I trigliceridi sono un tipo di grasso essenziale per il corretto funzionamento del nostro organismo, poiché rappresentano una riserva energetica fondamentale. Sebbene spesso associati a problematiche di salute, come le malattie cardiovascolari, non vanno demonizzati: come spiegheremo più nel dettaglio, infatti, essi svolgono ruoli vitali, come l’isolamento termico e la protezione degli organi interni. Tuttavia, quando i livelli di trigliceridi nel sangue diventano eccessivamente alti, possono emergere rischi per la salute, come aterosclerosi e altre complicazioni metaboliche.
Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cosa sono i trigliceridi, come si differenziano in base alla loro composizione, cosa significa la loro presenza nel sangue e quali sono le cause principali dell’ipertrigliceridemia. Vedremo anche come un corretto stile di vita, che comprende una dieta equilibrata e un’adeguata attività fisica, possa contribuire a prevenire queste problematiche.
Cosa sono i Trigliceridi?
I TRIGLICERIDI sono grassi estremamente diffusi in natura. Stando alla definizione fornita dal dizionario medico, i trigliceridi sono “Molecole complesse composte da tre acidi grassi legati a una molecola di glicerolo, la cui formazione è strettamente legata al metabolismo dei carboidrati immagazzinati nel tessuto adiposo”.
Semplificando, i trigliceridi sono un tipo di grasso presente nel sangue, prodotto dal fegato e introdotto attraverso l’alimentazione. Devono il loro nome dal fatto di essere costituiti da una molecola di glicerolo legata a tre acidi grassi. Compongono gran parte del tessuto adiposo animale, delle riserve lipidiche vegetali e, per l'uomo, costituiscono il 98-99% dei lipidi totali nella dieta.
Nel nostro organismo svolgono un ruolo essenziale come riserva energetica: quando consumiamo più calorie di quelle necessarie, queste vengono trasformate in trigliceridi e immagazzinate nelle cellule adipose (ecco perché mettiamo su la “pancetta”). Quando il corpo ha bisogno di energia tra un pasto e l’altro, vengono rilasciati nel sangue per essere utilizzati. Tuttavia, livelli elevati di trigliceridi possono rappresentare un rischio per la salute cardiovascolare.
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La Struttura dei Trigliceridi
I trigliceridi sono formati per esterificazione di una molecola di glicerolo e tre molecole di acidi grassi; questi ultimi, che possono essere a catena lunga, media, corta e possono contenere anche uno o più doppi legami, rappresentano la porzione più energetica della molecola. Gli acidi grassi differiscono tra di loro per la lunghezza della catena e per l’assenza o la presenza di doppi legami lungo di essa. Gli acidi grassi saturi prevalgono nel mondo animale, mentre gli insaturi si trovano prevalentemente nei vegetali e nei pesci (Omega-3).
Acidi Grassi Saturi e Insaturi
I trigliceridi si distinguono principalmente in due categorie, a seconda del tipo di acido grasso che si lega alla molecola di glicerolo: gli acidi grassi saturi e gli acidi grassi insaturi. Questa distinzione è cruciale per comprendere l’impatto dei trigliceridi sulla salute.
Acidi Grassi Saturi
Gli acidi grassi saturi si trovano soprattutto nei prodotti di origine animale come carne, burro, formaggi, latte intero e altri derivati. Un consumo eccessivo di trigliceridi contenenti acidi grassi saturi è stato associato a un aumento del colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) nel sangue, che può contribuire all’accumulo di placche nelle arterie, aumentando così il rischio di malattie cardiovascolari, come aterosclerosi, infarto e ictus.
Acidi Grassi Insaturi
Gli acidi grassi insaturi si presentano meno stabili e liquidi a temperatura ambiente, e si suddividono ulteriormente in due tipologie: gli acidi grassi monoinsaturi (con un solo doppio legame con atomi di carbonio) e polinsaturi (con più doppi legami). Gli acidi grassi insaturi sono presenti in oli vegetali (come olio d’oliva, olio di semi), frutta a guscio, semi, e pesci grassi come salmone, sgombro e tonno.
Questi grassi sono considerati benefici per la salute poiché aiutano a ridurre i livelli di colesterolo LDL e ad aumentare quelli di colesterolo HDL (altrimenti noto come colesterolo “buono”). Gli acidi grassi omega-3 e omega-6, che fanno parte della categoria dei polinsaturi, hanno effetti protettivi contro le malattie cardiovascolari e svolgono un ruolo importante nella salute del cervello e delle articolazioni.
