Digiuno di 24 Ore: Benefici e Rischi

Il digiuno è una pratica antica che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni per i suoi potenziali benefici per la salute. Ma il digiuno fa bene per davvero? Può essere l’elisir di lunga vita? Questo articolo esplora i benefici e i rischi del digiuno di 24 ore, analizzando le diverse forme di digiuno e le loro implicazioni per la salute.

Le Origini della Dieta Mima-Digiuno

Di dieta in relazione ai tumori si parla dunque sempre più spesso, e in particolare negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione nei confronti del digiuno. A tale proposito, si parla genericamente di digiuno, di “dieta mima-digiuno” e di digiuno intermittente. Che differenze ci sono? Ma soprattutto: l’evidenza scientifica cosa racconta del legame tra un regime alimentare di questo tipo e il rischio oncologico?

Cosa Succede se si Sta a Digiuno?

Il digiuno manda il corpo in carenza di glucosio e proteine. Senza glucosio, il corpo utilizza risorse energetiche alternative come i corpi chetonici sintetizzati dal grasso in eccesso (come avviene, per esempio, nella dieta chetogenica). Senza proteine, il corpo distribuisce meglio le poche risorse proteiche disponibili, tutelando i tessuti in buona salute e lasciando morire le cellule vecchie.

Quando digiuniamo per un periodo limitato di tempo, dalle 12 alle 48 ore, nel corpo si riducono fino ad arrestarsi le attività legate a digestione e assorbimento mentre inizia la mobilitazione delle riserve, soprattutto glicogeno - la forma con cui il glucosio è accumulato nei muscoli e nel fegato - e proteine, anche queste utilizzate per produrre glucosio. Se la restrizione calorica si protrae inizia un importante utilizzo dei grassi di riserva, con formazione di corpi chetonici e contemporanea riduzione dell’utilizzo di proteine.

Perché Digiunare Fa Bene?

Il digiuno, come accennato nei paragrafi precedenti, ha conseguenze benefiche su diversi aspetti che coinvolgono la salute. Il digiuno, inoltre, costringe il midollo osseo a produrre cellule staminali. Grazie alle staminali, tutte le cellule distrutte, una volta che si torna regolarmente a mangiare, vengono sostituite con cellule nuove. Circa un terzo delle cellule immunitarie viene distrutto per risparmiare energia e poi ricostituito. Questo è vantaggioso tanto per le persone sane quanto per quelle malate.

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Diversi studi evidenziano i vantaggi associati al digiuno nella riduzione del rischio di problemi cardiovascolari. Il digiuno stimola la produzione di proteine che hanno un effetto protettivo sul sistema nervoso e favorisce la riparazione delle molecole danneggiate.

In pratica, i meccanismi citati indotti dal digiuno intermittente suggeriscono la possibilità di ridurre il rischio di importanti malattie come: diabete, malattie cardiovascolari, miglioramento della funzione cognitiva e sensitivo-motoria.

Come si Deve Fare il Digiuno?

L’elisir di lunga vita sembra essere nel piatto dei nostri antenati: tanta verdura, pochissime proteine e qualche grasso buono. Ingredienti a parte, sembrano essere fondamentali anche moderazione e regolarità: 2-3 pasti al giorno, poco cibo la sera e preferibilmente prima che faccia buio. Dopo il breve periodo di digiuno, si può tornare alle regolari abitudini alimentari, compresi occasionali strappi alle regole, sebbene venga fortemente consigliata una dieta mediterranea di mantenimento.

Per seguire uno degli schemi descritti sopra è comunque necessario confrontarsi con un medico nutrizionista, in grado di valutare e monitorare che il regime di digiuno adottato non arrechi danni alla salute.

Quanti Tipi di Digiuno si Possono Praticare?

Il digiuno offre diverse modalità di pratica. Alcune delle più note, sono quelle dei digiuni intermittenti, ad esempio. Ognuno di questi approcci prevede diverse modalità e periodi di tempo di sospensione dei pasti.

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Digiuno di 16 Ore

Questo metodo di digiuno intermittente è semplice e può già essere adottato da molti. Comporta una sospensione dell’assunzione di cibo per un periodo di 16 ore al giorno, comprese le ore di sonno, concentrandosi su 2 o 3 pasti nell’arco delle 8 ore rimanenti.

Digiuno di 24 Ore

In questo caso, il digiuno è esteso a 24 ore consecutive. Diversi studi suggeriscono che questo approccio al digiuno sia particolarmente efficace nel promuovere la longevità. Va però sottolineato che questo approccio può essere difficile da mantenere nel lungo termine, richiedendo una rigorosa disciplina alimentare.

Digiuno a Giorni Alterni

Con il termine digiuno intermittente si indicano diverse tipologie di interventi nutrizionali che si ispirano “liberamente” al concetto di digiuno, ovvero la totale astensione dal cibo, e qualsivoglia assunzione calorica, protratta nel tempo. Così si distingue un digiuno vero e proprio (o prolungato) quando si superano le 48 ore di astensione, e un digiuno intermittente, quando gli intervalli sono minori.

Digiuno Terapeutico

Il digiuno terapeutico è la rinuncia volontaria ai cibi solidi per un periodo specifico e limitato nel tempo. Le prime 24-48 ore della terapia prevedono il digiuno completo con la sola assunzione di acqua. In questa fase (la più dura), il corpo consuma la maggior parte dello zucchero e dei trigliceridi presenti nel sangue; i livelli di glucosio vengono mantenuti progressivamente stabili dalle riserve epatiche (glicogeno), mentre l’azione motoria (consigliato il riposo assoluto) è supportata prevalentemente dalle riserve di glicogeno muscolare.

