Nutrizionista e Preparatore Atletico: Differenze e Competenze in Italia

In Italia, la legge è molto chiara riguardo alle figure professionali che possono occuparsi di alimentazione. Se vuoi parlare di alimentazione, devi essere un biologo nutrizionista regolarmente iscritto all’albo, oppure un dietista o un dietologo. Se sei un Personal Trainer e ti metti a dare al tuo cliente dieta, consigli alimentari, quantificare macronutrienti, prescrivere integratori e fare divulgazione sul “come devi mangiare” sei abbondantemente fuori legge. E attenzione, questo vale sia che tu lo faccia sui social che in consulenza privata.

In Italia il personal trainer può fare diete solo se è ANCHE una delle figure mediche o sanitarie sopra descritte. Che sia giusto o meno o che ci siano nutrizionisti ancora legati a credenze limitanti di 100 anni fa, poco importa… è così! Punto e basta!

Cosa Può Fare un Personal Trainer Riguardo all'Alimentazione?

Se sei un personal trainer, con riferimento all’alimentazione del tuo cliente puoi fare sostanzialmente due cose:

  • Ignorare la legge italiana che dice che solo nutrizionisti abilitati, dietisti e dietologi possono occuparsi di nutrizione.
  • Lavartene le mani e non occuparti dell’alimentazione del tuo cliente, proprio perché la legge italiana non te lo permette.

In entrambi i casi staresti sbagliando!

Nel primo caso, perché ignoreresti anni e anni di studi e quindi metteresti a repentaglio la salute delle persone oltre che la tua professione. Vuoi svegliarti una mattina e scoprire che un tuo cliente ha fatto le analisi ed è un disastro grazie al tuo “generoso” intervento alimentare? Siamo d’accordo che ci sono nutrizionisti che fanno casini, ma questo non ti autorizza a fare altrettanto e peggio.

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Nel secondo caso perché se non sai come si alimenta il tuo cliente non puoi:

  • Capire se e come allenarlo
  • Capire se la sua alimentazione ha bisogno di un professionista dedicato
  • Capire se si sta alimentando ed idratando correttamente per l’obiettivo che ha in testa

La Tentazione del Cliente di Affidare la Dieta al Personal Trainer

Il personal trainer non può elaborare una dieta per il cliente. Non giriamoci troppo intorno e diciamoci la verità; il personal trainer è il primo soggetto che si interfaccia con il cliente per la sua ricomposizione corporea e, soprattutto, lo vede diverse volte a settimana. Il nutrizionista, nella migliore delle ipotesi, lo visita una volta al mese e spesso non si trova nella palestra del cliente, anzi, il più delle volte il cliente fa parecchi chilometri per un consulto perché è quello “bravo”.

Da una parte, il cliente ha quindi un personal trainer che sembra saperne di nutrizione (perché ha un bel fisico, mangia riso e pollo ed interagisce con lui più volte a settimana) ma non si pone il quesito se sia o meno competente. Dall’altra parte il cliente ha il nutrizionista, che magari non conosce e che vede una volta ogni tanto, e per una sessione gli chiede (giustamente) 120-150 euro.

Sembra abbastanza ovvio che il cliente in questione sarà tentato dal chiedere al personal trainer di affiancare al piano di allenamento anche la dieta. Ed è qui che entra in campo la vera professionalità del Personal Trainer, che esula dal “me ne frego della legge e ci penso io” oppure dal “me ne lavo le mani, io mi occupo solo dell’allenamento”, ma imbocca una terza strada.

Personal Trainer, Conosci l’Alimentazione del Tuo Cliente?

Conoscere l’alimentazione del nostro cliente ci permette di comprendere a livello profondo tantissime cose, ovviamente, se si fa una analisi approfondita (NON ANAMNESI! È un termine medico!). Se fai un’intervista molto accurata puoi scoprire:

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  • La quota calorica stimata del tuo cliente e comprendere se è adatta al suo stile di vita ed all’obiettivo che vuole raggiungere.
  • La stima dei macronutrienti presenti nella sua alimentazione: nella sua quotidianità ci sono carenze o eccessi proteici, lipidici o glucidici, dannosi per la sua salute?
  • A grandi linee se gli apporti di zuccheri sono eccessivi o se le fibre sono scarse e farti un’idea riguardo ad eventuali disturbi fisici.
  • Alcune carenze alimentari e associarle a problematiche che ti hanno esposto nell’analisi fisica e dello stile di vita. Ad esempio: colesterolo alto e alimentazione ipercalorica fortemente ricca di dolci e zuccheri. Non dobbiamo fare diagnosi ma capire cosa fare con lui in allenamento e convincerlo a farsi seguire da un nutrizionista, magari di tua fiducia.
  • Se ci sono fobie nei confronti di alcuni cibi o categorie di alimenti, ad esempio una “carbo fobia”. Una volta un cliente alla domanda “sei intollerante a qualche alimento?” mi ha risposto: “a tutti i carboidrati”.
  • Se ci sono atteggiamenti insani nei confronti dell’alimentazione, come ad esempio esclusioni di categorie alimentari ingiustificate e non proposte dal medico.
  • Se c’è una varietà alimentare sana.
  • La quantità di cibi processati.
  • La quantità di pasti “sgarro” (che io chiamo più volentieri “pasti a pioggia” ovvero che uno mangia senza controllo); potrebbero essere motivo di disturbi vari o innescare digiuni compensatori successivi.
  • La presenza più o meno pericolosa di alcool.
  • E tanto, tanto altro.

