Mal di Testa da Dieta: Cause e Rimedi

Il mal di testa, termine generico per la cefalea, è un dolore localizzato alla testa che può variare in intensità, durata e frequenza. Può essere accompagnato da sintomi come ipersensibilità alla luce, nausea e vomito. Colloquialmente lo definiamo mal di testa, tecnicamente è definito cefalea: si tratta del dolore provato in qualsiasi parte della testa e del collo, percepito dalle strutture sensibili che circondano il cervello -muscoli, nervi, arterie, vene etc -perché il cervello, non avendo recettori dedicati, è di fatto insensibile al dolore.

Tipi di Cefalea

Esistono diversi tipi di cefalea, tra cui:

  • Cefalea muscolo-tensiva: La forma più comune, legata alla contrazione dei muscoli del capo e del collo, spesso associata a tensione. Questa forma di cefalea presenta un’intensità media-lieve e si localizza principalmente nella regione occipitale (parte posteriore del cranio).
  • Emicrania: Un disturbo neurovascolare caratterizzato da dolore intenso e pulsante, spesso localizzato nella regione frontale. L’emicrania, il mal di testa associato a sintomi del sistema nervoso autonomo, fa parte del gruppo delle cefalee primarie e presenta una prevalenza del 14% nella popolazione. L’emicrania si manifesta con dolore ad un lato della testa, spesso pulsante, aggravato dall’attività fisica e spesso accompagnato da nausea e profondo fastidio nei confronti di luce, suoni e anche odori. Può essere preceduta o accompagnata da aura, una serie di sintomi più spesso visivi ma talvolta sensoriali, dolori e formicolii, o addirittura motori, con disturbi della parola, del linguaggio e del movimento. Ne esistono due varianti: emicrania con o senza aura.
  • Cefalea a grappolo: Rappresenta la forma di cefalea primaria meno comune, ma più grave. Il dolore è intenso e di tipo trafittivo e lancinante.

Cause del Mal di Testa

Molti fattori possono scatenare il mal di testa, e vista la difficoltà di diagnosi non è spesso semplice risalire alle cause in poco tempo. Le cause dell’emicrania non sono ben definite, probabilmente sono la somma di un insieme di fattori ambientali e genetici. Diversi fattori endogeni ed esogeni possono influenzare la gravità e la frequenza del mal di testa, come ad esempio lo stile di vita, inclusi i fattori dietetici e l’alimentazione.

Tra i fattori scatenanti troviamo:

  • Alimentazione: Alcuni alimenti possono essere trigger per le sostanze contenuti in essi e possono innescare un improvviso mal di testa. Le sostanze chimiche aggiunte agli alimenti per esaltarne il sapore o aiutarli a rimanere freschi più a lungo possono causare mal di testa.
  • Carenze nutrizionali: La carenza di alcuni complessi vitaminici e minerali può essere responsabile dell’acutizzarsi dell’emicrania. In particolare il ferro e il magnesio sono due micronutrienti fondamentali.
  • Sinusite: Il mal di testa si associa spesso alla sinusite che con l’autunno e l’inverno, per via di una maggiore congestione dei seni paranasali, può scatenare emicranie.
  • Stress e postura: Questo tipo di cefalea è correlata allo stress (spesso resposndabile anche della gastrite nervosa), alla depressione, all'ansia o alla postura scorretta.

Il Ruolo della Dieta

Nonostante non si possa attribuire la totale responsabilità del cerchio alla testa all’alimentazione, è bene ricordare che alcune sostanze alimentari possono contribuire ad accrescere i sintomi del mal di testa, rinforzando la correlazione del disturbo con la dieta e l’alimentazione del soggetto. Vi è quindi un legame tale da portare molti ad assumere cibi che fanno passare il mal di testa, intraprendendo regimi alimentari specifici. Sebbene la fisiopatologia dell'emicrania non sia completamente compresa, l'evidenza suggerisce che i fattori dietetici possono svolgere un ruolo in diversi possibili meccanismi.

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Quali sono le sostanze ed i cibi responsabili dello sviluppo del mal di testa? Una delle ipotesi è che il mal di testa sia provocato dalla difficoltà che alcuni soggetti hanno nel metabolizzare alcune sostanze, come ad esempio le ammine biogene (feniletilamina, istamina, tiramina, ecc.), i nitrati, il glutammato di sodio.

  • Istamina: L'istamina è una sostanza naturalmente prodotta dal nostro organismo a partire dall’amminoacido istidina. L’istamina in eccesso nel nostro organismo non è affatto indice di buono stato di salute. Da qui si può indirettamente risalire a carenze di micronutrienti, come vitamina C, vitamina B12 e folati.
  • Tiramina: La tiramina è un’ammina biogena che deriva dalla degradazione della tirosina, un amminoacido che si trova in cibi elaborati, ricchi di proteine o lasciati per troppo tempo a temperatura ambiente. L'assunzione eccessiva di tiramina può provocare vasocostrizione, aumento della pressione sistolica e dei battiti cardiaci.
  • Nitrati: I nitrati si trovano negli insaccati e nella carne in scatola.

