La vitamina D è una sostanza di fondamentale importanza per la salute del metabolismo osseo e per mantenere un buon tono della muscolatura. Le cellule delle ossa, ossia gli osteociti, gli osteoblasti e gli osteoclasti, come tutte le cellule del nostro organismo si rigenerano in continuazione.
Grazie all’apporto di vitamina D, le ossa possono mantenere i livelli di calcio e di fosforo adeguati per conservare la propria densità e prevenire così l’insorgenza dell’osteoporosi. La carenza di vitamina D si diagnostica con un esame del sangue. A essere analizzati sono i valori della sua forma metabolizzata, la 25-idrossivitamina D.
I valori desiderabili di 25(OH)D sono compresi tra 20 e 40 ng/mL. La vitamina D viene prodotta naturalmente tramite l’esposizione della pelle al sole, ma in molte condizioni questo meccanismo fisiologico è insufficiente (età avanzata, presenza di patologie che rallentano l’assorbimento, diete prive di latte e derivati, ricche di calcio) è opportuno far ricorso ad una integrazione che garantisca i livelli ottimali di vitamina D.
Non è possibile, però, assumere la vitamina D esclusivamente attraverso l’alimentazione, anche perché è presente in pochi alimenti. Bilanciare i livelli di vitamina D è fondamentale per avere delle ossa forti e, a trarne benefici, è la qualità dell’osso nel suo complesso.
Carenza e/o Insufficienza di Vitamina D
La carenza di vitamina D è costantemente increasing in recent years. La diagnosi si avvale di esami di laboratorio, tecniche di imaging, e valutazioni alimentari.
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Si parla di deficit di vitamina D, o ipovitaminosi D, quando nell’organismo i suoi livelli ematici sono minori di 30 ng/L.
La vitamina D, chiamata anche vitamina del sole, è presente nel corpo umano in due forme: la vitamina D2 (ergocalciferolo), assunta attraverso l’alimentazione, e la vitamina D3 (colecalciferolo), ormone sintetizzato dall’organismo a livello cutaneo grazie all’esposizione ai raggi ultravioletti B (UVB).
È nota soprattutto per la sua azione nell’assorbimento di calcio e fosforo, ma ha un ruolo importante anche in altri processi metabolici. Infatti, la vitamina D, oltre che per rinforzare le ossa, è importante anche per mantenere la salute cardiovascolare, per ridurre la crescita delle cellule tumorali, per aiutare a controllare le infezioni e ridurre le infiammazioni, per il funzionamento della tiroide.
Sintomi della Carenza di Vitamina D
La carenza di vitamina D è asintomatica e si manifesta soltanto quando il deficit è molto grave.
I sintomi sono:
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- dolore alle ossa;
- dolore alle articolazioni;
- dolori muscolari;
- debolezza muscolare;
- ossa fragili.
Inoltre, può manifestarsi anche con sintomi neurologici, come per esempio contrazioni muscolari involontarie (disturbi da fascicolazione muscolare), stati confusionali, difficoltà a pensare in modo chiaro, stanchezza ricorrente, ansia e disturbi del sonno.
Conseguenze della Carenza di Vitamina D
Visto il suo ruolo nel mantenere la salute ossea, tra le conseguenze dell’ipovitaminosi D vi sono patologie legate al metabolismo osseo, come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi. La carenza di vitamina D può favorire anche la parodontite, patologia dentale detta anche piorrea, causata dell’indebolimento delle ossa mascellari.
Il deficit di vitamina D sembra connesso anche con molte altre condizioni mediche, tra cui diabete, ipertensione, cancro, patologie neurologiche (come la sclerosi multipla) e reumatiche (come la fibromialgia). Alcuni studi, inoltre, hanno messo in evidenza un rapporto tra carenza di vitamina D e disturbi cutanei come prurito, orticaria e allergie alimentari.
Infine, se si verifica una carenza di vitamina D in gravidanza, anche il feto avrà livelli ridotti di questa vitamina.
