Negli ultimi anni, è cresciuta la consapevolezza sull'importanza di uno stile di vita sano e salutare. Le motivazioni che spingono i consumatori ad avere un atteggiamento responsabile sono molteplici: l’impatto ambientale dei prodotti alimentari, la richiesta di genuinità dei prodotti, e la preoccupazione per la salute in campo alimentare.
L’interesse per uno stile di vita "healthy" oggi si riflette anche nel mondo dei social network, sempre più utilizzati e seguiti dalla popolazione. Secondo un’indagine dell’European Food Safety Autority, quasi 1 italiano su 4 utilizzerebbe i social come principale fonte di informazione sulla sicurezza alimentare.
Il Fenomeno dei Nutritional Influencer
Accanto ai fenomeni di influencer marketing più noti, negli ultimi anni sono nati anche moltissimi “Nutritional Influencer”, ovvero professionisti della nutrizione che utilizzano i social per trasmettere messaggi sull’alimentazione. Ma cosa fa esattamente un Nutritional Influencer?
Il Nutritional Influencer non è da confondere con il Food Influencer, profilo quest’ultimo basato perlopiù sulla condivisione di ricette, tips culinari o per gli acquisti, e tipicamente caratterizzato da un feed ricco di immagini ghiotte. Chiaramente le ricette possono essere presenti anche sulle pagine dei Nutritional Influencer, ma con uno scopo diverso: trasmettere i principi di un’alimentazione sana ed equilibrata.
Come si Classificano gli Influencer?
Teoricamente è considerabile influencer chiunque “condizioni” il comportamento di un consumatore. In base al numero di follower, si distinguono in:
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- Nano-influencer: fino a 10.000 follower
- Micro-influencer: tra i 10.000 e i 50.000 follower
- Middle-influencer: fino a 150.000 follower
- Big influencer: fino a 500.000 follower
- Mega-influencer: oltre un milione di follower
In merito a questa classificazione, si osserva come i Nutritional Influencer siano ancora una relativa “nicchia”, posizionandosi perlopiù nella categoria dei micro-influencer, con poche eccezioni.
Modalità di Comunicazione e Collaborazioni
Le modalità di comunicazione dei Nutritional Influencer possono essere le più varie: c’è chi racconta la nutrizione nelle storie, chi si esprime attraverso infografiche, chi dedica rubriche allo scardinamento dei falsi miti alimentari, chi si focalizza su tematiche specifiche come possono essere l’alimentazione pediatrica e lo svezzamento, chi lancia sondaggi e organizza quiz per ‘interrogare’ i follower, chi fa molte collaborazioni con i brand dell’industria alimentare e chi non ne fa alcuna.
Ciascun influencer ha le sue modalità di espressione a livello contenutistico, così come le sue policy di collaborazione con i brand (che naturalmente, ricordiamo, qualora presenti, devono rispettare l’uso dell’hashtag #adv all’interno dei contenuti sponsorizzati). Non manca nemmeno chi rinuncia totalmente alle sponsorizzazioni e basa la sua presenza social sulla pura divulgazione scientifica.
Il Potere della Comunicazione Social in Ambito Salute
Se i media tradizionali, come TV e radio, possono essere percepiti come poco autentici e più distaccati, gli influencer hanno il vantaggio di essere persone con le quali è possibile parlare direttamente e alle quali è possibile a tutti gli effetti “affezionarsi”: il loro esporsi pubblicamente in video, in particolare, chiacchierando come si fa con un amico, li avvicina notevolmente al pubblico ed è la chiave per il successo.
Nonostante in Italia il mercato dell’influencer marketing sia ancora giovane, secondo l’Osservatorio Nazionale degli Influencer Marketing, nel 2019 il 66% delle aziende avrebbe realizzato da 1 a 3 progetti in collaborazione con influencer, nel 17% dei casi per il settore fashion o food&beverage.
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Si tratta sicuramente di dati che devono far riflettere anche il mondo scientifico e istituzionale, considerando che queste figure hanno a tutti gli effetti il forte potenziale di veicolare messaggi scientifici al grande pubblico e rendersi portavoce per la promozione di stili di vita salutari.
Naturalmente tutto ciò può avere anche un risvolto negativo: come per tutte le professioni, anche in questo caso non mancano figure non professionali che si espongono senza reali competenze sul tema, e i rischi di una cattiva comunicazione sono dietro l’angolo.
Top 3 Specialisti della Nutrizione su Instagram
Secondo un'analisi di Flu Plus, ecco i tre specialisti della nutrizione più seguiti su Instagram:
- Paola Stavolone (541.000 follower)
- Giulia Ciccarelli (529.000 follower)
- Martina Donegani (curatrice della pagina Martina la salute in cucina) (429.000 follower)
Profili di Alcuni Nutritional Influencer Italiani
Ecco alcuni esempi di nutrizionisti che si distinguono sui social media per la loro capacità di comunicare in modo efficace e coinvolgente:
- Silene Pretto: Biologa nutrizionista che aiuta le persone a stare bene e amare uno stile di vita sano.
- Verdiana Ramina: Dietista specializzata in alimentazione per famiglie, con un focus sulle mamme.
- Silvia Goggi: Esperta in alimentazione vegetariana e vegana, con un profilo molto seguito su Instagram.
- Martina Donegani: Biologa nutrizionista appassionata di cucina e ricette, che aiuta le persone a prendersi cura di sé attraverso l'educazione alimentare.
- Fernanda Lisa Scala: Medico chirurgo specializzata in Nutrizione, molto amata sul web.
- Sofia Bronzato: Medico chirurgo specializzata in Nutrizione, appassionata di arte, scienza e cucina.
- Manuela Mapelli: Biologa nutrizionista specializzata in Disturbi del Comportamento Alimentare.
- Francesca De Blasio: Esperta in Medicina Preventiva e biologa nutrizionista.
- Melissa Paolini: Nutritional influencer seguita da molti follower.
La Comunicazione Sanitaria sui Social: Etica e Deontologia
Tra i tantissimi profili sanitari, però, c'è anche chi - con la scusa di fare informazione - sfrutta il potere delle piattaforme social per farsi pubblicità diretta, promuovendo corsi e guide a pagamento e addirittura incentivando la vendita di linee di prodotti brandizzati. In realtà la comunicazione sanitaria sui social dovrebbe avere regole precise che seguono deontologia ed etica professionale.
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L'allarme arriva dalle stesse società mediche, che riconoscono l'importanza dell'uso dei social network da parte dei medici e professionisti sanitari per favorire la conoscenza e migliorare la qualità dell'informazione medica, contrastando le fake news, ma all'altra parte ribadiscono l'importanza di una condotta etica. Come? Evitando pubblicità, consulenze online e soprattutto mantenendo separato il profilo professionale da quello personale con la creazione di due profili social.
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