Nomogramma del Nutrizionista: Esempio e Considerazioni

In questo articolo faremo alcune considerazioni sull'uso della plicometria nella valutazione dello stato di idratazione corporea e del fabbisogno calorico giornaliero.

Plicometria: Un Approccio Critico

Identificare il punto da plicare, prendendo gli appositi riferimenti grazie a un nastro metrico; una variazione di pochi millimetri renderebbe nulla la misurazione.

Nella misurazione della plica vengono inclusi: pelle (epidermide e derma), ipoderma (tessuto adiposo) e pochi liquidi sottocutanei - la maggior parte dei quali tende a defluire negli spazi circostanti.

La rilevazione post-allenamento, ad esempio, pregiudica questo aspetto e falsa la rilevazione.

Tuttavia, anche il margine di errore operatore dipendente è molto problematico.

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Ma perché è importante possedere valori ottimali con la plicometria? In realtà, per nessuna ragione salutistica.

Una condizione di sovrappeso o di sottopeso sono evidenti anche senza l'impiego della plicometria.

Possono fare eccezione i monitoraggi della composizione corporea nei soggetti con certe patologie che tendono a modificare la composizione corporea, o in sovrappeso e sarcopenici.

Valutazione Nutrizionale: Un Approccio Olistico

In passato abbiamo descritto come si svolge la prima visita di un nutrizionista funzionale, spiegando che si basa su quella che viene definita ABCD nutritional evaluation.

I parametri di riferimento vanno necessariamente interpretati in relazione al singolo individuo/paziente che si ha di fronte conoscendo tutta la sua storia.

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Una volta raccolti i dati antropometrici e di composizione corporea, i dati ematochimici, i sintomi/disturbi dei pazienti, le patologie, lo stile di vita potremo immaginare le strategie nutrizionali più utili ed efficaci che mireranno anche al miglioramento della composizione corporea per ottenere come conseguenza un miglioramento della salute generale.

Un’attività fisica regolare e di moderata intensità dà i migliori risultati, ma ciò che per un individuo è moderata intensità, per un atleta sarebbe percepita come bassa intensità, in tal senso dovrebbe avvenire la personalizzazione.

Altro aspetto importante è la continuità.

Riporto in figura il diagramma di flusso proposto dall’Institute of Functional Medicine (IFM) che guida all’inquadramento della composizione corporea del paziente in relazione a BMI, circonferenza vita (WC), rapporto vita fianchi (WHR) e % FM.

Si tratta di semplificazioni che vanno contestualizzate ma allo stesso tempo la loro applicazione è immediata.

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Bioimpedenziometria (BIA): Un Passo Avanti

Un passo avanti rispetto al calcolo delle stime è rappresentato dall’analisi vettoriale della bioimpedenza (BIVA).

La Bioimpedenziometria o BIA (Bioelectrical Impedance Analysis - Analisi d’Impedenza Bioelettrica) è un esame strumentale che permette l’analisi computerizzata della composizione corporea e la valutazione dello stato di nutrizione della persona.

Risulta particolarmente utile eseguirlo, ad esempio, prima, durante e dopo un programma dietetico dimagrante, oppure nelle diverse fasi della preparazione atletica di uno sportivo, oppure ancora per identificare gli stati di ritenzione idrica (gambe gonfie, cellulite, edema ciclico idiopatico, ecc.).

In pochi secondi e in maniera assolutamente non invasiva gli elettrodi sensori dell'impedenziometro rilevano i valori bioelettrici presenti nel corpo umano (che viene attraversato da micro-correnti in 5 sezioni separate: braccia, gambe, tronco).

E’ molto importante conoscere la composizione corporea perché il peso misurato da una comune bilancia esprime solo la massa corporea nella sua totalità, l’insieme cioè della massa grassa, dei muscoli, delle ossa e dell’acqua.

Eseguendo questo semplice esame possiamo in altri termini conoscere in ogni momento “di cosa è fatto” il tuo peso.

Tessuto Adiposo e Infiammazione

Il tessuto adiposo è ormai universalmente riconosciuto come organo endocrino che produce adipochine (leptina, IL-6, TNF-alfa, adiponectina, ecc.) in grado di influenzare i processi infiammatori.

Anche i miociti producono citochine, in questo caso per lo più anti-infiammatorie.

Particolarmente interessante è il ruolo di IL-6: solitamente considerata citochina pro-infiammatoria, nel muscolo svolge un’attività autocrina che permette l’uptake di glucosio e acidi grassi nel muscolo.

Inoltre una sua corretta produzione è necessaria per la sintesi di IL-10, citochina anti-infiammatoria.

Sono stati effettuati numerosi studi per correlare i tipici marker ematici di infiammazione (hsPCR, IL-6, TNF-alfa) con l’ECW e poi anche con l’angolo di fase (PA) ma non sono stati ottenuti dati omogenei.

L’angolo di fase (PA) è un indice interessante e molto studiato dai clinici in quanto essendo un rapporto tra resistenza e reattanza non risente delle problematiche relative alle equazioni predittive.

Aumenta all’aumentare della massa muscolare, del peso, di una buona alimentazione, quindi la sua variazione ci può dare una valutazione dinamica del miglioramento del nostro paziente, in caso di infortunio, di malnutrizione o sarcopenia, di ipoidratazione.

Tuttavia preso come valore assoluto, può descrivere numerose condizioni molto diverse tra loro anche perché è dipendente anche da sesso ed età.

Strategie Nutrizionali Personalizzate

Lo studio della composizione corporea può essere utile ad orientare la scelta della strategia nutrizionale e dell’integrazione aggiungendo dati fondamentali all’anamnesi.

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