Cause dell'Ipovitaminosi D
Il deficit di vitamina D può essere dovuto a diverse cause: insufficiente apporto alimentare o aumento del fabbisogno, alterato assorbimento intestinale, inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB) o uso eccessivo di creme solari, ridotta attività fisica all'aria aperta, pelle scura, vivere in zone molto distanti dall'equatore.
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Inoltre, la carenza di vitamina D può dipendere da fattori che impediscono la sua conversione nella forma attiva nell’organismo, come nel caso di malattie renali ed epatiche o assunzione di farmaci quali ipocolesterolemizzanti, antiepilettici, glucocorticoidi (ormoni steroidei), antimicotici e farmaci per l’HIV.
Fattori di Rischio
I fattori di rischio più comuni di carenza di vitamina D sono: fumo di sigaretta, età avanzata, obesità, allattamento al seno (il latte materno è una scarsa fonte di vitamina D), morbo di Crohn, celiachia, bypass gastrico, insufficienza renale ed epatica.
Inoltre, è più esposto ai deficit di vitamina D chi soffre di osteoporosi, iperparatiroidismo (patologia causata da un eccesso di ormone paratiroideo) e linfomi, come anche i pazienti affetti da malattie granulomatose (ovvero caratterizzate dalla comparsa a livello di diversi organi di granulomi, formazioni di natura infiammatoria), come la sarcoidosi, la tubercolosi e l’istoplasmosi.
Livelli Sierici e Interpretazione
La conoscenza dei livelli sierici è fondamentale. Per valori inferiori a 20ng/mL e fino a 50ng/mL un’ampia parte della popolazione avrebbe livelli insufficienti.
Per valori inferiori a 20ng/mL e fino a 50ng/mL, un’ampia parte della popolazione avrebbe livelli insufficienti, il che potrebbe portare a un’interpretazione erronea di tali valori.
Una soglia di 20ng/mL properly represent a sufficiency value for most of the population, specialmente in buone condizioni cliniche.
La soglia di tollerabilità è stabilito dalla NAM stessa, e stimato pari a 50ng/mL. Invece da considerare rispettivamente 16ng/mL e 11ng/ mL.
Un livello ematico inferiore a <6ng/mL indica una grave carenza. Un livello inferiore a 20ng/mL si identifica un “rischio di inadeguatezza”.
Supplementazione di Vitamina D
Riguardo a una soglia di 20ng/mL, la sintesi a livello cutaneo avviene grazie all’esposizione solare. Anche una esposizione solare minima può contribuire a mantenere livelli sierici sufficienti.
Tuttavia, in Paesi alle latitudini del Regno Unito, livelli ≥20ng/mL sono difficili da raggiungere solo con l'esposizione solare. Dovrebbe permanere l’indicazione per la somministrazione del pro-ormone, anche se la supplementazione non è raccomandata per la popolazione sana.
Sulle dosi necessarie per la supplementazione non c'è accordo. La fabbisogno più bassa (400 UI fino a 70 anni, 600 UI oltre) sembrerebbe non sufficiente a raggiungere i 20ng/mL, e ancor meno i 30ng/mL.
Alcuni studi sembrerebbero efficaci nella prevenzione primaria delle fratture, ma non si può esprimere un parere definitivo sulla loro efficacia.
È importante considerare gli eventuali effetti avversi, come calcolosi renale o l’ipercalcemia. Occorre tener conto delle evidenze disponibili e delle raccomandazioni di società scientifiche come la Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) e della USPSTF (Endocrine Society - ES, American Geriatric Society - AGS).
Le decisioni sulla supplementazione devono basarsi sui livelli sierici osservati e sulla dose giornaliera raccomandata (DGR).
Tabella dei Livelli di Vitamina D
| Livello Sierico 25(OH)D | Interpretazione |
|---|---|
| <6 ng/mL | Grave Carenza |
| <20 ng/mL | Rischio di Inadeguatezza |
| 20-50 ng/mL | Valore Sufficiente (per la maggior parte della popolazione) |
| >50 ng/mL | Soglia di Tollerabilità (NAM) |