Roberto Bolle, uno dei ballerini più ammirati al mondo, ha compiuto 50 anni il 26 marzo. La sua dieta include pesce essiccato in busta, da sgranocchiare durante le pause insieme a frutta secca e semi. Lo ha rivelato lo scorso 3 aprile, ospite di Geppi Cucciari a «Splendida Cornice», confessando di avere una vera e propria passione per questo tipo di alimenti.
Un'abitudine che fa parte di una dieta sana e bilanciata, lontana dal consumo di carne e che contempla qualche piccolo sgarro. In passato Bolle ha vissuto un periodo di «anarchia alimentare» tra junk food, cibi precotti e merendine.
La Dieta di Roberto Bolle: Un Equilibrio Tra Gusto e Performance
Pesce essiccato, frutta secca e semi sono elementi chiave nella sua alimentazione. Un menu che tiene conto della qualità delle materie prime, più che delle calorie. Il ballerino piemontese preferisce riso e farro integrali alla pasta, aggiungendo un contorno di verdure. Le proteine della carne sono sostituite da quelle del pesce, soprattutto negli spuntini, per recuperare le energie. Durante la giornata, Bolle beve dai cinque ai sette litri di acqua. E, da goloso, si concede qualche piccolo sgarro: «Non ho vizi, non fumo e bevo vino solo per brindare, ma amo il cioccolato fondente».
In merito a gusti e tradizioni, Bolle non tradisce le sue origini piemontesi: «Danzare a Torino è un ritorno a casa anche per la cucina. Mia mamma è sempre stata molto brava e si è adeguata alle mie esigenze. Fa un ottimo risotto di zucca».
Roberto Bolle: Una Carriera Costruita con Rigore e Passione
Classe 1975, Roberto Bolle è uno dei ballerini più ammirati al mondo. Una carriera cominciata a 11 anni, alla scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano, di cui è diventato simbolo. Notato nel 1990 da Rudol’f Nureev, quella di Bolle è stata una continua ascesa che lo ha portato a essere, contemporaneamente, Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York, il solo a essere riuscito nell’impresa. Rigore, studio e disciplina, ma anche passione e predilezione innata per la danza, arte che ha portato in scena persino alla corte della Regina Elisabetta II, ballando nel 2002 a Buckingham Palace, e davanti a Papa Giovanni Paolo II nel 2004.
Leggi anche: Nutrizionista a Rho: scopri di più
Dietro al corpo armonioso di Roberto Bolle c’è sempre stato un intenso allenamento quotidiano accompagnato da una dieta variegata. Come confessato a Ok Salute nel 2009, in gioventù ha vissuto un periodo di «anarchia alimentare» tra junk food, cibi precotti e merendine.
Il Periodo dell’Anarchia Alimentare: Una Fase Superata
Il fisico di Roberto Bolle è frutto di otto ore di allenamento quotidiano e di un insieme di condotte alimentari dettate da principi e qualità. «Dal lato fisico ascolto il mio corpo come ho sempre fatto. Sto attento a capirne le esigenze per permettermi di mantenere questo livello di prestazioni».
L’infanzia è stata segnata dai piatti tipici della tradizione, cucinati dalla madre e con materie prime dell’orto di famiglia. Poi, una volta a Milano per gli studi alla Scala - a 11 anni - il poco tempo libero e lo stress hanno scardinato le abitudini alimentari: «Di giorno mi allenavo e dalle 18:30 alle 22:40, poi frequentavo il liceo scientifico serale. Tornavo tardi a casa, come non cedere alla tentazione di panini, patatine e snack?».
Stanchezza, impegni e cattive abitudini hanno gravato sulla dieta: «A fine giornata mi tornava più semplice scartare merendine sul divano, davanti alla tv, piuttosto che mettermi a spadellare ai fornelli, ma la situazione è peggiorata con l’inizio della carriera internazionale».
La Disintossicazione dal Junk Food: Un Nuovo Inizio
Approdato a Londra, non c’era la possibilità di dedicarsi ad altro che non fossero eventi e spettacoli: «Ogni sera, tornando a casa dopo le prove, facevo la spesa in piccoli supermarket dove i cibi precotti abbondano. Avevo una predilezione per le torte salate e non mancavo mai di acquistare chicken pie, un pasticcio di pollo, e biscotti al burro».