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Mantenere un equilibrio tra i trigliceridi contenenti acidi grassi saturi e insaturi è essenziale per una dieta sana. Limitare i grassi saturi e privilegiare quelli insaturi può aiutare a mantenere livelli ottimali di trigliceridi nel sangue e a ridurre il rischio di complicazioni cardiovascolari.
A Cosa Servono i Trigliceridi?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i trigliceridi non sono un nemico per il nostro organismo; al contrario, svolgono funzioni vitali per il mantenimento della salute e dell’equilibrio energetico. Essi, infatti, sono noti anche come “lipidi di riserva” poiché, come accennato prima, si accumulano nel tessuto adiposo, agendo come principale fonte di energia disponibile per il corpo.
Questo deposito di energia è essenziale per garantire che il corpo possa attingere alle risorse necessarie durante i periodi di digiuno o quando il fabbisogno energetico aumenta, come in caso di sforzo fisico o stress prolungato. Oltre al loro ruolo di riserva energetica, i trigliceridi contribuiscono a preservare la temperatura corporea, fornendo isolamento termico e prevenendo la dispersione del calore. Inoltre, svolgono una funzione di protezione fisica, agendo come uno strato ammortizzante che salvaguarda gli organi interni da possibili traumi o lesioni.
I trigliceridi sono i grassi più diffusi, costituiscono il 90% dei grassi presenti negli alimenti e sono i principali componenti del tessuto adiposo (quelli che si depositano nei famosi cuscinetti!) e che formano il grasso viscerale intorno alla vita, il più pericoloso per la salute di cuore, vasi, cervello e rene.
Trigliceridi nel Sangue: Cosa Significa?
I trigliceridi, come abbiamo visto, sono grassi che il nostro organismo produce o assume attraverso l’alimentazione. Una volta sintetizzati, vengono immagazzinati nel tessuto adiposo, dove fungono da riserva energetica cruciale per il corpo, pronta per essere utilizzata in caso di necessità. Tuttavia, i trigliceridi non si trovano solo nel tessuto adiposo. Una parte significativa di questi grassi è presente anche nel sangue, dove svolgono altre funzioni essenziali.
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Ma perché si parla di trigliceridi nel sangue? Cosa implica questa presenza? I trigliceridi viaggiano nel sangue come parte integrante dei lipidi plasmatici, che comprendono vari tipi di grassi trasportati attraverso il flusso sanguigno per raggiungere i tessuti e le cellule del corpo. Dopo i pasti, il corpo converte le calorie in eccesso in trigliceridi, che vengono rilasciati nel sangue sotto forma di lipoproteine a densità molto bassa (VLDL), pronte per essere immagazzinate o utilizzate come energia. Questo processo è fondamentale per il metabolismo lipidico.
NON essendo solubili in acqua, i trigliceridi sono trasportati nella linfa e nel sangue per mezzo di apposite lipoproteine. Come abbiamo già menzionato, i trigliceridi fluttuano nel sangue grazie a delle molecole specifiche dette lipoproteine. Senza entrare troppo nel dettaglio, peraltro oggetto di un'altra lezione a se stante, diciamo che queste strutture rappresentano una sorta di "corriere" per il trasporto di vari tipi di lipidi tra i quali, oltre ai trigliceridi, rientra anche il colesterolo. Le lipoproteine sono fatte più o meno come un guscio proteico contenente i grassi, delle quali lo strato idrofilo esterno ne consente la solubilità nel plasma.
Le lipoproteine sono indispensabili per il trasporto dei lipidi. Le VLDL (Very Low Density Lipoprotein), ovvero Lipoproteine a Densità MOLTO BASSA: sono sintetizzate nel fegato e hanno la funzione di veicolare i grassi da lì ai tessuti attraverso il sangue. La quantità di trigliceridi nel sangue è quindi ricavata dalla somma del contenuto di tutte le lipoproteine plasmatiche.
Tuttavia, quando i livelli di trigliceridi nel sangue sono costantemente elevati, possono sorgere complicazioni serie. L’eccesso di trigliceridi nel sangue può contribuire all’ispessimento delle pareti arteriose, un processo che porta alla formazione di placche aterosclerotiche. Ecco perché il medico prescrivere delle semplici analisi del sangue, attraverso le quali si possono valutare i livelli di colesterolo totale, trigliceridi, HDL (lipoproteine ad alta densità) e LDL (lipoproteine a bassa densità).
Quali Sono i Valori Normali dei Trigliceridi nel Sangue?