Conoscere l’alimentazione del tuo cliente non deve essere finalizzato a proporgli una dieta, ma a rendere completo il tuo lavoro di personal trainer con lui.

Che Tipo di Personal Trainer Sei?

Non il Personal Trainer, ma il nutrizionista, dietologo o dietista può trattare l’alimentazione. A questo punto ti dico che se fai il Personal Trainer che si fa pagare a ore in sala pesi, puoi lavartene le mani e allenare il tuo cliente a seconda di quello che riesce a fare in quel giorno specifico. Arriva da te a digiuno da dieci ore e non ha forza? Gli fai fare stretching e poco altro. Arriva da te con la digestione in atto perché ha mangiato un panino con il cotechino mezz’ora prima? Lo alleni con il catino di fianco!

Ma se vuoi evolvere la tua professione e fare IL COACH (quello vero, non solo perché ce lo hai scritto sulla maglia), che si fa pagare per le proprie competenze allora queste cose NON PUOI IGNORARLE! Devi essere un mentore per il tuo cliente e non uno che se ne frega! Il cliente si dovrà fidare di te, e se non vuoi cadere nel calderone della scelta in base al prezzo, perché “un Personal Trainer vale l’altro”, allora è meglio che tu comprenda quanto è importante conoscere le abitudini del tuo cliente.

Devi conquistare la sua fiducia con la comunicazione e l’empatia! La fiducia del cliente non viene data a priori, il cliente vuole capire su chi ha riposto la sua fiducia. Non è con i “devi” che lo conquisterai, ma con la comprensione, il supporto, l’aiuto e soprattutto risvegliando la sua capacità di auto aiuto, che si genera dalla consapevolezza.

Devi aver costruito un team di professionisti abilitati intorno a te ed essere in grado di collaborare con loro! Spesso i Personal Trainer ai miei corsi dicono che è impossibile trovare un nutrizionista che lavori bene; in genere rispondo con queste domande:

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  • Chi sei tu per dire chi lavora bene e chi no?
  • Che studi hai fatto per avere idee al riguardo dell’alimentazione?
  • Hai cercato un nutrizionista che la pensi come te? Oppure dici che non esiste perché ti fa comodo così?

Devi risolvere i suoi problemi facendogli capire come stanno le cose in maniera gentile e progressiva! Se un cliente ha uno stile di vita sbilanciato, che a te piaccia o meno, lui ha trovato un equilibrio in tutto ciò. Nel cercare di portarlo in quello che tu definisci “giusto” lo stai portando fuori dal suo personale equilibrio, quindi lo stai destabilizzando. Vale la pena fare le cose per gradi.

Solo così puoi dire di avere a cuore la salute e l’obiettivo del tuo cliente e di dargli un servizio VERAMENTE DIFFERENTE da tutti gli altri!

Studio e Rispetto della Legge

Se sei un Personal Trainer e vuoi fare un’analisi NON finalizzata alla stesura di una dieta, ma orientata a comprendere a fondo il tuo cliente e lavorare in team con il tuo nutrizionista di fiducia, le cose le devi comunque sapere. Non occorre studiare 3-5 anni, ma avere una base di conoscenze necessarie per capire qualsiasi persona tu abbia davanti e per interagire correttamente con gli altri professionisti. Non puoi farti un’idea di ciò che devi trattare se rifletti sugli altri solo il tuo vissuto. Se tu hai un fisico invidiabile facendo macro con riso e pollo per una vita, non significa che sei sulla strada giusta e non significa che la cosa sia replicabile a tutti.

Se te ne lavi le mani dello stile alimentare del tuo cliente e quest’ultimo non raggiunge nessun risultato di chi credi che sia la colpa per lui? E se proprio perché non sai nulla di lui lo alleni in maniera inadatta e addirittura peggiora, di chi credi che sia la colpa? È TUA! E magari non te ne accorgi neanche, dando la colpa al cliente stesso accusandolo di non essere costante e di non aver voglia di allenarsi, e magari semplicemente non ne ha le forze.

