La nutrizione rappresenta un ambito complesso, articolato in tre aree: di base, applicata e clinica (quella che si interessa di soggetti con patologie) che richiedono competenze approfondite e specifiche.
A fronte di questa importanza preventiva e terapeutica, la presenza di una struttura complessa di Scienza dell’Alimentazione e Dietetica all’interno di aziende ospedaliere è una realtà purtroppo oggi ancora poco rappresentata a livello nazionale.
La S.C. di Scienza dell’Alimentazione e Dietetica è inserita all’interno della Rete Regionale delle strutture di dietetica e nutrizione clinica, un modello organizzativo che integra le attività a livello ospedaliero, ambulatoriale e domiciliare, e che connette, in modo organico, l’area della nutrizione clinica con le altre aree terapeutiche.
Il ruolo della nutrizione clinica è peculiare, in quanto si tratta di una specialità trasversale, che riveste una funzione primaria, sia nella continuità assistenziale fra ospedale e territorio, sia nei confronti delle strutture che operano nella prevenzione.
La S.C. di Scienza dell’Alimentazione e Dietetica, secondo deliberazione della Giunta Regionale del 19 novembre 2007 n.
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L’attività clinica, nelle sue diverse aree di applicazione, viene svolta in accordo con le linee guida correnti della European Society for Clinical Nutrition and Metabolism (ESPEN), fatte proprie e adottate per la pratica quotidiana dalla Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE).
Inoltre, la struttura complessa svolge attività di ricerca medico-scientifica in collaborazione con le altre strutture dell’azienda ospedaliero-universitaria.
Attività ambulatoriale
L’attività ambulatoriale è declinata in ambulatori specialistici dedicati, rivolti a patologie/tipologie di pazienti a gestione multidisciplinare. Di seguito le tipologie di ambulatori ad oggi attivi presso la S.C.
- Ambulatorio Obesità: Dedicato a pazienti con eccesso ponderale, affetti da obesità (BMI >30 kg/m2) o da sovrappeso (BMI >27 kg/m2) con almeno una complicanza. Vi accedono pazienti generalmente non critici e senza urgenza (salvo casi selezionati, opportunamente segnalati dal Medico di Medicina Generale o da un reparto di degenza). Tutti i pazienti sono valutati congiuntamente dal medico specialista in scienza dell’alimentazione e dal dietista. L’individuazione del regime dietoterapico più appropriato, tenendo in considerazione eventuali altre complicanze e/o patologie associate, è sempre accompagnato da una attività di counseling e di motivazione nei confronti del paziente. Inoltre, parallelamente al classico approccio con una dieta ipocalorica bilanciata nei vari macronutrienti e all’invito a uno stile di vita sano e attivo, possono essere prese in considerazione e messe in atto altre opzioni terapeutiche, sia di tipo dietoterapico (es. dieta chetogenica) sia di tipo farmacologico. Secondo necessità clinica o per casi particolari è prevista l’integrazione ambulatoriale di altre competenze professionali, in collaborazione con la S.S.V.D.
- Ambulatorio Obesità Grave e Chirurgia Bariatrica: Dedicato a pazienti con obesità considerata grave per l’entità dell’eccesso ponderale (BMI >40 kg/m2) e/o per la presenza di complicanze/comorbidità, per cui la sola dieta ipocalorica bilanciata e/o altri interventi terapeutici non risultano sufficientemente efficaci o indicati. Come per diversi altri ambiti, anche questo ambulatorio si avvale della imprescindibile collaborazione con altre figure specialistiche dell’A.O.U. (Endocrinologo, Gastroenterologo, Pneumologo, Psicologo) oltre a quella del Chirurgo Generale (S.C.d.U. Chirurgia Generale 1).
- Ambulatorio Nutrizione Clinica per pazienti Fragili: Attività ampia e multicomprensiva, rivolta a pazienti fragili, spesso anziani, disfagici, con malattie neurologiche e invalidanti, non autosufficienti, che si alimentano in modo insufficiente e precario con il rischio di peggioramento del quadro clinico, nutrizionale e funzionale.