Quando si effettuano analisi del sangue per la trigliceridemia, i valori vengono indicati seguendo questo schema:
Negli adulti:
- Valore desiderabile: < 150 mg/dl (1,7 mmol/L)
- Valore ai limiti della norma: compreso tra 150 e 199 mg/dl (1,7-2,2 mmol/L)
- Valore elevato: compreso tra 200 e 499 mg/dl (2,3-5,6 mmol/L)
- Valore molto elevato: > a 500 mg/dl (5,6 mmol/L)
Nei più giovani (under 18):
- Valore desiderabile: inferiore a 90 mg/dl (1,02 mmol/L)
- Valore ai limiti della norma: compreso tra 90-129 mg/dl (1,02-1,46 mmol/L)
- Valore elevato: uguale o superiore a 130 mg/dl (1,47 mmol/L)
Valori elevati di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie cardiovascolari (infarto, arteriosclerosi). In casi estremi, con valori superiori ai 1000 mg/dl, c’è il rischio concreto di provocare una pancreatite.
Trigliceridi Alti: Cause Principali della Ipertrigliceridemia
E' ben noto che i trigliceridi alti nel sangue siano classificati come iperlipemia dislipidemica, quindi un indicatore di cattivo stato di salute. Come spiegato nella parte introduttiva dell’articolo, solo una piccola percentuale dei trigliceridi nel nostro organismo viene prodotta dal fegato. Anzitutto, specifichiamo che esistono cause genetiche estremamente predisponenti. Com'è deducibile, gli altri fattori predisponenti l'ipertrigliceridemia sono: la dieta e il livello di attività fisica. Ovviamente, i primi due elementi sopra citati vanno "a braccetto" con la variabile dell'attività fisica.
L'apporto di calore e il carico glicemico possono essere più o meno idonei in base al livello di consumo energetico. E' anche importante sottolineare che, molto spesso, chi soffre di ipertrigliceridemia per cause alimentari o di stile di vita, presenta un certo ingrossamento epatico a causa dell'accumulo di trigliceridi al suo interno.
Gli individui obesi tendono a immagazzinare più trigliceridi nelle cellule adipose, il che si riflette in livelli elevati di lipidi nel sangue; sovrappeso: anche il sovrappeso, pur non essendo grave come l’obesità, è un fattore di rischio per l’ipertrigliceridemia. Il peso corporeo extra richiede un aumento del metabolismo lipidico e può portare a un accumulo di trigliceridi nel sangue; consumo eccessivo di alcol: l’alcol, in grandi quantità, può aumentare i livelli di trigliceridi in modo considerevole, poiché il fegato lo metabolizza trasformandolo in grassi.
Inoltre, interferisce con il normale metabolismo dei lipidi, favorendo il loro accumulo nel sangue; fumo: il fumo è un altro importante fattore di rischio, poiché le sostanze chimiche presenti nel tabacco possono compromettere il metabolismo lipidico e aumentare il rischio di dislipidemia, incluso l’aumento dei trigliceridi; dieta ricca di grassi e zuccheri: il consumo eccessivo di alimenti ad alto contenuto di grassi saturi, zuccheri semplici e carboidrati raffinati è una delle cause principali dell’ipertrigliceridemia.
Questi alimenti favoriscono l’accumulo di calorie in eccesso che il corpo converte in trigliceridi, aumentando il loro livello nel sangue; disturbi tiroidei: l’ipotiroidismo può causare un rallentamento del metabolismo e, di conseguenza, un aumento dei livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue; diabete mellito: nei soggetti con diabete di tipo 2 mal controllato, l’insulino-resistenza può favorire l’accumulo di trigliceridi, poiché il metabolismo dei carboidrati e dei grassi è compromesso.
Alla luce di quanto detto, sarà quindi deducibile che per moderare i trigliceridi alti nel sangue si rendono necessari alcuni interventi sull'alimentazione e sullo stile di vita generale; in sintesi:
- Ridurre il sovrappeso
- Moderare tutte le porzioni, quindi il carico e l'indice glicemico dei pasti
- Eliminare l'alcol etilico
- Incrementare sensibilmente l'apporto di acidi grassi omega 3, che aiutano a ridurre i trigliceridi
- Eventualmente, assumere integratori alimentari di omega 3
Come si può facilmente intuire, la maggior parte di questi fattori di rischio sono prevenibili, abbandonando uno stile di vita malsano, caratterizzato da una dieta squilibrata e dalla sedentarietà, e seguendo invece una alimentazione sana e facendo esercizio fisico regolare.
| Valori Trigliceridi | Adulti (mg/dL) | Bambini (mg/dL) |
|---|---|---|
| Desiderabile | < 150 | < 90 |
| Limite Normale | 150 - 199 | 90 - 129 |
| Elevato | 200 - 499 | ≥ 130 |
| Molto Elevato | > 500 | N/A |
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