La nutrizione parenterale è un metodo per fornire sostanze nutritive, in forma liquida e sterile, direttamente nella circolazione sanguigna mediante l’utilizzo di un catetere venoso. Le sostanze nutritive somministrate contengono acqua, vitamine, proteine, zuccheri, grassi e sali minerali necessari a mantenere un buon apporto di nutrienti.
Non sempre la prescrizione della nutrizione parenterale preclude la possibilità di somministrare liquidi e cibo per bocca. Sarà il medico a dare precise indicazioni in merito.
Nonostante la nutrizione avvenga attraverso il catetere venoso, è necessario effettuare tutti i giorni la pulizia della bocca. Ciò garantisce senso di benessere alla persona e previene problemi quali alitosi, sensazione di bocca impastata, disturbi alle mucose e ai denti. Se presente, anche la protesi dentaria deve essere quotidianamente pulita.
Modalità di Attuazione
La nutrizione parenterale si attua tramite catetere, un sottile tubicino morbido (in silicone o poliuretano), che il medico, in ospedale, introduce attraverso una vena di grandi dimensioni (prevalentemente vena giugulare interna, posta a lato del collo, o vena succlavia, posta dietro la clavicola) spingendolo fino in prossimità del cuore (catetere venoso centrale). Il grande flusso di sangue presente a questo livello provoca una immediata diluizione delle sostanze introdotte che, essendo molto concentrate, se venissero somministrate attraverso una vena periferica (per es.
Tipi di Catetere Venoso Centrale
Esistono diversi tipi di catetere venoso centrale:
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- Catetere esterno: esce dalla pelle in corrispondenza del punto in cui si inserisce nella vena.
- Catetere tunnellizato (parzialmente impiantato): esce dalla cute dopo aver percorso un tratto sotto la pelle (apprezzabile al tatto). Questa metodica garantisce una maggiore protezione del catetere dalle infezioni.
- Catetere totalmente impiantato (Port): rimane sotto la cute e termina in un piccolo serbatoio, anch’esso posizionato sotto la pelle, dotato di una membrana perforabile.
Le Sacche per la Nutrizione Parenterale
Le soluzioni che vengono utilizzate per la nutrizione parenterale sono contenute in sacche della capienza di 1 litro, 1.5 litri o 2 litri. Queste sacche (prodotte industrialmente) all’interno sono separate in 2 o 3 compartimenti in ognuno dei quali è contenuto un tipo diverso di prodotto. Tale caratteristica permette di conservare meglio le soluzioni nutritive. È necessario conservare le sacche in un ambiente pulito, al riparo dalla luce, da fonti di calore e dall’umidità.
Modalità di Somministrazione
La somministrazione può avvenire:
- con sistema “a caduta” (goccia a goccia per gravità): mediante l’applicazione di un regolatore di flusso nella linea d’infusione.
La pompa è un’apparecchiatura elettronica che consente di somministrare con regolarità e precisione il flusso della soluzione. È dotata di una batteria che garantisce il funzionamento anche in caso di assenza di corrente.
In caso di necessità sarà comunque possibile contattare l’infermiere o il medico curante per una consulenza e/o un accesso a domicilio.
La pompa deve essere mantenuta pulita rimuovendo quotidianamente la polvere con un panno umido.
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Precauzioni per l'igiene
Per prevenire complicanze e infezioni alla persona nutrita tramite catetere venoso centrale è indispensabile garantire la sterilità delle soluzioni e del materiale utilizzato. L’ambiente nel quale si preparano le sacche deve essere pulito.
È importante preparare il piano di lavoro vicino al luogo di somministrazione dell’infusione: il tavolo va lavato con acqua calda e sapone, e asciugato accuratamente servendosi di carta assorbente da cucina (vanno evitate le spugnette perché rappresentano un possibile ricettacolo di germi). Versare poi della soluzione disinfettante su una salvietta di carta pulita e disinfettare la superficie del piano di lavoro lasciandolo asciugare all’aria. Lavare le mani con tecnica antisettica.
Le procedure per la preparazione della sacca e per la preparazione dell’infusione saranno spiegate dagli operatori incaricati di seguire l’assistito.
