Nutrizionista Specializzato in Lipedema: Un Approccio Personalizzato

Se hai ricevuto una diagnosi di lipedema o sospetti di soffrire di questa patologia, è fondamentale affidarti a un team esperto. Non aspettare che i sintomi peggiorino. Con il giusto supporto è possibile migliorare la tua condizione.

Il lipedema è una condizione cronica che colpisce quasi esclusivamente le donne e si manifesta con un accumulo anomalo di grasso, principalmente su gambe, fianchi e braccia. A differenza del semplice sovrappeso, il lipedema è spesso doloroso, resistente alle diete e tende a peggiorare con il tempo.

Il lipedema è caratterizzato da differenti tipi e può avanzare a differenti stadi. Oltre al dolore e alla sensibilità al tatto, il lipedema comporta una riduzione della mobilità e dell’agilità, che può aggravarsi nel tempo. La sua progressione può portare a complicanze psicologiche come bassa autostima, ansia e depressione, principalmente a causa della difficoltà di gestione del peso e della forma del corpo.

Comprendere il Lipedema

La storia della scoperta del lipedema è legata al lavoro di due medici tedeschi, Edgar Hines e Edgar Allen, che pubblicarono una relazione scientifica sulla condizione nel 1940. Questo articolo, intitolato “Lipedema of the Legs: A Syndrome Characterized by Fat Legs and Orthostatic Edema”, fu pubblicato sulla rivista “Archives of Surgery”.

Questo suggerisce una possibile ereditarietà della patologia. Ricerche hanno indicato una potenziale associazione con una mutazione nel gene POU1F1/PIT-1, che causa carenze multiple dell’ipofisi. Tuttavia, è stato visto che nonostante la presenza della mutazione, i maschi portatori della mutazione non mostrano il fenotipo del lipedema. Altri casi di lipedema sono stati collegati a mutazioni cromosomiche, come nel caso della sindrome di Williams.

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Il lipedema non riguarda solamente il grasso anormale o doloroso. Il grasso del lipedema si trova appena sotto la pelle degli arti, compresi gli avambracci, fianchi, glutei, cosce e polpacci, risparmiando generalmente il tronco e i piedi. Al tatto, il tessuto del lipedema presenta una consistenza nodulare, può essere spesso doloroso e può presentare vene superficiali più evidenti.

Nonostante la somiglianza con l’obesità, il lipedema si distingue in quanto non è associato ad un accumulo di grasso generalizzato, bensì localizzato. Gli adipociti nel lipedema hanno una diversa struttura e un differente metabolismo rispetto a quelli presenti nel grasso normale, con una maggiore resistenza alla mobilitazione lipidica e, quindi, una risposta limitata agli interventi tradizionali per la perdita di peso.

Sintomi e Segni Riconoscibili

Il lipedema è caratterizzato da una serie di sintomi e segni riconoscibili. È importante essere consapevoli di questi per poter identificare la condizione e cercare l’assistenza appropriata. Ecco alcuni dei sintomi e segni comuni associati al lipedema:

  • Accumulo simmetrico di grasso: il lipedema colpisce solitamente entrambe le gambe e/o le braccia in modo simmetrico.
  • Aspetto a “gonfiore”: le gambe e le braccia affette dal lipedema possono apparire gonfie o edematose.
  • Sensibilità al tocco: le persone affette da lipedema spesso sperimentano una maggiore sensibilità al tocco nelle zone colpite.
  • Segno di Simarro positivo: dolore intenso schiacciando la regione interna del ginocchio.
  • Dolore e disagio: il lipedema può causare dolore, sensazione di pesantezza e disagio nelle gambe e nelle braccia colpite.
  • Noduli alla palpazione: grandezza in base allo stadio, possono essere noduli simili a polistirolo, piselli, perle, olive o noci.
  • Lividi frequenti: le persone con lipedema possono sviluppare lividi facilmente, anche a seguito di lesioni minori o senza una causa apparente.
  • Progressione graduale: il lipedema tende ad avere una progressione graduale nel corso del tempo.

Stadi del Lipedema

Il lipedema viene suddiviso in letteratura in diversi stadi (Meyer-Vollrath 2004, Herbst 2015):

  • STADIO 1: la pelle appare inizialmente liscia e morbida, con piccoli noduli, possono esserci sensazioni di pesantezza e dolore, ma i segni esterni della malattia potrebbero non essere immediatamente evidenti.
  • STADIO 2: la gamba ha un aspetto a “buccia d’arancia”, con sottocute ispessito e noduli più grossi.
  • STADIO 3: aspetto a “materasso”, con macronodularità sottocutanee.
  • STADIO 4: LIPOLINFEDEMA in cui l’edema interessa anche mani e piedi, ma molti studiosi affermano che in realtà sia una patologia distinta.

Varianti del Lipedema

Il lipedema può presentare diverse varianti, tra cui le forme COLONNARE e LOBARE. Queste varianti si riferiscono alla distribuzione del tessuto adiposo e alle caratteristiche specifiche della condizione:

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  • Lipedema Colonnare: in questa variante, si osserva un accumulo di grasso in modo uniforme lungo le gambe, dando loro un aspetto “colonnare”.
  • Lipedema Lobare: la variante lobare del lipedema è caratterizzata dalla formazione di grumi o lobi di grasso all’interno del tessuto adiposo.

Tipi di Lipedema in Base alla Localizzazione del Grasso

In base alla localizzazione del grasso del lipedema si distinguono 5 tipi:

  • Tipo I: dall’ombelico fino alla parte inferiore dei fianchi.
  • Tipo II: fino alla parte mediale delle ginocchia, solitamente includendo un cuscinetto di grasso sulla parte interna del ginocchio e sotto il ginocchio.
  • Tipo III: dai fianchi fino alla fine della caviglia, dove si sviluppa un “polsino” di grasso che risparmia il piede.
  • Tipo IV: colpisce solo le braccia ma è raro.