Leggi anche: Lavoro Nutrizionista in Abruzzo
Sebbene grazie all’intenso sforzo fisico potesse permettersi di soprassedere sull’apporto calorico, gli effetti di una dieta scorretta a base di junk food gravarono sul benessere psico-fisico. Fu lo stesso Bolle ad accorgersi del problema, decidendo di rivolgersi a un nutrizionista: «Ero affaticato, nauseato. Ho capito che il mio fisico mi chiedeva aiuto per mantenere la forma acquisita, per superarla, per stare bene. Non era una questione di linea, - per quella bastava l’allenamento - ma proprio di salute, di benessere».
Tornato a Milano, dopo una drastica operazione detox sotto controllo medico, il ballerino ritrovò l’equilibrio grazie a una dieta sana a base di riso integrale, yogurt, pesce, verdura e frutta a volontà. «Ma non sono diventato un fanatico - ha ammesso -. Mi concedo sempre qualche strappo. Il cibo spazzatura uccide se diventa la regola, ma è buono se eccezione».
La Dieta Attuale di Roberto Bolle: Un Modello di Equilibrio
La dieta di Roberto Bolle oggi è equilibrata e adatta a supportarlo nella sua carriera. Sottolinea infatti come, pur essendo un atleta a tutti gli effetti, a differenza dei calciatori il corpo di ballo della Scala non sia seguito da nessun nutrizionista. La sua non è una dieta di privazioni: riso e cereali integrali, frutta e verdura, pesce e carne. Non disdegna nemmeno qualche sgarro come le patatine nel sacchetto o le noccioline. Insomma, la dieta è importante, ma anche l’attività fisica svolge un ruolo fondamentale.
Roberto Bolle ha raccontato di aver ceduto ripetutamente alle tentazioni di snack, merendine, brioche e patatine: “Perché a fine giornata mi tornava molto più semplice scartare merendine e confezioni di schifezze varie sul divano, davanti al televisore, piuttosto che mettermi a spadellare ai fornelli”.
I primi segnali allarmanti sono arrivati quando il suo fisico ha chiesto aiuto: “Ad un certo punto mi sono reso conto che stavo arrivando al limite. Mi sentivo affaticato, nauseato. Ho capito che il mio fisico mi chiedeva aiuto per mantenere la forma acquisita, per superarla, per stare bene”, ha spiegato.
Leggi anche: L'approccio di Pierpaolo Pavan alla nutrizione
Così al suo ritorno in Italia, ha fatto seguito un percorso serio e strutturato col nutrizionista, che ovviamente lo ha aiutato a ritrovare la forma e il suo benessere.
Elementi Fondamentali per la Dieta di un Ballerino
La Federazione Medico Sportiva Italiana (F.M.S.I.) presta notevole attenzione all'educazione alimentare volta ad un equilibrio nutrizionale. I carboidrati sono fondamentali nella dieta di un ballerino, poiché rappresentano la principale fonte di energia per i muscoli. Essi sono contenuti in alimenti come: Pane, pasta, riso, legumi, mais, patate, zucchero, miele, e tutti i prodotti ricavati da questi alimenti. Una adeguata ingestione di proteine è essenziale per tutti i ballerini. La dieta dovrebbe essere composta approssimativamente dal 12-15% di proteine. Si trovano nella carne, pesce, uova, latte, formaggi, yogurt, legumi, cereali.
I grassi o lipidi fanno parte dei nutrienti essenziali e con gli zuccheri svolgono il ruolo di carburante energetico. L'obiettivo di una corretta alimentazione è di limitarne la quantità, ma non bandirli completamente. La quantità di grassi necessaria è approssimativamente 1 g. per chilogrammo di peso corporeo. Sono preferibili però grassi sani e semplici: un cucchiaio di olio d'oliva a crudo piuttosto che grassi di maiale e fritti.
Gli Omega-3 sono dei grassi, detti essenziali, perché il corpo umano non è in grado di sintetizzarli e la loro presenza nella cellula dipende unicamente dalla dieta. Essi hanno una funzione prevalentemente strutturale e costituiscono la base essenziale per la salute e la costruzione delle cellule dell'intero organismo.
È risaputo che ballare è una delle soluzioni migliori per mantenersi in salute. Aiuta a perdere peso, a controllare la pressione sanguigna ed i livelli di colesterolo, a combattere l'invecchiamento e, soprattutto, a divertirsi in compagnia.