Considerato che il catetere venoso centrale giunge direttamente al cuore è fondamentale mettere in atto tutti gli accorgimenti utili a prevenire infezioni del punto di inserzione (punto in cui il catetere entra nella pelle) e contaminazioni del catetere stesso durante le manovre che ne richiedono la manipolazione.
Tipi di Nutrizione Parenterale
- La nutrizione parenterale è un metodo di somministrazione di nutrienti direttamente nel flusso sanguigno, bypassando il tratto gastrointestinale.
- Nutrizione parenterale totale (NPT): questo tipo di nutrizione fornisce tutti i nutrienti essenziali di cui il paziente ha bisogno per soddisfare i suoi fabbisogni nutrizionali giornalieri. È utilizzato quando il paziente non può assumere cibo per via orale o enterale, o quando il tratto gastrointestinale non può essere utilizzato in modo adeguato per l'assorbimento dei nutrienti. Nutrizione parenterale parziale (NPP): questo tipo di nurtizione fornisce solo una parte dei nutrienti necessari, mentre il resto viene assunto attraverso l'alimentazione orale o enterale. Può essere utilizzato quando il paziente è in grado di assumere parzialmente nutrienti per via orale o enterale, ma non è in grado di soddisfare completamente le proprie esigenze nutrizionali in questo modo.
La scelta tra NPT e NPP dipende dalle condizioni cliniche del paziente, dalla capacità del tratto gastrointestinale di assorbire i nutrienti e dalla durata prevista del trattamento.
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Indicazioni
La nutrizione parenterale è indicata in una serie di situazioni cliniche in cui il paziente non è in grado di ottenere una nutrizione adeguata attraverso l'alimentazione orale o enterale. In tutte queste situazioni, la nutrizione parenterale fornisce ai pazienti i nutrienti essenziali necessari per mantenere la salute e sostenere il recupero.
Vantaggi
- Evita il tratto gastrointestinale: poiché i nutrienti vengono somministrati direttamente nel flusso sanguigno, la nutrizione parenterale bypassa il tratto gastrointestinale.
Nutrizione Artificiale: Uno Scudo Contro Malnutrizione e Sarcopenia
Quando si parla di alimentazione durante le cure, il primo approccio nutrizionale che viene sempre privilegiato dai medici è l’alimentazione per via orale. Tuttavia come ci spiega il dott. Sukkar, può accadere che, a causa degli effetti collaterali delle terapie, come nausea, vomito, infiammazione delle mucose, la dieta non sia più efficace in termini di quantità.
L’utilizzo dei supplementi nutrizionali deve essere affrontato con grande attenzione ed è sempre necessario assumerli sotto consiglio medico. Esistono infatti supplementi nutrizionali orali di vario genere che hanno delle composizioni chimiche diverse in relazione al bisogno specifico. Ad esempio chi ha una maggiore carenza di aminoacidi necessiterà di supporti ricchi di proteine o di aminoacidi; mentre saranno necessari supplementi diversi per chi ha necessità di una supplementazione energetica.
Negli ultimi vent’anni, inoltre, sono stati studiati quelli che vengono definiti come farmaconutrienti. L’importanza degli immunonutrienti è data dal fatto che, come è stato provato da studi scientifici, porta a una riduzione netta delle complicanze dopo l’intervento chirurgico.
Attualmente, invece, la nutrizione artificiale deve essere considerata un supporto estremamente utile soprattutto durante le fasi, cosiddette attive, di terapia. Ovvero quando ci sono delle complicanze. Per chi si sottopone a chemioterapia, ad esempio, le complicanze possono essere causate da fenomeni importanti di diarrea, nausea, vomito che impediscono di mantenere uno stato nutrizionale adeguato. Per chi affronta la radioterapia al collo l’edema della gola, cioè l’aumento di spessore dovuto all’infiammazione, può non consentire di alimentarsi bene.
