Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha aperto nuovi orizzonti sul ruolo del microbiota intestinale, l'insieme di batteri che vivono nel nostro intestino, nella salute e nel benessere generale. Fino a qualche decennio fa se qualcuno avesse messo in relazione il peso corporeo con la fisiologia intestinale, probabilmente, sarebbe stato considerato un folle visionario. Eppure, oggi, nessuno si scandalizza sentendo parlare delle influenze che il secondo cervello può esercitare su molte funzioni del nostro organismo.
In particolare, esso pare strettamente legato agli assorbimenti, al bilancio energetico, all’omeostasi del glucosio e al grado di infiammazione sistemica legata all’obesità. In primis, devi sapere che esiste un vero e proprio “asse intestino-fegato”, per cui tutto ciò che accade nel lume intestinale arriva al fegato attraverso, principalmente, la vena porta. A quel punto, il fegato può iniziare a non gestire più correttamente colesterolo, trigliceridi e glicemia.
Con l’avanzare dell’età, invece, la diversità microbica tende a ridursi, complice l’invecchiamento dei tessuti e l’uso più frequente di medicinali. In età adulta questo ecosistema diventa più stabile, pur restando sensibile a ciò che mangiamo, ai farmaci che assumiamo, allo stress e persino ai viaggi.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale nella Funzione Metabolica
A questo punto, ti starai sicuramente chiedendo qual è il ruolo del microbiota intestinale nella funzione metabolica. La risposta è semplice. Tutte queste sono capacità che, oltre a proteggere l’apparato digerente, possono incidere sul metabolismo energetico e sul mantenimento del peso corporeo.
Ricerche recenti suggeriscono infatti che il nostro microbioma intestinale possa influenzare la nostra capacità di perdere peso. Diversi studi hanno dimostrato che le persone con un microbiota intestinale "sano" tendono ad avere un peso corporeo più basso rispetto a quelle con un microbiota "disbiotico".
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Come il Microbiota Intestinale Influenza il Peso Corporeo
- L'assorbimento dei nutrienti: il microbiota intestinale può modulare l'assorbimento di calorie e grassi dagli alimenti che mangiamo.
- Il metabolismo del glucosio: il microbiota intestinale può influenzare la risposta del corpo all'insulina, l'ormone che regola il livello di zucchero nel sangue.
Ma qual è il collegamento esatto tra i batteri intestinali e la nostra bilancia? Per capire quale effetto hanno i batteri intestinali di una persona sulla perdita di peso, i ricercatori hanno esaminato 105 persone in sovrappeso, tutte arruolate in un programma della durata di un anno. I ricercatori hanno quindi confrontato le persone che avevano perso peso (almeno l’1% del loro peso corporeo in media ogni mese) con quelle il cui peso era rimasto lo stesso.
Ma differenti erano i tipi di batteri intestinali presenti nei due gruppi. Nelle persone che avevano perso più peso erano presenti più enzimi batterici benefici nell’intestino. I ricercatori hanno anche scoperto che la crescita di colonie batteriche, in particolare i batteri Prevotella, aiuta a produrre livelli più elevati di sostanze salutari come gli acidi grassi a catena corta.
Recentemente innumerevoli evidenze hanno dimostrato come e in quale misura il microbiota intestinale può contribuire all’instaurarsi di patologie quali sindrome metabolica, insulino-resistenza, obesità e diabete di tipo II. Esperimenti su campioni fecali umani hanno evidenziato la presenza preponderante di particolari phyla batterici nei profili genetici microbici degli obesi.
L’ecologia microbica intestinale e il grasso corporeo negli esseri umani è infatti legato a una minore presenza di Bacteroidetes e a una maggiore presenza di Firmicutes, caratterizzati - questi ultimi - da una maggiore capacità rispetto ad altri batteri di metabolizzare carboidrati non digeribili per estrarne energia. La perdita di peso è legata a una riduzione di Firmicutes, una maggiore presenza di Bacteroidetes e in generale una maggiore biodiversità microbica.
Microbiota Intestinale: Un'Impronta Digitale Unica
Siamo tutti diversi! Anche il microbiota intestinale è differente per ciascun individuo e per questo potrebbe essere paragonato alla nostra carta d’identità o ancora meglio alle nostre impronte digitali. L’OMS ha lanciato di recente l’allarme! Il numero di bambini e ragazzi obesi è dieci volte superiore rispetto a quarant’anni fa. Se nel 1975 solo l’1% dei bambini era obeso, oggi parliamo del 6% nel caso delle ragazze e dell’8% nei ragazzi.
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Diversi studi confermano la correlazione tra sovrappeso e microbiota intestinale, ponendo in particolare l’accento sull’importanza dell’equilibrio tra i cosiddetti Firmicutes e i Bacteroidetes. Entrambe le categorie di batteri sono presenti nell’intestino umano per più del 90% , e maggiore è il numero di Firmicutes, maggiore sarà il rischio di obesità.
Attraverso lo smaltimento di nutrienti non digeribili (fibre), questi batteri fanno sì che vi siano più carboidrati e quindi più calorie a disposizione del necessario. I soggetti normopeso, invece, presentano un maggior numero di Bacteroidetes. Si tratta di un gruppo di batteri in grado di eliminare attivamente lo zucchero in eccesso dall’intestino. Una flora intestinale bilanciata contribuisce ad ostacolare la crescita dei batteri dannosi e favorisce una corretta funzionalità intestinale.
