canzoncine per divertimento a tempo perso. Penso di avere un talento naturale per queste cose, specie nei social network, dove ho cominciato nel 2016 a pubblicare filastrocche video per promuovere la mia attività", e cantarle alle feste private per comunioni e matrimoni.

«Una sensazione inspiegabile, non saprei raccontare la faccia che ho fatto quando ho sentito l'Italia cantare la mia canzone per la prima volta».Dove si trovava? «Nella mia pescheria, come sempre. D'improvviso mi accorgo di decine e decine di notifiche dai social. Tutti quelli che mi seguono mi avevano taggato nelle immagini della nazionale che, all'uscita dall'albergo, intonava Ma quale dieta a tutto volume. All'inizio non ci ho creduto, sono rimasto senza parole. La prima cosa che ho fatto è stata chiamare mia madre e piangere con lei. Il pensiero è andato a mio padre che non c'è più. Mi sarebbe piaciuto poter condividere con lui il momento».

«La passione per la musica c'è sempre stata, ma il mio lavoro è un altro. Ho una pescheria - anche abbastanza conosciuta a Sant'Antimo - ed è la mia principale passione. Mi sveglio alle 4 del mattino ogni giorno, per pubblicizzare un po' l'attività del locale ho cominciato a fare qualche canzone da caricare sui social. Amo far divertire le persone, da lì ho cominciato a esibirmi».

«Prima Ciro. Ci siamo sentiti per la prima volta nel 2018, un contatto in comune gli faceva sentire le mie canzoni. Fu molto gentile, mi fece i complimenti e mi disse che il talento napoletano va sempre supportato».Vi siete sentiti dopo la vittoria? «No, ora loro saranno in vacanza, io ho avuto modo di parlare solo con Marco (fratello di Lorenzo Insigne). Abbiamo scambiato qualche parola dopo la Finale».

«Mai, so bene come funzionano le cose in questo mondo. Anzi, se dovessi scegliere tra le canzoni e la pescheria sceglierei sempre la seconda. Ma la nazionale mi ha onorato cantando la mia canzone, ne sono orgoglioso e quindi vorrei onorare anche io loro».

«Sicuramente. Spero di avere questa possibilità, sarebbe un onore per me. Li invito in pescheria, lì le porte sono aperte a tutti, mi piacerebbe poter cucinare per loro».

Il significato del successo

«Per la felicità ho preso il camion aziendale e sono andato a far festa in strada. Siamo arrivati fino a Frattamaggiore, sotto casa di Insigne, con Ma quale dieta ad alto volume».

«Mi aspettavo che potesse funzionare - spiega il cantante - perché mangiare piace a tutti. Scrivilo: l’amore finisce ma la fame no, viva il cibo!".

Niente di meglio, quindi, che ringraziare Insigne, Immobile, Donnarumma e tutta la squadra invitandola a una cena di pesce: "Non appena aprirò la ristorazione - conclude Luca di Stefano - la Nazionale assaggerà il mare a tavola alla Pescheria degli Artisti. Il mio cavallo di battaglia è la barchetta di frutti di mare, un quadro come quelli che dipingeva mio padre: solo che io lo dipingo utilizzando i pesci".

«Ci sto pensando, ci stiamo pensando tutti. Vorrei fare qualcosa per ringraziarli».

«Non sono un tifoso sfegatato, ma sono sempre felice se il Napoli e la Nazionale vanno bene. Ovviamente questo Europeo l'ho vissuto diversamente, come se avessi giocato anche io con loro. Mi sono sentito quasi in campo».

Da ora la purpetta a Sant'Antimo assume tutto un altro valore? «Lo spero (ride). Mi auguro che finalmente di una polpetta che parte dalla mia città si parli soltanto bene e strappando un sorriso a qualcuno».

Il ritornello "Ma quale dieta, a me mi piacciono le polpette", rigorosamente in napoletano, ha risuonato anche nella magica notte di Wembley, con gli azzurri che lo hanno cantano a squarciagola.

Meno duraturo invece il tormentone "Cornutone" degli Squallor, che aveva fatto la sua apparizione all'indomani della vittoria sull'Austria agli ottavi di finale. Il brano "Ma quale dieta" ha raccolto molto più successo tra gli Azzurri, diventando dunque il pezzo portafortuna per la spedizione italiana all'Europeo.

Soddisfatto anche l'autore Luca Il Sole di Notte, che oltre a fare il cantante lavora anche in un ristorante di Sant'Antimo: "Di nuovo la nazionale a cantare la mia canzone. I tanti sacrifici, le tante delusioni e tante sofferenze, mi hanno portato a tutto questo: emozionarmi assieme a voi.

Il territorio in cui si è verificato l'episodio - si legge in una nota della Prefettura - è oggetto di particolare attenzione in considerazione della necessità di prevenire episodi di violenza urbana, di natura predatoria e ogni altra forma di illegalità e anche al fine di aumentare la percezione di sicurezza dei residenti.

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