Poiché anche la sensibilità agli alimenti è soggettiva, chi soffre di cefalea dovrebbe cercare di prestare attenzione ad ogni possibile correlazione tra insorgenza dei sintomi e pasto precedente, in modo tale da individuare esattamente il cibo, o i cibi, che provocano o aggravano gli attacchi.

Come agire quindi? Conviene iniziare escludendo un determinato cibo per un certo periodo di tempo; se tale esclusione non conduce a particolari benefici, si può reintrodurre l’alimento e procedere escludendone un altro fino a trovare l’alimento scatenante. Questo anche a causa della presenza di tanti falsi miti sui cibi considerati pericolosi per il mal di testa. Nonostante ciò, ridurre, o eliminare, alcuni cibi considerati “dannosi” dalla propria alimentazione può essere utile.

Approcci Dietetici e Nutrienti Utili

Interventi dietetici, come dieta ricca di folati, dieta povera di grassi, diete ad alto contenuto di omega-3 e a basso contenuto di acidi grassi omega-6, dieta chetogenica e dieta a basso contenuto di sodio sono stati suggeriti per ridurre gli attacchi di emicrania. Al contrario, l'intensità e la frequenza dell'emicrania possono diminuire grazie ad alcuni nutrienti come vitamine del gruppo B, vitamina C, vitamina D, magnesio, coenzima Q10, acido alfa-lipoico (ALA) e acido eicosapentaenoico (EPA).

Tra questi rientrano approcci dietetici per il controllo dell'ipertensione, diete a basso indice glicemico, diete contenenti acidi grassi omega-3 e bassi omega-6 e diete chetogeniche.

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Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica sfrutta dei processi fisiologici particolari che si attivano soltanto in determinate condizioni, durante un digiuno prolungato o quando la quantità di zuccheri introdotta con il cibo è molto ridotta. La dieta chetogenica nasce negli anni Venti del secolo scorso per il trattamento dell’epilessia in età pediatrica, ma negli ultimi anni è stata utilizzata con sempre maggior successo anche per il trattamento di diverse patologie neurologiche.

Già nel 1928 la dieta chetogenica era stata utilizzata per trattare con successo soggetti affetti da emicrania. La chetogenica si è dimostrata efficace sia nei singoli soggetti, sia durante gli studi clinici con riduzione della frequenza e dell’intensità degli attacchi, minor ricorso a farmaci e, in alcuni casi, alla scomparsa all’emicrania.

Durante una dieta chetogenica il paziente non può consumare cereali e prodotti a base di cereali, legumi, tuberi, frutta e tutti i cibi che contengano quantità rilevanti di zuccheri o amidi. Il paziente può consumare carne, pesce, uova, frutta oleosa secca e verdure, con un apporto calorico che va calcolato in funzione delle necessità e degli obiettivi del soggetto.

In buona parte dei casi uno o due mesi di dieta chetogenica sono sufficienti a ridurre gli attacchi; a questo punto il paziente può passare in maniera graduale a una dieta a basso indice glicemico, in cui è possibile consumare cereali integrali, legumi e frutta, evitando tuttavia di creare picchi glicemici importanti. Durante una dieta chetogenica è possibile che possano essere necessari integratori mirati. Inoltre, non si tratta di una dieta adatta a tutti: esistono controindicazioni importanti tra le quali diabete di tipo I, gravidanza e allattamento.

La dieta chetogenica non è una normale dieta fai-da-te, non deve essere gestita in autonomia dal paziente, richiede sempre l’intervento di personale specializzato.

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Altri Approcci Dietetici

  • Dieta a basso indice glicemico: Alcuni studi hanno posto l’attenzione su un approccio dietetico ipoglicemico per chi soffre di mal di testa legato all’alimentazione. Infatti, la riduzione dell'oscillazione glicemica consente la stabilità degli ormoni di regolazione del glucosio che a loro volta sono stati coinvolti nella patogenesi dell'emicrania.
  • Dieta a basso contenuto di grassi e sodio: In particolare le prostaglandine, che derivano dall’acido arachidonico (omega-6), potrebbero aumentare la vasodilatazione e quindi inasprire il disturbo. Quindi si pensa che una dieta che migliori il rapporto omega-6/omega-3, a favore di questi ultimi, potrebbe rientrare tra le strategie possibili.

Integrazione

L’integrazione per il mal di testa può essere approcciata in diversi modi, per via dei diversi fattori che possono concorrere allo sviluppo della problematica:

  • Smaltimento dell’istamina.
  • Sintesi della serotonina.
  • Metabolismo delle catecolamine (adrenalina e noradrenalina).
  • Metabolismo energetico.

È necessario integrare bene il ferro, meglio se è associato a vitamina C, per ridurre emicrania, anemia, astenia e sintomi associati. La correlazione tra bassi livelli di magnesio e mal di testa è ben dimostrata.

Gli attacchi cefalalgici sono più frequenti e gravi in autunno/inverno, e minori in estate. Alcuni studi ritengono che la vitamina D, di cui facciamo scorta d’estate grazie all’esposizione solare, possa avere un ruolo importante nel ridurre l’infiammazione associata alla cefalea, così come avviene in altri disturbi infiammatori. È quindi opportuno valutare i livelli di vitamina D, specie in autunno, e integrarli se inadeguati.

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