- Ambulatorio di Nutrizione Oncologica: È ormai noto come numerosi tumori possano determinare perdita di peso ed in particolare di massa muscolare, influenzando in modo negativo la possibilità di affrontare e completare i trattamenti oncologici e la prognosi del paziente, limitandone qualità di vita e sopravvivenza. La presa in carico nutrizionale risulta quindi strategica, possibilmente se avviata all’esordio della malattia e poi proseguita durante tutto il periodo di trattamento oncologico e dopo il termine dello stesso. Accedono a questo ambulatorio pazienti prevalentemente inviati dal DH/Ambulatorio oncologico, malnutriti o a rischio di malnutrizione per difetto. La prima visita prevede l’inquadramento del paziente dal punto di vista clinico e nutrizionale, ed è mirata ad individuare le problematiche che interferiscono negativamente con una adeguata alimentazione.
- Ambulatorio Nutrizione Artificiale: È un ambulatorio dedicato a pazienti affetti da problematiche di diverso tipo, per i quali la sola alimentazione per os (con cibi naturali, con/senza ONS) è insufficiente o non praticabile, e per cui risulta necessaria una nutrizione artificiale (di supporto o esclusiva), attuabile preferibilmente per via enterale (tramite sonda nasale, PEG o digiunostomia) o per via parenterale quando il tratto gastro-enterico non è accessibile (es. tumori stenosanti) o nei casi di malassorbimento (es. malattie infiammatorie intestinali, insufficienze intestinali). Si tratta di un ambulatorio che richiede il costante monitoraggio dei pazienti, al fine di verificare l’efficacia dell’intervento nutrizionale e prevenire/trattare le possibili complicanze del trattamento. Prevede la stretta collaborazione sia con il Medico di Medicina Generale sia con le altre professionalità che hanno in carico il paziente. Inoltre, nel corso degli anni, è stata accumulata una particolare esperienza nella gestione dei pazienti con insufficienza intestinale cronica benigna (es.
- Ambulatorio SLA: In stretta collaborazione con il Centro SLA della S.C.U. di Neurologia, questo ambulatorio è dedicato a pazienti con diagnosi di Malattia del Motoneurone. Sia la prima visita, sia le successive, in genere a cadenza trimestrale, sono di tipo multidisciplinare, e nell’arco della stessa mattinata il paziente viene valutato anche da altre professionalità dell’A.O.U. (Logopedista e Pneumologo).
- Ambulatorio di Nutrizione per Insufficienza Renale Cronica: È ormai assodato come la modulazione dell’apporto proteico sia parte integrante nella gestione delle nefropatie. Questo tipo di ambulatorio è dedicato a pazienti con insufficienza renale cronica non solo in trattamento conservativo ma anche sostitutivo (emodialisi o dialisi peritoneale) e quindi con fabbisogno proteico profondamente diversificato. Nello specifico, i pazienti non in dialisi, necessitano di una riduzione dell’apporto proteico proporzionato alla filtrazione renale residua, in associazione, in alcuni casi di stadi più avanzati, ad una supplementazione con chetoanaloghi, efficaci nel rallentare la progressione del danno renale e ritardare l’ingresso in dialisi. Al contrario, i pazienti in terapia sostitutiva necessitano di maggiori apporti di proteine alimentari, al fine di ripristinarne il pool perduto con le sedute dialitiche. I pazienti vengono inviati dalla S.C.d.O. di Nefrologia e Dialisi e dalla S.C.d.U. di Nefrologia e Trapianto, per un intervento nutrizionale che non può prescindere da un’azione iniziale di counseling.