Quando si parla di nutrizione artificiale si distingue tra la nutrizione parenterale ed enterale. E’ quella che viene fatta per vena con quelle che vengono chiamate “sacche”. Può essere fatta in day hospital o al domicilio. La nutrizione enterale viene somministrata invece con un sondino o con la peg ovvero un tubino che viene introdotto come un imbuto all’interno dello stomaco. Viene utilizzata quando la via digestiva alta è bloccata.
La Nutrizione Parenterale Totale (NPT) consiste nell'introduzione direttamente nel torrente circolatorio di substrati nutrizionali in forma sterile.
L’infermiere può e deve partecipare alla scelta della via di accesso e del dispositivo venoso centrale da impiantare (catetere monolume vs. lumi multipli; accesso a breve termine vs. a lungo termine; catetere tunnellizzato vs.
L’utilizzo di una via infusionale dedicata alla NP riduce le complicanze.
Il deflussore e la linea utilizzati per l’infusione della NPT vanno sostituiti entro 24 ore dall’inizio dell’infusione.
La sorveglianza microbiologica di routine per la prevenzione delle infezioni durante la NPT non è attualmente consigliata.
Nei reparti di terapia intensiva ospedalieri si registra un alto tasso di persone ricoverate per diverse patologie, tutte accomunate dalla presenza di problemi di malnutrizione. Spesso i medici, riscontrando l’impossibilità del paziente ad alimentarsi per via naturale, decidono di impostare una modalità di nutrizione enterale e parenterale. Un supporto di fondamentale importanza in molte situazioni cliniche che può essere effettuato anche a domicilio nei pazienti stabilizzati che vivono in un ambiente famigliare idoneo.
La nutrizione enterale usa il tratto gastroenterico come via di accesso per somministrare i nutrienti. Classico il sondino naso-gastrico, prima scelta nei pazienti il cui intestino è ancora funzionante.
La nutrizione parenterale, invece, somministra i nutrienti direttamente nel torrente circolatorio. Si impiantano cateteri nelle vene periferiche o centrali per portare i nutrienti nel sangue, e dunque a tutti i tessuti del corpo, aggirando la necessità di assorbimento intestinale degli stessi.
La nutrizione enterale e parenterale, declinata in varie tecniche, è attualmente una strategia utilizzata in molti ambiti specialistici, nei pazienti che, a causa della loro malattia, non riescono a nutrirsi convenientemente, in modo naturale. Soprattutto viene molto praticata nei reparti di terapia intensiva cui accedono pazienti in gravi condizioni di salute, incapaci di alimentarsi autonomamente.
Di fatto, in questi quadri clinici il rapido riscontro e il trattamento della malnutrizione ottimizza la composizione corporea, migliora l’efficacia delle terapie e favorisce un più rapido recupero.
La nutrizione parenterale è la somministrazione endovenosa di nutrizione al di fuori del tratto gastrointestinale.
La nutrizione parenterale totale (TPN) fornisce tutto il fabbisogno giornaliero di nutrizione, liquidi, elettroliti e oligoelementi ed è quindi l'unica fonte di nutrimento che il paziente riceve.
La nutrizione parenterale parziale viene utilizzata per fornire una parte delle calorie giornaliere, degli elettroliti, degli oligoelementi e dei liquidi ai pazienti che necessitano di un'integrazione nutrizionale. Quindi, ha lo scopo di agire come integratore piuttosto che come unica fonte di nutrimento per il paziente. I medici dovrebbero adattare la composizione per soddisfare le esigenze dei singoli pazienti.
Forniscono calorie e prevengono la carenza di acidi grassi. La carenza di acidi grassi essenziali può svilupparsi entro tre settimane di nutrizione parenterale totale senza grassi.
La nutrizione parenterale domiciliare è una procedura medica salvavita per le persone con SBS. Questo percorso di apprendimento può essere fatto durante il ricovero oppure al domicilio del paziente.
La nutrizione parenterale domiciliare presenta un impatto non solo sui pazienti ma anche sulle loro famiglie. Le infusioni sono solitamente autosomministrate dal paziente sebbene possano essere somministrate anche dall’infermiera o da un parente adeguatamente formato. Poiché questa procedura richiede di rimanere collegati per un certo numero di ore, essa può essere estremamente problematica per il paziente e per la sua famiglia.
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