La Svolta e la Rivoluzione Alimentare
A un certo punto è arrivata improvvisa l’illuminazione: “Ho capito che mi stavo rovinando. Dovevo chiudere con quell’anarchia alimentare, rifugio effimero dello stress”, ha spiegato ai microfoni di Ok Salute.
Il disagio in realtà è iniziato molto tempo fa, quando Bolle adolescente lasciò la sua casa in Piemonte per entrare nella Scuola di ballo del Teatro alla Scala; aveva solamente undici anni e fino ad allora i piatti della madre lo avevano fatto crescere in salute.
Per uscirne si è dovuto rivolgere a un professionista dell’alimentazione, per risolvere un disagio radicato nel profondo. Roberto Bolle rivela il retroscena inedito in un’intervista con Ok Salute, affrontando anche il tema della sua disfunzione alimentare: “Con il passare del tempo, un’alimentazione come quella cui mi abbandonavo rischiava di avere ripercussioni negative non solo sulla muscolatura ma sulla salute in generale”, ha spiegato. E più ero sottoposto a un crescendo di stress psicofisico più rinunciavo a controllare quel che mangiavo”.
Poi la svolta improvvisa, con il fisico che lo implorava di cambiare e alla svelta.
“Ritornato a Milano, ho deciso che dovevo disintossicarmi dalle calorie killer. Un venerdì sera ho buttato tutte le pizze in scatola, le brioche e quant’altro nell’immondizia, e mi sono dedicato a tre giorni di depurazione a base di frutta, verdura e acqua a volontà”, poté in breve constatare i risultati e decise di farsi aiutare da un nutrizionista.
Ora la sua dieta è naturalmente rivoluzionata: “Via libera a yogurt e ricotta, riso integrale e farro, carne e pesce, verdure cotte e crude, frutta a volontà; tutto distribuito in maniera equilibrata durante la giornata e condito da tanta, tanta acqua”.
«Brioche e piatti precotti sono stati per anni la mia cena. Un ballerino è un atleta, a tutti gli effetti. La preparazione, la disciplina, le ore di allenamento quotidiano: sono tutti elementi imprescindibili. E più sale il livello, più è necessario il rigore. Ascoltare il corpo fa parte della nostra vita. Sempre. Perché il fisico di chi danza dev’essere potente ma al tempo stesso guizzante ed espressivo, deve volare al suono della musica con movimenti naturali, ma di una naturalezza studiata al dettaglio. Per rispondere a tutti questi requisiti dev’essere sano. Mettereste della benzina scadente in una Ferrari prima del Gran Premio? No. Un’alimentazione corretta è fondamentale. E questo vale per tutti, non solo per i ballerini. Io mi sono fatto aiutare da un nutrizionista che mi ha fornito indicazioni precise sul regime più adatto a un atleta come me.
Il giorno era dedicato allo studio delle varie discipline, dalla danza classica e moderna alla storia della musica. Alle 18.30 iniziavano le lezioni al liceo scientifico serale (per studenti lavoratori), che terminavano alle 22.40. Come non cedere alla tentazione di panini, patatine, snack e merendine varie, che costituivano l’unico intermezzo piacevole tra un’ora di chimica e una di matematica? E si sa che, purtroppo, le cattive abitudini sono difficili da perdere. Così, anche quando ho terminato la scuola e dal collegio mi sono trasferito a vivere in appartamento, a fine giornata mi tornava molto più semplice scartare merendine e confezioni di schifezze varie sul divano, davanti al televisore, piuttosto che mettermi a spadellare ai fornelli. Poi dovevo solo buttare le cartacce nella spazzatura, senza neppure lavare i piatti.
Nei teatri italiani non è prevista la consulenza di un nutrizionista per le compagnie di balletto. Non è come per i calciatori: tutte le società mettono a loro disposizione cuochi e dietologi per controllarne con costanza la dieta e renderla adatta allo sforzo fisico cui si sottopongono. Con il passare del tempo, un’alimentazione come quella cui mi abbandonavo rischiava di avere ripercussioni negative non solo sulla muscolatura, che per essere sempre tonica necessita di un adeguato equilibrio di fibre e proteine, ma sulla salute in generale. E però non c’era nessuno a farmelo notare, a consigliarmi. La situazione è peggiorata con l’inizio della carriera internazionale. Ero sempre in giro, aumentavano i successi e gli impegni. E più ero sottoposto a un crescendo di stress psicofisico più rinunciavo a controllare quel che mangiavo. Mi ricordo in particolare del periodo di Londra, avevo 22 anni, il mio primo lancio internazionale importante: avrei ballato davanti alla principessa Diana e alla principessa Margaret. Mi avevano assegnato un piccolo appartamento a due passi dalla Royal Albert Hall e ogni sera, tornando a casa dopo le prove, facevo la spesa in piccoli supermarket dove i cibi precotti abbondano.
