Prima erano foodblogger, ora sono content creator. A volte non sanno neppure cucinare: usano minipimer e "vendono" mappazzoni come piatti gourmet. Qualcuno sta ai fornelli a torso nudo. Tanti - o forse tutti - hanno una frase con cui iniziano ogni reel o storia. Un "Hey guys", per dirla alla Ferragni. Con lei è nato il mondo delle ricette spiegate su internet, con Giallo Zafferano.
Il Cambiamento nel Mondo della Cucina Online
"Un tempo contava molto il contenuto, ci lavoravi tanto, intorno c'era poco o nulla. Ora non sai più chi guardare prima. Ma non è detto che sappia cucinare. Conta molto la simpatia, la spontaneità. Più il personaggio che ti sei costruito che non la ricetta che spesso non è elaborata, ma tradizionale. Nulla di nuovo insomma. È più importante che ci sia qualcosa che caratterizza i tuoi video.
Peronaci da due anni tiene un corso per i futuri food influencer nella sua Factory milanese. "Metto a disposizione tutto quello che ho imparato negli anni. Non è un lavoro che si improvvisa, serve molta preparazione, deve esser affrontato in modo professionale. Oggi si va troppo velocemente. Spesso contano più i follower della professionalità, della competenza. Però il rischio è molto alto anche per gli influencer. Ma siamo sicuri che tutti siano in grado di mantenere le aspettative anche nel mondo reale?
L'Importanza dell'Engagement e della Professionalità
Per stabilire il valore del creator (e vale anche per le celebrity) si contano i follower ma soprattutto l'engagement, l'interazione con il pubblico che li segue, un valore in percentuale che in media è tra il 2 e il 3. Se teniamo come riferimento Chiara Ferragni, lei ha un indice pari al 3,19 per cento (su 29,3 milioni di follower). Quello di Benedetta Rossi è 2,23 (su 4,8 milioni di follower, ma c'è una media di oltre 10mila commenti sotto ogni post). Carlotta Perego, con Cucina Botanica (alimentazione vegana) ha un 3,71 con un numero altissimo di cuori sotto i post (in media 39mila like). I numeri da soli però non bastano, vanno contestualizzati.
Ed è un messaggio per le aziende: non sempre il follower si converte in un consumatore. Perché anche se il video, la story e il post hanno molti commenti e like, bisogna capire se è chi lo vede è nel target di consumatore adatto all'azienda.
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Le Aziende e l'Influencer Marketing
"Oggi per un'azienda è più performante una campagna con un creator, un food influencer, piuttosto che una tradizionale pagina pubblicitaria su un giornale" commenta Francesca Gonzales, talent manager di food influencer e consulente di influencer marketing. "Con 10mila euro si può impostare una campagna e avere un pacchetto di 4-5 contenuti che l'azienda può guidare, impostare insieme all'influencer e spalmare in un periodo da sei mesi a un anno. Anche il check è molto più semplice: si arriva dritti a chi si vuole raggiungere.
Grazie al suo lavoro di consulente Gonzales registra un veloce cambiamento dovuto al caso Ferragni - Balocco. "Oggi le aziende hanno più paura di sporcarsi - spiega -. Chiedono maggiori verifiche rispetto a cosa avveniva tempo fa, quando si faceva a gara ad avere l'influencer dal nome più importante. Siamo ad una svolta. Ora non si guardano solo più i numeri ma si imposta un processo più tailor made quando si fa influecer marketing. Alle aziende io non chiedo il budget come prima cosa. Prima voglio sapere qual è l'obiettivo di comunicazione. Poi allora si ragiona su chi coinvolgere: si analizza il media kit, l'etica, il lavoro svolto in passato. Capita sempre più spesso di lavorare con micro e medio influencer, fino ai 100mila follower o giù di lì.
Top Food Influencer Italiani
Ecco alcuni dei food influencer più noti in Italia:
- Benedetta Rossi (Fatto in casa da Benedetta). La regina della cucina popolare sui social. Tutto è partito nel 2009 dal canale YouTube in cui condivideva le ricette dell'agriturismo di famiglia.
- Max Mariola. Chef italiano, volto social e televisivo. Ha scritto The Sounds of Love.
- Nonna Silvi Official. Silvana è la nonna toscana che nei suoi video spiega le ricette della tradizione, dalla pasta fatta in casa ai "plumchè".
- Daniele Rossi. Giovane chef con un canale su YouTube e un blog su Giallo Zafferano.
- Ruben Bondì, Cucina con Ruben. Format inventato durante il Covid, ma alle spalle ci sono studi e stage in ristoranti importanti.
- Chef in camicia 1,2 milioni di follower su Instagram; 1,2 milioni di follower e 14,7 milioni di Mi Piace. Il loro claim? Cucina, godi e impara. Fondato nel 2015 da tre amici - Lello, Andrea e Nicolò - oggi conta di uno staff di 30 persone e una community online di oltre 10milioni.