ATTENZIONE! Questa tecnica non può essere utilizzata in caso di compromissioni epatiche, diabete mellito tipo 1 o altre malattie che implicano una difficoltà metabolica importante.

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Digiuno per un Pasto

Questo è il tipo di digiuno più intuitivo, basato sull’ascolto del nostro corpo e sulla decisione di non mangiare in base ai segnali che esso ci invia. Ad esempio dopo un pasto particolarmente abbondante. Contrariamente a quanto possa sembrare, saltare un pasto quando il corpo non ne sente la necessità non rappresenta affatto un problema.

Digiuno e Cancro: Cosa Dice la Scienza?

Visti i benefici per la salute riportati da diversi studi scientifici, sono stati indagati anche i potenziali effetti di uno schema di digiuno sia per prevenire il cancro, sia per rendere più efficaci le terapie. Tutta la ricerca in questo ambito - parte della quale sostenuta anche da Fondazione AIRC - è molto recente e ulteriori e più ampi studi sono necessari a consolidare risultati per ora preliminari.

Sulla base delle prove attualmente disponibili, possiamo dire che è ragionevole pensare che la restrizione calorica mitighi la tossicità della chemioterapia. Gli studi hanno nel complesso evidenziato un ridotto danno al DNA, un aumento significativo della conta di globuli rossi, bianchi e piastrine, una riduzione dell’affaticamento e un miglioramento della qualità della vita nei pazienti che seguivano lo schema dietetico indicato rispetto a coloro che invece adottavano una dieta tradizionale.

Cosa Mangiare se si Ha un Tumore?

L’attenzione alla dieta nel corso delle terapie oncologiche ha primariamente un obiettivo: evitare la comparsa della malnutrizione per difetto. Se l’alimentazione naturale è possibile, è consigliato seguire un piano dietetico personalizzato il più possibile rispondente alle preferenze dei pazienti. Dal punto di vista pratico, si possono adottare alcuni accorgimenti per aiutare i malati di cancro a seguire una dieta bilanciata, che preveda l’assunzione dei nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali) attraverso il consumo di tutti i gruppi di alimenti (carni, pesce, uova; latte e derivati; cereali, tuberi e derivati; legumi; oli e grassi da condimento; ortaggi e frutta).

Effetti del Digiuno sul Corpo

Il digiuno può essere benefico o nocivo in base ad alcuni fattori; ad esempio: durata, completezza dell’astensione alimentare o supporto nutrizionale, controllo medico, presupposti patologici per la sua applicazione ecc. il digiuno, controllato o non controllato, terapeutico oppure no, risulta comunque molto stressante per il corpo e la mente. Tuttavia, la sua potenziale nocività dipende soprattutto dai parametri con i quali viene programmato, pertanto l’utilizzo indiscriminato su tutti i pazienti indipendentemente dal tipo e grado di malattia e dallo stato nutrizionale del paziente stesso, non può essere applicato. Un utilizzo non controllato può anche peggiorare lo stato di salute.

Se un paziente risulta candidabile ad un approccio di questo tipo, cosa possiamo aspettarci dal digiuno?

  • Produzione di chetoni: sono sostanze potenzialmente tossiche, ma con la loro azione sul sistema nervoso centrale, riducono lo stimolo della fame.
  • “Lavaggio cellulare”: l’organismo possiede vari mezzi di eliminazione delle sostanze inutili o tossiche.
  • Ripristino della funzionalità papillare gustativa della lingua, che avviene attraverso un processo definito neuroadattamento.

Rischi del Digiuno

Tra le grandi incognite del digiuno vi è il rischio della malnutrizione, motivo per cui medici e ricercatori sconsigliano vivamente il ricorso al fai-da-te. Le alterazioni dello stato nutrizionale sono, infatti, estremamente frequenti tra i pazienti oncologici. La malnutrizione per difetto, caratterizzata dalla perdita di peso corporeo e di massa muscolare, è considerata una “malattia nella malattia” con cui convivono circa 33 milioni di persone in Europa.

Il digiuno infatti, anche se non estremo, non è adatto a tutti. La comunità scientifica è concorde nel considerare una scelta di questo tipo non alla portata dei minori, delle donne in gravidanza o in allattamento, delle persone affette da diabete di tipo 1, di coloro che sono affetti da malattie croniche o che soffrono o hanno avuto esperienza di un disturbo del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata, sindrome da alimentazione notturna, pica, disturbo da ruminazione).

Tabella Riassuntiva dei Tipi di Digiuno Intermittente

Tipo di Digiuno Descrizione Potenziali Benefici Rischi
Digiuno di 16 ore Sospensione del cibo per 16 ore al giorno Semplice da adottare, può favorire la perdita di peso Richiede disciplina alimentare
Digiuno di 24 ore Digiuno completo per 24 ore consecutive Efficace per promuovere la longevità Difficile da mantenere nel lungo termine
Digiuno a giorni alterni Alternanza di giorni di digiuno e giorni di alimentazione normale Può migliorare il peso corporeo e la risposta insulinica Risultati discordanti rispetto alla restrizione calorica
Digiuno terapeutico Rinuncia volontaria ai cibi solidi per un periodo limitato Potenziale supporto durante la chemioterapia Richiede controllo medico, non adatto a tutti

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