È importante che tu capisca che devi avere le informazioni di base per farti un’idea del cliente che hai davanti, facendo l’analisi giusta per avere una quantità di informazioni ampia e capire cosa farne. È essenziale che tu capisca che interagire con un nutrizionista è importantissimo, io stesso nel mio centro ho un dietista con cui collaboro.

Il Futuro dei Personal Trainer

Il post covid ha fatto registrare un +200% del fatturato globale dei Personal Trainer. Questo significa che in Italia tra apertura delle P.IVA e nuovi centri Personal Trainer, si è registrato un +200% della attività di Personal Trainer a discapito dei centri fitness. Le differenze tra queste 3 figure del mondo del fitness.

Immagina di ricevere ogni settimana richieste per appuntamenti, collaborazioni, preparazioni, sedute motorie ecc…La persona ha sbagliato a contattarti perché non sei in grado di aiutarla? o lei non ha ben chiara la distinzione tra le varie figure nel campo del fitness e del bodybuilding?

Sicuramente se sei un preparatore agonista, hai le competenze per poterla aiutare, ma il tuo target è completamente diverso, le ore passate in sala, gli studi, gli aggiornamenti, gli atleti preparati in tanti anni fanno si che le persone con cui vorresti collaborare conoscano almeno il nome degli esercizi e pratichino il fitness da qualche anno, magari anche con un base per andare su un palco.

La persona che ti ha contattato capirà mai il tuo valore? Probabilmente il tuo valore è troppo al di sopra delle sue necessità e motivazioni, a lei basterebbe un bravo personal trainer di sala che la indirizzi e le dia una base motoria corretta. Migliorerà già tantissimo.

Immagina un’altra situazione: Lavori in palestra come personal trainer, e vieni avvicinato da una bikini che scontenta del terzo posto ai campionati italiani, vuole intraprendere una preparazione per migliorarsi. Non disponi di un luogo per prendere le misure e parametri e probabilmente non hai ancora ben chiaro dinamiche e informazioni per aiutarla.

La laurea è una base di conoscenze nel campo della fisiologia, dell’anatomia e nel mio caso dell’attività motoria adattata che deve essere conosciuta per affrontare tematiche come la biomeccanica, i sistemi energetici e tanti altri campi che nella figura del personal trainer servono per comprendere logiche e meccanismi e per esercitare al meglio la propria professione.

Appurata la questione sottolineo che applicarsi in modo approfondito nello studio, con passione e dedizione per colmare quel gap che una laurea potrebbe dare, rende un personal trainer competente quanto un laureato (per quanto riguarda la parte teorica, non sicuramente quella pratica).

Consiglio vivamente di iniziare da un corso che possa darti la base con queste conoscenze e soprattutto di avere l’umiltà di iniziare dalla sala pesi. Questo per 2 grandi motivi: bisogna fare gavetta e la sala pesi permette di vedere tante persone nella loro grande diversità di struttura e situazione, ma soprattutto si impara a mettere in pratica (dando anche la possibilità, nel momento in cui si acquista la fiducia e si iniziano ad avere le competenze base, di seguire i primi clienti del classico PERSONAL TRAINER con PROGRAMMAZIONE BASE SOGGETTIVA).

Mentre si sale la scala e l’albero si fa forte sulle radici, nascono in un personal trainer dubbi e curiosità su come affrontare percorsi soggettivi mirati sulle problematiche della persona più complesse.

Coach significa CARROZZA. Come ho scritto in alcune slide di corsi che ho tenuto: “Un coach fornisce uno specifico supporto verso l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, responsabilità, scelta, fiducia e autonomia”

In questo caso si parla proprio di percorso, il Personal trainer diventato Coach traina la persona in un percorso personalizzato che la porta da A a B, fornendole strumenti che vanno oltre l’allenamento, oltre programmazioni stagne che non tengono conto di tanti altri dettagli (lavoro, sport, idratazioni, turni, ecc). Sono dinamiche che si creano con un rapporto stretto di collaborazione tra coach e cliente/atleta: c’è una grossa parte di analisi, c’è la fase di ragionamento e di problem solving e c’è il rapporto umano e intimo che sprona, insegna, rende cosciente e autonomo il cliente/atleta sia sotto il profilo fisico che quello psichico.

Il cliente viene trattato come un agonista che non gareggia in cui, non si vuole colmare il suo punto carente, ma si vuole creare qualcosa di altamente personalizzato che non tiene conto solo delle sue leve o dei suoi obiettivi (estetici / e di salute), ma di tutto quello che ruota intorno alla sua vita. Gli orari di lavoro, il tempo che può dedicare agli allenamenti, lo stile di vita e la sua “alidratazione” (licenza poetica che unisce ALIMENTAZIONE e IDRATAZIONE ?), la sua postura e magari il suo microcircolo (donne).