Il Legame Bidirezionale tra Microbiota Intestinale e Peso Corporeo
Tra il microbiota intestinale e i chili di troppo esiste un legame bidirezionale. Conferma di quanto i nostri batteri possano influire sul peso, questo perché sono in grado di utilizzare le fonti energetiche, quindi il cibo che introduciamo nell’organismo, in modo differente. Altri studi scientifici pubblicati sul binomio IBS-microbiota, hanno dimostrato che la varietà del microbiota intestinale incide sulla velocità di assorbimento dei carboidrati e degli acidi grassi e sull’aumento del deposito di calorie sotto forma di riserva (o grasso).
Per favorire un riequilibrio della flora intestinale, che a sua volta ha un ruolo importante nella perdita o aumento di peso, sono molto importanti i prebiotici e probiotici. Sono sostanze che troviamo nella nostra normale alimentazione, come nello yogurt o nel latte fermentato, che possono far aumentare alcuni “batteri buoni”.
Strategie Alimentari e Microbiota Intestinale
Per ritrovare la forma e per riuscire a perdere peso, la relazione tra microbiota intestinale e dieta non può essere ignorata. un’alimentazione ricca di fibre (come verdure, frutta, legumi, cereali integrali) fornisce infatti il giusto sostentamento ai nostri batteri buoni e li aiuta a produrre composti benefici e essenziali per il nostro intestino. Le diete contenenti acidi grassi omega-3 sono protettive contro l’obesità e altri disturbi metabolici, grazie a un numero maggiore di batteri appartenenti ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus e a livelli più elevati di Akkermansia muciniphila.
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Uno studio recente ha rivelato come una tipica dieta occidentale porti all’aumento di peso e all’insulino-resistenza nei topi, a causa della produzione microbica di acidi grassi a catena ramificata. Il passaggio da una dieta all’altra porta a cambiamenti nell’abbondanza di Actinobacteria, Bacteroidetes e Firmicutes. Sono stati inoltre dimostrati i benefici della dieta mediterranea (MedDiet) sui disturbi metabolici legati all’obesità.
I partecipanti con insulino-resistenza ridotta avevano livelli maggiori di Bacteriodes uniformis e Bacteroides vulgatus e minori di Prevotella copri al basale. Una strategia alimentare sempre più diffusa è il digiuno intermittente. Diversi studi hanno anche dimostrato che il digiuno intermittente ha portato a una perdita di peso dello 0,813% in individui sovrappeso od obesi per un periodo da 2 settimane a 1 anno senza effetti avversi.
Probiotici e Perdita di Peso: Evidenze Scientifiche
Il rapporto tra obesità e alterazioni del microbiota intestinale è da tempo oggetto di studio. È questo il presupposto che ha spinto i ricercatori a verificare se l’impiego di probiotici, che aiutano a riportare equilibrio nel microbiota intestinale, possa agevolare il controllo del peso corporeo e migliorare altri parametri che riguardano il metabolismo.
Una nuova revisione sistematica con metanalisi, pubblicata recentemente su Clinical Nutrition ha cercato di valutare con maggiore ampiezza gli effetti dell’integrazione con probiotici (assunti con alimenti o supplementi) sul peso corporeo, sul grasso corporeo e sui marcatori di rischio cardiovascolari in soggetti sovrappeso e obesi. Il risultato è che effettivamente l’impiego di probiotici all’interno di una strategia anti-obesità (con dieta sana e attività fisica) aiuta a perdere peso ed ha un effetto positivo sull’infiammazione cronica, oltre che su altri fattori che aumentano il rischio cardiovascolare.
Nel confronto tra i gruppi che hanno assunto una supplementazione di probiotici (con integratori oppure con kefir , yogurt, latti fermentati) con i gruppi di controllo, in un arco di tempo che va dalle tre settimane ai sei mesi, è emerso un effetto significativo dei probiotici nella riduzione del peso corporeo (differenza media: -0,70 kg; IC 95%: -1,04, -0,35 kg; P <0,0001), sull’indice di massa corporea (BMI) (-0,24 kg/m2; IC 95%: -0,35, -0,12 kg/m2; P = 0,0001), sulla circonferenza vita (WC) (-1,13 cm; IC 95%: -1,54, -0,73 cm; P < 0,0001), sulla massa grassa (-0,71 kg; IC 95%: -1,10, -0,32 kg; P = 0,0004).
L’effetto era indipendente dalle restrizioni caloriche nella dieta ed era maggiore per dosaggi superiori a 1010 UFC (cellule vive) al giorno e per una durata di almeno 8 settimane. Inoltre l’assunzione di probiotici ha avuto un effetto moderato anche su alcuni marker dell’infiammazione come TNF-α (-0,16 pg/ml), sull’insulina (-0,85 mcU/ml) e sul colesterolo totale (-0,16 mmol/L).
Conclusioni
Il ripristino della diversità e della normale funzione del microbiota intestinale è fondamentale per mantenere il normale metabolismo e l’omeostasi. Cercheremo di capire come influisce sulla nostra salute e sulla nostra forma fisica la condizione del nostro intestino. Un filone di ricerca questo, sempre più percorso, proprio perché gli studi da tempo confermano un ruolo centrale di quest’organo nel determinare il corretto funzionamento del nostro organismo.
I batteri sono i nostri ospiti intestinali (e non solo) da quando ci siamo evoluti: non saremmo gli stessi senza di loro. Questa “coevoluzione” si esprime in modi straordinari: potremmo essere depressi perchè il nostro ecosistema intestinale non è ottimale o potremmo essere drammaticamente allergici per motivi molto simili.
L’intestino è l’interfaccia con il mondo esterno e non è sorprendente apprendere dagli studi che se i batteri intestinali di un topo obeso vengono traferiti ad un topo magro, quest’ultimo diventa obeso, indipendentemente dall’alimentazione. E’ sicuramente una delle più promettenti linee di ricerca nel campo medico dei prossimi anni.
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