- Angelo Coassin, Cooking with Bello. Ballerino professionista, attore e cuoco. La sua pagina è nata durante la pandemia a Londra.
- Rafael Nistor. Si definisce CEO di Ottimo, la parola che usa al termine di ogni suo video ed ora anche titolo del suo primo libro di ricette.
- Benedetta Parodi, Zia Bene. Ha portato le ricette in tv a fianco delle notizie. Nei suoi profili, non ci sono solo più le ricette ma racconti della sua vita e della sua famiglia.
- Carlotta Perego, Cucina Botanica. Ha studiato cucina vegetale e nutrizione a Los Angeles. Ha un canale YouTube da cui tutto è nato e che ha 550mila iscritti.
- Aurora Cavallo, Cooker Girl. Ricette alla portata di tutti e spiegate con un linguaggio semplice. La ragazza dalla porta accanto che ti spiega come cavartela alla grande in cucina. Lei invece ha lavorato e studiato molto all'estero.
Nomination da outsider, solo perchè vive all'estero, per The Pasta Queen, ovvero Nadia Caterina Munno, creator romana che vive negli Usa.
La Medicina sui Social Media
I professionisti di ogni settore sfruttano questa e altre piattaforme come strumenti pubblicitari e di divulgazione; non c’è ambito che abbia resistito al fascino oscuro del reel. In principio fu il fitness, poi fu la volta di finanza, psicologia, cucina e agricoltura: persino i preti hanno tramutato il Vangelo in hashtag. Ora è la volta della medicina, fatta da chi medico lo è veramente, tutti i giorni: nello scrolling quotidiano e compulsivo, è quindi sempre più facile imbattersi in camici bianchi che dispensano consigli di salute e pratiche di prevenzione. Gli HeiMI sono senza dubbio l’esempio più popolare tra i medici social; vi è però una galassia di aspiranti Chiara Ferragni con stetoscopio, specializzata ognuno in una branca della medicina. Claudio Brancelli, specializzando in urologia che sforna consigli per prevenire la cistite; oppure nel dott. Giuseppe Lupica, ginecologo che risponde ai direct delle utenti, ma anche nella dottoressa Silvana Nardi, conosciuta sui social come Dottoressascandalo, fisioterapista del pavimento pelvico. Sono rappresentate anche la chirurgia plastico-estetica con il Prof.
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Fake News e la Reazione di Geppi Cucciari
Hanno scritto che aveva perso 10 chili in quattro settimane, pubblicando pure quello che doveva essere il suo piano alimentare dettagliato e il nome degli integratori che avrebbe utilizzato. Ma dietro al dimagrimento della 48enne Geppi Cucciari, attrice, conduttrice e comica sarda, c’è uno sforzo di gran lunga maggiore, iniziato addirittura nel 2010. La smentita di alcune notizie girate sul web a questo proposito è arrivata dalla diretta interessata che, sul proprio profilo Instagram, ha pubblicato la foto del fantomatico menu settimanale accompagnato da un messaggio molto chiaro: «Non so chi siano questi deficienti - ha scritto nel post -, non si perdono 10 chili in 4 settimane, sono solo menzogne, non uso nessun integratore, non do consigli a nessuno, soprattutto non ne sponsorizzo, non fatevi imbrogliare da chi usa una qualsiasi nostra debolezza contro di noi». Un commento che ha riscosso subito approvazioni da diversi suoi follower, con tanto di standing ovation. A Geppi i suoi fan hanno anche suggerito di denunciare gli autori della fake news.
Ovviamente questi giudizi assumono una risonanza maggiore grazie ai social network. Internet, si sa, ha i suoi vizi e le sue virtù. Non sto parlando di un amico che ti chiede come stai perché gli sta a cuore la tua salute, di un’amica che ti consiglia di andare dal nutrizionista o di una sorella che ti invita a cambiare pantaloni perché quelli che hai scelto ti stanno decisamente male.
La Pressione Sociale e la Percezione del Corpo
Perché dimagrire non sempre è volontario e non sempre è sinonimo di buona salute. In genere non sappiamo cosa c’è dietro ad una pancia poco tonica o una faccia smunta. Perché non hanno voglia di affrontare gli sguardi di chi osserva quelle smagliature o cicatrici. Le vite di tutti sono piene di ansie e insicurezze, compresa quella di Chiara Ferragni. Una società serena questo dovrebbe comprenderlo, metabolizzarlo e rispettarlo. Con lei puoi parlare di alcuni punti deboli, delle cose che non vanno e delle cose che non ti piacciono.
Tabella: Engagement Rate di Alcuni Influencer
| Influencer | Follower | Engagement Rate |
|---|---|---|
| Chiara Ferragni | 29,3 milioni | 3,19% |
| Benedetta Rossi | 4,8 milioni | 2,23% |
| Carlotta Perego (Cucina Botanica) | - | 3,71% |
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