Durante la giornata io e i miei colleghi avevamo solo il tempo per reintegrare le energie con bicchieroni di latte e caffè nella sala relax del teatro e scartocciare qualche barretta energetica senza alcun criterio. A un certo punto mi sono reso conto che stavo arrivando al limite. Mi sentivo affaticato, nauseato. Ho capito che il mio fisico mi chiedeva aiuto per mantenere la forma acquisita, per superarla, per stare bene. Non era una questione di linea, per quella bastava l’allenamento, ma proprio di salute, di benessere. E allora ho detto basta al junk food, rifugio effimero allo stress e alla fretta quotidiana. Il cibo spazzatura mi si stava ritorcendo contro come un boomerang.
Un venerdì sera ho buttato tutte le pizze in scatola, le brioche e quant’altro nell’immondizia, e mi sono dedicato a tre giorni di depurazione a base di frutta, verdura e acqua a volontà. Il primo giorno è stato difficile, l’astinenza da grassi e zuccheri si faceva sentire. Ma già il giorno successivo mi sentivo più leggero e sereno. E alla fine stavo meglio, molto meglio. A questo punto sono andato dal nutrizionista, perché volevo finalmente ascoltare il mio corpo e capire di che cosa avesse bisogno. D’altra parte, con tutto quello che gli faccio fare se lo merita, no? E ho scoperto che non è difficile alimentarsi bene: niente schifezze, tanto per cominciare, via libera a yogurt e ricotta, riso integrale e farro, carne e pesce, verdure cotte e crude, frutta a volontà, tutto distribuito in maniera equilibrata durante la giornata e condito da tanta, tanta acqua. Io ne bevo dai quattro ai cinque litri ogni giorno. Certo non sono diventato un fanatico e una volta ogni tanto mi concedo qualche strappo: per esempio, un assaggio di cioccolato fondente, cui non riesco proprio a resistere, un bicchiere di vino rosso a tavola, un dolce, una bella pasta e sì, anche le patatine del sacchetto o le noccioline all’happy hour quando capita. Perché no?
Il corpo è il nostro strumento di lavoro e per questo va tenuto sempre in perfetta forma. Io mi alleno circa 7/8 ore al giorno. Iniziamo la mattina con stretching ed esercizi di allungamento, poi c’è la lezione, poi le prove. Tutto movimento aerobico, niente pesistica. Una buona alimentazione è fondamentale per avere un fisico sano e performante. Gli alimenti sono il carburante del corpo e dei muscoli, e la loro qualità è fondamentale per garantire delle alte prestazioni fisiche. Io sono molto attento a quello che mangio. Non dal punto di vista della quantità - con otto ore di allenamento al giorno posso permettermi di mangiare quello che voglio!
Una buona alimentazione diventa una buona abitudine. E quando ho delle voglie particolari le assecondo: un bel piatto di pasta, il cioccolato, un bicchiere di buon vino. Magari evito prima degli spettacoli per non appesantirmi.
Ho un fisico naturalmente portato per lo sport ed anche la mentalità dello sportivo. In un’altra vita probabilmente sarei stato un nuotatore. L’acqua è il mio elemento naturale. Il mare mi rilassa, mi sento a casa. Qui mi rifugio appena ho qualche giorno libero.
Tabella: Riepilogo della Dieta di Roberto Bolle
| Categoria di Alimenti | Esempi | Note |
|---|---|---|
| Carboidrati | Riso integrale, farro | Preferiti alla pasta |
| Proteine | Pesce (anche essiccato), carne | Sostituiscono in parte le proteine della carne |
| Grassi | Frutta secca, semi, olio d'oliva | Grassi sani e semplici |
| Verdure | Contorno vario | Parte integrante dei pasti |
| Idratazione | Acqua | 5-7 litri al giorno |
| Sgarri | Cioccolato fondente, vino, patatine | Concessi occasionalmente |
tags: #nutrizionista #roberto #bolle #intervista