Nutrizione Personalizzata: Basi Molecolari e Genetiche nella Ricerca Scientifica

Negli ultimi anni, si è assistito a un crescente interesse verso la personalizzazione in medicina. Questo si riflette in una maggiore attenzione della popolazione generale verso una nuova modalità di applicazione dei progressi ottenuti nello studio del genoma, con la conseguente necessità di una corretta valutazione delle reali possibilità di questo nuovo approccio clinico.

La Medicina Personalizzata: Un Approccio Integrato

Nel 2011, il National Research Council degli Stati Uniti ha definito la Medicina di precisione come l’adattamento di uno specifico trattamento alle caratteristiche individuali di un singolo paziente. Spesso questo tipo di approccio viene definito come la Medicina delle 4 P (P4-medicine, predittiva, personalizzata, preventiva, partecipata), o anche la Medicina delle multiple P (Multiple-P Medicine), creando non poca confusione semantica, che non giova ad un corretto inquadramento delle sue possibilità e dei suoi limiti.

La medicina personalizzata rappresenta un approccio complementare e non alternativo alla medicina tradizionale, basata su protocolli definiti per patologia, che rappresenta attualmente il percorso convenzionale caratterizzato dalla maggiore evidenza di prove scientifiche nei diversi percorsi sanitari in campo preventivo, diagnostico e terapeutico. Tali attività rappresentano un’integrazione alla diagnostica anatomo-patologica e necessitano di specifiche competenze professionali e organizzative ormai ampiamente consolidate, grazie anche ad una proficua collaborazione tra diverse competenze professionali, nell’ambito dei Percorsi Diagnostici e Terapeutici Assistenziali (PDTA).

Genomica e Nutrigenomica: Nuove Frontiere

Consideriamo, infatti, la traslazione verificatasi tra “Genetica medica” e “Genomica”, che riflette quella ormai esistente tra “test genetico” e “test genomico”. La Genomica rappresenta l’evoluzione della Genetica medica classica, prevalentemente incentrata sullo studio di uno o pochi geni francamente associati a malattie ereditarie. In Genomica moltissime variazioni comuni (polimorfismi) nella sequenza di DNA, ovvero presenti con buona frequenza (>1%) nella popolazione sana sono imprescindibili per comprendere la fisiopatologia e l’eziologia di una molteplicità di malattie propriamente non a carattere “genetico”.

Le nuove scoperte nel campo della biologia molecolare portano a una maggiore comprensione delle complesse interazioni tra l’essere umano, l’ambiente esterno e tra il cibo e i meccanismi genetico-molecolari post-prandiali. Queste scoperte portano la Scienza dell’alimentazione verso nuove frontiere: la nutrigenetica, la nutrigenomica e la nutrizione molecolare. Un’alimentazione in cui al centro non ci siano più solo le calorie ma le molecole e il loro destino metabolico, ormonale, epigenetico all’interno del corpo umano.

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Nutrigenetica e Nutrigenomica: Definizioni Chiave

  • La Nutrigenetica è la scienza che studia come la variazione genetica individuale influenza la risposta di un soggetto a particolari nutrienti o tossine alimentari. Detto in altri termini è lo studio di come e perché lo stesso nutriente o mix nutrizionale in due individui diversi possa dare risposte diverse. La risposta diversa viene giustificata dal fatto che gli individui possono avere varianti diverse di uno stesso gene, chiamati polimorfismi genetici, che determinano una suscettibilità individuale ai nutrienti.
  • La Nutrigenomica è la scienza che studia come le molecole che introduciamo con la dieta influenzano i nostri geni e di conseguenza la nostra salute, sia in senso positivo che negativo.

La Nutrigenomica e la Nutrigenetica hanno aperto uno squarcio nel vecchio modo di concepire la corretta alimentazione e la dieta. Il cibo che introduciamo con la dieta ha degli effetti metabolici, ormonali e sul DNA che dipendono dalle specifiche molecole introdotte e dalla capacità individuale di utilizzarle e metabolizzarle. Si va oltre il solo e semplice calcolo delle calorie introdotte e della ripartizione percentuale in macronutrienti, ossia carboidrati, proteine e grassi.

Esempi di Effetti Nutrigenetici e Nutrigenomici

Esempio di effetto nutrigenetico: l’enzima Metilen-Tetraidrofolato-Reduttasi (MTHFR) regola i livelli di acido folico dai quali dipende anche la concentrazione di omocisteina, un aminoacido solforato. Quando i livelli di omocisteina salgono troppo aumenta il rischio di patologia cardiovascolare. Esiste un polimorfismo genetico sul gene dell’enzima MTHFR, conosciuto come rs1801133, che può dare origine a un enzima la cui attività è ridotta del 35%-70% a seconda della variante con l’effetto di abbassare la quantità di acido folico e aumentare la concentrazione di omocisteina, predisponendo il portatore di tale variante genetica ad un rischio cardiovascolare più alto. L’effetto negativo può essere “corretto” aumentando l’introito di acido folico alimentare o in alcuni casi con un’integrazione di acido folico costante e duratura nel tempo.

Esempio di effetto nutrigenomico: gli acidi grassi che assumiamo con gli alimenti modulano l’espressione di certi geni, ossia ne causano l’accensione o lo spegnimento. Un eccesso di grassi saturi (SFA) accende e aumenta l’espressione di geni pro-infiammatori e contestualmente riduce l’attività di geni che codificano per sostanze anti-infiammatorie come l’adiponectina. I grassi monoinsaturi (MUFA) invece modificano l’espressione dei geni verso un profilo anti-infiammatorio e pro-salute, il gene dell’adiponectina viene marcatamente acceso e questa sostanza abbassa l’insulinoresistenza muscolare, promuove la formazione di insulina del fegato oltre ad essere anti-infiammatoria.