Il coach è l’evoluzione del personal trainer. Infine per diventare un personal trainer per preparazioni agonistiche (che possiamo tranquillamente identificare con il nome di PREPARATORE) bisogna imparare la gestione dell’atleta e delle dinamiche che ci sono dietro, dal riconoscere i punti carenti a come fare il pump pre palco.

A che livello ti senti di appartenere? come pensi di diventare un personal trainer professionale e dove si collocano le tue lacune e le tue virtù? È da tanto che sei nell’ambiente palestra e vuoi dare una immagine rinnovata e aria nuova di conoscenza alla tua professione?

La Nutrizione: Una Giungla

La nutrizione è oramai una giungla in cui tutti si cimentano. Nell’ambito di fitness e palestre da molti anni vi sono istruttori o personal trainer che offrono ai clienti “consulenze nutrizionali” di tutti i tipi, pubblicizzate oggi alla luce del sole nei loro siti internet. La fantasia non manca! È difficile per il cittadino capire se ha di fronte un vero nutrizionista o una delle tante nuove figure di “consulenti nutrizionali”, “nutraceutical o nutritional sport consultant” i cui titoli sono rilasciati da scuole private di naturopatia o corsi della durata di un paio di giorni.

Milioni di giovani italiani frequentano palestre con l’obiettivo di aumentare la loro massa muscolare. All’interno di questi centri si incontrano personaggi, di diversa preparazione e estrazione culturale, che seguono l’allenamento dei clienti. La maggior parte dei titolari di palestre e personal trainer si limita a fare il proprio lavoro, ma talora fornisce delle indicazioni dietetiche, consiglia integratori e addirittura farmaci per aumentare la massa muscolare.

L’ossessione per le proteine (accanto alla fobia per i carboidrati) è molto radicata nella nostra società: si ritiene che una loro abbondanza nella dieta aiuti a perdere peso, ad incrementare la massa muscolare e a preservare la salute. Questa convinzione riguarda più o meno tutti (donne e uomini di ogni età) ma sono soprattutto i giovani maschi desiderosi di incrementare la loro massa muscolare che ne fanno un grande uso.

In realtà il fabbisogno di proteine nella popolazione generale è di 0,8 g/kg di peso corporeo al giorno. Per mantenere la massa muscolare in sportivi l’American College of Sport Medicine suggerisce un apporto proteico tra l’1,2 e 1,7 g/kg/giorno. Si stima che per la maggior parte degli atleti che desiderino aumentare la loro massa muscolare, un consumo di proteine tra l’ 1,4 e 2 g/kg/giorno sia più che sufficiente.

Studi accurati indicano che ad ogni pasto la sintesi di nuovo muscolo scheletrico in un giovane raggiunge un plateau quando si assumono 20 grammi di proteine ad alto valore biologico (0,25 g/kg). Quindi consumarne di più non serve. Ulteriori incrementi della quota proteica potrebbero essere indicati temporaneamente in situazioni molto particolari (ad esempio durante cali ponderali per preservare la massa magra). Ma la cosa andrebbe discussa con una persona competente evitando il fai da te.

Dietro ad ogni personal trainer c’è una sorpresa. Anzitutto è bene capire quali reali competenze abbiano le figure nel mondo del fitness che incontriamo: con un corso di un fine settimana qualsiasi persona può definirsi personal trainer anche senza aver approfondito ulteriormente i propri studi in materia. È prudente chiedere indicazioni su alimentazione e/o uso di eventuali integratori a figure sicuramente competenti.

Non è necessario esagerare con le proteine, è l’allenamento il maggior determinante dell’incremento della massa muscolare. Troppe proteine nella dieta, specie quelle animali, sono associate a maggior mortalità e morbilità.

La qualifica di personal trainer purtroppo per la legge italiana non è legata ad alcun albo professionale. Inoltre non ci sono delle leggi nazionali che regolamentano chi può definirsi tale, ma solo norme regionali che di fatto limitano questo ruolo a laureati, diplomati Isef o persone con brevetto Coni (ottenibile con un corso di un fine settimana). Nel caso di questi ultimi, essendo terra di nessuno spesso ci si trova di fronte a soggetti che scaricano da internet qualche scheda “preconfezionata” e la somministrano senza adattamenti ai loro clienti.

A livello mondiale il fatturato di supplementi proteici è di 19 miliardi di dollari con un trend in continua ascesa. Esiste inoltre in Italia un gruppo di “personal trainer” che seguono teorie dietetiche non in linea con la letteratura scientifica “evidence based” (diete low carb di tipo Paleo).

Fabbisogno Proteico Raccomandato

Gruppo Apporto Proteico Raccomandato
Popolazione Generale 0,8 g/kg di peso corporeo al giorno
Sportivi (mantenimento massa muscolare) 1,2 - 1,7 g/kg/giorno
Atleti (aumento massa muscolare) 1,4 - 2 g/kg/giorno

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