La mononucleosi infettiva è una delle malattie virali più comuni, spesso contratta durante l'infanzia o l'adolescenza, a volte senza nemmeno accorgersene. È causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), un membro della famiglia degli herpes virus. La mononucleosi si trasmette principalmente attraverso la saliva, motivo per cui è anche nota come "malattia del bacio".
Come si Contrae e Come si Manifesta la Mononucleosi?
La trasmissione avviene principalmente attraverso lo scambio di saliva con una persona infetta, sia direttamente (baci) che indirettamente (scambio di bicchieri, posate, spazzolini da denti o giocattoli). Il periodo di incubazione è piuttosto lungo, variando tra i 30 e i 50 giorni.
Dopo questo periodo, possono comparire sintomi aspecifici come:
- Febbre
- Astenia
- Inappetenza
- Ingrossamento dei linfonodi
In alcuni casi, possono essere presenti anche ingrossamento della milza e del fegato, eruzione cutanea e palpebre gonfie, soprattutto nei bambini.
Sintomi della Mononucleosi
La maggior parte delle volte, la malattia è asintomatica, ma quando i sintomi si manifestano, possono includere:
Leggi anche: Dieta completa per la mononucleosi
- Faringite essudativa: mal di gola, placche bianco-giallastre e patina grigio-biancastra sulle tonsille.
- Linfoadenopatia cervicale anteriore: rigonfiamento dei linfonodi anteriori del collo.
- Febbre: di solito bassa (37-37,5°C), ma a volte può superare i 39°C.
In alcuni pazienti (15%), può comparire un'eruzione cutanea simile a quella del morbillo, della durata di 4-5 giorni.
Diagnosi della Mononucleosi
La diagnosi si basa sull'esame clinico e viene confermata attraverso esami del sangue specifici. Gli esami del sangue possono rivelare:
- Aumento dei globuli bianchi, in particolare monociti e linfociti.
- Diminuzione dei granulociti.
- Alterazione degli indici di flogosi, come la proteina C-reattiva (PCR).
- Aumento della bilirubina e delle transaminasi.
La presenza di linfociti atipici è un parametro tipico dell'infezione da EBV e da citomegalovirus.
Il Ruolo della Proteina C-Reattiva (PCR)
La proteina C-reattiva (PCR) è una proteina prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue in presenza di infiammazione, infezione o danno ai tessuti. In condizioni normali, i livelli di PCR nel sangue sono molto bassi. Valori elevati di PCR nel sangue sono indicativi di un'infiammazione in corso, da indagare con esami specifici.
Il test PCR del sangue è un esame di semplice esecuzione, che prevede un classico prelievo ematico dal braccio. Valori di riferimento inferiori a 8 milligrammi/litro (mg/l) e, sotto ai 10 mg/L, indicano l’assenza di un’infiammazione attiva.
Leggi anche: Infiammazione e PCR: la connessione
Cosa vuol dire avere una PCR alta? In caso di infiammazione i valori tendono ad aumentare molto rapidamente, fino a raggiungere addirittura i 500-1000 mg/l negli stati infiammatori più gravi. Una diminuzione dei valori indica una riduzione dell’infiammazione.
Valori Normali del PCR
Di norma, la proteina C-reattiva è presente nel sangue in concentrazioni molto basse, inferiori a 8 milligrammi/litro (mg/l). In caso di infiammazioni gravi, i livelli possono aumentare con grande rapidità, fino a raggiungere valori anche cento volte superiori a quelli medi, fino a toccare i 500-1000 mg/l.
Come Abbassare il Valore della Proteina C-Reattiva?
Per ridurre i livelli di proteina C-reattiva nel sangue è essenziale identificare e trattare la causa sottostante dell’infiammazione. Questo potrebbe implicare il trattamento di infezioni, condizioni autoimmuni o altre malattie infiammatorie.
In linea generale, però, esistono alcune strategie utili ad abbassare i livelli di questa proteina:
- Adottare uno stile di vita sano: mantenere un corretto peso corporeo, seguire una dieta equilibrata e fare regolare attività fisica possono contribuire a ridurre l’infiammazione nel corpo.
- Alimentazione sana: una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani può aiutare a ridurre l’infiammazione. Alcuni alimenti, come il pesce ricco di acidi grassi omega-3, sono noti per avere proprietà anti-infiammatorie.
- Limitare il consumo di zuccheri e grassi saturi: ridurre l’assunzione di zuccheri aggiunti e grassi saturi può aiutare a controllare l’infiammazione. Questi alimenti, infatti, possono contribuire all’aumento del peso corporeo ma anche favorire condizioni come il diabete di tipo 2.
- Limitare l’alcol e smettere di fumare: l’eccessivo consumo di alcol e il fumo di sigaretta possono contribuire all’infiammazione nel corpo. Ridurne il consumo o eliminarli completamente dalla propria vita può aiutare a ridurre l’infiammazione e i livelli di PCR.
- Gestire lo stress: lo stress cronico può contribuire all’infiammazione nel corpo. Pratiche come lo yoga, la meditazione, l’arte e l’attività fisica possono aiutare a gestire lo stress e ridurre quindi lo stato infiammatorio.
- Monitorare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo: mantenere la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo sotto controllo può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, che sono spesso associate all’infiammazione.
Trattamento della Mononucleosi
Non esistono farmaci specifici contro l'infezione da EBV. Il trattamento è principalmente di supporto e comprende:
Leggi anche: Valori Alti di PCR: Cosa Significa?
- Riposo
- Idratazione adeguata
- Antinfiammatori (FANS) e antipiretici per la gestione dei sintomi
Gli antibiotici non sono efficaci contro la mononucleosi, in quanto è una malattia virale. In rari casi, può essere prescritta una terapia con cortisone, ma solo se la diagnosi è certa e le tonsille sono molto gonfie da ostacolare la respirazione.
Durata della Mononucleosi
La durata della mononucleosi è variabile. La fase acuta dura in media due settimane, ma il recupero completo può richiedere tempi diversi da persona a persona.
Possibili Complicazioni
Le complicanze della mononucleosi sono rare, ma possono includere:
- Rottura della milza (entro 10-21 giorni dall'esordio dei sintomi)
- Epatite
- Anemia
Inoltre, il virus di Epstein-Barr è stato associato all'insorgenza di alcune forme tumorali, come il linfoma di Burkitt e il carcinoma nasofaringeo, anche se le correlazioni non sono ancora del tutto chiare.
Prevenzione
La prevenzione si basa sull'evitare lo scambio di saliva con persone infette. È consigliabile non condividere bicchieri, posate, spazzolini da denti e altri oggetti personali.
Mononucleosi e Gravidanza
La mononucleosi in gravidanza non è considerata pericolosa.
tags: #mononucleosi #proteina #c #reattiva #valori