Nutrizione Molecolare: Il Futuro dell'Alimentazione

La Nutrizione Molecolare si focalizza sui punti cardine della Nutrigenomica studiando come sia possibile con l’alimentazione controllare le risposte metaboliche, ormonali e come intervenire sul DNA, regolando in modo positivo o negativo alcuni geni. I principali modulatori metabolici post-prandiali sono la glicemia (livello di glucosio nel sangue), la lipemia (livelli di lipidi nel sangue) e l’insulinemia (livello di insulina nel sangue) che sono in grado di modificare e modulare i processi biochimici e sul lungo periodo influenzare lo stato di salute.

Una dieta elaborata per controllare questi modulatori metabolici tiene conto solo marginalmente delle calorie introdotte perché il solo controllo dell’energia in entrata è riduttivo e parziale. Le nuove evidenze mostrano che tale prevenzione passa anche dal mantenere un microbiota sano e in equilibrio. Sostanze come i polifenoli, inulina, tannini, la fibra in genere oppure gli acidi omega-3 sono di grande aiuto per mantenere in condizioni corrette il microbiota (una volta chiamata “flora intestinale”).

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Test Genetici Nutrizionali: Come Funzionano

Un test del DNA per la dieta è oggi un processo semplice, non invasivo e accessibile. Basta un tampone buccale per prelevare un campione di saliva, che viene poi analizzato in laboratorio per individuare varianti genetiche legate al metabolismo dei nutrienti, all’assorbimento, all’appetito, alla risposta insulinica e alla predisposizione a patologie come diabete, ipercolesterolemia, ipertensione o intolleranze alimentari.

Un test nutrigenetico serve a individuare eventuali varianti genetiche che influenzano il metabolismo, la tolleranza a certi alimenti (come lattosio o glutine), l’assorbimento di vitamine e la predisposizione a malattie metaboliche. I test genetici nutrizionali sono generalmente affidabili, ma la loro efficacia dipende dalla qualità del laboratorio, dalla validità scientifica dei marcatori analizzati e dalla corretta interpretazione da parte di un professionista qualificato.

Una volta ottenuti i risultati, entra in gioco il ruolo del nutrizionista o del medico: le informazioni genetiche non vengono mai interpretate in modo isolato, ma integrate con dati clinici, stile di vita, abitudini alimentari e obiettivi individuali.

Il Ruolo degli SNP nella Nutrigenetica

I polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) sono le variazioni genetiche più comuni nella popolazione. Anche se ogni singolo SNP rappresenta una modifica minima nella sequenza del DNA, il loro impatto può essere decisivo. Ad esempio, un SNP sul gene CYP1A2 può determinare se una persona è un metabolizzatore lento o veloce della caffeina, influenzando i rischi cardiovascolari connessi al consumo di caffè.

Applicazioni Pratiche della Nutrigenetica

L’applicazione clinica della nutrigenetica si rivela particolarmente utile nella prevenzione delle malattie metaboliche. Nel contesto della medicina personalizzata, la nutrigenetica consente di superare l’approccio standardizzato al trattamento e alla prevenzione. Ad esempio, in pazienti con predisposizione genetica all’ipertensione, una dieta mirata alla riduzione del sodio e al potenziamento di nutrienti vasoprotettivi può avere un impatto diretto sul controllo pressorio.

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Sfide e Prospettive Future

Nonostante i progressi evidenti, l’integrazione della nutrigenetica nella pratica clinica quotidiana presenta ancora sfide importanti. Tuttavia, le prospettive sono estremamente promettenti. Molti degli studi disponibili mostrano correlazioni tra varianti genetiche e risposta ai nutrienti, ma non sempre è chiara la causalità diretta.

La sfida più difficile sarà trasformare la complessità del problema e dell’alimentazione personalizzata in consigli utili per la popolazione in modo tale da spostare sempre più persone verso una sana alimentazione. Per il momento le linee guida italiane rappresentano un punto fermo per presente e futuro da cui non è possibile prescindere.

La nutrigenetica è solo l’inizio di una trasformazione più ampia che coinvolge scienza, tecnologia e salute personalizzata. Se oggi ci si concentra prevalentemente su varianti genetiche legate al metabolismo, nei prossimi anni l’attenzione si sposterà anche su altri livelli di regolazione biologica, come l’epigenetica e il microbiota intestinale.

Tabella: Confronto tra Nutrigenetica e Nutrigenomica

Caratteristica Nutrigenetica Nutrigenomica
Definizione Studia come i geni influenzano la risposta ai nutrienti. Studia come i nutrienti influenzano l'espressione genica.
Focus Variazioni genetiche individuali. Interazione tra dieta e geni.
Esempio Polimorfismi nel gene MTHFR e metabolismo dell'acido folico. Effetto degli acidi grassi sull'espressione di geni pro-infiammatori.

L’intersezione tra alimentazione e genetica sta ridefinendo il nostro modo di intendere la nutrizione. Abbiamo visto come il DNA influenzi il gusto, la tolleranza agli alimenti, il metabolismo e la risposta ai nutrienti, e come le informazioni genetiche possano guidare lo sviluppo di piani nutrizionali personalizzati.

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