- Ambulatorio Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): Si tratta di un ambulatorio specialistico rivolto a pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione (DA). L’attività clinica si svolge in stretta collaborazione con le S.C.d.U. di Psichiatria e Pediatria, la S.C.d.O. di Neuropsichiatria Infantile dell’A.O.U. e le Strutture territoriali di Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile che, così come il Medico di Medicina Generale e il Pediatra di Libera Scelta, possono inviare il paziente a prima visita. La S.C.d.O. di Medicina Interna e la S.C.d.U. di Endocrinologia dell’A.O.U. sono coinvolte nella gestione delle complicanze internistiche e dell’amenorrea. La prima visita Dietologica ha la funzione di inquadrare l’assistito dal punto di vista clinico e nutrizionale. Di vitale importanza, sin dalla prima valutazione, è la ricerca e la costruzione di un’alleanza terapeutica con il paziente, indispensabile per strutturare un percorso di cura condiviso ed efficace. La presa in carico nutrizionale presuppone visite di controllo con tempistica variabile secondo le diverse necessità.
- Ambulatorio Diabetologia Pediatrica: Attività ambulatoriale svolta in stretta collaborazione con la S.C.d.U. di Pediatria, rivolto a bambini e adolescenti (e ai loro genitori) con diagnosi di Diabete Mellito di tipo 1. Il ruolo della S.C.
- Ambulatorio Celiachia: Riservato ai pazienti con malattia celiaca, già diagnostica o in fase di definizione. In prima visita, in caso di nuova diagnosi, si provvede a un accurato counseling mirato a formare/rafforzare la necessaria consapevolezza del paziente in merito all’importanza dell’esclusione completa del glutine dall’alimentazione, al fine di evitare le complicanze a breve/medio/lungo termine della malattia. Inoltre, si provvede al rilascio della richiesta di esenzione per patologia e di erogazione gratuita di prodotti alimentari senza glutine. Nelle visite di controllo, in genere a cadenza annuale, si verifica la compliance alla dieta aglutinata e si valutano eventuali situazioni carenziali, di demineralizzazione ossea (osteopenia/osteoporosi) nonché eventuali altre problematiche nutrizionali intercorrenti. I pazienti vi accedono inviati dal Medico di Medicina Generale, dal Gastroenterologo o dal Pediatra (nel periodo di transizione ad età adulta).
- Ambulatorio Patologie Mammarie: È riservato alle donne dopo trattamento per neoplasia mammaria, per le quali sempre maggiori evidenze sottolineano la necessità di controllo del possibile incremento ponderale e dell’associata aumentata resistenza insulinica, in quanto situazioni predisponenti ad un maggior rischio di recidiva. Le pazienti giungono a visita Dietologica inviate dalla S.C.d.U. di Oncologia e l’intervento si esplica, nella predominanza dei casi, in un’attività di counseling mirato a promuovere stili di vita corretti.
- Ambulatorio Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS): In stretta collaborazione con le S.C.d.U. di Endocrinologia e di Ostetricia e Ginecologia, è rivolto alle donne con diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), diversa dalla più semplice e frequente “policistosi ovarica” perché caratterizzata da diverse alterazioni ormonali e metaboliche con fenotipo finale affetto da sovrappeso/obesità e resistenza all’insulina.
Visite domiciliari
A seguito di una convenzione stipulata tra AOU e ASL di Novara è possibile l’effettuazione di visite specialistiche domiciliari per i pazienti malnutriti o a rischio di malnutrizione non deambulanti o comunque non trasportabili, residenti nel territorio dell’ASL. Questo tipo di prestazione è attivabile tramite:
- richiesta del Medico di Medicina Generale;
- richiesta del Medico di Medicina Generale ed autorizzazione del responsabile del distretto nel caso di pazienti in regime di assistenza domiciliare integrata (ADI);
- richiesta del Medico di Medicina Generale ed autorizzazione del responsabile di struttura nel caso di pazienti istituzionalizzati.
Consulenze specialistiche
Le consulenze specialistiche per i pazienti degenti presso le strutture dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria vengono richieste direttamente da parte del personale medico dei singoli reparti.