Il Ruolo del Nutrizionista Specializzato

Come abbiamo visto, l’alimentazione per la paziente con lipedema è tutt’altro che banale. Non appena avuta la diagnosi, soprattutto se si ha la fortuna di averla quando non sussiste una condizione di sovrappeso o obesità, è possibile evitare molte delle complicanze della patologia.

Attraverso un intervento personalizzato che mi piace definire “sartoriale” si può costruire un’alimentazione che aiuterà la paziente a stare sempre meglio cercando di andare incontro alle sue necessità dal punto di vista organizzativo e sociale e anche alle sue preferenze. In tempi relativamente brevi le pazienti riferiscono una totale remissione del dolore e pian piano osservano il cambiamento dell’aspetto delle loro gambe con stupore.

L’approccio nutrizionale deve essere personalizzato in base alla persona e alla situazione di partenza. L’obiettivo principale dell’alimentazione per il lipedema è cercare di limitare l’infiammazione.

Strategie Nutrizionali Anti-infiammatorie

Tutti aspetti sui quali la nutrizione può dare un aiuto importante. È però necessario un cambio di mentalità. Non bisogna pensare ad approcci dietetici esclusivamente restrittivi, che si rivelano spesso fallimentari perché, anche quando efficaci in termini di “perdita di peso”, portano ad un peggioramento della disproporzione tra parte alta e parte bassa del corpo, tipica del lipedema.

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Elaborare un piano alimentare per una paziente con lipedema richiede un’attenta personalizzazione. Attenzione alla qualità dei cibi: evitare alimenti conservati e industriali e preferire alimenti freschi e di stagione, carni da animali allevati al pascolo, pesce pescato e uova da allevamento biologico (codice 0). Evitare cibi ricchi in estrogeni (soia e derivati, carni da allevamenti intensivi, ecc.) e materiali in grado di rilasciare sostanze che interagiscono con i recettori di questi ormoni, i cosiddetti interferenti endocrini.

Impostazione di una strategia che abbia forte azione antinfiammatoria. Oltre alle scelte qualitative già citate, bisognerà mantenere un buon rapporto tra omega 3 e omega 6 e contrastare l’insulino-resistenza, fenomeno alla base della gran parte dei disturbi del nostro tempo, che gioca un ruolo importante nell’ iinfiammazione.

Sono diversi gli approcci anti-infiammatori che si sono dimostrati utili nel lipedema: la dieta Paleo, la dieta RAD, la dieta mediterranea modificata e, dulcis in fundo, la più promettente: la dieta chetogenica.

Dieta Chetogenica nel Lipedema

La dieta chetogenica ha lo svantaggio, a mio parere, di essere al momento considerata “di moda” e per questo spesso abusata e non adeguatamente cucita addosso ai pazienti. Si tratta infatti più che di una dieta, di una grande classe di diete accomunate dal basso contenuto in carboidrati (inferiore a 50 g o in alcuni casi a 30 g al giorno) e per lo più iperlipidiche.

È uno strumento dalle molteplici applicazioni, molto potente se gestito correttamente ma che può rivelarsi anche dannoso se applicato senza conoscerne le controindicazioni e le accortezze necessarie per permettere al paziente di trarne tutti i benefici. evitare di sovraccaricare il sistema linfatico, per cui bisognerà scegliere adeguatamente la tipologia di grassi da introdurre, preferendo quelli a corta e media catena (es. preservare o ripristinare l’integrità della mucosa intestinale e i delicati equilibri del microbiota intestinale (l’insieme dei batteri che popolano quest’organo fondamentale).

In quest’ultimo caso gli aspetti da valutare sono davvero molti. Per semplicità possiamo dire che è buona prassi introdurre alimenti prebiotici (tra cui le fibre) e probiotici (prodotti fermentati come yogurt, kefir, crauti, ecc.) ma ogni caso va valutato singolarmente. È molto frequente che la paziente con lipedema sia anche affetta da disturbi intestinali e sensibilità ad alcuni alimenti e tra questi il glutine.

Approccio Multidisciplinare

Senza un intervento, il lipedema può avanzare fino alla formazione di fibrosi nel tessuto adiposo, che rende la condizione ancora più complessa da trattare. Secondo la letteratura attuale serve un intervento multidisciplinare che coinvolga l’attività fisica, la nutrizione e un’attività di bendaggio mirata.

L’attività fisica gioca un ruolo fondamentale nella gestione del lipedema, non mirata alla perdita di grasso, ma al miglioramento del gonfiore e alla riduzione dell’infiammazione. Usare una scorretta attività fisica può portare ad un peggioramento del lipedema e del dolore, mentre utilizzare la corretta attività, usando tipologie di allenamento specifiche invece si nota un notevole miglioramento dei sintomi associati.

È molto importante rivolgersi a professionisti che conoscono la patologia e che siano formati in tal senso, per questo motivo il nostro consiglio è quello di affidarvi alla nostra collaboratrice. La combinazione di un intervento nutrizionale specifico e di un’attività fisica regolare può fornire benefici significativi per la gestione del lipedema.

Una dieta specifica e una routine di esercizi personalizzata possono ridurre i sintomi e aiutare il paziente nella gestione della patologia. L’integrazione di una consulenza psicologica può, inoltre, supportare i pazienti nel gestire l’impatto psicologico della malattia, migliorando la qualità della vita nel lungo termine. In conclusione, il lipedema è una patologia complessa che richiede un approccio multidisciplinare.

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