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Prenotazioni
Le prime visite per obesità sono prenotabili come attività programmata (P), con impegnativa del Medico di Medicina Generale, riportante le due voci “prima visita dietologica (cod. 897.27)” e “terapia dietetica (cod.
Per la prima visita per obesità si richiede di portare in visione esiti di esami di laboratorio di I livello, eseguiti negli ultimi 6 mesi, inerenti assetto glicometabolico (glicemia, insulina, HbA1c) e lipidico (colesterolo totale e HDL, trigliceridi), funzionalità renale, epatica e tiroidea (creatinina, AST, ALT, GGT, ALP, TSH reflex).
Per situazioni patologiche particolari (es.
Prestazioni aggiuntive
- analisi della composizione corporea mediante BIA (impedenzometria) (cod.
- valutazione del metabolismo a riposo tramite analisi dei gas respiratori con Calorimetria Indiretta (cod.
- posizionamento di sondino naso-gastrico per nutrizione enterale (cod.
- medicazione sonda enterale di lunga permanenza (cod.
- training per la gestione della nutrizione enterale domiciliare (cod.
Distinzione tra elaborazione e prescrizione della dieta
Altro aspetto non irrilevante è la semantica distinzione tra “elaborazione” e “prescrizione” della dieta. Il dietista riconosce il suo ruolo di elaboratore di una dieta, anche per patologia, su indicazione medica. Quindi il medico è prescrittore e il dietista è un elaboratore.
La prescrizione di un intervento nutrizionale, così come quella di qualsiasi altro intervento terapeutico, presuppone conoscenze di fisiologia, di fisiopatologia e di patologia. Discipline che attengono al sapere medico.
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In definitiva «il medico è l’unico formato per valutare la complessità di un quadro clinico-nutrizionale, individuare forme di patologia sub-cliniche ed evitare che la prescrizione di un regime nutrizionale peggiori una condizione esistente come disturbi epatici, renali, oncologici.
La mancanza di una valutazione complessiva dello stato clinico e la considerazione del solo parametro ponderale rischia di proporre interventi non solo inefficaci, inadeguati, ma a rischio del peggioramento o della cronicizzazione di uno stato di malattia», interviene il Prof. Maurizio Muscaritoli Presidente SINuC e Membro della Commissione OMCEO.
«In Italia la variegata offerta universitaria ha portato alla formazione di diverse figure professionali che non sono integrate in un quadro di insieme e rischiano di ingenerare speranze di opportunità lavorative e confusione nell’utenza», spiega il Prof.
«Le alterazioni dello stato di nutrizione (sottopeso, sovrappeso, obesità, condizioni miste) devono ricevere una precisa diagnosi che non può limitarsi alla valutazione di altezza e peso e indici semplificativi ma prevedere un approccio multidimensionale affidato ad un case manager che gestisca la filiera di esami clinici, parametri, effettui la diagnosi, prescriva il trattamento, segua il caso sino al follow up (valutazione degli esiti). In particolare, la diagnosi clinico-nutrizionale più dettagliata o specialistica deve essere articolata e considerare lo stato di nutrizione, gli aspetti funzionali (livello di disabilità, riserva funzionale, forza muscolare, mobilità articolare…) e psicologici (presenza di un disturbo del comportamento alimentare, ansia, depressione, immagine corporea…) oltre al quadro clinico generale. Solo alla fine di questo percorso così articolato sarà corretto prescrivere un intervento nutrizionale (dieta, integratore, nutrizione artificiale).
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia è quindi il presupposto indispensabile alla formazione del nutrizionista clinico e la Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione per laureati in Medicina ha come finalità di far acquisire conoscenze nella nutrizione clinica con un percorso di 4 anni e 240 CFU. Master universitari e Corsi di Alta Formazione svolgono un ruolo culturale di approfondimento ma non possono che innestarsi sul percorso di laurea e non generareno speranze di lavoro per laureati di varie discipline, ma solo la Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione per laureati in Medicina ha come finalità di far acquisire conoscenze nella nutrizione con un percorso di 4 anni e 240 CFU.
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